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Pedofilia: latitante violentò nipote, arrestato in Croazia

Da Questura di Trieste anche grazie a intercettazioni

(ANSA) – TRIESTE, 10 NOV – La Squadra Mobile di Trieste ha arrestato in Croazia un cittadino italiano di 73 anni ricercato per una condanna a dieci anni di carcere per violenza su minore.

I poliziotti, dopo oltre un mese di indagini condotte con intercettazioni telefoniche, in raccordo con la polizia croata e con il coordinamento dell’Interpol, hanno individuato l’uomo nei pressi della cittadina di Umago, nel villaggio di Tor.

L’arrestato era stato condannato nel 2006 per aver compiuto dal 1999 al 2004 atti di violenza sessuale sul nipote, all’epoca dei fatti di appena sei anni. (ANSA).

Fonte: ANSA


Intercettazioni telefoniche


Intercettazioni, Pd: Ministero le blocca non pagando servizio

novembre 14, 2010 Intercettazioni No Comments

Interrogazione ad Alfano su cifra ammontare debito con società

Roma, 10 nov. (Apcom) – La capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti ha presentato una interrogazione parlamentare per sapere dal ministro Alfano “a quanto ammonta l’importo attuale dei debiti maturati nei confronti del Ministero della Giustizia dalle aziende impegnate nel supporto tecnologico delle attività tecnico-investigative della Polizia Giudiziaria e della Procura della Repubblica, con specifico riferimento alle operazioni di intercettazioni telefoniche e ambientali”. Lo rende noto la stessa Ferranti.

“Il perdurare della situazione debitoria senza interventi adeguati nei documenti di bilancio 2011, né nel patto di stabilità 2011-2013, – afferma la capogruppo Pd- ha conseguenze gravi e pressoché irreparabili sul piano economico ed occupazionale, per quanto riguarda la situazione delle imprese che forniscono il servizio come dimostra la denuncia fatta oggi dall’associazione di categoria che le rappresenta che ha detto chiaramente che “se non verrà risolta al più presto la questione del debito nei confronti delle imprese che attualmente realizzano le intercettazioni, molte di esse si troveranno costrette a cessare la propria attività e quindi a sospendere il proprio prezioso servizio a supporto delle investigazioni, con prevedibili ripercussioni sulla lotta alla criminalità”.

Fonte: Virgilio Notizie

Intercettazioni, le mogli degli estorsori: «Guadagna di meno, ma siamo sereni»

novembre 14, 2010 Intercettazioni No Comments

Le donne ercolanesi imploravano i loro uomini di abbandonare la vita da camorristi

NAPOLI – La moglie implora il marito: «Guadagna di meno ma almeno non rischi di finire in galera». È quanto emerge da un’intercettazione nell’ambito dell’indagine che ha portato in carcere 15 persone a Ercolano in un’operazione contro il racket. «Amico mio – dice una donna rivolta al suo uomo – tu quanto guadagni facendo questo mestiere?» E lui: «Guarda, neanche cento euro». E lei: «Fammi stare tranquilla, guadagnane 50 però almeno stiamo tutti tranquilli perchè tanto prima o dopo tu vai carcerato».

Sulla stessa linea le conversazioni tra gli altri membri del clan arrestati. Anche in quel caso le mogli e le compagne imploravano i loro uomini di abbandonare la malavita. Le indagini hanno appurato che ad un certo punto tra gli uomini si è diffuso il timore degli arresti che ha indotto a ripensamenti: «Ma a noi ci conviene di fare questa cosa?» dice infatti, uno degli arrestati in un colloquio intercettato. La vicenda riporta alla mente la scena del film-commedia Così parlo Bellavista di De Crescenzo, quando proprio a proposito del racket il professor Bellavista dialoga con un camorrista che chiede la tangente al negozio della figlia. L’invito che il prof. filosofo rivolge all’estorsore è che in fondo quella vita non è poi così serena, ma sempre a rischio. I soldi così guadagnati infatti, costringono a vivere sempre all’erta, nel timore di essere ammazzati o prima o poi arrestati. Così le mogli ercolanesi implorano ai loro uomini la possibilità di una vita serena.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Nuoro, indagando sul traffico di droga la Polizia incastra un assassino a Roma

novembre 5, 2010 Intercettazioni No Comments

La Polizia di Nuoro era impegnata nelle indagini su un traffico di droga tra la Sardegna e il Lazio. Durante le intercettazioni telefoniche martedì notte ha seguito quasi in diretta un omicidio avvenuto nelle campagne di Cave Romano, vicino a Roma.

Gli investigatori barbaricini, diretti dal capo della Squadra mobile Fabrizio Mustaro, hanno ricostruito l’assassinio di Goffredo Farinacci, 47 anni, di San Cesareo Romano, ucciso con tre colpi di pistola dopo essere stato picchiato. Il suo corpo è stato bruciato, come la sua auto per simulare un incidente stradale. Grazie al rapporto della Questura di Nuoro, la Procura di Tivoli ha disposto l’arresto di quattro persone. Ezio Felici, 30 anni, Carmelo Galici, 28 anni, Alessio Vernarecci, di 31, e Flaminia Proietti di 22 sono stati arrestati tra Cave e Olevano con l’accusa di omicidio.

Fonte: Unione Sarda

Intercettazioni

Caso Ruby: Stracquadanio, premier intercettato illegalmente da pm

novembre 1, 2010 Intercettazioni No Comments

Roma, 1 nov. (Apcom) – “Mi pare giusto porsi il dubbio dai resoconti giornalistici di come alcuni cronisti di Repubblica e Corriere abbiano potuto avvalersi di brogliacci o di tracce delle telefonate partite da apparecchi riconducibili al premier o a persone molto vicine a lui come quelle della scorta”. Lo ha detto Giorgio Stracquadanio intervistato da Klaus Davi per il programma KlausCondicio visibile su You Tube.

“Lo si evince da come sono state riportate alcune telefonate di Berlusconi descritte nel tono, nell’intercalare, nelle locuzioni, addirittura con pause e parole virgolettate. I giornalisti in questione – continua Stracquadanio – disponevano quindi di brogliacci. Il mio forte dubbio è che i telefoni del premier siano stati illegalmente intercettati. Se così fosse non ci troveremmo di fronte a una inchiesta ma a una vera e propria macchinazione”. “Ci troveremmo di fronte a un controllo illegale esercitato sulle persone che vivono con il premier come la sua scorta da parte di Magistrati – conclude Stracquadanio -. Ci troveremo di fronte a una violazione di qualsiasi legge sulle intercettazioni. Mi auguro che Bruti Liberati e la Procura agiscano subito per fare chiarezza”.

Fonte: Virgilio

Furti su tir al nord Italia, sgominata banda

ottobre 30, 2010 Intercettazioni No Comments

Diciassette gli episodi contestati. Sei arresti,due domiciliari

(ANSA) – ALESSANDRIA, 29 OTT – Per mesi hanno scorrazzato lungo le autostrade del nord per individuare gli autotreni da svuotarli del carico. Una banda organizzata con auto-staffetta noleggiate, apparecchiature per tagliare i teloni o forzare i sigilli del carico, rilevatori di microspie, autocarri per il trasbordo delle merci e depositi dove sistemarli. Per tenersi in contatto non usavano telefonini ma ricetrasmittenti. Sono state raccolte prove su 11 dei 17 episodi avvenuti sulle arterie del Nord Ovest. Sei gli arresti,due ai domiciliari.(ANSA).

Fonte: ANSA

Intercettazioni eccessive: tre giorni di sciopero degli avvocati al Tribunale di Benevento

ottobre 29, 2010 Intercettazioni No Comments

Stamattina riunione in Tribunale indetta dalla Camera Penale di Benevento: decisi tre giorni di sciopero in segno di protesta. Si è discusso sulle modalità in cui avvengono le intercettazioni telefoniche, su richiesta della Procura della Repubblica.

Gli avvocati hanno protestato perché, a loro avviso, le intercettazioni non avvengono secondo legge, ma riguarderebbero anche quelle relative ai rapporti tra indagati e i loro legali, oppure tra indagati e persone estranee alle indagini. Si sono susseguiti nell’ordine, gli interventi del presidente della Camera Penale, Vincenzo Regardi, cui hanno fatto seguito quello del dirigente regionale di tale associazione, Mario Botti e quindi del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Benevento, Camillo Cancellario. Le richieste dei legali sanniti, nella partecipata riunione, sono state quelle della maggiore e rigorosa applicazione dell’art. 103 del Codice di Procedura Penale.

La questione, in termini semplici, riguarda il cosiddetto divieto di ascolto di tali telefonate. Secondo una prassi giurisprudenziale, mal sopportata dagli avvocati difensori, tale divieto viene esercitato ex post e non ex ante, cioè si registra e si trascrive prima il colloquio oppure l’sms e poi si decide se tenerne conto o meno, comunque, venendo a conoscenza del contenuto che non avrebbe dovuto essere noto. Gli avvocati, in ogni caso, chiedono che si utilizzi molto di più la cosiddetta udienza camerale, nella quale il Pm e il difensore, davanti a un giudice, valutino conformemente cosa conservare e cosa distruggere dell’intercettazione, perchè irrilevante e in contrasto con il diritto costituzionale alla riservatezza.

Nel dibattito sono anche intervenuti gli avvocati Giuseppe Maturo, Guido Principe, Marcello D’Auria, Ettore Marcarelli, Monica Del Grosso, Roberto Di Santo e Andrea De Longis junior. Alla segretaria della Camera Penale Monica Del Grosso è stato dato il compito di racchiudere il contenuto del dibattito in un documento ufficiale che sarà diramato a chi di dovere. Il presidente Cancellario, infine, ha assicurato che l’Ordine non farà mancare la sua presenza e la sua azione in questa importante vicenda con gli opportuni interventi. La Camera Penale farà sapere successivamente le date in cui i tre giorni di sciopero cadranno.

Fonte: Il Quaderno

Droga: spaccio nei locali della movida a siracusa, otto arresti

ottobre 26, 2010 Intercettazioni No Comments

A conclusione di articolate indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa ed effettuate dalla Squadra Mobile della Questura, anche attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e riprese video, la Polizia di Stato sta eseguendo in queste ore ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di otto persone responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti.

La droga, acquistata a Catania, veniva spacciata a Siracusa e in altri comuni della provincia, in particolare presso pub ed esercizi pubblici, molto frequentati dai giovani durante le serate.

Al blitz di oggi ha collaborato personale della Squadra Mobile e della Squadra Cinofili Antidroga della Questura di Catania, nonche’ del Commissariato P.S. di Pachino.

Nel corso dell’indagine, complessivamente, sono state arrestate in flagranza di reato 5 persone e sequestrati circa 150 grammi di cocaina.

I dettagli dell’Operazione verranno forniti durante una conferenza stampa che si svolgera’ presso la Questura di Siracusa alle 10:30 di oggi.

Fonte: Asca

Paolo Berlusconi indagato per la pubblicazione dell’intercettazione di Fassino e Consorte

ottobre 26, 2010 Intercettazioni No Comments

Il dialogo telefonico finì integralmente su Il Giornale. Fu pubblicato per favorire il fratello Silvio. Il reato è rivelazione del segreto d’ufficio.
“Allora abbiamo una banca!”: la frase detta da Piero Fassino, all’epoca segretario dei Ds, all’amministratore dell’epoca di Unipol, Consorte, impegnato nella scalata alla Bnl, e finita prima sul Giornale e poi su tutti i media italiani, ha portato all’apertura di un’indagine della magistratura di Milano su Paolo Berlusconi, editore del quotidiano diretto oggi da Alessandro Sallusti.
L’accusa è di ricettazione e di rivelazione di segreto istruttorio, ma a essa è collegato anche un altro filone di indagine.
Paolo Berlusconi è accusato di aver favorito – con la pubblicazione delle intercettazioni di Fassino – la campagna elettorale del fratello Silvio, conclusasi con la sua vittoria.

Un’intercettazione coperta dal segreto istruttorio
In “qualità di editore del quotidiano Il Giornale” – chiarisce una nota dell’Agenzia Ansa – il 31 dicembre del 2005 Paolo Berlusconi pubblicò la conversazione intercettata tra Piero Fassino e Giovanni Consorte (“Abbiamo una banca”) nonostante fosse ancora coperta da segreto istruttorio.
Per questo il fratello del presidente del Consiglio è indagato per concorso in rivelazione e utilizzazione del segreto d’ufficio.

La Procura di Milano ha chiuso le indagini: 4 indagati
La Procura di Milano ha chiuso le indagini, in vista della richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti di quattro persone tra cui l’ex titolare della Research Control System, Roberto Raffaelli, l’imprenditore Fabrizio Favata, e il fratello del presidente del Consiglio Paolo Berlusconi, per la vicenda del “passaggio di mano” dell’intercettazione Fassino-Consorte ai tempi delle indagini sul tentativo di scalata di Unipol a Bnl.

Concorso in rivelazione e utilizzazione del segreto d’ufficio
Paolo Berlusconi, come si legge nell’avviso di conclusioni indagini firmato dal pm Maurizio Romanelli, è indagato dunque non solo per ricettazione e millantato credito ma anche per concorso in rivelazione e utilizzazione del segreto d’ufficio. Dall’avviso di chiusura delle indagini emerge inoltre che il contenuto della conversazione telefonica intercorsa tra Piero Fassino e Giovanni Consorte e intercettata nel corso dell’inchiesta sul tentativo di scalata a Bnl da parte di Unipol, venne rivelata anche da Paolo Berlusconi quando era ancora coperta dal segreto d’ufficio “in favore” del fratello e presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il premier favorito dal fratello, ma non indagato
Silvio Berlusconi non è indagato nell’inchiesta appena chiusa dal pm di Milano Maurizio Romanelli. Secondo quanto si legge nell’avviso di conclusione, Roberto Raffaelli, l’imprenditore che era capo della Research Control System, società che forniva alla Procura le attrezzature per le intercettazioni, avrebbe rivelato il contenuto della nota intercettazione ad altre due persone (ora indagate), tra cui l’imprenditore Fabrizio Favata.

Una pen drive consegnata a Paolo Berlusconi
Queste, a loro volta, avrebbero rivelato la conversazione a Paolo Berlusconi che, ricevuto il nastro della telefonata su una “pen drive”, secondo quanto si legge, lo avrebbe affidato “al quotidiano Il Giornale”. Secondo la ricostruzione del pm, la rivelazione del segreto, così determinatasi, sarebbe avvenuta in favore di “Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio in carica”.

Il premier “parte lesa” per un tentato ricatto
Nell’avviso di conclusione delle indagini – conclude l’Ansa – il premier risulta parte lesa per il tentativo di estorsione messo in atto dall’imprenditore Fabrizio Favata, che “mediante contatti telefonici e personali con l’avvocato Ghedini Niccolò” e con un collaboratore del suo studio, aveva minacciato “di denunciare all’Autorità Giudiziaria” o “di riferire a testate giornalistiche” la vicenda del “passaggio di mano” del nastro, in cambio di denaro.

Cellulari criptati

Fonte:  ilsalvagente.it

Videosorveglianza nella stazione di Milano

Riprendono istante per istante gli ambienti, i flussi di passeggeri e i visitatori della Stazione Centrale di Milano le 180 telecamere attive, in funzione da ieri, che, assieme ad una sala operativa gestita dalla Polizia Ferroviaria, fanno parte di una più ampia riqualificazione attuata da Grandi Stazioni e dal gruppo Ferrovie dello Stato.

Video-wall, impianti per la registrazione digitale delle immagini e centralini telefonici di ultima generazione, fanno parte dei sistemi di sicurezza inaugurati alla presenza del ministro dell’Interno Maroni che ha voluto sottolineare quanto spesso il settore dei trasporti sia stato oggetto di attentati.

Ci sono voluti circa 40 mesi e più di 11 milioni di euro per realizzare l’attuale sistema di sorveglianza della stazione, che, rispettando le norme in materia di Privacy, vuole garantire il più possibile una stazione sicura, come sottolinea l’ad del gruppo FS, Mauro Moretti.
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Obama vuole facilitare le intercettazioni telefoniche

Roma, 19 ott. (Apcom) – L’amministrazione Obama sta spingendo per far approvare quanto prima dal Congresso una nuova legge federale che faciliti lo svolgimento di intercettazioni telefoniche, rimuovendo gli ostacoli tecnici introdotti negli ultimi anni da alcune compagnie telefoniche.

Lo scrive oggi il New York Times. Lo stesso quotidiano newyorchese ha recentemente riportato che l’amministrazione Obama intende facilitare anche i controlli e le intercettazioni su Internet.

Fonti dell’amministrazione federale hanno detto al New York Times che è necessaria una legge più rigida sulle intercettazioni, poiché alcune compagnie telefoniche negli ultimi anni hanno avviato nuovi servizi e hanno aggiornato i loro sistemi creando ostacoli di natura tecnica alle autorità giudiziarie che conducono le indagini.

In particolare, secondo le fonti dovranno essere adottate nuove misure per punire le compagnie telefoniche come Verizon, At&T e Comcast che non dovessero facilitare lo svolgimento delle intercettazioni. La Casa Bianca presenterà il suo progetto di legge, che riprende e amplia una precedente legge del 1994, entro il prossimo anno.

Fonte: AP Com


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Da dipendenti a hacker: due denunciati per spionaggio industriale

ottobre 18, 2010 Intercettazioni No Comments

 

Due ex-dipendenti di un’azienda di Parma che sviluppa software per aziende sono stati denunciati dalla Polizia Postale di Bologna per spionaggio industriale. I due rubavano software all’azienda da cui s’erano licenziati per poi rivenderli a prezzi inferiori.

La Polizia Postale di Bologna ha denunciato un modenese di 45 anni e un vicentino di 36 per accesso abusivo a sistema informatico e intercettazioni di comunicazioni telematiche.
I due erano ex dipendenti della CDM Tecnoconsulting di Parna, un’azienda che si occupa dello sviluppo di software per le imprese e che ha una filiale anche a Bologna. Dopo alcuni anni di lavoro presso l’azienda i due si erano licenziati e avevano aperto un’attività concorrente a quella della CDM. I due, però, anziché elaborare software autonomamente, rubavano informazioni riservate alla loro ex azienda, in modo da sviluppare software simili a quelli della CDM, mettendoli poi sul mercato ad un prezzo inferiore.
Per incastrare i responsabili dello spionaggio, la CDM  ha messo in rete false informazioni che non appena sono state rubate illegalmente dai due ex dipendenti infedeli, ha visto l’intervento della Postale che ha perquisito la sede della loro società su ordine del pm Antonella Scandellari: nei computer di T.D., 45 anni modenese, e B.M., 36 anni di Vicenza, sono state trovate le prove del crimine.

Fonte: Bitcity.it


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Google non perde il vizio, ci spia anche con Android

L’allarme era già stato lanciato a luglio da Lookout, azienda che si occupa di sicurezza sui cellulari: esistono codici nascosti che potrebbero raccogliere e inviare dati personali. Se ci eravamo convinti che la raccolta di dati tramite Street View fosse accidentale, se fossimo già ricorsi a Google Alarm per combattere il Grande Fratello online, si scopre ora con certezza che anche le applicazioni degli smartphone Android ci stanno spiando.

In parte glielo abbiamo consentito noi durante l’installazione, ma forse non ci saremmo mai immaginati che inviassero anche dati come geolocalizzazione, IMEI, numero di telefono e via dicendo a server remoti. E invece è così, come hanno dimostrato alcuni ricercatori americani sviluppando l’app TaintDroid, in grado di monitorare il comportamento del nostro smartphone.

Lo studio, sviluppato dagli Intel Labs, Penn State University e Duke University, punta a monitorare in tempo reale l’accesso ai dati sensibili da parte delle applicazioni installate su Android. E così si è scoperto che due su tre delle 30 applicazioni analizzate, selezionate fra le più diffuse, inviano dati privati a inserzionisti pubblicitari on line. La metà delle applicazioni prese in esame invia la posizione geografica dell’utente, sette app svelano l’IMEI (il codice che contraddistingue il dispositivo fisico) e in alcuni casi anche il numero di telefono e il seriale della Sim. “Non sappiamo se il comportamento osservato fosse maligno – spiega a Wired.it Landon Cox, assistant professor alla Duke University e membro del progetto di ricerca – Sottolineiamo però che molte delle applicazioni analizzate condividevano le informazioni cui l’utente aveva acconsentito loro di accedere in modi non chiaramente dichiarati nell’user agreement”.

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Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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