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Nascosto in un baule suggeriva con una ricetrasmittente le risposte ai quiz della patente

Il candidato con una telecamera nascosta permetteva al truffatore, in un baule, di vedere le schede dei quiz e riceveva subito le risposte corrette.

E’ stato trovato dalla polizia nascosto in un baule di un’auto mentre si accingeva a passare le risposte ai quiz ad un candidato in aula tramite una ricetrasmittente. E’ stata sventata per caso dalla polizia un’ingegnosa truffa.

La volante del 113 ieri, 9 marzo, stava transitando in via Maestri del Lavoro quando ha notato uno strano movimento. Due uomini scendevano da una Ford Mondeo parcheggiata davanti alle finestre della Motorizzazione e mentre uno si dirigeva verso un bar l’altro entrava nel baule.

‘LA TRUFFA NEL BAULE’ – A quel punto gli agenti della volante fermavano il primo uomo chiedendogli di aprire il baule. Dentro rannicchiato c’era un 40enne piacentino, ‘armato’ di una torcia, di manuali della scuola guida e di un monitor Lcd che, collegato ad una batteria d’auto riceveva le immagini dalla microtelecamera che il candidato ‘disonesto’ aveva addosso durante l’esame (FOTO).

I COINVOLTI – Un vero e proprio armamentario che avrebbe permesso ad un candidato di passare l’esame scritto della patente. A finire nel mirino della polizia quindi sono due piacentini, un 55enne originario di Ragusa e un 40enne di Castelsangiovanni. Il ‘beneficiario’ di questa truffa è un ragazzo straniero che ieri avrebbe dovuto sostenere l’esame alla Motorizzazione.

LE INDAGINI – La questura spiega che i due uomini gravitano intorno al mondo delle autoscuole piacentine. Il dirigente delle volanti, Filippo Sordi Arcelli Fontana infatti spiega che questa potrebbe essere solo “la punta dell’iceberg di una truffa ben più grossa e articolata che potrebbe coinvolgere l’intero mondo delle autoscuole piacentine”. I due piacentini sono stati denunciati per tentata truffa aggravata, mentre la posizione del ragazzo trovato ad usufruire di questo ‘servizio’ è ancora al vaglio degli inquirenti.

Fonte: Il Piacenza

Telecamere miniaturizzate

Palermo, l’odissea negli ospedali

febbraio 20, 2011 Telecamere nascoste No Comments

2Panorama racconta i disagi in corsia

Il set è quello di un ospedale da Terzo mondo, ma siamo in Italia, tra le corsie di Palermo, e non è un film. La telecamera (nascosta), quella di un giornalista di Panorama che è entrato il 13 e 14 febbraio nell’Ospedale dei bambini “G. di Cristina”. Un reality shock che parte dal pronto soccorso: i piccoli in braccio ai genitori si lamentano, l’accettazione è un’odissea, può durare anche 8 ore. Si attende tra i lamenti in condizioni vergognose.

La sala d’attesa è un angusto spazio senza giochi né posto per sedersi, eppure all’ingresso si legge: “Azienda di rilievo nazionale e di alta specializzazione”. Nei corridoi del reparto ricoveri è peggio, il caos: percorrerlo significa dover fare uno slalom tra barelle, flebo, mamme che cullano i bambini, lettini di fortuna dove i genitori dormono e assistono i figli.

Dopo ore di attesa estenuante, quando va bene si finisce ammassati lì, in corridoio. Un reportage, quello di Panorama, che si sposta all’Ospedale Civico, uno dei più grandi complessi sanitari del sud. Stesso disastro sanitario, con una differenza: i pazienti sono adulti. Lo scenario, quindi, si ribalta: qui sono le figlie che assistono i papà anziani ricoverati in stanzette provvisorie, per esempio in una sala tv.

Nessuna separazione tra i loro letti, nessuna privacy. Il 4 febbraio il manager dell’Arsa, azienda sanitaria cui fanno capo l’Ospedale dei bambini e il Civico, si è dimesso. Al suo posto, nei due ospedali, si è insediato un commissario straordinario.

Fonte: TG Com

Microcamere nascoste per sorveglianza video

Tribunale di Rimini, telecamera spia nel bagno delle donne

febbraio 17, 2011 Telecamere nascoste No Comments

Un’avvocatessa scopre una mini-videocamera nascosta nel bagno delle donne del Tribunale di Rimini.

Si potrebbe pensare che chiunque voglia nascondere una telecamera in un bagno pubblico a tutti i luoghi possa pensare meno che a un Tribunale.

Invece proprio nel bagno riservato alle donne del Tribunale di Rimini un’avvocatessa ha notato, nascosta da un cestino dei rifiuti, una piccola telecamera nascosta.

La sicurezza, avvisata immediatamente, ha rimosso il dispositivo mentre ora le forze dell’ordine hanno avviato un’indagine per capire chi l’abbia posizionato.

La telecamera utilizzata per spiare le donne che si recavano al bagno trasmetteva via radio le riprese: è possibile che immagini e filmati siano già in Internet.

Fonte: Zeus News

Roma: Parrucchiera a domicilio deruba una ‘cara’ amica, denunciata

febbraio 8, 2011 Telecamere nascoste No Comments

Entra furtivamente nella camera da letto, apre il primo cassetto utile del comò e inizia a trafugare bracciali ed altri preziosi, ma tutta la scena viene registrata da una telecamera nascosta. Non è la solita storia di “topi d’appartamento”, ma lo strappo che ha messo fine ad un’amicizia durata circa 20 anni. La ladra, infatti, è una 77enne romana: la vittima è una sua vecchia amica di 61 anni.

Quest’ultima si serviva delle prestazioni della 77enne, parrucchiera a domicilio, per farle guadagnare qualche soldo extra, ma la falsa amica, approfittando della sua “attività”, dopo aver posizionato la vittima sotto il casco per l’acconciatura, si allontanava per qualche minuto con la scusa di dover andare in bagno ed entrava nella camera da letto per rubare tutto ciò che le capitava a portata di mano, in prevalenza soldi e preziosi.

I continui ammanchi, però, hanno fatto insospettire la 61enne che, decisa ad andare in fondo alla questione, ha posizionato una micro-telecamera nella camera da letto. All’ennesimo appuntamento, la parrucchiera-ladra è stata immortalata proprio mentre apriva la cassettiera e frugava tra le scatole di preziosi della donna mettendosi in tasca un orologio ed una collana.

La vittima, dopo aver visionato le immagini, si è presentata alla Stazione Carabinieri Roma Tiburtino III con la registrazione e i militari, preso atto della situazione, hanno bussato alla porta della parrucchiera mettendola di fronte alle sue responsabilità. Dopo un primo momento di reticenza la 77enne ha confessato. Nella sua abitazione i Carabinieri hanno rinvenuto la collana in oro e l’orologio d’argento, rubati nell’ultimo raid, che sono stati restituiti alla sua ”amica”. Per la ladra è scattata la denuncia a piede libero per furto aggravato.

Fonte: Iris Press

Bologna, “schiaffi e calci ai bambini” le scene riprese dalla telecamera nascosta

gennaio 13, 2011 Telecamere nascoste No Comments

L’elenco delle accuse contenute nell’avviso di fine indagine alle due insegnanti della scuola materna Manzini indagate per abuso di mezzi di correzione. Le scene descritte sono quelle videoriprese dai carabinieri con telecamere nascoste

Calci, schiaffi, strattoni, insulti. Nei video girati con una telecamera nascosta all’interno della scuola materna Manzini si vedono le due maestre indagate infierire sui bambini di quattro anni. L’elenco di quelle scene è contenuto dell’avviso di fine indagine fatto notificare alle insegnanti dal pm di Simone Purgato dopo le indagini dei carabinieri della Stazione Bologna-Bertalia. L’accusa è di abuso di mezzi di correzione e disciplina perchè le due donne avrebbero adottato nei confronti di vari bambini della classe a loro affidata “un comportamento connotato da eccessiva severità e talvolta da comportamenti violenti ed estremamente punitivi”.

Nell’annotazione della intercettazione del 16 novembre si riferisce che una maestra prende il bambino lo afferra per la maglia e lo immobilizza tra le sue gambe. Poi senza lasciare la presa lo prende per le guance con entrambe le mani e lo scuote più volte avanti e indietro. “All’azione, la maestra – annotano i carabinieri – imprimeva un forza spropositata”.
Quindi il bambino è stato scaraventato di nuovo sulla sua sedia. Dalle immagini si vede poi il bambino accasciato in ginocchio per terra con il volto sulla seduta della sedia e nel momento in cui rialza la testa si nota il bambino piangere con il dito in bocca”.

L’episodio del 22 in base alle riprese viene così descritto: “al rifiuto della bambina di mangiare la maestra con la mano destra prende il piatto, con la sinistra la bimba per il colletto della maglia, la solleva dalla sedia tenendola sospesa e la conduce da una parte della stanza dove non c’è nessuno, la maestra butta in un cestino il piatto con il mangiare.
Nell’audio si sente la maestra che dice ‘mangia questo, dai siedi qua, brutta mostra'”. E la bimba piange. Ripresi dalle telecamere anche gli schiaffi e i calci: il 25 novembre una delle maestre, riferisce il brogliaccio dei carabinieri, “improvvisamente si alza e si avvicina ad un bambino sferrando due energici schiaffi sul capo, lo rimprovera e prendendolo per mano lo fa sedere al suo fianco, per poi mimare il gesto compiuto con un’altra bambina che si trova di fronte”. Il bambino piange tutto il tempo.

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