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Samsung contro LG: gli schermi OLED sarebbero stati copiati

Dopo l’infuocata diatriba tra Samsung ed Apple, si profila una nuova accusa di spionaggio industriale. Questa volta è stato il colosso del Galaxy a portare in tribunale la connazionale coreana LG. L’oggetto del contenzioso sarebbero 18 tecnologie segrete e protette da brevetto riguardanti i pannelli OLED (Organic Light Emitting Diode).

Si tratta di una nuova tecnologia che permette di realizzare display a colori con la capacità di emettere luce propria: a differenza dei display a cristalli liquidi, i display OLED non richiedono componenti aggiuntivi per essere illuminati. Questo permette di realizzare display molto più sottili e addirittura pieghevoli e arrotolabili, e che richiedono minori quantità di energia per funzionare. Proprio in questi giorni, all’Ifa di Berlino le due aziende coreane hanno orgogliosamente esposto i propri televisori OLED 55 pollici di ultima generazione e praticamente identici. L’ingiunzione, presunta da aprile scorso e depositata solo negli ultimi giorni presso la Central District Court di Seoul, coinvolgerebbe undici persone tra collaboratori interni ed esterni e vedrebbe un passaggio indebito di documenti.
Samsung chiede in definitiva 880mila dollari alla concorrente LG per ogni prodotto dotato delle stesse tecnologie. Inoltre i vertici Samsung tengono a sottolineare che la concorrente avrebbe più volte acquisito indebitamente i propri segreti industriali.
Sarà arrivato il momento di prendere le dovute precauzioni?

Crisis/Morkut, il malware Mac che si comporta come una microspia!

luglio 30, 2012 Spionaggio No Comments

Negli scorsi mesi si è assistito al diffondersi di diversi virus in grado di accedere a qualsiasi informazione presente sui computer infetti, dagli screenshot alle chat, alle conversazioni su Skype, a tutti gli account sul Web. Da circa una settimana si sta parlando ampiamente di un nuovo malware, che colpirebbe soprattutto i computer Mac.

Si chiama Morcut, ma è conosciuto anche come Crisis, nome davvero suggestivo per indicare una serie di operazioni che è in grado di attuare, senza che la vittima se ne accorga. A scoprirlo è stata la compagnia che si occupa di sicurezza informatica Sophos, ma in Italia se ne sta parlando molto grazie anche ad Intego, che avrebbe notato la somiglianza tra il virus e alcuni programmi distribuiti da Hacking Team, un’azienda italiana che si occupa di fornire strumenti di spionaggio ad agenzie governative.

Il nuovo virus, infatti, sarebbe un potentissimo strumento di spionaggio perché, oltre a raccogliere un’impressionante quantità di dati dai computer infetti, riesce anche ad accedere alla webcam e ai microfoni, funzionando proprio come uno strumento di intercettazione ambientale, come una cimice spia, in particolare come una microspia gsm con localizzatore gps. Il malware, infatti, è in grado anche di rilevare la posizione geografica del computer infetto.

Come penetra nei computer? Sfrutta classici stratagemmi, cercando di convincere l’utente ad aprire applet Java o pacchetti fatti passare come codec per la visualizzazione di file video.

Chi lo abbia creato e diffuso, e come abbia fatto per dare vita ad un virus che è molto simile nelle funzioni al software per lo spionaggio di Hacking Team ancora non si sa. Se poi si considera che quest’ultimo ha un costo molto elevato (200 mila euro la licenza annuale) è facile capire che non può essere stato un ragazzino smanettone con la voglia di tirare qualche brutto scherzo. Piuttosto, viene da pensare che dietro Crisis si nasconda un team di esperti organizzato per portare a termine operazioni di spionaggio industriale importanti. Non sono, infatti, i piccoli privati a dover temere l’infezioni, ma le grandi aziende. Tuttavia, si sa ancora poco e si attendono sviluppi. Nel frattempo, il consiglio degli esperti è sempre lo stesso: non aprire file sconosciuti.

Endoacustica Europe

Ucraina, sventata operazione di spionaggio dai parte dei Cechi.

luglio 27, 2012 Spionaggio No Comments

Di spionaggio in questi ultimi tempi si è sentito ampiamente parlare, soprattutto in relazione alle reti informatiche ed al furto di brevetti e informazioni, compiuti da hacker mediorientali e cinesi per appropriarsi indebitamente di tali risorse riservate.

E di spionaggio internazionale si continua a parlare anche in questi giorni, in seguito ad un articolo pubblicato sul giornale on line “centrum.cz”, secondo il quale un’agenzia di spionaggio ceca avrebbe tentato, ma non ci sarebbe riuscita, di compiere un’azione segreta in Ucraina. Il fallimento di questa operazione avrebbe portato all’arresto di un ingegnere dell’aviazione civile di Kiev e a una crisi diplomatica tra Ucraina e Repubblica Ceca.

Secondo il giornale online, l’uomo, infatti, avrebbe fatto da spia, raccogliendo informazioni importanti su dispositivi di localizzazione satellitare particolari, che dovrebbero essere usati da carri armati russi ed ucraini, sugli aerei An-70 ed An-178 e sulla costruzione di missili, per poi venderle ai cechi.

Sembra quasi un film di spionaggio che ricalca missioni compiute durante la Guerra Fredda, ma è la realtà ed è dei giorni nostri. E, particolare non irrilevante, la stessa testata giornalistica avrebbe anche affermato che quest’azione di spionaggio, compiuta proprio in uno stabilimento che durante la Guerra Fredda produceva missili nucleari per l’URSS, coinvolgerebbe anche altri paesi, tra cui Stati Uniti, Francia, Germania e Cina.

Ci si chiede, a questo punto, quali interessi possano avere questi paesi nello spiare segreti industriali ucraini in ambito militare, perché tali informazioni siano così importanti e dove si prevede di utilizzare i dispositivi prodotti negli stabilimenti dell’Ucraina.

Endoacustica Europe

Londra 2012, e se ci fosse un attentato?

Siamo ormai alla vigilia dei Giochi Olimpici di Londra 2012. Mancano solo pochi giorni ed i controlli all’ingresso del Villaggio Olimpico, ma un po’ in tutta la capitale, si fanno più intensi. Oltre ai sistemi di videosorveglianza, sono state dispiegate sul territorio diverse forze militari, per garantire la sicurezza degli atleti, dei VIP che arriveranno nei prossimi giorni e dei cittadini tutti.

Fonti certe rivelano anche la collaborazione tra i servizi segreti di diversi paesi, in particolare quelli britannici, l’americana FBI e il Mossad israeliano. Perché proprio Israele? Perché in questi giorni ricorre l’anniversario della strage di Monaco 1972, in cui vennero uccisi 11 atleti che portavano sul petto la stella di David per mano di un commando terrorista palestinese. È ancora fresca, inoltre, la notizia dell’attentato a Burgas, in Bulgaria, contro un pulman di turisti israeliani.

C’è la massima allerta, conferma il premier Benjamin Netanyahu, anche se si ha fiducia nella cosiddetta “cintura d’acciaio” stretta intorno al Villaggio Olimpico, nonostante le polemiche sullo scarso personale addestrato per la sicurezza e sull’incapacità, da parte di hostess e steward, di poter gestire un’eventuale emergenza, perché privi di preparazione, come ha denunciato una ragazza assunta come hostess, ma che ha rinunciato all’incarico perché non si sentiva pronta a sobbarcarsi una responsabilità del genere.

Intanto, mentre i servizi segreti di tutto il mondo vanno a caccia di terroristi occidentali convertiti all’Islam (stanno, infatti, cercando di intercettare lo statunitense David Jefferson, che avrebbe con sé un ordigno capace di fare una vera e propria strage), i responsabili della sicurezza hanno fatto allestire anche dei bunker che, in caso di attentato, potranno ospitare gli atleti ed i VIP.

Viene da chiedersi, a questo punto, cosa ne sarebbe, invece, dei comuni cittadini e del personale del Villaggio de davvero dovesse verificarsi un attacco terroristico

Endoacustica Europe

Nuovi arresti per il caso Murdoch

intercettazione telefonica

Continua lo scandalo delle intercettazioni telefoniche illegali utilizzate dai giornalisti britannici facenti parte del gruppo News International di Rupert Murdoch.

Dopo la chiusura del News of the world, l’indagine di Scotland Yard è proseguita parallelamente ed ora è giunta la notizia dell’arresto di altri quattro giornalisti/dirigenti del tabloid “The Sun.

Sui quattro nuovi arrestati (Mike Sullivan, 48 anni, capo redattore di nera, Fergus Shanahan, 56 anni, ex vice di Rebekkah Brooks quando quest’ultima era direttrice del tabloid; Chris Pharo, 42 anni, e Graham Dudman, 48, anch’essi capi redattore) pende l’accusa di aver effettuato “pagamenti illegali” alla polizia, ragion per cui l’arresto di un ufficiale di polizia di 29 anni.

Inoltre la polizia ha effettuato perquisizioni presso la sede di News International a Wapping e nella redazione del Sun. Stando ai media inglesi, gli arresti sono scattati su segnalazione della commissione interna d’indagine “Management and standards committee”, commissione istituita dalla stessa News Corporation per far luce sullo scandalo e al fine di prevenire deviazioni future.

Il gruppo editoriale Reuters con un comunicato pubblicato sul web ha confermato gli arresti ed ha dichiarato: “News International ha preso l’impegno la scorsa estate che non si sarebbero più ripetuti casi di notizie procacciate con metodi inaccettabili”.
Ora è salito quindi a 13 il numero degli arrestati per l’“Operazione Elveden” legata alle presunte mazzette pagate alla polizia in cambio di informazioni. Il gruppo Murdoch è ormai alle strette.

Repressione contro la popolazione in Siria: tre aziende accusate di aver fornito al regime di Damasco strumenti per intercettazione e monitoraggio dei dissidenti

spionaggio siria

Gli Stati Uniti d’America non esportano solo democrazia, ma anche strumenti di controllo venduti direttamente a ‘governi canaglia’ e regimi. Si tratta naturalmente di una pratica che va avanti da sempre, ma che ultimamente è diventata un po’ scomoda nell’ambito dell’ostentata trasparenza dell’amministrazione Obama.

Così il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti sta indagando se la tecnologia prodotta da una società californiana, abbia potuto aiutare la polizia siriana nella mappatura e nel monitoraggio attraverso microspie dei dissidenti al regime, a cui ha fatto seguito una violentissima e sanguinosa repressione che ha portato alla morte di migliaia di civili inermi.

Funzionari del commercio stanno cercando di determinare se Blue Coat Systems di Sunnyvale, in California, sia stata a conoscenza che la sua attrezzatura e il suo software potesse venir utilizzato dal governo siriano.

L’azienda ha già detto che non ha venduto apparecchiature spia o software spia al governo siriano, ma ha riconosciuto che i suoi prodotti vengono utilizzati comunque in Siria e forse il regime li ha ottenuti attraverso una terza parte. Le sanzioni Usa imposte alla Siria vietano la vendita di gran parte delle categorie merceologiche alla nazione e gli inquirenti stanno cercando di determinare chi ha fornito la tecnologia Blue Coat alla Siria.

Una dichiarazione da parte della società risale a questo mese: “Blue Coat è consapevole delle violenze in Siria, ed è addolorato per la sofferenza umana e la perdita di vite che potrebbe essere il risultato di azioni operate da un regime repressivo. Non vogliamo che i nostri prodotti possano essere utilizzati dal governo della Siria o da qualsiasi altro paese sotto embargo dagli Stati Uniti”.

Stando alle dichiarazioni della società. La tecnologia Blue Coat non è destinata a scopi di sorveglianza, ma ha funzioni che potrebbero aiutare le autorità a monitorare le comunicazioni elettroniche, permettendo anche il blocco per alcune persone ad accedere a determinati siti web e alcune forme di social media.

Ieri in parlamento tre senatori hanno esortato l’amministrazione Obama a verificare se Blue Coat e un’altra società californiana, HP, abbiano fornito “strumenti di repressione” a Damasco.

“Che la vendita di apparecchi made in Usa possa aver contribuito alla violenza in corso è inaccettabile e deve essere studiata una soluzione al più presto possibile”. Se il Dipartimento del Commercio scoprisse che Blue Coat ha consapevolmente violato le regole di licenza, potrebbe far pagare una multa alla società fino a 1 milione di dollari.

Le società statunitensi che desiderano esportare dispositivi che sono “utili principalmente alle intercettazioni nascoste via cavo di comunicazioni orali o elettroniche” deve rivolgersi al Dipartimento del Commercio per una licenza, secondo le norme vigenti per l’esportazione.

Comunque le vendite delle aziende USA alla Siria sono illegali fin dai tempi delle sanzioni imposte dal presidente George W. Bush, cioè il 2004.
C’è di più. Nel corso di un’audizione al Congresso dello scorso 9 novembre, l’Assistente Segretario di Stato Jeffrey Feltman ha detto che, per la tecnologia Blue Coat utilizzata in Siria, non era stata concessa alcuna licenza di esportazione.

Ma oltre a Blue Coat c’è anche Hewlett-Packard (HP), che avrebbe installato più di 500.000 dollari di attrezzature in sale computer in Siria. I cervelli elettronici sarebbero alla base di un sistema di sorveglianza in fase di costruzione, in grado di monitorare l’uso di e-mail e internet nel paese. La base operativa di HP sarebbe dunque un centro di controllo per gli agenti siriani di Damasco, con cui hanno potuto tenere traccia delle comunicazioni dei cittadini e instradare i dati, secondo i modelli e le persone di riferimento, imparando ad avere familiarità con un sistema di controllo repressivo. Incaricata di eseguire il progetto c’era un’azienda italiana, Area SpA.

“La politica di HP è quello di rispettare tutte le leggi di controllo delle esportazioni degli Stati Uniti e regolamenti,” ha detto la società in un comunicato. “Non abbiamo alcun dipendente o strutture in Siria, e le nostre vendite in questo paese sono state limitati agli organismi che siano coerenti con legge degli Stati Uniti e la politica di licenza sui prodotti di telecomunicazioni. La conformità con gli Stati Uniti e le leggi del commercio internazionale sono la massima priorità per HP”.

Spionaggio industriale contro Greenpeace: pesante multa ad Électricité de France

novembre 18, 2011 Spionaggio No Comments
greenpeace

Il colosso energetico EDF – Électricité de France, uno tra i primi produttore di elettricità a livello mondiale, si è preso una bella multa la settimana scorsa. 1.3 milioni di sterline per essere stato riconosciuto colpevole di spionaggio industriale contro Greenpeace, l’organizzazione non governativa che porta avanti le sue battaglie per preservare il pianeta terra, contro gli scempi e l’inquinamento.

Ma raccontiamo meglio tutta la vicenda. Jean McSorley, 53 anni, è un importante attivista anti-nucleare, che ha contribuito a fondare il Gruppo di Azione Barrow nel 1980, che in seguito divenne noto come Cumbrians Opposed to a Radioactive Environment (CORE). La signora McSorley ha lavorato come coordinatore anti-nucleare per Greenpeace durante tutti gli anni novanta ed ha anche lavorato nell’università e pubblicando libri, viaggiando in Australia e in Estremo Oriente.

La società francese EDF è stata trovata con le mani nel sacco, in possesso dei profili di diversi attivisti in Francia e nel Regno Unito. Tutta l’organizzazione ecologista era tenuta sotto controllo dalla multinazionale, con microspie ambientali ed anche il computer dell’ex capo delle campagne di Greenpeace Francia, Yannick Jadot, era stato violato nel 2006.

Con una certa dose di ironia la signora McSorley ha detto che, anche se tutte le informazioni su di lei erano già di pubblico dominio, i metodi della società sono stati subdoli.

Oltre alla multa EDF è stata condannata a pagare 428.000 sterline di danni a Greenpeace. Ma non finisce qui. Il direttore esecutivo di EDF, Pierre-Paul François, è stato condannato a tre anni di carcere insieme a Pascal Durieux e Thierry Lorho. Philip Lieberman, Presidente e Amministratore Delegato, specialista nella gestione dei casi di furto di profili delle identità, ha detto che il caso di EDF, un trojan utilizzato per spiare Greenpeace – è notevole perché la saga è iniziata più di cinque anni fa e la multa così grave vuole essere da esempio.

Libro e film svelano: per coprire gli aerei spia la Cia inventò la bufala dei dischi volanti

luglio 10, 2011 Spionaggio No Comments

Semplicemente incredibile. Potevo prendere l’auto del comando e andare a tutta velocità, non si sarebbe fatta nemmeno un graffio»: questa la descrizione del Groom Lake, una pista di atterraggio naturale in Nevada, negli Stati Uniti.

A parlare un uomo anziano dallo sguardo incredibilmente freddo: è il colonnello dell’Aeronautica Militare statunitense Hugh Slater, che ammette senza difficoltà: io sono stato il comandante dell’Area 51. Un libro negli Stati Uniti ha sconvolto il mondo degli ufologi: «Area 51: una storia senza censura della base militare segreta americana». Gli appassionati delle «teorie del complotto» fanno gli scettici, ma l’autrice è una giornalista di fama: Annie Jacobsen, del Los Angeles Times. Al libro è seguito un documentario: «Inside Area 51» che è stato trasmesso in esclusiva alle 21,10 su National Geographic Channel, canale 403 di Sky. Il libro e il documentario svelano i segreti dell’Area 51, dagli anni ’50 uno dei luoghi più protetti e misteriosi della della Terra.

Per moltissimi ufologi si tratta di una base enorme, tutta sotterranea, dove un’organizzazione segreta americana avrebbe nascosto dei dischi volanti (primo fra tutti quello di Roswell) e i loro occupanti alieni precipitati sul suolo degli Stati Uniti per carpirne i segreti. Sull’Area 51 sono stati scritti decine di libri, girati moltissimi documentari. Ma mai nessuno è riuscito a penetrare il velo di mistero. Fino ad ora.

Nel film, per la prima volta, parla chi in questa base segretissima ha lavorato per anni. E innanzitutto ne viene svelato il vero nome: «Paradise Ranch», forse per smorzarne un po’ l’aspetto militare e austero. I visi di ingegneri ed ex piloti intervistati sono sorridenti e un po’ incerti: in fondo sono passati tanti anni, non si sentono più vincolati dal segreto, ma parlano con cautela.

Dalle loro parole appare chiaro che l’Area era una fabbrica di aerei-spia, velivoli che non potevano essere rilevati dai radar e che servivano per andare a «rubare» immagini in territorio russo dove microspie e strumenti per lo spionaggio non potevano arrivare. Anche se non potevano essere colti da strumenti elettronici gli aerei però potevano essere visti da terra e da altri aerei. Fu la Cia ad inventare la storiella dei dischi volanti, molto più comoda della realtà. E uno specialista in velivoli supersonici chiarisce subito: «La Cia non ha ammesso e non ammetterà mai che c’è un’Area 51. Fine della storia». Ma questa base esiste e fu voluta proprio dalla Cia per sviluppare e testare i progetti militari americani più segreti. L’Area 51 fu costruita nel 1955 attorno al letto di un lago prosciugato noto come Groom Lake, un luogo isolato, privo di vegetazione e protetto dalle montagne vicino a Las Vegas.

Qui è stato sperimentato l’aereo spia U2, fornito di telecamere senza fili ad alta risoluzione, progettate per scattare fotografie dai limiti della stratosfera e anche il velivolo Oxcart, non rilevabile dai radar e capace di fotografare oggetti da 27mila metri di altezza, viaggiando a 3.500 chilometri orari. Il documentario mostra per la prima volta immagini riprese in volo sulla Corea del Nord, filmate dalla Cia e mai rese pubbliche. E foto dell’interno della base, con i suoi hangar pieni di ingegneri e tecnici al lavoro.

Niente ufo, niente alieni, niente complotti. Ma alla fine del documentario l’ex amministratore dell’Area 51 ammette: «Devo essere onesto. Vi ho raccontato solo una parte della storia».

Fonte: Il Tempo

Georgia: proteste per l’arresto dei reporter accusati di spionaggio

luglio 10, 2011 Spionaggio No Comments

Era il fotografo personale del presidente georgiano Mikhail Saakashvili.

Irakli Gedenidze è stato arrestato ieri assieme ad altri due colleghi con l’accusa di spionaggio per conto della Russia.

Con lui in cella sono finiti Zurab Kurtsikidze della European Pressphoto Agency e il fotoreporter freelance Giorgi Abdaladze.

Gli arresti hanno provocato l’immediata reazione dei colleghi che nella serata di ieri hanno manifestato davanti al Ministero degli interni di Tiblisi.

E’ stata espressa tanta solidarietà ma allo stesso tempo rabbia per quanto successo. Le ragioni che hanno portato a questi arresti non sono affatto chiare. Le autorità non hanno fornito nessuna spiegazione circostanziata nè tantomeno hanno fornito prove del ritrovamento di microspie. Cos‘è successo quindi esattamente?. I fotografi georgiani scesi in piazza pretendono spiegazioni dalle autorità.

Negli ultimi tre anni il braccio di ferro postbellico con Mosca ha portato in cella decine di persone con accusate di spionaggio. Gli arrestati stamane sono comparsi davanti ai giudici. I loro avvocati non hanno rilasciato dichiarazioni

Fonte: Euronews

Walter Shimoon si dichiara colpevole di vendere segreti industriali Apple

luglio 10, 2011 Spionaggio No Comments

L’ex dirigente di Flextronics, Walter Shimoon, si è dichiarato colpevole di aver venduto ad altre imprese segreti industriali su iPad e iPhone nel processo che ha seguito il suo arresto nel dicembre 2010. Mentre Flextronics produceva componenti per Apple, Shimoon aveva degli incontri con operatori di borsa specializzati in fondi speculativi durante i quali rivelava quanto di sua conoscenza. Gli incontri erano pagati 200$ la ora (circa 139€).

Le notizie più succulenti erano quelle che riguardavano i dispositivi portatili di Apple. Allora si parlava dei piani di Cupertino per l’iPhone 4, della sua data d’uscita e delle sue caratteristiche tecniche. Altre rivelazioni di Shamoon riguardavano il segretissimo progetto K48, in altre parole l’iPad, di cui annunciò la prossima uscita. Shimoon ha anche ammesso di aver accettato 27 500$ (19 154€) da Broadband Research in cambio di informazioni. L’avvocato della Broadband Research, John Kinnucan, ha negato la totalità delle dichiarazioni specificando che l’impresa non ha commesso nessun illecito.

Al centro dell’inchiesta vi sono le cosiddette “Reti di Esperti”: gruppi di funzionari di varie compagnie tecnologiche che vengono reclutati per informare gli operatori dei fondi speculativi. Il ruolo degli esperti è di svelare i futuri passi di compagnie come Apple, attraverso il loro conoscimento di prima mano sui prodotti in fase di sviluppo. Compagnie come Kingdom Ridge hanno incassato cospicui profitti negli ultimi anni grazie, fra gli altri, alle indiscrezioni di Shimoon.

Un caso simile a quello di Walter Shimoon, nel quale l’imputato si era anch’egli dichiarato colpevole, è quello che vide implicato l’ex manager di Apple Paul Shin Devine. Devine fu accusato nell’estate del 2010 di aver accettato “tangenti e altri incentivi” in cambio di segreti commerciali e si dichiarò colpevole dei 23 capi d’accusa che includevano frode, cospirazione e riciclaggio di denaro. La sentenza per Shimoon è prevista per l’8 luglio 2013: rischia fino a 30 anni di carcere.

Probabilmente dotare i propri dipendenti di cellulari aziendali trasformati in cellulari spia o installare delle microspie in azienda avrebbero, almeno in parte, salvato la situazione e rivelato dettagli importanti riguardo ad un probabile complotto.

Fonte: MelaBlog

Nicola Gratteri: La Giustizia italiana è la migliore!

luglio 4, 2011 Spionaggio No Comments

Il magistrato Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, è giunto a Putignano, offrendo una grande lezione di vita al numeroso pubblico che ha gremito la Sala Congressi del Centro “Giovanni Paolo II”, ubicato nel quartiere di San Pietro Piturno, divenuta la cornice ideale degli eventi sulla legalità organizzati dall’associazione barese GensNova.

Un convegno interessantissimo, moderato dal giornalista Dott. Mario Valentino, nel quale Gratteri ha raccontato numerosi aneddoti sull’ndrangheta, legate alla sua lunga carriera di magistrato e di studi sulla criminalità, dai quali è emerso un legame particolare tra l’ndrangheta e la Chiesa, con quest’ultima che si è avvalsa in differenti circostanze del “silenzio assenso”, in cambio il capomafia ha ristrutturato la chiesa.

“La forza della mafia – sostiene Nicola Gratteri – è di essere capace a risolvere rapidamente i problemi, mentre la nostra debolezza è la lentezza della giustizia, perché per concludere un futile contrasto civile si impieghiamo anni. Sono convinto che l’ndrangheta toglie la felicità, il sorriso e non crea lavoro, anche se in realtà ci vogliono farci credere questo”.

FRATELLI DI SANGUE – Il dott. Gratteri ha raccontato all’attenta platea putignanese il libro “Fratelli di Sangue”. Un saggio sulla ‘Ndrangheta scritto assieme al giornalista e studioso Antonio Nicaso, nato con lo scopo di smentire le “idiozie” che sentivano sulla ‘ndrangheta.

Si tratta di un libro di grandissimo spessore, definito dallo stesso autore “un mattone”, nel quale viene descritta la criminalità organizzata calabrese raccontandone la storia, la struttura e i codici. Il volume, redatto dopo tre anni di lavoro con un’approfondita ricerca presso l’archivio di Stato di Reggio Calabria, riporta una miriade di dettagli e documenti originali dell’ndrangheta , tra cui il rituale di affiliazione e la riproduzione di un codice manoscritto, sequestrato nel giugno del 1987 dal covo del superlatitante Giuseppe Chilà.

GIUSTIZIA – Gratteri ha sottolineato: “La giustizia italiana è la migliore al mondo, in modo particolare sulla lotta alla mafia. La nostra capacità organizzativa è superiore agli altri Stati europei, anche se sono più forti economicamente. Infatti, gli esecutori materiali della Strage di Duisburg sono stati individuati attraverso il DNA, recuperato dalla forfora dei capelli presente sul poggiatesta dell’autovettura”.

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Spionaggio Politico. Storace Querela

giugno 10, 2011 Spionaggio No Comments

Una qurela per diffamazione nei confronti del quotidiano “La Stampa” e una seconda in arrivo diretta contro “La Repubblica”: a presentarla stamattina alla procura di Roma è stato Francesco Storace. L’ex ministro della Salute continua a sostenere la sua estraneità al caso di spionaggio politico nei confronti di concorrenti politici delle elezioni regionali 2005, Alessandra Musslini e Piero Marrazzo.

Ma dagli interrogatori cominciano ad emergere i particolari del meccanismo investigativo: non solo pedinamenti e intercettazioni telefoniche per scoprire risovolti della vita privata di politici che avrebbero potuto rovinarne la reputazione. Per incastrare marrazzo, riporta il Corriere della Sera, gli investigatoeri del cosidetto lazio-gate avrebbero passato al setaccio i suoi conti bancari. Avrebbero poi cercato invano di costruire un dossier per dimostrare che il suo comitato elettorale usava indebitamente le auto blu del comune di Roma. Fino ad arrivare all’ideazione di un complotto a luci rosse per rovinare la reputazione del giornalista di “Mi manda rai 3”, candidato del centro sinistra contro Storace.
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Berlusconi: sono stato sottoposto a spionaggio

“Assistiamo a un tentativo di modificare gli equilibri del paese uscito da legittime elezioni, con un uso politico della giustizia. Siccome io non ci sto, reagisco non fuggo e non mi dimetto, allora sarei io che aggredisco perché reagisco a un autentico tentativo di eversione. E’ normale in una normale democrazia che il presidente del Consiglio sia sottoposto a uno spionaggio del genere?”.

Intervenendo telefonicamente a un convegno del Pdl in corso a Milano, il premier silvio Berlusconi torna sul caso Ruby e sull’indagine della Procura del capoluogo lombardo, contestando il modo con cui si è proceduto nelle indagini, con l’utilizzo indiscriminato di intercettazioni, che, sottolinea il premier, “non sono state fatte a seguito di una notizia di reato ma per costruire una notizia di reato.

”Dal 2010 – ha denunciato Berlusconi – tutti gli ospiti delle mie cene sono stati identificati con tecniche costosissime e sottoposti a intercettazioni”.

Quanto alla riforma della giustizia, Berlsconi insiste sulla necessità di mettervi mano e accusa Gianfranco Fini di averne sabotato la realizzazione: “Siamo determinati a realizzare la riforma della giustizia che non siamo mai riusciti a fare non per mancanza di impegno ma per l’opposizione prima di Casini e poi di Fini. Una riforma che è richiesta da ciò che sta avvenendo da anni in Italia.

“Nel 2010 – ha sottolineato Berlusconi – Fini non a caso ha bloccato tutti i tentativi di riforma della giustizia, non a caso ha bloccato la legge sulle intercettazioni. Poi – ha insistito ancora il premier – Fini ha messo in atto non a caso la scissione di Fli per mandare in minoranza il governo.

Questo disegno eversivo è pero’ fallito e subito dopo, non a caso, è partita l’offensiva giudiziaria. Invece del normale invito a comparire – ha osservato il premier – è stato compilato un volume di quasi 400 pagine, per costruire un effetto mediatico”.

Fonte: freenewsonline.it

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

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La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

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Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

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Fornitura di sim card anonime

In abbinamento con i nostri telefoni cellulari Stealth Phone, per aggiungere un ulteriore livello di sicurezza alle vostre conversazioni telefoniche, da oggi possiamo offrirvi anche una serie di schede SIM anonime, per ottenere le quali non c’è bisogno di alcuna registrazione.
Chiamaci per saperne di piu' allo 0803026530!

Recupero sms cancellati

Recuperiamo sms, dati cancellati da sim card e telefoni cellulari. Devi inviarci la sim card e/o il telefono cellulare. In meno di una settimana riceverai i dati estratti per e-mail o per posta. Chiamaci per ulteriori informazioni: 0803026530

Come localizzare un cellulare

Come si fà a localizzare un cellulare?. Tutti i telefoni cellulari una volta accesi e collegati alla rete dei provider telefonici mobili sono rintracciabili geograficamente. Chiamaci per saperne di piu': 0803026530

Sblocco codici autoradio

Il codice di un autoradio è unico, per ogni radio associata ad ogni telaio, in genere si trova scritto a penna in qualche libretto di garanzia o manutenzione dalla concessionaria. Se è impossibile ritrovarlo, chiamaci: 0803026530

Recupero password perse

Hai dimenticato la tua password per Excel, word, myspace, aol, facebook, yahoo, msn, hotmail, live, gmail, libero, aim, aol....etc? Possiamo aiutarti, chiamaci: 0803026530