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Red Bull: Marko accusa la Ferrari di spionaggio

giugno 28, 2011 Intercettazioni No Comments

Helmut Marko sospetta che la Ferrari stia usando un metodo per ascoltare in segreto le strategie della Red Bull durante i Gran Premi.

Il consulente della Red Bull ha rivelato i suoi sospetti alla TV tedesca RTL dopo il GP Spagna di domenica.

“Abbiamo notato che la Ferrari sta facendo una sorta di spionaggio” ha dichiarato l’austriaco. Spiegando i sospetti Marko ha dichiarato: “Abbiamo chiamato ai box Mark relativamente tardi, e loro sono riusciti a far rientrare lo stesso Alonso. Sono stati in grado di rispondere”.

I sospetti di Marko avrebbero trovato conferma quando la Red Bull ha impartito ordini finti ai suoi piloti a Barcellona per rientrare ai box e la Ferrari ha risposto comunque.

Per il giornale Bild la Ferrari non ha ancora commentato la questione.

Palamara (Anm) sulle intercettazioni: basta strumentalizzazioni. Papa verso l’espulsione della Magistratura

giugno 28, 2011 Intercettazioni No Comments

Basta con le strumentalizzazioni che si stanno facendo sull’inchiesta P4, è «inaccettabile» sostenere che un intervento sulla disciplina delle intercettazioni sia «la priorità». Lo ha detto il presidente dell’Anm, Luca Palamara, nel corso del suo intervento al comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati.

Avviata la procedura di espulsione
L’Anm ha anche avviato la procedura che potrebbe concludersi con l’espulsione dal sindacato delle toghe di Alfonso Papa, magistrato in aspettativa perchè deputato Pdl, su cui pende una richiesta di arresto nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P4. Il “parlamentino” dell’associazione ha deciso infatti di chiamare in causa il collegio dei probiviri, affinchè decida se Papa può restare iscritto all’Anm o se i suoi comportamenti non suggeriscano di considerarlo fuori. La decisione è stata presa all’unanimità, con solo due astensioni. Una delle quali è venuta «per ragioni di opportunità» dal procuratore aggiunto di Napoli Francesco Greco, che coordina proprio l’inchiesta sulla P4 dei pm Woodcock e

I«Non vorrei ci occupassimo della pagliuzza, anziché della trave»
«Dobbiamo dire in maniera chiara ancora una volta, con riferimento ai fatti che stanno emergendo a seguito dell’inchiesta della Procura di Napoli – ha detto Palamara – che non si possono accettare le strumentalizzazioni dei politici». Non vorrei, ha sottolineato Palamara, «che ci preoccupassimo della pagliuzza anzichè considerare la trave».

Cascini (Anm): no a interventi che limitino la libertà di stampa
Palamara ha ricordato che l’Anm «ha espresso in più occasioni la necessità di selezionare e stralciare il materiale irrilevante, ma in questo momento penso che debba prevalere tutto quello che sta emergendo la cui valutazione deve essere stabilita da un giudice e non dalla politica o da un ministro». Il segretario dell’Anm, Giuseppe Cascini, si è detto favorevole «a un intervento che regoli le modalità di diffusione di intercettazioni non rilevanti». Ma ha aggiunto che l’associazione ritiene «in contrasto con il diritto di informazione qualunque intervento che limiti la libertà di stampa».

Inaccettabile dire che l’emergenza giustizia sono le intercettazioni
«Non possiamo accettare – ha sottolineato Palamara – che anzichè intervenire con urgenza in situazioni drammatiche che più tribunali denunciano in tutta Italia, ancora una volta l’emergenza della giustizia sono le intercettazioni. Di riforma epocale non si parlerà più ma solo perchè molti uffici giudiziari chiuderanno per la difficile situazione nella quale versano».

Si rilanciano temi lontani dalla riforma della giustizia
«I fatti che stanno emergendo sono gravi – ha detto ancora il presidente dell’Anm – ma mi sembra singolare che si rilancino temi che poco hanno a che vedere con le riforme urgenti della giustizia. Invece di preoccuparsi di ciò che sta emergendo, la politica si preoccupa di modificare la disciplina delle intercettazioni».

Schifani: troppi veleni e troppe divisioni
Da Lecce il presidente del Senato, Renato Schifani, ha lanciato un monito: «troppe divisioni, troppi veleni, stanno inquinando i posti della buona politica. Chi ha la responsabilità di governare, lo faccia con sempre maggiore determinazione. Bisogna avere il coraggio e la forza di fare le riforme che servono alla nazione. Soltanto così sarà possibile continuare il percorso virtuoso della modernizzazione: alleggerire il fisco, combattere con giustizia le evasioni, ma senza provvedimenti che possono apparire ingiusti e mortificanti; dare nuovo ossigeno alle piccole e medie imprese e a tutti i centri produttivi, tutelare e dare nuova occupazione». Sulle intercettazioni: «Ormai la misura è colma e credo che con un grande gesto di volontà da parte di tutte le forze politiche si possa trovare una mediazione sulle intercettazioni senza che si gridi alla legge bavaglio». (N.Co.)

Intercettazioni: un decreto del governo?

giugno 24, 2011 Intercettazioni No Comments

Non e’ solo la manovra economica ad assorbire l’attenzione del governo dopo l’esito positivo della verifica parlamentare. Potrebbe tenersi all’inizio della prossima settimana un vertice di maggioranza sul tema intercettazioni per decidere un intervento legislativo mediante decreto legge che ne limiti il ricorso da parte della magistratura.

Precisa Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera: ”Il problema c’e’. Lo scandalo e’ la pubblicazione di intercettazioni che attengono perlopiu’ alla vita politica e privata di singoli individui. E’ un gioco al massacro che va fermato”.

Era stato Angelino Alfano, ministro della Giustizia, a sollevare il problema ritenendo ”penalmente irrilevanti” e ”non gratis” le intercettazioni pubblicate in questi giorni relative allo scandalo della P4. Il guardasigilli aveva poi aggiunto che secondo le ultime stime il debito accertato nei confronti degli operatori telefonici si aggira intorno a un miliardo di euro.

Alfano ha inoltre ricordato che nell’ottobre del 2008, pochi mesi dopo l’inizio del suo mandato come ministro, le ditte che fornivano il materiale per le intercettazioni avevano minacciato di bloccare il servizio perche’ non pagate. Grazie al suo intervento, i costi delle intercettazioni sarebbero diminuiti nel loro importo complessivo di un terzo.

Henry John Woodcock, il pm titolare dell’inchiesta sulla P4 insieme al giudice Francesco Curcio, difende la scelta delle intercettazioni perche’ ”gli atti processuali sono stati gia’ esaminati da un giudice e saranno esaminati da altri giudici” che hanno condiviso l’uso delle registrazioni dei colloqui telefonici come strumento d’indagine.

L’opinione di Woodcock e’ condivisa da Giovandomenico Lepore, procuratore capo di Napoli: ”La rilevanza o meno delle intercettazioni va valutata dal magistrato requirente e dal giudice giudicante, cosa che e’ regolarmente avvenuta.

Eravamo obbligati a depositare le intercettazioni per metterle a disposizione della difesa”. Sul costo precisa: ”Se il governo pensa che gravino troppo sul bilancio, le vieti. La crisi economica non puo’ bloccare il lavoro dei magistrati”.

Il guardasigilli replica: ”Quando i pm di Napoli affermano che e’ l’autorita’ giudiziaria a dover valutare la rilevanza di un’intercettazione dicono una ovvieta’. Conoscere i particolari della vita privata di alcuni degli intercettati, ne’ indagati ne’ coinvolti nell’indagine ma solo casualmente ascoltati doveva imporre pero’ ben altra prudenza nella selezione del materiale da depositare”.

Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, pur condividendo la necessita’ di un intervento per meglio disciplinare le intercettazioni, segnala che ”da quelle pubblicate in questi giorni si colgono, soprattutto in personaggi non politici, atteggiamenti poco nobili”.

Contro un intervento legislativo prende posizione Massimo D’Alema, Pd, presidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza: ”Mi sembrerebbe del tutto inopportuno intervenire per decreto. Il governo Prodi aveva presentato un disegno di legge. Il governo Berlusconi lo ha scartato, puntando su una proposta che anziche’ proteggere, come giusto, la privacy, puntava a limitare l’uso delle intercettazioni come strumento d’indagine”.

Netto anche il no di Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc: ”Una legge sulle intercettazioni in questa fase sarebbe intempestiva e sbagliata”. ”Come sempre, quando le intercettazioni permettono di fare emergere il marcio che spesso unisce politica e malaffare, la maggioranza grida alla lesa maesta”’, dice Felice Belisario, capogruppo dell’Idv al Senato.

Intervistato nella trasmissione ”Otto e mezzo” su La7, prende posizione il presidente della Camera Gianfranco Fini: ”Mi auguro che da parte del governo si riponga nel cassetto l’idea di intervenire con un decreto. Vorrei trovare un solo studente di diritto costituzionale, non un docente, che sia pronto a dire che sia rispettato il requisito costituzionale di necessita’ e urgenza”.

Sul tema intercettazioni interviene pure Giulia Bongiorno, Fli, presidente della commissione Giustizia di Montecitorio: ”Esiste un testo sulle intercettazioni sul quale era stato trovato un accordo con il ministro Alfano. Era arrivato in Aula ed era un testo abbastanza equilibrato. Non riesco a capire perche’ sia stato bloccato dalla maggioranza”.

Fonte: www.asca.it

Spionaggio industriale di un calzaturificio

giugno 24, 2011 Intercettazioni No Comments

Un caso di spionaggio industriale, da parte di un calzaturiero civitanovese ai danni di Prada, è stato oggetto di un processo celebrato ieri a Civitanova. Accusato di rivelazione di segreti industriali è Enrico Lorenzetti, titolare dell’omonimo calzaturificio. Il fatto di cui deve rispondere sarebbe avvenuto nel 2009. A far scattare le indagini fu Giorgio Boccedi, direttore della fabbrica di forme per calzature ‘Ifaba’ di Porto Sant’Elpidio.

Boccedi, a gennaio del 2009, sarebbe stato contattato dal calzaturificio Lorenzetti per la realizzazione di alcuni modelli portati in fotografia. L’elpidiense però avrebbe riconosciuto le scarpe ‘Miu Miu’ (del gruppo Prada), e visto che lui lavorava anche per Prada, avrebbe contattato la direzione del marchio, informandoli dell’accaduto, e mostrando le foto avute dal civitanovese. A quel punto sarebbe partita la denuncia, dopo la quale la procura dispose un sequestro a Civitanova: dai computer della ditta Lorenzetti sarebbero saltati fuori i modelli di scarpe che ‘Miu Miu’ non aveva ancora messo in vendita, e che sarebbero state pubblicizzate solamente l’inverno seguente.

Secondo quanto riferito da un dirigente del gruppo Prada, sentito ieri in tribunale a Civitanova, quelle foto sarebbero state scattate da qualcuno – rimasto sconosciuto – nello stabilimento di Montevarchi (Arezzo), e avrebbero raffigurato non solo le scarpe che ‘Miu Miu’ avrebbe proposto per la stagione successiva, ma anche i modelli ideati dai designer che poi erano stati scartati.Il Pm (l’avvocato Giuseppe Marini) ha chiamato a deporre anche altri due testimoni sempre di Prada, che hanno confermato le accuse.

Nella prossima udienza, fissata ad aprile, saranno ascoltati gli altri testimoni per ricostruire la vicenda. Lorenzetti, difeso dagli avvocati Vando Scheggia e Mariaelvia Valeri, respinge le accuse, ed è sua intenzione parlare in aula per dare la sua versione dei fatti, dalla quale emergerebbe la sua assoluta innocenza. L’imputato ritiene che non ci sia stata alcuna rivelazione di segreti industriali, e conta di dimostrarlo attraverso il suo difensore.Sarà il giudice Vittoria Lupi, alla fine, a decidere se l’imputato sia colpevole o meno.

Fonte: www.ilrestodelcarlino.it

Cocaina a minorenne: video shock delle microspie

giugno 24, 2011 Intercettazioni No Comments

Un’indagine che andava avanti dallo scorso mese di febbraio che aveva già portato a marzo scorso all’arresto in flagranza di una donna di quarant’anni, G. S. sorpresa mentre faceva assumere sostanza stupefacente ad una ragazza minorenne che viveva con lei, figlia dell’attuale compagno.

Le immagini sono state diffuse questa mattina dal comando provinciale dei carabinieri di Pescara che all’epoca riuscirono ad intervenire tempestivamente, pochi secondi dopo aver seguito su un monitor a distanza -grazie a telecamere nascoste- quello che accadeva nella casa di Cappelle sul Tavo.

Le indagini sono partite nel mese di febbraio quando i militari della stazione di Spoltore hanno scoperto, grazie ad una fonte confidenziale, che una quindicenne aveva raccontato ad alcuni compagni di classe di aver fatto uso di cocaina proprio grazie all’attuale fidanzata del padre, un autotrasportatore spesso fuori città per lavoro.

Le notizie così delicate e partite da una classe di una scuola di Spoltore sono arrivate ai militari che hanno iniziato le indagini e dopo aver effettuato i primi accertamenti sono riusciti ad individuare la donna e a seguirne alcuni movimenti per capirne le abitudini. I sospetti si sono resi immediatamente fondati e così il pm Barbara Del Bono ha chiesto ed ottenuto dal giudice per le indagini preliminari, Guido Campli, la possibilità di svolgere intercettazioni ambientali, all’interno della abitazione della donna 40enne.

Sono bastati pochi giorni di osservazione e così nel pomeriggio del 1 marzo scorso le telecamere nascoste hanno registrato chiaramente una lunga scena di alcuni minuti nella quale la donna, seduta ad un tavolo, prepara una striscia di cocaina, la seleziona, la dispone sul tavolo, la ordina e poi con la classica banconota accartocciata a mo’ di cannuccia inala.

Poi si alza dalla sedia e fa accomodare la 15enne che prova a imitare, forse un po’ emozionata e titubante, fino al suo primo contatto con la sostanza stupefacente.

Immagini che descrivono un preoccupante disagio nel quale vivono le persone protagoniste di questa storia e che sono in continuo contatto con ambienti legati allo spaccio. Secondo gli inquirenti tuttavia la minore sarebbe stata salvata in tempo.

Pochi minuti dopo l’interruzione del filmato i carabinieri hanno fatto irruzione in casa ed hanno così arrestato la donna accusata di cessione di sostanze stupefacenti, reato aggravato per la presenza della minore e di abuso della relazione domestica e parentale.

La donna insieme alla propria figlia di sette anni è stata affidata ai servizi sociali in attesa di essere giudicata. Anche la 15enne è stata affidata ai servizi sociali mentre il padre sarebbe estraneo alla vicenda e non avrebbe mai sospettato di nulla.

Proprio dalle riprese è stato possibile accertare anche la frequentazione della donna con i due spacciatori arrestati questa mattina all’alba e quindi di estendere le indagini nei confronti di coloro che erano abituali fornitori di cocaina.

In manette sono finiti Costantino Morelli e Sabina di Rocco rispettivamente di 38 e 35 anni, destinatari di una custodia cautelare in carcere per il reato di spaccio continuato di stupefacenti. Gli inquirenti hanno documentato è accertato numerose cessioni di eroina e cocaina anche ad altri tossicodipendenti.

Fonte: www.primadanoi.it

E’ caccia alle microspia da parte di De Magistris

giugno 22, 2011 Intercettazioni No Comments

In gergo tecnico si chiama «bonifica ambientale», vale a dire che specialisti delle forze dell’ordine setacceranno con speciali apparecchiature l’immenso Palazzo San Giacomo per verificare se ci sono microspie. Illegali, vale a dire che non sono giustificate da decisioni della magistratura. I lavori – secondo indiscrezioni molto ben accreditate – cominceranno in queste ore e non è certo un caso che ciò avvenga alla vigilia della prima giunta formale, quella dove si prenderanno le prime vere decisione della sindacatura targata Luigi de Magistris.

È bene sottolineare che non si tratta di una novità. Nel senso che è ordinario, in luoghi come appunto il Municipio, in relazione a cambi della guardia, che si ammettano le bonifiche. Si ricorderà che dopo ogni rimpasto del sindaco Rosa Russo Iervolino questa attività veniva regolarmente messa in campo. Gli uffici dei neoassessori – e anche quello del sindaco – per questo motivo al momento sono particolarmente spogli, non avrebbe senso mettere mobili e qualsiasi tipo di suppellettili sapendo che verranno – diciamo così – smontati. Misure precauzionali – giova ricordare – che non riguardano solo Napoli ma sono appunto di routine ovunque.

Non si trascura, nella sostanza, nessun particolare. Il lavoro vero e proprio del sindaco comincerà dunque domani. Ieri tuttavia c’è stata una pregiunta che il sindaco tratteggia così: «La prima delibera – conferma – sarà quella sui rifiuti». A lavoro anche per capire cosa cambierà con il federalismo fiscale per quello che concerne il bilancio. Ci saranno, per esempio tasse di scopo? «Ci sta lavorando con Marco Esposito, assessore comunale allo Sviluppo, che è un esperto – spiega il sindaco – Sabato parteciperò a una riunione dell’Anci a Ischia su questo tema. Diversamente da quello che ha fatto la Iervolino intendo nominare subito il membro del Copaf, dobbiamo dare peso a Napoli all’interno delle strutture che si occupano di federalismo fiscale e municipale».

Sul versante del bilancio, che va approvato entro il 30 de Magistris ha tenuto una lunga riunione finita a tarda notte con Riccardo Realfonzo assessore che ha la specifica delega. De Magistris guarda oltre la delibera dei rifiuti e sull’acqua pubblica, mette nel mirino i primi cento giorni: «Subito dopo l’estate – annuncia – ci sarà una chiusura molto rigida al traffico nel centro storico con una zona a traffico limitata che non sarà annacquata. Sarà seria e ci stanno già lavorando l’assessore alla mobilità Anna Donati e quello che ha la competenza sulla polizia municipale Giuseppe Narducci». Insomma non ci saranno vacanze per gli assessori.

Fonte: www.ilmessaggero.it

Spionaggio: Ebay accusa Google

giugno 21, 2011 Intercettazioni No Comments

Il sito d’aste fa causa al motore di ricerca: “Per sviluppare il loro sistema di pagamento con il telefonino hanno assunto due nostri ex manager. Sono stati loro a svelare i dettagli dei progetti a cui stavamo lavorando”

E’ guerra tra colossi. PayPal ed eBay hanno deciso di tirare fuori le unghie per difendersi da Google. L’accusa è pesante: spionaggio industriale. La vicenda ricalca, per certi versi, la battaglia scoppiata quattro anni fa tra Ferrari e McLaren. Nel 2007, Nigel Stepney, allora capomeccanico del Cavallino, passò i progetti della monoposto rossa alla scuderia tedesca. La spy story ad alta velocità, che si è trascinata per anni, scatenò il finimondo nella Formula Uno.Oggi, un ciclone simile rischia di abbattersi sul settore dell’informatica. PayPal (acquistata nel 2002 dal sito d’aste) ed eBay hanno infatti deciso di fare causa a Google e a due suoi dirigenti per aver rubato i segreti necessari a realizzare il nuovo sistema di pagamento che, a partire dall’estate, permetterà negli Stati Uniti di usare il cellulare al posto dei contanti. Google, che solo ieri aveva annunciato la nuova iniziativa, deve già affrontare la prima tegola. Per il momento, il motore di ricerca ha deciso di non rispondere alle accuse. “La causa – scrive la Reuters – evidenzia come sia in corso una battaglia a tutto campo per cercare di assicurarsi una posizione di vantaggio in un settore che potrebbe valere qualcosa come un miliardo di dollari”. Il telefonino, secondo gli esperti, è infatti destinato a diventare il portafoglio del futuro.

Secondo eBay, Osama Bedier e Stephanie Tilenius, due ex manager di PayPal passati poi a Google, avrebbero utilizzato le conoscenze acquisite nella loro vecchia azienda per realizzare Google Wallet, il servizio con cui Mountain View è convinta di mandare in pensione banconote e carte di credito. Tilenius ha lavorato per eBay dal 2001 al 2009 e poi è stata consulente della società fino a marzo del 2010. La dirigente è stata assunta da Google con la carica di vicepresidente per l’e-commerce. Secondo il sito d’aste, la donna avrebbe rotto una clausola contrattuale, offrendo a Bedier di passare alla concorrenza. Pochi giorni prima del cambio di casacca, Bedier avrebbe trasferito sul suo pc una serie di documenti in cui erano tracciate le strategie di PayPal per quanto riguarda i pagamenti con i telefonini.

In pochi giorni sarebbe così andato in fumo un lavoro di tre anni: PayPal dal 2008 stava cercando di raggiungere un accordo con Google per gestire le transazioni su tutti i telefonini dotati di Android, il sistema operativo sviluppato da Mountain View. In sostanza, eBay sostiene che il motore di ricerca, assumendo i due manager e rifiutandosi di concludere l’affare, avrebbe in realtà comprato la chiave per abbattere la concorrenza. Il cyber portafoglio vedrà la luce solo tra qualche mese, nel frattempo toccherà al tribunale della California stabilire se c’è già stato un tentativo di scippo.

Fonte: Qn.quotidiano.net

Cina e Giappone, spionaggio a bordo

giugno 21, 2011 Intercettazioni No Comments

Le automobili di Hong Kong sarebbero da tempo sotto il controllo diretto delle autorità di polizia, con queste ultime in grado di intercettare con estrema facilità eventuali contrabbandieri impegnati a trasportare merce oltre confine. I dispositivi per l’intercettazione sarebbero stati installati su migliaia di auto a partire dal lontano 2007. Naturalmente gratis.

Le autorità di Pechino chiamerebbero gli scatolotti radio – non più grandi di un PDA – “schede di ispezione e quarantena”, e stando alle ricerche e analisi di Zheng Liming – professore associato di Ingegneria Elettrica presso l’Università di Hong Kong – si tratterebbe proprio di dispositivi in grado di comunicare con facilità la posizione dell’auto su cui sono installati.

A confermare l’efficacia del dispositivo sarebbero soprattutto i contrabbandieri, i quali già da tempo avrebbero notato una insolita precisione della polizia cinese nell’individuare e “colpire” il bersaglio rovinando il business del bravi ragazzi asiatici. I guidatori, ovviamente, non sono molto felici della scoperta e denunciano l’ennesima violazione alla privacy del governo di Pechino.

Ma in quanto a strumenti di intercettazione o tracciamento anche il mercato non è da meno: esplode nella blogosfera la notizia secondo cui l’automobile elettrica LEAF – realizzata dalla nipponica Nissan – è in grado di comunicare ogni genere di informazioni sull’automobile, la sua posizione geografica e la direzione in cui sta andando nel caso in cui si usi la funzionalità CARWINGS per visionare i feed RSS sullo schermo integrato nel cruscotto. CARWINGS non accetta i cookie, nondimeno potrebbe rappresentare una miniera d’oro per le società alla caccia di dati di geolocalizzazione a fini commerciali.

Fonte: Punto-informatico.it

Congresso colombiano: legalizzato lo spionaggio ai danni di oppositori politici

giugno 21, 2011 Intercettazioni No Comments

Il Congresso colombiano ha approvato la “Legge su Intelligence e Controintelligence”, che secondo quanto denunciato da numerosi analisti è un bieco strumento per legalizzare lo spionaggio di oppositori politici e giornalisti.

In primo luogo, la legge non prevede un meccanismo democratico affinché tutti i mezzi di comunicazione abbiano uguale accesso alle fonti d’intelligence, riservate esclusivamente ai grandi media di proprietà dell’oligarchia al potere, che le utilizzano a proprio piacimento per scatenare montature mediatiche contro gli oppositori al regime fascista colombiano.

Inoltre, un articolo della suddetta legge stabilisce che le intercettazioni e lo spionaggio elettronico in una determinata area geografica potranno essere effettuati senza un’autorizzazione della magistratura.

Dopo lo scandalo delle intercettazioni illegali del DAS, la polizia politica agli ordini della Presidenza della Repubblica, che ha perseguitato sindacalisti, giornalisti, oppositori politici, attivisti dei diritti umani sia in Colombia che in diversi paesi europei, e persino la Sottocommissione per i Diritti Umani del Parlamento Europeo, il governo Santos ora pone le basi per poter proseguire queste attività illecite e criminali in un quadro legale di riferimento compiacente.

Fonte: www.nuovacolombia.net

Nuova svolta sul delitto di Avetrana

giugno 20, 2011 Intercettazioni No Comments

Clamorosa svolta nel delitto di Avetrana, costato la vita alla 15enne Sarah Scazzi, che sarebbe stata strangolata e gettata in un pozzo lo scorso 26 agosto dalla cugina Sabrina Misseri, con la complicità della madre Cosima: proprio la donna sarebbe stata incastrata da un’intercettazione in cui avrebbe intimato al marito Michele, in carcere fino alla fine di maggio perchè si era autoaccusato del delitto, di dire di aver violentato la nipote, pur di scagionare la figlia Sabrina, tirata in ballo proprio dal padre.

Secondo gli avvocati di Cosima, invece, la donna avrebbe solo spronato il marito a dire la verità. Nel dialogo intercettato dagli inquirenti, infatti, Cosima chiede spiegazioni al marito a proposito dei soldi che l’uomo avrebbe consegnato a Sarah (un comportamento molto strano per l’uomo che, secondo i familiari, sarebbe molto attaccato al denaro) e Michele Misseri risponderebbe: “se vuoi che dica che l’ho violentata lo dirò”.

Le intercettazioni confermerebbero l’ipotesi dell’accusa, secondo cui sarebbe stata la gelosia di Sabrina nei confronti del giovane Ivano il vero movente dell’assassinio, mentre Cosima avrebbe aiutato la figlia a strangolare la nipote, mentre Michele Misseri sarebbe intervenuto soltanto successivamente per nascondere il cadavere di Sarah nel pozzo di Contrada Mosca in cui è stato ritrovato.

Cosima sarebbe stata incastrata anche da una controperizia presentata dai Ros in risposta a una perizia della difesa, secondo cui il telefono della donna risulta agganciare la cella del garage di casa Misseri proprio in concomitanza dell’orario in cui Sarah sarebbe stata uccisa. Inoltre, il telefonino di Cosima avrebbe agganciato la cella della zonadi Contrada Mosca in cui si trova il pozzo in cui è stato rinvenuto il cadevere di Sarah.

Fonte: www.adnkronos.com

Scommesse: la telefonata che ha fatto partire l’inchiesta

giugno 10, 2011 Intercettazioni No Comments

Lo scandalo dell’operazione “Last bet” si arricchisce di particolari sconcertanti grazie alle intercettazioni telefoniche. L’inchiesta parte dal caso di avvelenamento in Cremonese-Paganese.

Decisive nello scandalo Last bet, le intercettazioni telefoniche si sono rivelate “uno strumento particolarmente prezioso”, secondo il Gip cremonese Guido Salvini. Poco alla volta, stanno uscendo i testi – parziali – di alcune delle telefonate intercettate, capaci di dare un’idea di tutto ciò che è accaduto. I protagonisti dello scandalo, scrive il Gip, disponevano di telefoni cellulari dedicati, cioè usati solo per intessere i loro rapporti sui quali vengono dirottate le conversazioni più compromettenti. Emergono dialoghi sconcertanti.
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Scommesse: c’è anche un’intercettazione su Milan-Napoli

giugno 10, 2011 Intercettazioni No Comments

Dagli atti depositati dal Gip Salvini in procura a Cremona emerge anche una telefonata in cui Ercolani e Pirani, due dei personaggi al centro dello scandalo, discutono della sfida dello scorso 28 febbraio. La gara non è oggetto di indagine.
Il Milan… Massimo… sta giocando… Te dico solo che il Napoli è andato a Milano per far lo zero a zero”. Dalle carte dell’inchiesta sul calcioscommesse cominciano a spuntare i nomi di squadre della serie A, anche se, ribadiscono gli inquirenti, al momento non c’è alcuna prova di un loro coinvolgimento nel giro che ha portato all’arresto di 16 persone tra cui Beppe Signori.

L’ultima novità è contenta in uno degli atti depositati oggi in procura a Cremona, un’informativa da cui poi è scaturita l’ordinanza del Gip Salvini. Si tratta di due intercettazioni tra Massimo Erodiani e quel Mario Pirani che proprio nel corso dell’interrogatorio di garanzia ha parlato di altre tre partite truccate e cinque squadre coinvolte, anche di serie A. Le telefonate sono del 28 febbraio 2011, il giorno di Milan-Napoli a San Siro (all’epoca le due squadre sono prima e seconda in classifica), una nel pomeriggio, alle 14.42 e una in serata, alle 21:12 a incontro in corso. … Continue Reading

Berlusconi: sono stato sottoposto a spionaggio

“Assistiamo a un tentativo di modificare gli equilibri del paese uscito da legittime elezioni, con un uso politico della giustizia. Siccome io non ci sto, reagisco non fuggo e non mi dimetto, allora sarei io che aggredisco perché reagisco a un autentico tentativo di eversione. E’ normale in una normale democrazia che il presidente del Consiglio sia sottoposto a uno spionaggio del genere?”.

Intervenendo telefonicamente a un convegno del Pdl in corso a Milano, il premier silvio Berlusconi torna sul caso Ruby e sull’indagine della Procura del capoluogo lombardo, contestando il modo con cui si è proceduto nelle indagini, con l’utilizzo indiscriminato di intercettazioni, che, sottolinea il premier, “non sono state fatte a seguito di una notizia di reato ma per costruire una notizia di reato.

”Dal 2010 – ha denunciato Berlusconi – tutti gli ospiti delle mie cene sono stati identificati con tecniche costosissime e sottoposti a intercettazioni”.

Quanto alla riforma della giustizia, Berlsconi insiste sulla necessità di mettervi mano e accusa Gianfranco Fini di averne sabotato la realizzazione: “Siamo determinati a realizzare la riforma della giustizia che non siamo mai riusciti a fare non per mancanza di impegno ma per l’opposizione prima di Casini e poi di Fini. Una riforma che è richiesta da ciò che sta avvenendo da anni in Italia.

“Nel 2010 – ha sottolineato Berlusconi – Fini non a caso ha bloccato tutti i tentativi di riforma della giustizia, non a caso ha bloccato la legge sulle intercettazioni. Poi – ha insistito ancora il premier – Fini ha messo in atto non a caso la scissione di Fli per mandare in minoranza il governo.

Questo disegno eversivo è pero’ fallito e subito dopo, non a caso, è partita l’offensiva giudiziaria. Invece del normale invito a comparire – ha osservato il premier – è stato compilato un volume di quasi 400 pagine, per costruire un effetto mediatico”.

Fonte: freenewsonline.it

Guida al controspionaggio

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LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

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I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

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Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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