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La suora Lupin ripresa dalle videocamere di sorveglianza

Anche questa volta le telecamere di sorveglianza hanno immortalato immagini bizzarre.

Il video, che ha fatto rapidamente il giro del mondo attraverso il web, arriva dalle videocamere nascoste di un minimarket degli Stati Uniti.

Come vediamo nelle immagini, la protagonista della vicenda è una suora, o presunta tale, che non essendosi accorta della presenza di videocamere a circuito chiuso, ha ceduto alla tentazione di prelevare in maniera furtiva una lattina di birra. L’abito indossato si è reso complice del furto, infatti la suora, dopo essersi guardata attorno, ha nascosto la bevanda alcolica in una delle tasche dell’abito talare. Poi in maniera disinvolta ha preso dell’acqua e un’altra bevanda e si è diretta verso la cassa.

Le possibilità possono essere due: o la sorella ha dimenticato il settimo comandamento oppure si tratta di una “finta suora”, magari qualcuno che ha anticipato la festa di Halloween.

Fatto sta che con gli ultratecnologici sistemi di sorveglianza è praticamente impossibile sottrarre qualcosa dagli esercizi commerciali senza essere visti.

Una microcamera per denunciare la condizione delle ragazze russe

Un video-denuncia di una ragazza russa, Yulia, che intende mostrare al mondo come vengono trattate proprio le ragazze in Russia.

Il video è stato pubblicato da Red Hot Russia, un sito specializzato in analisi e controllo sulla repubblica federale. Yulia, assieme ai suoi amici, ha girato Mosca con una microcamera nascosta ed è stata subito abbordata da almeno cinque uomini. Questi le si sono accostati con pesantissime avances e, quando lei ha chiesto gentilmente di essere lasciata in pace, le hanno risposto con insulti o pesanti insistenze.

Una condizione non di certo felice quella di molte ragazze russe, ammirevole sicuramente il coraggio delle persone come Yulia che servendosi solamente di qualche amico e di una microcamera ha dato voce a migliaia di persone.

Ecco il video.

Città completamente videosorvegliata: soluzione contro vandalismo e microcriminalità?

Aosta videosorvegliata

Facendo un giro sia nei grandi che nei piccoli centri urbani, è facile notare zone di degrado, dovuto non tanto, o, meglio, non solo, all’abbandono da parte delle istituzioni, ma soprattutto ad una scarsa considerazione da parte di cittadini, tra i quali si nascondono i cosiddetti vandali.

E, se quello del vandalismo è un problema da non sottovalutare, perché abbruttisce i luoghi in cui viviamo e li rende meno appetibili agli occhi di potenziali turisti, la microcriminalità lo è ancora di più, perché mina il tessuto sociale dal suo interno, rendendo i cittadini sempre più diffidenti e spaventati. È un dato di fatto che un po’ in tutte le città, dal nord al sud, siano aumentati furti, scippi, aggressioni ai cittadini e spaccio di droga, complice molto spesso le ristrettezze in cui si vive a causa della crisi economica.

Si avverte sempre più la necessità di rafforzare la sicurezza dei cittadini, studiando piani che vanno da un più approfondito controllo da parte delle forze dell’ordine all’organizzazione di vere e proprie ronde, non sempre legali e spesso contestate da una parte degli stessi cittadini, che si rifiutano di vivere in luogo in un certo senso “militarizzato”.

Una soluzione curiosa, e che scatenerà il dibattito anche a livello nazionale, è quella adottata dal Comune di Aosta per porre fine ad atti vandalici e microcriminalità: disseminare telecamere nascoste per tutta la città. Il provvedimento è stato già messo in atto nei parchi cittadini, ma la giunta ha dato il via libera ad un progetto da 180.000 per la videosorveglianza delle vie e dei vicoli del centro. Un sistema non solo per proteggere la città da writer, ovvero imbrattatori di muri, ma soprattutto per proteggere i cittadini da malintenzionati.

Ora, se da un lato ci si chiede quanto questo sistema di microcamere sarà efficace nella prevenzione di certi problemi (in molti sono d’accordo e ritengono la soluzione più che giusta), dall’altro c’è chi teme di veder violata la propria privacy, pur trattandosi di luoghi pubblici.

Endoacustica Europe

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma.

Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in questi giorni ha diffuso un interessante servizio, corredato nella versione online anche da un video, che spiega come difendersi dai furti in appartamento durante il periodo estivo. A dare i consiglio, non solo il Commissario Gennaro Corrado, della Questura di Napoli, ma anche un “Lupin” pentito, un 38enne con oltre vent’anni di carriera da ladro alle spalle, poi convertitosi alla legalità trovando un lavoro normale. Le ragioni che l’hanno spinto a fare come mestiere il ladro? La necessità: difficoltà nel trovare lavoro ed una famiglia con due figli piccoli da mantenere.

Secondo gli esperti intervistati dalla testata napoletana la prima vera “mossa” da attuare per prevenire i furti nelle case è mantenere buoni rapporti di vicinato, perché “Un buon rapporto di vicinato vale più di un sistema d’allarme”. O, se non si dovessero avere buoni rapporti con i vicini, è bene fare affidamento su un parente o un amico che di tanto in tanto si rechino nell’appartamento per dare una controllatina e per svuotare la cassetta della posta (una cassetta piena è indice che in casa non vi è nessuno.

Prima di partire in vacanza sarebbe bene, inoltre, fotografare i propri oggetti di valore, per poi controllare, al ritorno, che non manchi nulla; chiudere bene porte e finestre, non importa a quale piano si abiti: come afferma il ladro pentito, le bande di solito hanno al loto interno un uomo capace di arrampicarsi fino al settimo piano, una specie di “uomo-ragno” insomma.

Indispensabile è, poi, dotarsi di un buon sistema di allarme, facendo anche molta attenzione a chi lo installa: far installare il proprio impianto ad una persona che potrebbe essere “alleata” dei ladri sarebbe come lasciare tutte le porte aperte. E anche per quanto riguarda i sistemi di allarme, oggi i ladri sono sempre più all’avanguardia e aggiornati alle ultime tecnologie e sono capaci, secondo il “Lupin” pentito, di riuscire a disattivare in 20 minuti anche i dispositivi più complessi, come quelli anti-schiuma e anti-strappo.

I sistemi più sicuri, invece, risulterebbero quelli collegati agli organi di vigilanza, pronti ad intervenire ogni qualvolta un apparecchio invii la segnalazione, o i sistemi di videosorveglianza nascosti, come le telecamere spia.

Londra blindata in vista delle Olimpiadi 2012, tra missili e videosorveglianza.

controllo militare giochi olimpici

Una notizia che sta rimbalzando sulle testate giornalistiche di tutto il mondo, quella che vede la capitale del Regno Unito blindata in prospettiva dello svolgimento dei Giochi Olimpici, che si terranno dal 27 luglio al 12 agosto.

Operazione di sicurezza messa a punto è piuttosto spettacolare, e l’esercito avrà un ruolo centrale al fianco di polizia e agenti di sicurezza più convenzionali: circa 40.000 uomini, due navi da guerra, aerei da combattimento Typhoon, squadre militari per l’eliminazione degli ordigni esplosivi, e elicotteri da combattimento saranno distribuiti in tutto il paese per tutta la durata delle Olimpiadi.

I residenti di Londra sono di nuovo invitati a partecipare alla difesa della città. Bow Quarter, nella parte est della città è un quartiere in parte pedonale, popolato da giovani famiglie e professionisti, che molto presto potrebbero vedere i loro edifici militarizzati. Nel fine settimana, infatti, il Ministero della Difesa ha notificato i residenti di alcuni quartieri di tutto Olympic Park di Londra che potrebbero diventare sede di batterie di missili ad alta velocità. In altre parole, i londinesi avranno dei razzi sui loro tetti.

I residenti, che sono stati informati tramite la posta, hanno appreso con sorpresa che circa 10 soldati e una varietà di hardware potrebbero essere installato in cima ai loro edifici per un massimo di due mesi questa estate.

Oltre alle armi vere e proprie, è stato messo a punto un enorme sistema di videosorveglianza, con microtelecamere spia installate nei luoghi più disparati, affinché nulla sfugga al controllo dei militari.

“Non abbiamo ricevuto minacce specifiche contro le Olimpiadi – ha precisato Stuart Artha, responsabile della sicurezza aerea – stiamo prendendo tutte le precauzioni necessarie nel caso ci fosse un problema. I britannici si aspettano che noi siamo pronti ad intervenire”. Nessuna minaccia specifica, dunque, ma l’esigenza di far svolgere i Giochi in totale sicurezza in una città che ancora ricorda con profondo sgomento gli attentati del 2005, quando dei kamikaze si fecero esplodere in metropolitana e su un autobus, provocando la morte di 55 vittime. Era il 7 luglio e solo il giorno prima Londra era in festa per la decisione del Cio di svolgere proprio nella capitale britannica le Olimpiadi 2012.

Microcamere nella toilette delle donne, denunciato 46enne a Rivoli.

spiare donne in bagno

Sembra quasi di essere in un film trash degli anni ’80 ed invece è un fatto risalente al 19 giugno 2012: un impiegato 46enne di Mele, in provincia di Genova, è stato denunciato per aver installato due microcamere spia per guardare le donne in bagno in un centro cinofilo di Rivoli (Torino), in cui faceva l’addestratore. Ma, come si dice, “il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi”. Non sono, infatti, nemmeno serviti strumenti per la bonifica ambientale per scoprire i dispositivi nascosti.

Questi, infatti, non erano stati installati perfettamente e si stavano staccando dalla sede in cui erano stati collocati. È stato facile, pertanto, per le potenziali vittime e donne delle pulizie, notare quegli strani fili che hanno destato in loro sospetti, spingendole a segnalare la situazione ai carabinieri.

L’uomo, che si era accorto della fragilità del sistema che aveva messo in piedi, si è intrufolato nella toilette ed ha cercato di rimuovere gli apparecchi con un coltello a serramanico, ma è stato beccato in flagrante dagli addetti alle pulizie, che hanno chiamato immediatamente i carabinieri, i quali hanno dovuto proteggere l’uomo dal linciaggio da parte delle donne del centro e dei loro mariti, che si sono scagliati ferocemente contro di lui.

Al momento della cattura l’uomo aveva con sé due coltelli ed è stato, perciò, denunciato, anche per porto di oggetti atti ad offendere, oltre che per detenzione di materiale pedopornografico, rinvenuto nella sua abitazione, perquisita dopo l’accaduto.

Sono 23, finora, le vittime che hanno sporto denuncia contro l’uomo, ma il numero è sicuramente destinato a salire, visto che il giorno in cui sono state installate le telecamere, presso il centro era in atto una gare che vedeva la partecipazione di circa 400 persone.

Dunque, se quella di spiare è quasi un’arte, l’impiegato genovese di certo non è un artista!

Telecamere nascoste in Parlamento, la Casta si ribella

microspie nella camera

Negli scorsi mesi ha destato molto scalpore la vicenda del parlamentare IDV Francesco Barbato, che si è recato in Parlamento munito di una telecamera nascosta all’interno dell’occhiello della sua giacca.

Grazie alla microcamera, l’onorevole Barbato è riuscito a riprendere e registrare i suoi colleghi in situazioni decisamente sconvenienti per un parlamentare, ad esempio documentando le parole del suo ex collega di partito Antonio Razzi, che ha ammesso di essere passato al movimento dei Responsabili di Scilipoti dietro pagamento di una ingente somma da parte dell’allora premier Berlusconi, che grazie ai Responsabili (da allora ribattezzati “Disponibili”) ha potuto salvare la sua carica per qualche mese prima della caduta.

Di fronte a rivelazioni di tale portata, in qualsiasi paese del mondo ci sarebbero state levate di scudi contro i parlamentari “in vendita” , con conseguenti richieste di dimissioni. In Italia invece, la levata di scudi da patre degli altri deputati c’è stata sì, ma contro Barbato, reo a loro dire di “avere compiuto atti ignobili” nei confronti degli altri colleghi e di aver “offeso il Parlamento”.

L’indignazione della Casta contro le telecamere nascoste di Barbato è stata assolutamente bipartisan, con Lega, PDL e PD ancora una volta uniti a difesa delle prerogative e dei privilegi dei parlamentari, tanto sono divisi quando si tratta di approvare provvedimenti a beneficio dei cittadini.

Barbato si era introdotto in Parlamento con una minicamera occultata nella giacca, accostando i colleghi sospettati di essersi “venduti” all’allora maggioranza, e riuscendo a farli parlare di tali “peripezie”, mentre il tutto veniva debitamente registrato per essere poi mandato in onda in TV nella trasmissione “Gli Intoccabili”.
Non appena il trucco è stato scoperto, immediatamente sono partite le richieste da parte degli altri parlamentari, offesi da tale “insulto”, di bloccare la diffusione di tali registrazioni, chiedendo al presidente della Camera Fini di censurare il comportamento di Barbato.

Da parte di Fini non è invece arrivata nemmeno una parola di censura verso Barbato, le cui registrazioni hanno potuto essere trasmesse, in modo che l’opinione pubblica potesse rendersi ancora una volta conto di chi la rappresenta….

Cinque anni all’allenatore pedofilo, molestò un minore nella palestra

Il Gip di Bologna Marinella De Simone ha condannato con il rito abbreviato a cinque anni di reclusione per atti sessuali su minore un impiegato bolognese di 42 anni, allenatore delle giovanili di basket di una polisportiva del capoluogo emiliano.

L’uomo era accusato di aver molestato un allievo di dieci anni nello stanzino della palestra. Il Pm di udienza, Domenico Ambrosino, aveva chiesto una pena di otto anni. Il giudice ha anche stabilito una provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro per la vittima e di 15mila per ciascun genitore, costituiti in giudizio attraverso l’avvocato Pietro Giampaolo, rimandando il risarcimento danni a un processo in sede civile.

Con la sentenza è stata applicata la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici e l’inibizione a svolgere incarichi in scuole di ogni ordine e grado o in strutture frequentate da minori. Il 42enne, incensurato e difeso dall’avvocato Cesarina Mitaritonna, era stato arrestato in flagranza di reato dalla squadra mobile lo scorso dicembre dopo la denuncia presentata dai genitori, a cui il piccolo si era rivolto scrivendo un biglietto: “Dite a quell’uomo di non portarmi più nello sgabuzzino”. La polizia, coordinata dalla Procura, aveva installato delle telecamere nello stanzino. Nel corso di un allenamento, l’uomo si era allontanato con l’allievo e una volta nello sgabuzzino gli aveva sfilato la canottiera e aveva cominciato a baciarlo. A quel punto è scattato il blitz, con l’arresto dell’allenatore.

Fonte: Repubblica Bologna

Bologna: telecamera nascosta in bagno casa studentesse, due denunce dei carabinieri

Un imprenditore edile di anni 32, originario della provincia di Sassari e titolare di una ditta di pronto intervento idraulico con sede a San Lazzaro di Savena, e un suo collaboratore elettricista, un bolognese di anni 30 gia’ noto alle forze dell’ordine, sono stati denunciati dai carabinieri di Bologna per interferenza illecita nella vita privata delle persone.

I due sono accusati di aver nascosto una microtelecamera nel bagno dell’abitazione in cui vivevano due studentesse delle province di Lecce e Varese.
Il reato e’ stato commesso durante i lavori effettuati nel bagno delle due donne che si era allagato per la rottura di una conduttura. Le vittime hanno trovato la telecamera, che era orientata verso il box doccia, nascosta in un barattolo di vernice. Immediata la denuncia e le indagini dei carabinieri che hanno scoperto che l’apparecchio, rimasto nell’abitazione per circa due settimane, poteva fare riprese audio e video ed era attivabile mediante collegamento telefonico. Quando i due sono tornati nell’appartamento per riprendere la telecamera con la scusa di dover eseguire piccoli ritocchi di tinteggiatura sono stati bloccati e denunciati dai militari. … Continue Reading

Telecamere nascoste nelle stanze delle studentesse!

Firenze, le due studentesse non sapevano di essere spiate

Erano nei condizionatori d’aria. Il proprietario di casa denunciato per «interferenza illecita nella vita privata»FIRENZE – Un Grande Fratello ad uso domestico. Con il solo scopo di spiare le due studentesse a cui aveva affittato le camere. E’ successo a Firenze dove un trentenne aveva nascoste delle telecamere nei condizionatori d’aria per guardare le due ragazze a cui aveva subaffittato due camere del suo appartamento. Le due studentesse lo hanno scoperto per caso ed hanno subito chiamato i carabinieri.

Il padrone di casa è un agente immobiliare fiorentino, 30 anni,  che è stato denunciato per interferenza illecita nella vita privata.  La scoperta delle telecamere nascoste è stata fatta dal fidanzato di una delle due ragazze, uno studente calabrese che, passando nel corridoio dell’ appartamento aveva intravisto in una stanza del padrone di casa – attraverso uno spiraglio della porta lasciata aperta – un televisore che trasmetteva le immagini dell’ amica della sua ragazza, che in quel momento era nella sua camera. A quel punto il giovane e le due ragazze hanno affrontato il padrone di casa che, vistosi scoperto, ha cercato di strappare i cavi del circuito televisivo. Una manovra che è stata però fotografata da una delle due ragazze, che hanno consegnato come prova le immagini ai carabinieri. Questi ultimi, dopo un sopralluogo nell’ appartamento, lo hanno denunciato per interferenza illecita nella vita privata delle due ragazze, un reato di recente istituzione, che comporta una pena fino a quattro anni di reclusione.

Telecamere nascoste

Fonte: www.corriere.it

Telecamera nascosta nel bagno delle donne. Ma chi l’ha messa riprende per sbaglio anche se stesso

Le telecamere fanno parte della nostra quotidianità, molto di più di quanto non crediamo: telecamere nei telefonini, telecamere nei negozi, telecamere perfino per le strade. C’è chi dice che, in realtà, non siamo del tutto soli nemmeno quando siamo in casa, perché se il Governo vuole sa come spiarci. Ora, teorie complottistiche a parte, ci sono almeno due posti dove una persona dovrebbe potersi sentire tranquilla: la propria casa e i servizi dei luoghi pubblici… ma non sempre è così.

Kurt Cobain cantava ‘Solo perché sei paranoico, non vuol dire che non ci sia qualcuno dietro di te‘. E non era paranoia quella che aveva allarmato una signora, cliente della libreria ‘Family Christian Book Store‘ di Simi Valley, California, quando, recatasi nel bagno del negozio, aveva notato un oggetto simile a una telecamera.

La polizia ha subito avviato delle indagini, e ha potuto ricostruire gli avvenimenti, ancora una volta grazie alle azioni maldestre e raffazzonate proprio di colui che la telecamera l’aveva piazzata.

Il ventottenne Joseph David Ramon Moreaux, commesso della libreria, aveva infatti avuto la brillante pensata di spiare le clienti mentre si recavano ai servizi, e aveva deciso di nascondere la telecamera ponendola in mezzo a un mucchio di scatole in un angolo della stanza. Peccato che, mentre attuava il suo abile piano, non si fosse accorto che la telecamera era accesa e funzionante. E aveva ripreso tutto.

La sorte sa essere ironica, e il guardone che voleva riprendere di nascosto è stato incastrato da un video di cui non sapeva di essere protagonista. E dalla telecamera da lui stesso piazzata. Per entrambi questi motivi, vivissimi complimenti.

Fonte: Tuttogratis

Telecamere per videosorveglianza

In palestra in orario di lavoro, indagati 33 dipendenti del ministero

La denuncia di un lavoratore disgustato dai comportamenti dei colleghi del dipartimento Comunicazioni dello Sviluppo economico, che si timbravano l’un l’altro il cartellino per maturare il buono pasto, altri mentre risultavano in servizio andavano a fare la spesa. Otto i casi più gravi. Sono accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato

C’era chi andava a fare la spesa, chi addirittura in palestra. Si timbravano il cartellino l’un l’altro in modo da risultare in servizio e maturare anche il buono pasto. Trentatré dipendenti della sede di Bologna del Ministero dello Sviluppo economico-dipartimento comunicazioni ispettorato regionale dell’Emilia-Romagna sono indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato con violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione: secondo l’accusa, si allontanavano dall’ufficio durante l’orario di lavoro senza autorizzazioni o giustificazioni.

I trentatré, in un ufficio composto da un quarantina di persone, hanno ricevuto l’avviso di fine indagine dopo un’inchiesta condotta dal Pm di Bologna Antonella Scandellari e dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. Tutto è partito dalla denuncia di uno dei dipendenti, disgustato dai comportamenti dei colleghi, in particolare di sei, che approfittavano più di altri della situazione.

Sono partite le indagini: una telecamera nascosta ha filmato gli allontanamenti e sono stati coinvolti anche gli altri ventisette dipendenti (per molti di loro la posizione appare meno grave) finiti indagati. In totale i casi più significativi sono diventati otto. Molti approfittavano per andare a fare la spesa e c’e’ anche il caso di una assistente amministrativa, 46 anni, che figurava in servizio mentre frequentava un vicino centro di estetica e fitness. Nei giorni di frequentazione della palestra riusciva anche ad accumulare diversi minuti di eccedenza lavorativa.

Sono finiti tutti sotto inchiesta i quattro capi settore, due donne e due uomini: la direttrice del settore ‘Autorizzazioni, verifiche e controlli’, la responsabile del settore ‘Logistico’; il capo del settore ‘Reti e servizi di radiodiffusione’, e il capo del settore ‘Reti e servizi di comunicazione elettronica’.

Fonte: Repubblica Bologna

Nascosto in un baule suggeriva con una ricetrasmittente le risposte ai quiz della patente

Il candidato con una telecamera nascosta permetteva al truffatore, in un baule, di vedere le schede dei quiz e riceveva subito le risposte corrette.

E’ stato trovato dalla polizia nascosto in un baule di un’auto mentre si accingeva a passare le risposte ai quiz ad un candidato in aula tramite una ricetrasmittente. E’ stata sventata per caso dalla polizia un’ingegnosa truffa.

La volante del 113 ieri, 9 marzo, stava transitando in via Maestri del Lavoro quando ha notato uno strano movimento. Due uomini scendevano da una Ford Mondeo parcheggiata davanti alle finestre della Motorizzazione e mentre uno si dirigeva verso un bar l’altro entrava nel baule.

‘LA TRUFFA NEL BAULE’ – A quel punto gli agenti della volante fermavano il primo uomo chiedendogli di aprire il baule. Dentro rannicchiato c’era un 40enne piacentino, ‘armato’ di una torcia, di manuali della scuola guida e di un monitor Lcd che, collegato ad una batteria d’auto riceveva le immagini dalla microtelecamera che il candidato ‘disonesto’ aveva addosso durante l’esame (FOTO).

I COINVOLTI – Un vero e proprio armamentario che avrebbe permesso ad un candidato di passare l’esame scritto della patente. A finire nel mirino della polizia quindi sono due piacentini, un 55enne originario di Ragusa e un 40enne di Castelsangiovanni. Il ‘beneficiario’ di questa truffa è un ragazzo straniero che ieri avrebbe dovuto sostenere l’esame alla Motorizzazione.

LE INDAGINI – La questura spiega che i due uomini gravitano intorno al mondo delle autoscuole piacentine. Il dirigente delle volanti, Filippo Sordi Arcelli Fontana infatti spiega che questa potrebbe essere solo “la punta dell’iceberg di una truffa ben più grossa e articolata che potrebbe coinvolgere l’intero mondo delle autoscuole piacentine”. I due piacentini sono stati denunciati per tentata truffa aggravata, mentre la posizione del ragazzo trovato ad usufruire di questo ‘servizio’ è ancora al vaglio degli inquirenti.

Fonte: Il Piacenza

Telecamere miniaturizzate

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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