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Lega: procura Roma apre fascicolo su microspie Bossi

gennaio 4, 2011 Microspie No Comments

 

Roma, 3 gen. – (Adnkronos) – Un fascicolo di indagine e’ stato aperto dalla Procura della Repubblica di Roma sulle dichiarazioni fatte da Umberto Bossi a proposito del ritrovamento di microspie nel suo ufficio presso il ministero delle Riforme e nella sua abitazione.

Il fascicolo intestato atti relativi e’ per il momento contro ignoti e le ipotesi formulate dal procuratore Giovanni Ferrara sono quelle di istallazione illecita di apparecchiature atte a intercettazione comunicazioni telegrafico-telefoniche (articolo 617 bis del Codice penale) e cognizione illecita di conversazioni altrui (617 Cp). Per il momento nel fascicolo sono indicate le dichiarazioni fatte da Bossi la scorsa notte a Ponte di Legno conversando con alcuni giornalisti. Dichiarazioni apparse su siti on line.

Fonte: Libero News

Contro i furbetti nelle aziende è boom di investigatori privati

gennaio 3, 2011 Microspie No Comments

 

Assenteismo, finte malattie, rivelazione di informazioni segrete alla concorrenza. Le aziende rispondono assoldando veri e propri 007 assoldati per scoprire i furbetti. A Bari è boom di richieste. Oltre il 60 per cento degli incarichi che ricevono gli investigatori privati del capoluogo pugliese riguarda controlli e verifiche aziendali

C’è chi si finge malato per non lavorare, chi invece ruba all’interno del proprio ufficio e chi ancora passa informazioni segrete alla concorrenza. Contro i dipendenti infedeli e le spie industriali ci sono gli investigatori aziendali. Veri e propri 007 assoldati per scoprire i furbetti che danneggiano l’impresa. A Bari è boom di richieste. Oltre il 60 per cento degli incarichi che ricevono gli investigatori privati del capoluogo pugliese riguarda controlli e verifiche aziendali. «In un momento di crisi come questo le aziende sono estremamente attente a ridurre i costi — spiega l’investigatore barese Aldo Tarricone — e scovare gli assenteisti o chi sottrae materiale dagli uffici diventa molto importante. Riceviamo almeno quattro — cinque richieste al mese per avviare indagini di questo tipo. Ormai hanno superato anche quelle per i tradimenti coniugali».

Il lavoro dei detective viene svolto attraverso pedinamenti, filmati e fotografie che possano provare i comportamenti sleali dei lavoratori. Senza violare la privacy, assicurano gli 007. «Il monitoraggio avviene in luoghi esterni o pubblici, noi non possiamo entrare negli appartamenti e nella vita privata delle persone — precisa Tarricone — a richiedere il nostro intervento sono tantissime grosse aziende dai 20 dipendenti in su. Tra i nostri clienti abbiamo in particolare venditori farmaceutici o titolari di ditte con forte attività di concorrenza». Nei grandi gruppi industriali in cui l’assenteismo si aggira intorno a percentuali del 15-20 per cento monitorare i malati immaginari diventa fondamentale per l’economia interna. A fronte di una spesa di 150 euro all’ora — a tanto ammontano le tariffe dei detective privati baresi — l’imprenditore può arrivare a risparmiare migliaia di euro. La spesa dunque vale l’impresa.

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“Se quei sei si comportano bene la prossima volta vanno a Roma”

Le manovre per le elezioni regionali della primavera di quest’anno. Le parole ai suoi del boss Pelle. Le microspie registrano gli incontri in una casa di Bovalino, nella Locride

REGGIO CALABRIA – A casa Pelle vanno in scena le “primarie” del centrodestra di Reggio. Pelle Giuseppe da San Luca, boss della ‘ndrangheta, sorvegliato speciale con obbligo di firma. A casa Pelle, si decide chi sale e chi scende dalla giostra della politica calabrese.

Davanti al suo “domicilio coatto” c’è sempre la fila. Ogni volta che si va a votare, quelli sono là con il cappello in mano. “Loro hanno bisogno di noi”, ricorda un mafioso al suo capo. E loro, quei candidati, si presentano in massa. Il boss li riceve a corte. Le elezioni sono quelle del Consiglio regionale della primavera di questo 2010, si traffica su appalti e trasferimenti di detenuti al 41 bis, però quello che i candidati veramente vogliono è raggiungere “un accordo” a vita con chi comanda. Sfilano e s’inchinano molti di quelli che corrono nella lista “per Scopelliti Presidente”, il governatore voluto da Berlusconi, “l’uomo giusto per la Calabria”, l’ex sindaco “più amato dagli italiani” che con oltre il 70 per cento dei consensi nella provincia di Reggio ha seppellito il centro sinistra. Sono amministratori comunali, avvocati, imprenditori. E medici come Santi Zappalà, sindaco di Bagnara, il più fortunato, il prescelto dai Pelle di San Luca.

Telecamere e microspie riprendono gli incontri alla vigilia del 28 marzo in una casa di via Borrello numero 20, a Bovalino nella Locride. Le selezioni sono cominciate, i boss ascoltano i pretendenti, dubbiosi si consultano fra loro. Si rammarica Giuseppe Pelle: “Questi voti si disperdono tutti”. E spiega: “La nostra politica è sbagliata, dobbiamo raccogliere tutto quello che abbiamo così vanno già in 6 al Consiglio regionale… e se si comportano bene la prossima volta quei 6 vanno a Roma e vanno altri 6 al posto di quelli, in questa maniera si può andare avanti sempre”. L’interesse dei boss cade su Santi Zappalà, uno che ha consegnato al prefetto la sua fascia tricolore di sindaco “perché Bagnara è diventata terra di conquista da parte di criminali, ladri e assassini”, uno che – anche lui – ha come slogan per la sua campagna elettorale “la politica del fare”. Chi è Zappalà? Un rispettabilissimo fisiatra. Uno che – secondo i carabinieri – non chiede semplicemente l’appoggio della ‘ndrangheta “ma è conosciuto dai massimi esponenti dell’organizzazione”.

È il 27 febbraio, esattamente un mese prima del voto. E il sindaco di Bagnara arriva a Bovalino accompagnato da amici, uno è l’imprenditore Giuseppe Mesiani. Non perde tempo e non si spreca in giri di parole il dottore Zappalà, appena entra nella casa dice: “Vediamo se possiamo trovare un accordo”. Gli risponde Pelle: “Da parte nostra ci sarà il massimo impegno”. Parola mantenuta: i voti per Zappalà saranno 11.058. Alla conta, il fisiatra è il primo degli eletti nella provincia di Reggio. Nella casa di Bovalino si parla anche “di lavori per gli amici”. E Mesiani, che è imprenditore edile, si sente in dovere di intervenire: “Quando sposo una causa io e gli amici miei diamo il massimo, nello stesso tempo poi non che dico che pretendiamo ma…”.

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Intercettazioni ambientali

Brancaleone, Rinvenute alcune microspie all’interno del Palazzo Municipale

dicembre 22, 2010 Microspie No Comments

Brancaleone (Reggio Calabria). La scoperta è avvenuta per caso, mentre alcuni tecnici dell’impianto di riscaldamento dell’edificio comunale vi lavoravano sul solaio per riparare il guasto. Qui è stata scoperta una centralina, alla quale erano collegate delle microspie dislocate in quasi tutte le stanze della sede comunale, non scartando l’ipotesi che qualcuna possa essere stata “piazzata” anche all’interno della Sala Consiliare. Stupore e incredulità sono state le prime sensazioni registrate tra gli ignari amministratori ed impiegati, i quali non sanno darsi una ragione per la quale dei soggetti (forze dell’ordine, magistratura o altri) stiano controllando le loro mosse.

E’ un fatto che ha sconvolto la quiete cittadina tanto che nei bar e per le vie del paese, in questo clima di feste natalizie, non si parla altro che di questo episodio. Del fatto sono stati informati i Carabinieri di Brancaleone per le indagini del caso. Come si ricorderà, l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Francesco Moio si è insediata alla guida del Comune nello scorso mese di giugno 2009, dopo aver conseguito un risultato elettorale plebiscitario. Il Sindaco Moio, avvocato di professione, è subentrato alla guida dell’Ente dopo un anno di gestione commissariale in seguito allo scioglimento del Consiglio Comunale per dimissioni di alcuni consiglieri di maggioranza (quattro) e di minoranza (cinque). Subito dopo il suo insediamento, Moio ha nominato un esecutivo di tutto rispetto costituito da persone che, nel corso della loro vita e nello svolgimento della loro professione, si sono sempre contraddistinte per moralità, onestà e rettitudine. A ricoprire la delicata carica di vice Sindaco è stato chiamato il consigliere Giuseppe Benavoli, assessore ai Lavori Pubblici, stimato Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri col grado di maggiore in servizio presso la scuola allievi Carabinieri di Reggio Calabria, dando, così, alla cittadinanza chiari segnali di legalità e trasparenza ai fini di un buon governo. Non si conoscono, quindi, allo stato attuale, quali sono stati i motivi tali da mettere sotto la lente d’ingrandimento un’Amministrazione che fino ad oggi ha operato all’insegna della collegialità e della trasparenza e che sui pilastri della legalità ha improntato il suo percorso politico-amministrativo per garantire alla comunità brancaleonese una migliore qualità di vita e di servizi.

Fonte: Newz.it

Microspie e intercettazioni

Il pentito Lo Giudice svela la corruzione del capitano dei carabinieri

dicembre 21, 2010 Microspie No Comments

Doveva piazzare una microspia nell’ufficio di un consigliere regionale della Calabria, ma sbagliò stanza e rischiò di essere scoperto dal collaboratore di un altro consigliere. C’è anche questo nell’ordinanza di custodia cautelare che ieri ha portato in carcere il capitano dei carabinieri Saverio Spadaro Tracuzzi con l’ accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata.

L’ufficiale, all’inizio del 2008, insieme ad agenti della Dia di Reggio Calabria, su disposizione della magistratura, doveva sistemare una microspia nell’ufficio al Consiglio regionale del consigliere Pasquale Maria Tripodi, contrassegnata con il numero 509, ma invece si recò alla stanza 519 del consigliere Gianni Nucera e tentando di entrare mise in allarme un collaboratore del consigliere che era nell’ufficio.

Del fatto ne ha parlato anche Antonino Lo Giudice, boss dell’ omonima cosca reggina e da due mesi divenuto collaboratore di giustizia. Secondo quanto ha riferito il pentito, Spadaro Tracuzzi gli disse che l’attività doveva essere svolta da tempo ma che c’erano state delle difficoltà tecniche per la difficoltà di trovare il budge per entrare a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale. Successivamente, ha riferito sempre Lo Giudice, il capitano gli disse che aveva risolto il problema e che aveva i contatti giusti.

Fonte: Blitz Quotidiano

Camorra: Cattura Iovine possibile grazie a intercettazioni

Dda Napoli: ridurle significherebbe non poter lavorare

Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno reso possibili l’individuazione e la cattura del superlatitante Antonio Iovine. Un punto sul quale sia i magistrati della Dda, che il procuratore capo di Napoli, Giandomenico Lepore, sono d’accordo. “Strumenti tradizionali, ma sofisticati e costosi – ha detto in conferenza stampa il procuratore aggiunto e coordinatore della Dda Federico Cafiero De Raho – le risorse sono sempre più ridotte e assottigliate, e non solo economiche, ma anche del personale. Le intercettazioni e i collaboratori di giustizia sono gli unici due strumenti che oggi utilizziamo, ridurle significherebbe non poter più lavorare. La cattura di Iovine è avvenuta grazie a queste attività tecniche e non basandoci su fonti confidenziali”. “Le intercettazioni e le investigazioni hanno portato a questo brillante risultato – ha aggiunto Lepore – tutte le forze dell’ordine in Campania hanno sempre agito in completa sinergia, senza alcun contrasto. Per questo motivo siamo tra i primi non solo per la cattura di latitanti ma anche per i collaboratori di giustizia da gestire e per la quantità di patrimoni sequestrati”.

Fonte: Virgilio Notizie

Intercettazioni telefoniche

Microspia in camera da letto per spiare la ex

novembre 16, 2010 Microspie No Comments

Un 29enne di Venafro è finito agli arresti domiciliari per il reato di stalking. Ha perseguitato una donna quarantenne

Non ha dato ascolto all’invito del questore di Isernia Salvatore Torre. Ha esagerato ed è finito in manette. Si tratta di A.A. 29enne di Venafro tratto in arresto per stalking dalla Squadra Mobile della Questura pentra che ha eseguito un provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari, disposto dal Gip Luigi Cuomo, su richiesta del capo della Procura della Repubblica, Paolo Albano. I dettagli sono stati illustrati dallo stesso Procuratore e dal Questore Torre nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Isernia. L’arrestato ha vissuto per due anni con la vittima dello stalking, la quarantenne V.V che poi, nel 2006, decise di mettere fine a rapporto, assillata dall’eccesiva gelosia del compagno che con il passare del tempo si mostrava sempre più violento. Tuttavia A.A. non ha mai accettato la chiusura del rapporto e quindi ha iniziato a mettere in atto una serie di atti giudicati dalla polizia e dalla magistratura persecutori.

Timorosa per la propria incolumità e per la famiglia, la donna chiese l’intervento della Squadra Mobile e il questore Salvatore Torre il 23 febbraio 2009 emise un provvedimento di ammonimento nei confronti di A.A. Nonostante ciò il giovane ha continuato a perseguitare la donna, arrivando addirittura ad installare nella camera da letto della donna una microspia, opportunamente occultata, per registrare le conversazioni provenienti dalla stanza. L’ossessiva attenzione è andata avanti per diversi mesi. Il 29enne seguiva la donna e in più occasioni avrebbe tamponato l’autovettura con l’obiettivo di intimorirla per indurla a riallacciare il rapporto sentimentale con lui. Alla vicenda ha messo fine la magistratura disponendo l’arresto.

Fonte: Caffè Molise

Microspie

Pedofilia: latitante violentò nipote, arrestato in Croazia

Da Questura di Trieste anche grazie a intercettazioni

(ANSA) – TRIESTE, 10 NOV – La Squadra Mobile di Trieste ha arrestato in Croazia un cittadino italiano di 73 anni ricercato per una condanna a dieci anni di carcere per violenza su minore.

I poliziotti, dopo oltre un mese di indagini condotte con intercettazioni telefoniche, in raccordo con la polizia croata e con il coordinamento dell’Interpol, hanno individuato l’uomo nei pressi della cittadina di Umago, nel villaggio di Tor.

L’arrestato era stato condannato nel 2006 per aver compiuto dal 1999 al 2004 atti di violenza sessuale sul nipote, all’epoca dei fatti di appena sei anni. (ANSA).

Fonte: ANSA


Intercettazioni telefoniche


Scoperto il cyberbunker del clan albanese

C’erano congegni elettronici per intercettare microspie e altri per rendere “ciechi” i telefoni cellulari sistemi Gps e wi-fi in un raggio di 20-30 metri. Roba da cybercrime. Il bottino stupefacente è stato scoperto in un appartamento di Tor Bella Monaca dai carabinieri della Compagnia di Frascati diretta del capitano Giuseppe Iacoviello. Arrestato il custode della roba, un albanese di 30 anni. Valore del carico circa 300 mila euro, diviso in panetti di hashish, compreso il prezioso olio di hashish, sostanza confezionata in sottili sfoglie col marchio «Top 2010» da 500 grammi ciascuna: sciolta con l’altra droga è in grado di aumentarne il peso di tre-quattro volte.

Merce davvero raffinata che sul mercato ha un valore dai 3 ai 5 euro al chilo. Anche gli altri panetti di hashish erano targati con la scritta «Git», sigle che personalizzano la droga consentendo di risalire al trafficante cui fa capo. In questo caso gli investigatori sono convinti che i 50 chili trovati rappresentino la quinta parte del carico a disposizione di un clan albanese facente capo a una famiglia così potente e ricca che ha acquistato appartamenti e attività commerciali sia in periferia sia nel centro della città.

Non solo. La presenza della banda nel mercato della droga a Tor Bella Monaca e anche altrove sarebbe il motivo della guerra a colpi di gambizzazioni scoppiata nel quartiere. Insomma, gli albanesi rappresenterebbero una presenza troppo ingombrante e soprattutto difficile da battere. Lo stupefacente, compreso l’olio di hashish, è roba di prim’ordine: proveniene dall’Afghanistan, passa in Pakistan, raggiunge la Turchia per poi sbarcare in Italia dopo aver risalito Grecia e Balcani. Per battera il clan gli altri spacciatori non hanno usato solo le pistole. Hanno anche commissionato il furto della droga. Ed è seguendo i ladri che i carabinieri sono arrivati al bunker. Le indagini proseguono.

Fonte: Il Tempo

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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