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74 intercettazioni telefoniche per calciopoli: ecco la lista dei nomi

giugno 8, 2011 Intercettazioni No Comments

Questa mattina al Tribunale di Napoli ci sarà l’udienza per l’integrazione delle 74 intercettazioni telefoniche nel processo calciopoli 2.

Il presidente della 9° sezione del tribunale di Napoli, Teresa Casoria,

inserirà dunque negli atti del processo quanto richiesto lunedì scorso dalla difesa di Moggi: la tesi di fondo è che, se tutti parlavano con i designatori arbitrali, nessuno è colpevole, compreso Moggi.

In questo post vi segnaliamo la lista nomi degli intercettati messa a disposizione del tribunale.

Delle 74 intercettazioni, ben 41 sono dell’ex presidente dell’Inter Giacinto Facchetti: 17 con Paolo Bergamo e 10 con Pierluigi Pairetto, all’epoca designatori arbitrali; 5 con Francesco Ghirelli, segretario Federcalcio; 3 con Massimo De Santis, arbitro; 1 con Innocenzo Mazzini, vicepresidente federale; 1 con Tullio Lanese, presidente degli arbitri; 4 con gennaro Mazzei, designatore assistenti.

Le altre telefonate sono di: Massimo Moratti (3 con Paolo Bergamo), Adriano Galliani (8 con Bergamo, Pairetto e Mazzini), 1 di Leonardo Meani, addetto agli arbitri in casa Milan (con De Santis), 9 di Rino Foschi, direttore sportivo del Palermo (con Pairetto), 3 del presidente del Cagliari Massimo Cellino (2 a Bergamo, 1 a Pairetto), 2 dell’ex presidente del Bologna Renato Cipollini (con Pairetto), 1 del ds della Roma Pradè (con Mazzini), 1 di Spalletti (con Bergamo), 4 del presidente della Reggina Foti (con Bergamo) e 1 tra Bergamo e Pairetto.

Intercettazioni telefoniche occasionali, la natura casuale va accuratamente descritta dal GIP

giugno 7, 2011 Intercettazioni No Comments

Nell’ordinanza n. 171 dello scorso 19 maggio la Corte costituzionale ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 6, commi 2, 3, 4, 5 e 6, della L. 140/2003 n. 140 (recante disposizioni nonché in materia di processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato) sollevata dal giudice per le indagini preliminari in relazione agli artt. 3, primo comma, 68, terzo comma, 102 e 104, primo comma, della Costituzione.

L’art. 6 è stato impugnato nel punto in cui disciplina il procedimento che il giudice per le indagini preliminari deve osservare, laddove ritenga necessario ( a seguito di istanza di parte), utilizzare nei confronti di un parlamentare intercettazioni cui quest’ultimo casualmente abbia preso parte, quando esse erano già state disposte nel corso di procedimenti riguardanti terzi. La disposizione prevede in tali circostanze che il giudice deve chiedere l’autorizzazione della Camera alla quale il membro del Parlamento appartiene o apparteneva al momento in cui le conversazioni o le comunicazioni sono state intercettate. Al riguardo il rimettente dubita della legittimità costituzionale della norma impugnata, nella parte in cui esige siffatta autorizzazione con riferimento ad intercettazioni occasionali, per le quali, anche alla luce della sentenza della medesima Consulta.

n. 390/2007, essa non sarebbe giustificata, ed anzi sarebbe vietata, dall’art. 68, terzo comma, Cost. Quest’ultima disposizione costituzionale, infatti, avrebbe ad oggetto le sole intercettazioni disposte a carico del parlamentare o comunque finalizzate a captare le conversazioni di quest’ultimo, giacché per esse soltanto si potrebbe palesare un fumus persecutionis da parte dell’Autorità giudiziaria, che spetta alla Camera apprezzare in sede di autorizzazione. Non solo. Il rimettente ha ravvisato altresì una violazione degli artt. 102 e 104 Cost. quarto all’indebita ingerenza che, per tale via, la Camera eserciterebbe sull’esercizio dell’attività giurisdizionale, con particolare riferimento alla utilizzabilità di prove già acquisite.

Con l’ordinanza in rassegna la Corte costituzionale ha osservato che, ai fini della rilevanza della questione, il rimettente avrebbe dovuto motivare adeguatamente in ordine alla natura casuale delle intercettazioni oggetto, e nel caso di specie, di istanza di utilizzazione da parte del pubblico ministero. Sotto tale profilo, l’ordinanza di rimessione risultava invece carente; di qui la manifesta inammissibilità della questione.

Fonte: www.diritto.it

Intercettazioni telefoniche: via il segreto per i parlamentari

giugno 7, 2011 Intercettazioni No Comments

Il gip Clementina Forleo sta indagando su 73 telefonate ricollegabili alle inchieste Antonveneta/Bnl/Rcs. Tra gli intercettati ci sono ad esempio Fiorani, Consorte, Ricucci, D’Alema, Latorre e Fassino. Secondo il gip queste telefonate “non appaiono più coperte dal segreto d’indagine, essendosi realizzata, con l’innesco del meccanismo” previsto dalla legge “la discovery degli atti su tali conversazioni, sia pure nello strumento fonico”. Da lunedì “proprio la formulazione letterale della norma non apparirebbe neppure precludere la trasmissione”. Via libera dunque.

La settimana prossima si potrà dunque venire a conoscenza delle 73 telefonate, che riguardano anche dei parlamentari, che secondo i magistrati potrebbero essere utili. E’ un anno e mezzo che la Procura di Milano cerca di tener segrete queste telefonate. Ma la stessa legge prevede che le intercettazioni dei parlamentari vengano distrutte. A meno che il gip ottenga l’autorizzazione ad autorizzarle come prove a carico degli indagati. Tutte le altre trasmissioni possono però esser distrutte. Riuscirà il gip Clementina Forleo in questa impresa?

Fonte: www.haisentito.it

Nastri Unipol: processo per Paolo Berlusconi

giugno 7, 2011 Intercettazioni No Comments

Rinvio a giudizio per Paolo Berlusconi. Si è chiusa così la prima tappa dell’udienza preliminare sull’inchiesta nata dalla divulgazione delle intercettazioni telefoniche tra Giovanni Consorte e Piero Fassino pubblicate su «Il Giornale» il 31 dicembre del 2005. Il gup Stefania Donadeo ha deciso anche la data del processo, che comincerà il 4 ottobre di fronte alla quarta sezione penale del tribunale di Milano.
Il dibattimento, dunque, sarà direttamente incentrato su una delle tre frasi «simbolo» della stagione delle scalate bancarie di quell’anno: quell’«abbiamo una banca» dell’attuale sindaco di Torino Piero Fassino a Giovanni Consorte, che si accompagna al «bacio in fronte» di Gianpiero Fiorani ad Antonio Fazio, e al «stamo a ffà i furbetti del quartierino» di Stefano Ricucci.
La differenza è che l’intercettazione di Fassino non poteva essere pubblicata non solo perché non era ancora stata depositata, ma non era neppure agli atti, né trascritta. Ed è su quel nastro che, secondo la procura, si è generato un illecito commercio che ha portato prima allo scoop del quotidiano di via Negri, e poi alle accuse nei confronti del fratello minore del presidente del Consiglio: ricettazione, millantato credito e concorso in rivelazione di segreto d’ufficio. Berlusconi jr sarà l’unico dei quattro indagati-imputati ad andare a giudizio con il rito ordinario. … Continue Reading

Lo scandalo calcio-scommesse scoperto grazie alle intercettazioni telefoniche

giugno 7, 2011 Intercettazioni No Comments

Beppe Signori e altri celebri calciatori sono coinvolti in un giro di scommesse riguardanti alcune partite di calcio che sarebbero state truccate. Dopo sei mesi di indagini e alcune intercettazioni telefoniche, ecco in arrivo un nuovo scandalo che riguarda lo spot più amato dagli italiani. L’organizzazione criminale era formata da 16 persone, che tra il novembre del 2010 e l’aprile scorso hanno cercato di intervenire sul risultato di almeno 18 partite, condizionando in alcuni casi l’esito finale, intascando così centinaia di migliaia di euro provenienti dalle scommesse. Le telefonate tra gli appartenenti al gruppo criminale ci svelano come venivano truccate le partite.

Dalle indagini è emerso il tentativo di condizionare il risultato di diverse partite. Come il match del 14 novembre 2010 tra la Cremonese e la Paganese, dal quale sono partite le indagini: per evitare che la squadra di Cremona vincesse (cosa che poi è successa) uno dei giocatori avrebbe inserito nelle bevande dei suoi compagni un ansiolitico, causando il ricovero in ospedale di due persone e un incidente stradale per un terzo giocatore. A compiere il fatto il portiere Marco Paoloni, dalle cui intercettazioni è emerso tutto.

Tre i gruppi facenti capo a questa organizzazione criminale. C’erano i Milanesi, gli Zingari, i Bolognesi, il cui leader sarebbe Beppe Signori, agli arresti domiciliari. I poliziotti lo hanno pedinato a lungo, scoprendo che aveva rapporti stretti con altri personaggi coinvolti nel caso e scoprendo anche che in queste partite lui aveva investito moltissimo denaro.

Il gruppo ha anche tentato di condizionare un match di serie A, quello tra Inter e Lecce del 20 marzo, che finisce 1 a 0 e non con i tre gol, come aveva scommesso l’organizzazione. Sarebbe proprio questo l’episodio che vedrebbe coinvolto anche Stefano Bettarini, divorziato dalla showgirl Simona Ventura, attualmente solo indagato.

Fonte: www.haisentito.it

Intercettata Maria Rosaria Rossi deputata Pdl

giugno 7, 2011 Intercettazioni No Comments

Diplomata all’istituto tecnico commerciale, la sua prima esperienza politica è nel Consiglio circoscrizionale nel Decimo Municipio di Roma. In seguito brucia ogni tappa politica intermedia e, trentaseienne, nel 2008 viene posta in quota alla lista elettorale del PdL, nella quindicesima circoscrizione Lazio 1, per diretta volontà di Silvio Berlusconi, venendo eletta deputata al Parlamento italiano Ricopre l’incarico di membro nella commissione giustizia della Camera.

Vita privata
Nel 2010, alcune intercettazioni telefoniche in indagini di polizia giudiziaria, rivelano la sua abituale partecipazione alle cene con bunga bunga party notturni, organizzati nella residenza di Arcore del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. … Continue Reading

Caso Ruby: indiscrezioni sulle intercettazioni telefoniche di Nicole Minetti

Sono state rivelate le prime indiscrezioni sulle intercettazioni telefoniche ad Arcore di Nicole Minetti, in relazione al caso Ruby. Il consigliere regionale lombardo è infatti indagato per favoreggiamento della prostituzione insieme a Silvio Berlusconi, che aggiunge un’ipotesi di reato anche di concussione. L’ex igienista dentale e ballerina di Colorado Cafè è infatti stata la “delegata per la presidenza del Consiglio” ad occuparsi di Karima “Ruby” el Marough nella notte fra il 28 e il 28 maggio 2010, quando per l’appunto scoppiò il caso Ruby e delle feste alla villa di Arcore.

Nel settembre del 2010 Nicole Minetti invita una sua ex compagna di scuola ad una delle famose cene ad Arcore. Al telefono la prepara dicendo: “Ti devo briffare, ne vedrai di ogni!”. Successivamente l’amica della Minetti si lamenterà più volte al telefono delle scene a cui ha assistito alla cena col premier. Stessa reazione avuta da un’altra ragazza interrogata dai pm Bassinni e Sangermano: si tratta di una ballerina di danza del ventre, che in merito alla partecipazione ad alcune di queste feste ad Arcore, avrebbe dichiarato di essere “disgustata” da ciò a cui avrebbe assistitito in quelle serate. Altre intercettazioni telefoniche riguardano Mariarosaria Rossi, deputata del pdl (la stessa che aveva organizzato due cene al Castello di Tor Crescenza con le deputate del pdl proprio durante la crisi con Fini), che in merito a una cena ad Arcore, al cellulare con una delle ragazze invitate raccomanda “A mezzanotte, però, stavolta tutti a letto!”, in previsione di un impegno politico del premier l’indomani mattina con Schifani. La Procura di Milano intanto rassicura: le intercettazioni utilizzate sono solo quelle verso terzi (come la Minetti, Lele Mora e Emilio Fede) e non certo quelle di parlamentari come Berlusconi, che richiederebbero delle autorizzazioni particolari.

Fonte: www.haisentito.it

Calcio scommesse, le intercettazioni decisive nelle indagini

giugno 5, 2011 Intercettazioni No Comments

Tre partite ‘combinate‘, 23 milioni di euro giocati su una sola di queste, il nome del capitano Cristiano Doni sulla bocca di molti degli arrestati: le carte dell’inchiesta sul calcioscommesse sono piene di riferimenti all’Atalanta e le conferme che arriverebbero dagli interrogatori di garanzia sembrerebbero aggravare la posizione della squadra bergamasca appena promossa in A.

INTERCETTAZIONI CHIAVE – Ecco il resoconto delle intercettazioni che sembrano essere decisive per lo sviluppo delle indagini.

ASCOLI-ATALANTA, 12.3.2011: E’ la prima delle tre partite incriminate e vede protagonista il ds del Ravenna, Giorgio Buffone. ‘Sfruttava le sue conoscenze – scrive il gip Salvini nell’ordinanza – con altre societa’ sportive o con alcuni giocatori impegnati nelle partite da manipolare. In particolare manteneva contatti con Nicola Santoni perche’ contattasse Cristiano Doni, capitano dell’Atalanta, ai fini della manipolazione della partita’. Per quell’incontro ha un ruolo importante anche il giocatore dell’Ascoli Vittorio Micolucci (ai domiciliari): e’ una ‘pedina stabile – secondo il Gip – del sodalizio, manifestando la sua disponibilita’ ad influenzare il risultato delle partite dell’Ascoli’, in particolare Livorno-Ascoli e, appunto, Ascoli-Atalanta. Micolicci viene intercettato il giorno prima della partita, mentre parla con Marco Pirani (altro degli arrestati) chiedendo quanto gli spetta per l’accordo.
Pirani: ‘Allora tutto come gli accordi…i secondi che abbiamo preso ieri…te me capisci al volo’.
Micolucci: ‘si’ si’, ok’…
Micolucci: …’certo certo…senti eh quanto verrebbe all’incirca’ Pirani: ‘ventuno, ventidue’ Micolucci: ‘ah per me?’ Pirani: ‘per te quello che mi hai detto ieri…una quindicina’ Micolucci: ‘Ah ok…perfetto va bene’.

ATALANTA-PIACENZA, 19.3.2011: La partita finisce 3-0 per i bergamaschi e il risultato coincide perfettamente con le scommesse della ‘cricca’ (che aveva giocato l’over). Ecco cosa scrive il gip: ‘Gianfranco Parlato prendeva contatti con il capitano dell’Atalanta Doni’ mentre ‘Marco Paoloni prendeva contatti con Carlo Gervasoni, giocatore del Piacenza, informando Erodiani che riferiva al Parlato della disponibilita’ di questi e di altri giocatori’. Nella vicenda entrano anche l’ex capitano del Bari Antonio Bellavista e Beppe Signori. Tanto che, e’ scritto nell’ordinanza, ‘Bellavista, Erodiani e Signori si incontravano a Bologna il 15 marzo’ per concordare le cifre.
Alla fine Signori ‘metteva a disposizione 60 mila euro’. A quel punto, ‘Parlato dava disposizioni a Gervasoni affinche’, in occasione della partita, andasse incontro a Cristiano Doni a stringergli la mano a suggello dell’accordo’.

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Intercettazioni telefoniche e ambientali

Sarah, Misseri è uscito dal carcere “Era assente durante l’omicidio”

maggio 31, 2011 Intercettazioni No Comments

Taranto, il gip ha accolto l’istanza di scarcerazione depositata dal legale di Michele

Misseri è uscito dalla prigione. Il gip del tribunale di Taranto, Martino Rosari, ha infatti convalidato la richiesta di liberazione dello zio di Sarah Scazzi. Il giudice ha accolto l’istanza di scarcerazione, per la decorrenza dei termini di custodia cautelare, del difensore di Michele, Francesco De Cristofaro. Secondo il gip, la circostanza che Misseri non abbia partecipato al delitto della nipote è sempre più realistica, lo si desume da alcune intercettazioni.
Misseri, che era in prigione dal 6 ottobre, dopo la confessione dell’omicidio, ha più volte cambiato versione fino all’ultima che gli inquirenti considerano la vera e che asserisce che l’omicidio sarebbe stato compiuto dalla figlia Sabrina, alla quale in concorso, secondo le ultime svolte dell’indagine, si sarebbe aggiunta la moglie Cosima.

Per ora Misseri è accusato soltanto della soppressione del cadavere della 15enne. Secondo i pm infatti durante l’omicidio di Sarah, perpetrato nell’abitazione di Avetrana, l’uomo era “assente in casa”.

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Eroina per finanziare il terrorismo, inchiesta della Procura di Napoli

maggio 19, 2011 Intercettazioni No Comments

Scattano quaranta perquisizioni, coinvolti pakistani della provincia di Peshawar

Indagine antiterrorismo condotta dalla Procura di Napoli. Sono stati eseguiti 40 decreti di perquisizione nei confronti di pakistani residenti in Italia, sospettati di essere promotori e affiliati di una organizzazione per il traffico di eroina, l’immigrazione clandestina e la falsificazione di documenti: attività illecite che servirebbero a sostenere la causa jihadista e filotalebana del movimento “Tehreek e Nafaz e Shariat e Mohammadi” legato al leader talebano Maulana Fazlullah.

Le perquisizioni sono state effettuate dalla Digos di Frosinone e dal Ros dei carabinieri di Udine, in coordinamento con il Servizio centrale antiterrorismo della direzione centrale della Polizia di Stato e il Comando generale dell’Arma, e hanno interessato Napoli, Frosinone, Roma, Macerata, Milano, Oristano, Cagliari e L’Aquila. Tre sono state eseguite in celle di persone già detenute.

L’indagine è nata nell’aprile 2008. I pakistani coinvolti sono per lo più originari della provincia di Peshawar.

Dichiarazioni raccolte dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea indicano che i profitti ricavati attraverso il traffico di eroina dall’Afghanistan e dal Pakistan verso l’Italia creato dall’organizzazione servivano a finanziare i terroristi.

Un primo filone di inchiesta della Digos di Frosinone già nel 2007 aveva portato a smantellare una enclave dell’organizzazione a Bologna; nel maggio di tre anni fa, poi, fu arrestato alla frontiera italiana Shafiq ur Rehman Syed, condannato dal gip del tribunale di Napoli a 18 anni di reclusione e ora detenuto, ritenuto uno dei capi dell’organizzazione.

Intercettazioni telefoniche e servizi di osservazione e pedinamento hanno mostrato che in Italia si è creata una potente organizzazione delinquenziale pakistana con poli anche logistici radicati sul territorio, nel napoletano nell’area di Poggiomarino, a Macerata, Bologna e Roma. L’eroina importata proviene dalla provincia afghana di Nangarhar, dove i talebani controllano il mercato della droga per avere denaro per la causa islamica.

In passato è stata smantellata una organizzazione di spaccio che utilizzava canali commerciali italo-pakistani per importarla sul litorale domitio, tra Napoli e Caserta, ma anche a Bologna e Varese, di cui era fornitrice proprio la cellula di pakistani interessata dalle perquisizioni di oggi. Le intercettazioni hanno mostrato anche stabili contatti tra le comunità pakistane italiana, della Spagna e della Gran Bretagna per favorire l’ingresso di persone dal Pakistan. Nel corso delle perquisizioni, sequestrati 300 richieste di nulla osta per regolarizzazione di lavoratori pakistani, fotocopie di passaporti pakistani, ricevute di versamenti di denaro con postpay per 90mila euro, documenti cartacei in lingua araba e materiale informatico, rubriche telefoniche e agende contabili.

Fonte: Repubblica Napoli

Bertolaso si difende con il web «Ecco tutte le carte della mia inchiesta»

maggio 13, 2011 Intercettazioni No Comments

L’ex capo della Protezione civile: «Ancora nuovi falsi scoop su di me»

Sono consultabili su web tutte le «carte» consegnate alla procura della Repubblica di Perugia da Guido Bertolaso. Nel dossier ci sono anche le memorie a difesa e le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche in cui è coinvolto lo stesso Bertolaso. L’ex capo della protezione civile, infatti ha aperto un sito (www.guidobertolaso.net) per lanciare una vera e propria operazione verità «contro tutte le falsità rese pubbliche che sono facilmente smentibili: basta solo aver la volontà di conoscere i fatti e il tempo di leggere le carte».

IL FATTO – L’iniziativa nasce dall’esigenza anche di precisare i contenuti di alcuni articoli di stampa, come quello del Fatto quotidiano di giovedì che «riporta un’intercettazione telefonica che compare nelle carte dell’indagine della procura di Perugia sull’inchiesta G8. La chiusura dell’articolo – chiarisce una nota – fa riferimento ad una telefonata in cui il dottor Bertolaso informa tale dottor Guidelli del trasferimento da parte dei Ministri Tremonti e Scajola di 226 milioni sul conto della protezione civile con i quali verranno pagati gli stati di avanzamento dei lavori a La Maddalena. Il Fatto avrebbe potuto anche andare oltre, infatti tale intercettazione trova ampio «riscontro» in un lancio delle 20.07 del 3 aprile 2009 dell’agenzia di stampa Ansa (che si riporta integralmente), perché il misterioso dottor Guidelli a cui Bertolaso «passa» la ghiotta informazione altri non è che un giornalista dell’Ansa che stava svolgendo il suo lavoro. Proprio come Marco Lillo, autore dell’articolo del Fatto. Un ulteriore ringraziamento al quotidiano diretto da Padellaro – conclude ironicamente la nota – che consente oggi di ribadire dopo la richiesta di rinvio a giudizio formulata dai pm la totale estraneità ai reati che vengono contestati e alle calunnie diffuse a mezzo stampa e già oggetto di numerosissime querele». A questo punto, prosegue l’ex capo della Protezione civile, «sembra ormai evidente come l’odierno scoop de Il Fatto faccia il paio con l’impianto accusatorio costruito dalla Procura di Perugia: impianto basato su fatti e circostanze «incontrovertibili» rispetto ai quali si è avuto modo di dimostrare la mia incontrovertibile estraneità e che oggi, ancor di più, appare francamente infondato, tanto quanto le illazioni contenute nell’articolo». «Questa, come tutte le altre falsità – conclude Bertolaso – sono, come dimostrato oggi, facilmente smentibili, basta solo aver la volontà di conoscere i fatti e il tempo di leggere le carte».

Fonte: Corriere.it

Prodotti scaduti, c’è una prassi per rivenderli

maggio 12, 2011 Intercettazioni No Comments

Una inchiesta che fece discutere quando diventò di dominio pubblico. Decine di indagati per frode in commercio e alcuni per associazione a delinquere, per avere venduto prodotti scaduti facendoli passare come freschi e merce senza glutine, quando in realtà non era così. Almeno questo era il castello accusatorio che travolse tre punti vendita Sma di Grosseto (via Scansanese, via Einaudi e via Papa Giovanni XXIII). Quelli gestiti dalla società Stella. Interrogatori, incidenti probatori e intercettazioni telefoniche dal 2008 al 2010. Faldoni su faldoni e un’indagine scattata dalla denuncia di alcune dipendenti dell’azienda alimentare.

Alla fine si è concluso non proprio con un nulla di fatto, ma quasi. Fatta eccezione per il responsabile del reparto pescheria di un punto vendita, che ha patteggiato la pena davanti al gup del Tribunale di Grosseto. Per gli altri imputati la vicenda giudiziaria di primo grado si è chiusa davanti al giudice per l’udienza preliminare Marco Mezzaluna. Con l’assoluzione perché il fatto non sussiste, nella stragrande maggioranza dei casi. Mentre per tre soci della Stella, il gup ha disposto la condanna a 1.200 euro di multa, per frode in commercio, relativa agli episodi di reincartamento di prodotti scaduti. Ad essere condannati sono stati Antonella Galli, Gian Luca Citerni e Marco Bonari.

Nel corso delle indagini, cui hanno partecipato anche i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Livorno, sono state raccolte numerose testimonianze di dipendenti e anche degli indagati. Notevole rilievo hanno avuto le intercettazioni telefoniche. ”I prodotti magari che c’è vicina la scandenza, tipo il prosciutto, il salame e la mortadella: lo apri, lo confezioni e lo metti sottovuoto…Poi chiaramente la data di scadenza non è quella che è reale…cioè nel senso… poi va anche un po’ oltre la data di scadenza. La carta la tieni, in modo che …che poi te lo fai rendere dal fornitore”. E’ la telefonata tra uno degli imputati condannati alla multa di 1.200 euro e la ex compagna.

Ma non è la sola conferma di quanto avveniva nel reparto salumi di alcuni supermercati. Il preincartato in scadenza — e pare anche già scaduto — veniva aperto e poi reincartato come se fosse stato tagliato da poco dal pezzo intero. Quindi rimesso invendita. Questa la prassi che è stata ampiamente confermata. ”Quando un prodotto è vicino alla scadenza viene scartato e riconfezionato con una nuova data — ha spiegato il gup nelle motivazioni — così non viene buttato ed anzi la confezione viene conservata per chiedere al fornitore il rimborso o la sostituzione del prodotto”. Abitudine che è stata ammessa anche da alcuni fornitori, che hanno ammesso di accordare il rimborso anche con la presenza del solo incartamento, senza il prodotto scaduto.

Fonte: La Nazione

Intercettazioni: Berlusconi, mai devono essere prove processi

maggio 11, 2011 Intercettazioni No Comments

Mai le intercettazioni si devono usare come prove nei processi. Silvio Berlusconi torna a garantire che ci sara’ un intervento sulle intercettazioni per limitarne l’uso. Nel suo intervento al comizio di Crotone, il premier ribadisce che ‘non e’ da paese libero se un cittadino viene spiato’. Per il presidente del Consiglio, le intercettazioni ‘devono essere consentite solo per i reati gravi, mentre non ci deve essere nessuna possibilita’ che siano utilizzate come prove nei processi’.

Fonte: Repubblica

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

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Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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