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Intercettazioni, le accuse dell’Ordine Iacopino:«Giornalisti nel mirino»

aprile 14, 2011 Intercettazioni No Comments

L’intervento del presidente del Consiglio Nazionale «Strana graduatoria, ci sono gli intoccabili»

Dagli atti relativi ad un’inchiesta, emerge che la magistratura di Bari ha disposto intercettazioni telefoniche a carico di giornalisti che si occupano di una delicata indagine». Lo sottolinea Enzo Iacopino, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti che rileva: «C’è una strana graduatoria nelle intercettazioni. Meglio, negli intercettati. Ci sono gli intoccabili nei confronti dei quali nulla deve essere fatto. E poi c’è il lungo elenco degli altri, tra i quali vanno compresi i giornalisti. Noi non abbiamo nè rivendichiamo maggiori diritti degli altri cittadini. Semmai sappiamo di avere maggiori doveri, compreso quello di garantire una informazione corretta e completa che può essere tale solo se è libera da ogni condizionamento».

E aggiunge Iacopino: «Lo si può fare se la magistratura, al fine di accertare la responsabilità di reati non commessi da giornalisti, dispone a loro carico intercettazioni e usa le conversazioni di lavoro come elemento per una inchiesta? La magistratura di Bari non si è posta questo quesito ignorando il dovere, che i giornalisti hanno, di tutelare le fonti per rispettare il diritto costituzionale dei cittadini ad essere informati». E chiede in conclusione il presidente del Cnog: «Perché tace il ministro Angelino Alfano? Perché non protesta per queste intercettazioni?».

Il Comitato di redazione del Corriere di Bologna condivide le preoccupazioni del Cdr del Corriere del Mezzogiorno-Puglia, dell’Associazione Stampa di Puglia e dell’Ordine dei giornalisti della Puglia per la sistematica attività di intercettazione subita da numerosi giornalisti di Bari nell’ambito dell’inchiesta sulla pubblicazione dei verbali di Giancarlo Tarantini. Tali intercettazioni, che hanno coinvolto colleghi estranei a qualsiasi ipotesi di reato, ledono il principio della segretezza delle fonti, strumento essenziale della libertà di informazione garantita dall’art. 21 della Costituzione, rivelando un obiettivo carattere intimidatorio. Il Cdr del Corriere di Bologna ribadisce piena fiducia nella magistratura e auspica che il collega Andrea Morrone, collaboratore del Corriere del Mezzogiorno, possa al più presto dimostrare la propria innocenza.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Quando il quarto potere abusa del potere

aprile 12, 2011 Intercettazioni No Comments

Le intercettazioni telefoniche in Italia sono state il flagello nelle mani dei magistrati. Ancora in questi giorni Silvio Berlusconi ha attaccato furiosamente il loro uso come strumento giudiziario. Si puo’ discutere se il cosiddetto Terzo Potere può fare a meno di questo intrusivo metodo d’inchiesta. Ciò che è certo è che le intercettazioni sono un’opzione di cui la stampa o, come si dice oggi, i media, non dovrebbero disporre. Eppure è quanto è accaduto in Gran Bretagna, dove il Quarto Potere è assai più potente che in qualsiasi Paese del mondo. Per anni il tabloid News of the World, di proprietà del gruppo Murdoch, ha fatto disinvoltamente uso di questo strumento ascoltando migliaia di telefonate di centinaia di persone del mondo dello spettacolo, della politica e dello sport. Dopo l’arresto nel 2007 di un giornalista del quotidiano e del detective che lo aiutava a spiare le telefonate, il giornale ha opposto un muro di smentite ogni volta che emergeva il sospetto che il giornalista non agisse da solo. Davanti a un crescente fiume di prove, venerdì 11 il quotidiano ha dovuto ammettere che si trattava di una pratica usuale e porto le pubbliche scuse. Non solo: si è detto anche pronto a risarcire le vittime la cui vita privata veniva sbattuta in pasto al pubblico. Ma il risarcimento pecuniario non basta e molti giornalisti ora rischiano la galera.
Le offerte di risarcimento, secondo le indiscrezioni, sarebbero nell’ordine delle decine di milioni di sterline. Le vittime hanno detto che sono disposte a discutere sui soldi, ma moltissimi, tra cui illustri politici come Simon Hughes, uno dei leader liberaldemocratici, o Danny Alexander, ministro del Tesoro anh’egli d’estrazione libdem, hanno messo in chiaro che il fenomeno è gravissimo, che l’inchiesta della polizia deve proseguire e la legge fare comunque il proprio corso, fino alle estreme conseguenze. Per il potente gruppo News Corp di Murdoch la vicenda è fonte di estremo imbarazzo. A sentire però il sindaco di Londra, Boris Johnson, ex illustre giornalista, quello delle intercettazioni affidate alle abili mani di detectives compiacenti è un fenomeno diffuso da anni tra i media inglesi che dovrebbero fare un mea culpa collettivo. Richiesto se fosse al corrente se anche il proprio telefono fosse sotto controllo, Johnson, con il solito umorismo surreale che lo distingue, ha detto che < qualsiasi personaggio il cui telefono non fosse spiato farebbe meglio a licenziare il proprio press agent >. Ma, sul fondo, c’è poco da ridere. La vicenda sta montando in maniera imbarazzante e se assumesse le proporzioni che molti paventano, ci troveremmo di fronte a una brutta pagina per la democrazia britannica. I media devono infatti fare i cani da guardia della democrazia e non i guardoni dei ricchi, famosi e potenti.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Milano: ex prefetto Ferrigno spiava teste chiave del caso Ruby

aprile 12, 2011 Intercettazioni No Comments

Tra i reati contestati all’ex Prefetto Carlo Ferrigno, da oggi agli arresti domiciliari per millantato credito, c’e’ anche l’accesso abusivo a sistema informatico che l’indagato avrebbe compiuto per ‘spiare’ il traffico telefonico di Maria Makdoum, la giovane danzatrice del ventre, ritenuta una delle testimoni chiave dell’accusa nel processo sul caso Ruby. Da quanto si e’ appreso negli ambienti giudiziari, Ferrigno controllava i contatti telefonici della Makdoum, con la quale avrebbe avuto una relazione, grazie anche all’aiuto di altre persone, allo stato indagate nello stesso procedimento.

Fonte: ADN Kronos

Prescrizione breve al voto mercoledì

aprile 11, 2011 Intercettazioni No Comments

Primo check e primi voti in commissione per il decreto legge omnibus, che spazia dalle partecipazioni della Cassa depositi e prestiti in società strategiche nazionali al reintegro dei fondi per spettacolo e cultura. Quote rosa nei Cda delle società quotate in attesa del disco verde finale, regole anti-usura in rampa di lancio, Comunitaria 2010 che torna in commissione col fardello della responsabilità civile dei magistrati. A due settimane dal mini stop per le vacanze pasquali, il Parlamento promette una ricca agenda dei lavori.
Ma a tenere banco sarà ancora una volta la giustizia. Governo e maggioranza, infatti, rilanciano ancora e spingono con tutte le forze per incassare rapidamente processo e prescrizione brevi: dopo il duro confronto con l’opposizione che la settimana scorsa ha paralizzato i lavori dell’aula di Montecitorio, il Ddl fortemente voluto dal premier riparte in questi giorni alla Camera: salvo sempre possibili imprevisti, il voto è atteso per mercoledì, dopo di che quella che per il centrosinistra è una nuova legge ad personam, tornerà al volo al voto decisivo del Senato che Berlusconi s’attende entro fine mese. Dopo di che dovrebbe entrare in agenda quella riforma costituzionale destinata ad accendere ancora di più le polveri del confronto politico.
Il decreto omnibus (Dl 34) è all’esame delle commissioni Bilancio e Istruzione del Senato, dove da oggi si attendono gli emendamenti. Alla Camera – nelle commissioni Finanze, Giustizia e Politiche Ue – sono invece quote rosa nei Cda delle quotate, norme anti-usura e Comunitaria 2010. E ancora a Montecitorio rispuntano la riforma dell’avvocatura e delle professioni regolamentate (commissione Giustizia). Mentre a palazzo Madama vanno avanti lo statuto delle imprese (commissione Industria) e le misure per il sostegno alla libera imprenditorialità (commissione Lavoro), entrambi già approvati dalla Camera.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Intercettazioni, Berlusconi: Ora siamo uno Stato di polizia

aprile 10, 2011 Intercettazioni No Comments

Non è libero se cittadino ritrova sue parole su giornali

Roma, 9 apr. (TMNews) – Con le norme attuali sulle intercettazioni siamo allo stato di polizia. Lo ha ribadito il Premier, Silvio Berlusconi, alla convention di ex Dc e Psi del Pdl: “Non è uno Stato libero e civile quello in cui il cittadino al telefono non ha la sicurezza di non essere intercettato quando e di ritrovare le sue parole sui giornali. Non è libertà, è uno stato di polizia”.

Fonte: TM News

Gb: Vip intercettati, News of the World pagherà risarcimenti

aprile 10, 2011 Intercettazioni No Comments

Presi illegalmente di mira politici, sportivi e stelle del cinema

L’editore del News of the World si sta preparando a pagare milioni di sterline di risarcimenti, dopo aver ammesso le proprie responsabilità per aver intercettato i messaggi telefonici dei vip.

News International – riporta la tv satellitare britannica Sky News – ha dato mandato ai suoi legali di predisporre uno schema di indennizzi per affrontare le “rivendicazioni legittime” e ha affermato che i “precedenti comportamenti” del quotidiano sono motivo di “sincero rammarico”.

Gli hacker del tabloid hanno preso di mira politici, sportivi e stelle del cinema, compresa l’attrice Sienna Miller. Mark Lewis, che tutela diversi vip che hanno denunciato di essere stati intercettati, ha dichiarato che i risarcimenti potrebbero facilmente arrivare a milioni di sterline.

L’annuncio è arrivato dopo che alcuni volti noti hanno promosso iniziative legali all’Alta Corte denunciando le intercettazioni illegittime.

A quanto si è appreso, l’editore del News of the World oltre che con la Miller si è scusato con l’ex ministro della Cultura Tessa Jowell, con il suo avvocato ed ex marito David Mills e con l’ex calciatore Andy Gray.

Fonte: Virgilio Notizie

Le intercettazioni sono già vietate, su Google

aprile 1, 2011 Intercettazioni No Comments

Mentre su giornali, forum e blog si fa un gran parlare della legge sulle intercettazioni che il governo sta tentando di far passare accanto ad altre leggi chiaramente ad personam per difendere gli interessi del premier, nella Rete c’è chi questa legge già la applica, in maniera silenziosa e strisciante, senza però vietare le intercettazioni ambientali o telefoniche in maniera esplicita.

Parliamo di Google, che negli ultimi giorni ha aggiornato la lista delle categorie di articoli che non si possono pubblicizzare tramite il proprio servizio di pubblicità AdWords oltre ai consueti divieti di promuovere materiale pornografico, di incitamento all’odio razziale o alla violenza, o comunque illegale.

Negli ultimi giorni, la sezione italiana del gigante di Mountain View ha inviato un messaggio ad alcuni tra i propri inserzionisti, più precisamente a quelli che producono o vendono microspie, microregistratori, microfoni nascosti, telecamere in miniatura e tutte le attrezzature utilizzate dalle forze dell’ordine o dalle agenzie investigative per le loro indagini contro il crimine, le frodi, lo spionaggio industriale o per i casi di infedeltà coniugale.

Google informa i propri inserzionisti di aver emodificato le proprie norme pubblicitarie, non accettando più annunci che promuovano articoli per lo spionaggio o disposizioni per le intercettazioni telefoniche.
Abbiamo già visto come, nel caso della Cina, i programmatori di Big G abbiano fatto buon viso a cattivo gioco lasciando in piedi i filtri imposti dal governo di Pechino, barattando la libertà di accesso alla libera informazione degli internauti cinesi con la propria libertà di accesso al più grande mercato del mondo.

In questo caso, non abbiamo riscontri univoci in talsenso, ma poiché come diceva il Divo Giulio, in Italia “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”, non sarebbe inverosimile che la “longa manus” del governo italiano avesse raggiunto Google e quella che è la principale fonte di reddito del motore di ricerca.

Se consideriamo che l’azienda televisiva del Presidente del Consiglio ha fatto causa a YouTube (di proprietà, per l’appunto, di Google) richiedendo i danni per la diffusione di filmati provenienti dalle reti Mediaset, potrebbe non essere fantascienza l’idea di uno “scambio” tra tale causa e il blocco della pubblicità, una misura piccola ed invisibile ma che contribuisce a rendere più difficile la vita non soltanto per chi usa le intercettazioni telefoniche per combattere il crimine, ma anche per chi lavora onestamente in questo campo, producendo le microspie che vengono usate per intercettare.

Insomma, se il Parlamento non approva la legge, c’è sempre un modo per aggirare i fastidiosi lacci e lacciuoli della legalità e ottenere il risultato che tale legge si prefissa: bloccare le intercettazioni.

Fonte: Endoacustica Blog

In crisi la fabbrica che “vive di intercettazioni”

marzo 31, 2011 Intercettazioni No Comments

Le intercettazioni telefoniche dei tribunali passano da Vizzola Ticino: è qui, nel piccolo paese affacciato sul Ticino, che oltre cento persone lavorano per permettere a polizia e inquirenti di ascoltare le telefonate, trascriverle e usarle per le indagini. «E’ anche grazie a loro che hanno arrestato mafiosi e criminali di vario genere» spiega Antonio Ferrari, sindacalista della Cub-Cobas che sta seguendo la situazione dell’Area Spa, una delle più importanti aziende italiane del settore (che si contano sulle dita di due mani). Sì, perchè i tagli ai costi sulle intercettazioni ha avuto qui effetti che forse non si immaginano, quando si parla in modo semplicistico, della riduzione delle spese della giustizia: il 3 febbraio l’azienda ha avviato la procedura di mobilità per 41 dei suoi 117 dipendenti. «I motivi che hanno determinato l’attuale situazione sono imputabili, secondo l’azienda, alla grave situazione di recessione in atto e che interessa, con crescente intensità il settore delle intercettazioni legali delle comunicazioni». La sede è quasi segreta,per chiunque venga da fuori sarebbe difficile trovarla e superare il muro di riservatezza costruito intorno. L’azienda – anche per questioni di sicurezza – non commenta ufficialmente, ma si limita a dire che quanto affermato dai sindacati è vero.
L’Area ha costruito negli anni professionalità avanzate, esperti del settore che lavorano anche con turni di reperibilità per assicurare che non si perdano passaggi importanti: si tratta di tecnici che garantiscono l’uso dei software e delle dotazioni tecniche usate dagli inquirenti. Qui si garantisce la tecnologia che consente a poliziotti e carabinieri di ascoltare anche le telefonate che possono incastrare trafficanti di droga, terroristi, criminali internazionali di ogni risma. «Come qualità di servizi – continua il sindacalista – si dice sia tra le migliori d’Italia e lavora per le Procure che, negli ultimi anni, hanno contrastato la malavita organizzata con risultati che lo stesso Maroni, Ministro dell’Interno, ha più volte elogiato». Il problema è che anche in questo settore la concorrenza al ribasso è spietata: «La crisi che ha colpito la società – continua Ferrari – è influenzata anche dalla pratica invalsa nei proprio clienti, ( esclusivamente autorità giudiziarie), di un continuo ribasso del prezzo. Ribassi che partono dal 30% e che arrivano fino al 50% con effetto retroattivo dei contratti in essere e su prestazioni già effettuate. Ribassi che non seguono una logica di una qualsiasi tipologia di mercato, ma sono frutto di indicazioni ben chiare, date dal Ministero della Giustizia, di risparmio cieco indipendentemente dalla qualità del prodotto né tanto meno dalla quantità e serietà del servizio offerto».
La trattativa è ancora aperta e i lavoratori (ma forse anche la stessa azienda) sperano che un aiuto possa arrivare dallo stesso governo, considerando che lo Stato, attraverso il Ministero della Giustizia, è il principale committente. Il confronto tra azienda e lavoratori, intanto, ripartirà venerdì 1 aprile.

Fonte: Varese News

Caro marito, ecco come ti tradisco

marzo 26, 2011 Intercettazioni No Comments

Identikit dell’infedeltà coniugale dall’Associazione avvocati matrimonialisti italiani: il luogo principe è l’ospedale, e si tradisce di più a Milano che a Roma. Kit per l’esame del Dna e per spiare il coniuge persino su Facebook

L’amante? Il primo incontro avviene quasi sempre sul posto di lavoro, e il rischio è più forte se si tratta di ospedali, redazioni giornalistiche, studi professionali. Seguono in classifica gli uffici pubblici e le banche. Milano guida la top ten delle città ad alto tasso di fedifraghi, e l’Italia è il paese europeo in cui ci sono più relazioni extraconiugali. E’ il ritratto di traditi e traditori tracciato dall’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, che, statistiche alla mano, ha anche delineato un quadro preciso di come nuove tecnologie e social network abbiano cambiato le scappatelle.

Tra le cause che scatenano la crisi del matrimonio, le infedeltà coniugali si collocano tra le più ricorrenti: rappresentano il casus belli nel 40% dei casi di separazione e divorzio. E, secondo l’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, il 60% delle infedeltà coniugali che si consuma nel nostro Paese avviene sul luogo di lavoro, secondo le recenti statistiche elaborate dal Centro Studi AMI confermate dalla società Robert Half Executive Search. Statisticamente Milano è la città in cui, in percentuale, si consuma il maggior numero di tradimenti, seguita a ruota da Roma, Bologna, Torino. Nel sud la città in cui si registrano maggiori infedeltà coniugali è Napoli. L’Italia è il Paese che detiene in Europa il record di relazioni amorose sul luogo di lavoro; seguono nell’ordine Germania, Francia ed Inghilterra.

Sempre più spesso tra colleghi si instaurano relazioni amorose che durano anni all’insaputa del coniuge (che molto frequentemente conosce il partner della moglie o del marito). Molti italiani realizzano così vite parallele ammantate di normalità: un numero non trascurabile di coniugi cresce figli concepiti fuori dal matrimonio. «Chi lavora trascorre molto più tempo con il collega che con il coniuge – dice l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione – e ciò influisce molto sulla tentazione di allacciare relazioni extraconiugali. Fenomeno dimostrato anche dalle indagini degli investigatori privati, che iniziano a ricercare le prove di eventuali tradimenti partendo immancabilmente, come prima opzione, dall’ambito professionale del pedinato».

«I luoghi di lavoro a maggiore rischio tradimento sono, nell’ordine: gli ospedali e le cliniche, gli studi professionali, le redazioni giornalistiche, pubblici uffici e banche. Tra le infedeltà coniugali consumate tra colleghi spiccano anche quelle a sfondo omosessuale (7% dei mariti, 5% delle mogli)».

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Investigazioni per infedeltà coniugali

Saltano le intercettazioni, rischia processo di mafia

marzo 21, 2011 Intercettazioni No Comments

Errore o distrazione, di certo quelle intercettazioni ambientali ritenute fondamentali per sostenere un’accusa di omicidio sono carta straccia. Il provvedimento con il quale il giudice dell’udienza preliminare, Antonio Lovecchio, ha dichiarato inutilizzabili le conversazioni captate in carcere e in questura rischiano di far franare o indebolire pesantemente le imputazioni nei confronti dei presunti autori del delitto di Giovanni Peschetola, 31 anni, avvenuto a Bari vecchia il 21 luglio del 2008. Il motivo? Tecnicamente si chiama «remotizzazione» delle intercettazioni presso il server della procura.

In che cosa consiste? Il collegamento informatico tra la microspia utilizzata per ascoltare le conversazioni e il «registratore» che deve trasmettere le «informazioni» raccolte, deve passare esclusivamente dalla «centrale» istituita presso la procura. Diversamente, non è corretto. Nel caso di Peschetola, le intercettazioni (eseguite in Questura e in carcere dopo la «confessione» di uno dei presunti assassini) non sono passate dal server della procura. Quindi, non sarebbe stato salvaguardato il diritto di difesa, stabilito da una sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione nel settembre del 2008, in coincidenza con l’indagine del caso Peschetola. Per gli ermellini, affinché le prove raccolte facciano pieno ingresso nel processo, è necessario che le operazioni di registrazione siano state effettuate negli uffici della Procura presso il cui server rimane comunque impressa la versione originale della conversazione captata.

Cosa accadrà adesso? Il pm Elisabetta Pugliese, che aveva chiesto il rinvio a giudizio di sei persone, accusate a vario titolo di concorso in omicidio e detenzione di armi, ora si ritroverà di fronte a un difficile processo in «abbreviato» al quale i legali della difesa si sono subito appellati dopo aver incassato un (inevitabile) provvedimento di inutilizzabilità di due intercettazioni ambientali. Giovanni Peschetola, legato agli Strisciuglio, fu vittima di un vero proprio agguato maturato nell’ambito di un regolamento di conti.

Nessuna lite, insomma, come qualcuno volle far pensare per depistare le indagini. Due giorni dopo il delitto, si costituì infatti il 69enne Giuseppe Cassano, detto «Severino», ex contrabbandiere, ritenuto vicino ai Capriati: si assunse ogni responsabilità del fatto di sangue, scagionando i propri congiunti e giustificando di aver agito per legittima difesa. Disse, tra l’altro, di aver sparato con tre pistole. Ipotesi ritenuta poco credibile, visto che le perizie accertarono diverse posizioni di fuoco coincidenti con la versione di Cassano solo nel caso avesse disposto di «braccia allungabili».

Le indagini proseguirono fino a quando, nel luglio dello scorso anno, il gip, Giulia Romanzzi, su richiesta del pm antimafia Elisabetta Pugliese, dispose la cattura di Saverio e Onofrio Cassano, di 45 e 39 anni, figli di Giuseppe. Il primo è accusato di omicidio e violazioni della legge sulle armi ed è in cella. Il secondo (ai domiciliari) è indagato solo per quest’ultimo reato. A sparare, in realtà, sarebbero stati almeno in tre. Giuseppe, Saverio e un altro Giuseppe Cassano, nipote del «patriarca» e figlio di Saverio: il 20enne è morto in un incidente stradale il 19 dicembre del 2009, travolto con la moto da un tir davanti al porto di Bari. Nel processo sono imputate anche Porzia Cassano (imputata di detenzione di arma), Lucia Cassano e Donato Querini (ora pentito), accusati di false dichiarazioni per favorire un clan mafioso.
L’omicidio Peschetola maturò a seguito di uno «sgarro» subito da Giuseppe Cassano (padre), picchiato per aver: schiaffeggiato le donne, nel caso di specie mogli di altri appartenenti agli Strisciuglio. Secondo la Squadra mobile, Cassano, preoccupato per nuove e più feroci vendette, avrebbe tentato di riparare chiedendo aiuto a Marino Catacchio (ucciso il 18 settembre 2008) e al vecchio boss del San Paolo, Giuseppe Mercante, detto «Pinucc u’ drogat», affinché mettessero pace. Così si riuscì a organizzare un incontro che, in teoria, avrebbe dovuto risolvere tutte le questioni. Ma i Cassano si sarebbero fatti trovare armati di pistole, pronti a mettere in atto l’omicidio già pianificato.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

Intercettazioni, le responsabilità dei direttori

marzo 17, 2011 Intercettazioni No Comments

Il tema della riforma della Giustizia continua ad essere di grande attualità, essendo palese la necessità di interventi per renderla efficiente e perché, allo stato, nonostante le molte parole nulla sembra essere stato fatto in concreto. Tra i molti argomenti si torna a parlare delle registrazioni telefoniche; sull’argomento mi pare che debbano essere fuori discussione alcuni punti, mentre altri debbano essere oggetto di approfondimento nel tentativo di trovare valide soluzioni. E’ innanzitutto certo che le registrazioni telefoniche costituiscano valido e insostituibile mezzo per la lotta contro il crimine e che, pertanto, sia pur nei limiti posti dalla legge per quanto concerne i reati per cui ammetterle ( art. 266 C.P.P.) e l’autorità che deve autorizzarle (art. 267 C.P.P. ), devono essere consentite, mentre, al contempo, deve essere punito ogni abuso, cioè l’effettuazione di registrazioni al di fuori dei casi previsti dalla legge (art. 617 C. P.).

L’art. 15 della Costituzione sancisce che la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili e che la loro limitazione può avvenite soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.
E’ del pari certo che, per il disposto dell’art. 684 C.P., costituisce reato (sia pure di natura contravvenzionale) la pubblicazione di atti o documenti di un procedimento penale di cui sia vietata per legge la pubblicazione e non v’è dubbio che le registrazioni telefoniche, in tutto o in parte, anche per riassunto o a guisa di informazione, costituiscano atto di procedimento penale di cui, ai sensi dell’art. 114 C.P.P. è vietata la pubblicazione, quanto meno sino a che non siano concluse le indagini preliminari, ovvero sino al termine dell’udienza preliminare. Tali essendo le norme cui deve farsi riferimento per giudicare sulla legittimità della pubblicazione di intercettazioni telefoniche, risulta palese che esse sono stata frequentemente violate La violazioni delle citate norme può comportare non solo un danno in ordine all’efficacia e il corretto svolgimento delle indagini giudiziarie, ma altresì, frequentemente, una violazione del diritto alla privacy dei soggetti intercettati e, talora, avere anche conseguenze su vicende socio-politiche ( basti ricordare il caso Mastella che ebbe riflessi sulla crisi del governo Prodi). Il rispetto e la repressione della violazione delle normativa vigente dovrebbe pertanto imporsi. Per contro si assiste a frequenti violazioni di tale normativa senza che trovino applicazione le norme che prevedono la punizione di tali comportamenti , pur integrando essi reato perseguibile di ufficio.

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Giustizia, Bindi: “Berlusconi non può fare la riforma”

marzo 15, 2011 Intercettazioni No Comments

Rosy Bindi commenta la riforma della giustizia sottolineando che il processo breve e la legge sulle intercettazioni: “non sono state ritirate e dunque il canale parallelo delle leggi ad personam non è interrotto”. Il presidente del Pd aggiunge che nessun democratico si sottrarrà al dibattito parlamentare ma presenterà le sue proposte perchè mancano interventi sull’organizzazione, sulle risorse, sulle procedure civili e: “mi chiedo se una riforma costituzionale la possa fare una maggioranza numerica e non politica, con un premier imputato di prostituzione minorile, concussione, corruzione di testimoni, evasione fiscale”.

La Bindi commenta la riforma della Giustizia recentemente approvata dal governo attraverso le pagine de La Stampa e lancia un pesante attacco a Governo e primo ministro. Il presidente dei Democratici teme che l’apertura di Fini sulla giustizia possa essere determinante per l’approvazione parlamentare: “il Terzo Polo rischia o di far vincere Berlusconi o di ostacolare dopo un cambiamento reale del Paese”.

E come se non bastasse, l’esponente dei democratici non tollera l’atteggiamento del ministro della Giustizia, Angelino Alfano che attraverso le varie trasmissioni televisive ha promesso il ritiro della norma sul processo breve: “la cosiddetta disponibilità del Guardasigilli assomiglia tanto ad un prendere o lasciare. La loro non è una riforma della giustizia, ma una riforma costituzionale sulla magistratura, che non porterà ai cittadini alcun vantaggio nel medio periodo”. Mentre il presidente dei senatori del Pd, Finocchiaro afferma che siamo di fronte ad una riforma: “frutto del risentimento personale del premier che porta l’Italia indietro di più di 150 anni”.

Fonte: Politica 24

Le intercettazioni tra Mimino Cosma e la moglie Maria

marzo 11, 2011 Intercettazioni No Comments

TARANTO – Il Tribunale del riesame deciderà oggi se Carmine Misseri e Mimino Cosma, arrestati lo scorso 23 febbraio con l’accusa di aver contribuito a nascondere il cadavere di Sarah Scazzi, devono restare in carcere o possono tornare in libertà. Oggi scadono i termini per decidere sul ricorso presentato dagli avvocati Lorenzo Bullo per conto di Carmine Misseri e Raf faele e Serena Missere per Mimino Cosma. Ma il collegio avrà poco tempo per decidere, perché per stamattina alle 12 è stata aggiornata l’udienza di martedì scorso dopo che gli avvocati Raffaele e Serena Missere hanno eccepito sulla mancata consegna alla difesa delle intercettazioni ambientali tra Mimino Cosma e la moglie Maria Ferrara depositate dal procuratore aggiunto Pietro Argentinoe dal sostituto Mariano Buccoliero direttamente in udienza.

«Ho eccepito il deposito di tali atti – spiega l’avvocato Raffaele Missere – per la violazione del diritto di difesa. Si tratta di intercettazioni compiute a novembre, dunque i Pubblici ministeri hanno avuto tutto il tempo a disposizione per consegnarle ai difensori. Ma poi mi chiedo: per quali reati sono state disposte queste intercettazioni quando il mio cliente risponde solo di concorso nella soppressione di cadavere, reato per il quale non sono previste le intercettazioni? E perché il mio cliente non è stato iscritto nel registro degli indagati quando sono stati registrati colloqui che ora i Pubblici ministeri ritengono rilevanti ai fini investigativi?».

Ma che c’è nelle intercettazioni? È il 16 novembre quando Mimino Cosma e la moglie Maria Ferrara commentano l’inchiesta sull’omicidio di Sarah Scazzi e gli interrogatori cui sono stati entrambi sottoposti dai carabinieri quali persone informate sui fatti. I loro colloqui vengono captati dalla cimice piazzata dagli inquirenti nell’autovettura del nipote di Michele Misseri, in carcere con la figlia Sabrina per aver ucciso Sarah, sua nipote.

MIMINO: «Non vedi che se ne sono andate tre ore…»
MARIA: «Due ore e mezza… va beh sono uscita che hanno controllato i tabulati però… ho aspettato fuori. Hanno gridato con te? Comunque con me erano bravi».
MIMINO: «Mi hanno fatto vedere… le hai viste tu le fotografie della Sarah?»
MARIA: « No».

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Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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