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Intercettazioni, Violante: Tutelare riservatezza processo e persone

febbraio 18, 2011 Intercettazioni No Comments

“Sono, come tutti, colpito dalla quantità di informazione dedicata a questa vicenda giudiziaria la quale è certamente grave. Poi vedremo se le cose sono fondate o meno, ma credo che siamo l’unico paese tra quelli avanzati in cui i mezzi di informazione” dedicano spazio a trasmissioni “fatte per trascrizioni di atti processuali piuttosto che per analisi e commenti dei fatti stessi. E questo credo che ci debba far riflettere. Perché è importante che cittadini sappiano quello che succede ma c’è anche la tutela della riservatezza del processo e delle persone che sono valori” di cui tenere conto. Lo ha detto Luciano Violante del Pd intervistato ieri da Maurizio Belpietro durante la trasmissione “Mattino Cinque” rispondendo a una domanda sul caso Ruby, sul processo di Milano e sull’intreccio tra informazione e giustizia soprattutto in materia di intercettazioni. “Non voglio sminuire la portata della vicenda che credo sia unica nel panorama delle democrazie moderne – ha aggiunto Violante –. Il cardinale Baganasco ha richiamato alla responsabilità. E allora cosa vuol dire questo richiamo per politica e l’informazione? È una domanda che ci dobbiamo porre e risolvere. È chiaro che nei mezzi di comunicazione è come nel poker: se uno bara o è cacciato o barano tutti. Occorre dunque – ha precisato Violante – prima ancora che leggi draconiane, un’intesa fra direttori di giornali su cosa pubblicare e cosa no. È chiaro: se tutti tengono fede all’impegno è bene, ma se non si tiene fede all’impegno a quel punto l’intervento di una legge che disciplini l’informazione in questa materia, senza privare i cittadini del diritto all’informazione, credo sia importante”.

Violante si è detto “un po’ scettico su valore taumaturgico delle regole. Ci vuole anche il consenso affinché le regole funzionino – ha precisato -. Prima di perdere tempo attorno a una regola A o B bisogna vedere se possono essere gli stessi mezzi di informazione a darsi delle regole. Non sto negando il diritto dei cittadini di sapere e il diritto dei giornalisti ad informare sto dicendo che ogni diritto ha un confine”. Sul futuro della vicenda e di possibili conflitti di attribuzione Violante ha sottolineato che investire il Tribunale dei ministri della vicenda “significa solo decidere che la magistratura può procedere nel caso la Camera dia l’autorizzazione”. Addirittura, osserva l’esponente del Pd “ce ne potrebbero essere due di conflitti di attribuzione: uno sollevato dalla presidenza del Consiglio e uno sollevato dalla Camera la quale potrebbe ritenere, attraverso la decisione dell’Autorità giudiziaria, di essere privata del potere di dare o negare l’autorizzazione a procedere. Devo dire che da molti anni la giurisprudenza distingue tra abuso delle funzioni di pubblico ufficiale e abuso della qualità di pubblico ufficiale”, ha precisato Violante sottolineando che nel primo caso si ricorre al Tribunale dei ministri e nel secondo no. Infine su un possibile passo indietro del premier, Violante ha concluso: “Non mi pare che abbia intenzione di dimettersi. Tuttavia, siamo in un momento di paralisi. Tenga presente che a distanza di un mese non sappiamo nemmeno se il 17 marzo è festa oppure no. Quando Bagnasco invita alla responsabilità bisogna che chi ha quella politica si ponga il problema del fatto che il paese è bloccato”.

Fonte: Il Velino

Caso Ruby, i poliziotti raccontano la notte di Berlusconi

febbraio 18, 2011 Intercettazioni No Comments

La descrivono come una notte “folle”. Con personaggi degni di un film tra lo spionaggio e il pecoreccio. Prima la minorenne che arriva in questura “vestita come se andasse al mare”, e con l’aria a metà tra quella della “donna consumata e della bambina”. Poi la telefonata di una “brasiliana dal mestiere incerto”. E poi, incredibile a dirsi, le ripetute pressioni del premier che chiama il capo della Questura tira fuori la storia della nipote di Mubarak, per poi inviare una consigliera regionale “vestita da pin up” a prelevare la ragazza.

Personaggi da avanspettacolo
Se non fosse accaduto realmente, il racconto dei funzionari della questura che la notte tra il 27 e il 28 maggio hanno assistito al primo atto del Rubygate sembrerebbe inventato, con il suo susseguirsi di personaggi da avanspettacolo e funzionari tra l’irritato e l’impaurito. Quello che però più li infastidisce, è che ora che il primo capitolo della vicenda si è chiuso, i guai, alla questura milanese, non sono ancora finiti.

L’intervista
Lo racconta a Il Fatto Quotidiano un poliziotto che quella notte era in servizio, suo malgrado, (“maledetto il giorno che mi sono segnato per il turno di notte…”), e che era di fronte ai funzionari quando dall’alto piombavano le telefonate.

Quante rogne
Da quel giorno, racconta il poliziotto, che chiede di restare anonimo, per loro ci sono stati solo problemi: “Non sapete quante rogne abbiamo avuto: le indagini, i giornalisti, i superiori che non vogliono che parliamo con nessuno, e adesso tutti sono con i nervi tesi, perché pezzi grossi della polizia compaiono negli atti”. Primo tra tutti il capo della Questura, destinatario delle pressioni di Berlusconi, poi il funzionario che ha acconsentito a fare rilasciare Ruby nonostante la procedura anomala. Infine i poliziotti, che hanno fatto scoppiare il bubbone.

“Non è un circo”
Nonostante ciò, quelli che hanno informato il magistrato Annamaria Fiorillo dell’insolito rilascio di Ruby, non si dicono pentiti: “La legge deve essere uguale per tutti”, spiega l’intervistato al cronista de Il Fatto, per poi aggiungere, “che credono che siamo, un circo Barnum, un teatrino di avanspettacolo?”.

La legge è uguale per tutti
L’uomo è allibito nel descrivere cosa accadde quella notte, specie quando racconta del presidente del consiglio che “tira fuori Mubarak” e chiama “12, dico dodici volte!” per ottenere il rilascio di una minorenne marocchina, di cui fornisce false generalità. Lui, che guadagna 1.500 euro al mese, “dopo aver visto certe cose ho pensato di mollare tutto”. Invece non l’ha fatto, e ha seguito la legge. Perché, appunto “la legge è uguale per tutti. Anche grazie al nostro lavoro”.

Fonte: Il Salvagente

Cocaina per i vip

febbraio 17, 2011 Intercettazioni No Comments

Dal ginecologo che v oleva procurarsi una dose prima dell’intervento (“Sto per fare un cesareo, vieni presto”) alla madre che chiedeva la droga mentre aspettava il figlio al calcetto: i verbali dell’inchiesta che ha sgominato la rete di spacciatori che riforniva la Napoli bene

«Maria, sto per fare un cesareo. Allora?». Il ginecologo era impaziente. Più del commercialista, dell’imprenditrice, dello skipper. Scottavano, i cellulari dei Vastolo, i pusher di cocaina porta a porta per i “tossici” benestanti di Chiaia e Posillipo.

Mille telefonate in nove mesi. Affiorano così i legami pericolosi dei cocainomani perbene. Gente normale, e drogata. Medici, commercialisti, imprenditori del pellame o del caffé, farmacisti. Il primo colloquio intercettato è del 27 settembre del 2009. Seguiranno altre 996 telefonate. Chi chiama chiede solo roba da sniffare. Solo consegne in strada o a domicilio.
«Tossici ansiosi». Al telefono tradiscono lo stato di astinenza. Il ginecologo Vincenzo non ce la fa ad aspettare. «A me non mi devi prendere per fesso. che stai combinando? Quando vieni?». Una madre imprenditrice, Fiorella, addirittura chiede al pusher di portarle la dose dinanzi al campetto di calcio dove sta giocando il suo bambino. «Ma alle sei in punto, mi raccomando», si spazientisce. E poi c’è il commercialista Giorgio, c’è lo skipper Mario che gira il mondo, c’è il portiere rispettato di uno stabile prestigioso, ancora Mario. Tutti abituati a drogarsi nella vita di ogni giorno. «Tossici», li bollano i fornitori. Tossici di lusso.

«Ma questo chiama sempre?». Vincenzo, affermato ginecologo, ma già inciampato mesi fa in una storia di favori con l’ambiente malavitoso, è il più assiduo. Gli rispondono a turno i Vastolo — papà Luciano che guidava le operazioni persino quand’era agli arresti domiciliari, sua moglie Maria detta Lory, e i figli Gabriele e Vincenzo, di 27 e 30 anni.

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Ruby: esce un libro con raccolta intercettazioni

febbraio 16, 2011 Intercettazioni No Comments

Roma – Si intitola Onorevole bunga bunga. Berlusconi, Ruby e le notti a luci rosse di Arcore (BePress Edizioni, 480 pagine, 18 euro) e – secondo il curatore Marco Marsili – è il primo libro sul Rubygate.

Il volume – disponibile nelle librerie dal 24 febbraio – contiene la trascrizione delle intercettazioni originali trasmesse dalla Procura della Repubblica di Milano alla Giunta per le autorizzazioni della Camera (Ansa).

Fonte: Roma Oggi

Fiorentina: Mutu intercettato al telefono con un malvivente rumeno

febbraio 16, 2011 Intercettazioni No Comments

Sembrano davvero non finire mai i guai per Adrian Mutu: rientrato appena qualche settimana fa in rosa dopo aver abbandonato gli allenamenti in risposta al rifiuto della società di cederlo al Cesena, l’attaccante romeno è ora stato intercettato mentre parlava al telefono con un malvivente romeno. Secondo quanto riporta ‘Repubblica’, il Servizio romeno di Informazione (Sri) che teneva sotto sorvglianza Nuredin Beinur, sotto processo per corruzione e tangenti, ha intercettato una telefonata tra questi e il giocatore della Fiorentina. Secondo le indagini del Sri il ricercato paga i conti al calciatore e sfrutta in cambio la sua immagine per fare soldi. Dalle stesse intercettazioni del Sri viene fuori che Mutu è implicato negli affari di Beinur. Quest’ultimo propone infatti al calciatore di filmare un reportage in Turchia, ricevendo in cambio una richiesta di soldi.

Fonte: Diretta News

Ruby, Leone: Ora anche Roma spia nelle residenze del premier

febbraio 16, 2011 Intercettazioni No Comments

“Clima inquisitorio mette paura, gravi limiti alla libertà”

“Dopo le Procure di Milano e Napoli, ora anche Roma spia nelle residenze private di Berlusconi. Ci mancano Venezia, Firenze e Palermo e il grand tour di Goethe del terzo millennio è fatto. Ma questa volta giudiziario e sempre con il premier nel mirino”. E’ questa la riflessione di Antonio Leone (PdL) vicepresidente della Camera, secondo il quale “si è creato un clima inquisitorio destinato a influire pesantemente nella vita di relazione delle persone”. “Ormai bisogna mettersi paura – aggiunge Leone – di chi invitiamo a cena o incontriamo, di cosa parliamo al telefono, finanche di una semplice battuta in pubblico. E ciò senza alcuna contestazione di reato. La politica è particolarmente esposta, con gravi limitazioni alla libertà di chi la rappresenta. Prossima mossa lo spione di condominio?”.

Fonte: Virgilio Notizie

I giudici attaccano: «Non arretreremo. Accordi con Fini? Una provocazione»

febbraio 15, 2011 Intercettazioni No Comments

«Non arretreremo di un millimetro nella difesa dei principi, senza prendere lezioni da nessuno», dice con decisione il presidente dell’Anm Luca Palamara, rispondendo agli attacchi di premier e Pdl. E viene in mente la battuta di John Belushi nel film Animal house: «Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare».
Il numero uno del sindacato delle toghe da tempo conduce la sua battaglia di difesa a oltranza della corporazione, ma in momenti di tensione come questi sa che l’associazione attorno a lui si fa più compatta e i moderati non fanno distinguo, preoccupati di vedersi appiccicare l’etichetta di filogovernativi. Così, sempre più assume i toni del capo partito. «Abbiamo sempre respinto – dice Palamara – accuse e aggressioni con fermezza e dignità e continueremo a farlo». Le critiche ai magistrati sul caso Ruby? Nessuna sorpresa, perché «né da oggi né da ieri, un giorno sì e l’altro pure, si vedono questi attacchi contro una fondamentale istituzione dello Stato».
In sala si sta svolgendo un convegno sulla giustizia organizzato dalla fondazione Democratica di Walter Veltroni. Il tema è «Idee per la riforma della giustizia» e le dichiarazioni di Silvio Berlusconi in mattinata riguardano proprio gli ostacoli alle riforme posti da Gianfranco Fini e dai suoi, in omaggio a un patto con l’Anm. «Provocazioni strumentali – replica a muso duro Palamara -. L’associazione tutto quello che dice lo dice pubblicamente. Non fa accordi sottobanco».
Ma il capogruppo del Pdl in Commissione Giustizia alla Camera, Enrico Costa, sostiene che «l’appiattimento di Fli sulle posizioni dell’Anm è oggettivo: i parlamentari finiani sono ispirati dalle quotidiane encicliche dei dottori Palamara e Cascini, specializzati in attacchi alla maggioranza e al governo».
Palamara coglie l’occasione anche per una stoccata alla maggioranza sulle intercettazioni, che dilagano sui mass media in questi giorni fornendo scabroso materiale per fare i processi in piazza. Una stoccata contro il progetto di legge che il Pdl annuncia di voler spingere in Parlamento.
Il leader dell’associazione magistrati assicura di non voler «entrare nel merito di inchieste in corso», ma ricorda che l’Anm «ha fornito più volte numeri e dati» per dimostrare che grazie alle intercettazioni «il fior fiore dei criminali è stato assicurato alla giustizia italiana e ciò non deve essere mai dimenticato».
Perché Palamara non dice niente, chiede Luigi Vitali del Pdl, sull’«abuso» di questo strumento investigativo, sull’anomala pubblicazione dei testi, sui costi «eccessivi e sproporzionati»?

Fonte: Il Giornale

Se il centrodestra e il centrosinistra la smettessero di litigare…

febbraio 15, 2011 Intercettazioni No Comments

Pare che il presidente della Repubblica Napolitano nel suo recente incontro con il premier abbia ricordato a Berlusconi che se fosse stato completato l’iter di approvazione della nuova legge sulle intercettazioni, pur con le modifiche volute dalla Bongiorno, non ci sarebbe stato lo scempio mediatico sul caso Ruby. Il Cavaliere ha dovuto dare ragione al Capo dello Stato: meglio quella legge del vuoto assoluto di oggi.
Il rischio che tutta questa vicenda sulle feste a casa di Berlusconi abbia più un obiettivo mediatico che giudiziario è forte. Lo stesso Sansonetti, ex direttore di Liberazione, quotidiano di Rifondazione comunista, uno che Berlusconi non lo può proprio soffrire, ha detto più volte in tv: “Credo che ai giudici la condanna del Cavaliere non interessi: l’obiettivo principale è lo sputtanamento mediatico”. Cioè far arrivare sui giornali le 600 e passa pagine di intercettazioni “sul culo flaccido” del Berlusca.
Le parole di Napolitano ci permettono due considerazioni.
Innanzitutto è un Presidente della Repubblica davvero corretto che, nonostante le offese più volte ricevute da Berlusconi, non smette di essere imparziale e comprende il danno che il Paese subisce da questo massacro mediatico indipendentemente dal fatto che a soffrirne in questo momento sia proprio chi spesso lo attacca.
Poi c’è da rilevare un problema di fondo: il centrodestra non riesce a dialogare con il centrosinistra, che aveva lo stesso difetto quando era al governo. Eppure, escluse le ali estreme degli schieramenti, come i giustizialisti di Di Pietro o la sinistra antagonista e conservatrice di Ferrero e Vendola o ancora qualche leghista “duro e puro”, c’è comunanza di opinioni e anche di ricette su tanti argomenti.
Solo per citare un esempio, il centrodestra disse anni fa che dallo Statuto dei lavoratori si doveva passare allo Statuto dei lavori, che occorreva un nuovo modello di relazioni industriali e tutto l’impianto del mercato del lavoro andava aggiornato, superando anche le rigidità e le ingiustizie del famoso articolo 18. Ebbene a quanto ci risulta il professor Ichino, parlamentare del Pd, ha presentato varie proposte per un nuovo Diritto del lavoro che vanno proprio in quella direzione, firmate da quasi 60 parlamentari di centrosinistra. Restano lì, nei cassetti, a morire.
Per non parlare del progetto di riforma della Giustizia esposto dal Pd Violante in un suo libro intitolato “Magistrati”. Va proprio nel senso delle cose sempre dette dal Berlusca, ma resta lì, nei cassetti…
Basterebbe un po’ di dialogo. E invece tutti amano lo scontro.

Fonte: Bari Sera

Operazione antidroga, 20 arresti

febbraio 15, 2011 Intercettazioni No Comments

La banda aveva acquisito il monopolio della vendita dello stupefacente in Piazza Statuto

Operazione antidroga dei carabinieri del Comando provinciale di Torino. Dopo accurate indagini e oltre sette mila intercettazioni telefoniche i militari hanno arrestato venti persone per spaccio di cocaina ed eroina: 13 in flagranza e sette su ordine di custodia cautelare.

La droga veniva acquistata in Nigeria poi trasportata in Olanda e, dopo essere passata da Milano, giungeva a Torino. La base logistica del gruppo era il Phone-Center di corso Francia 2: da qui venivano prese le decisioni. Era gestito da una coppia di nigeriani, considerata a capo del gruppo.

Della banda facevano parte anche gabonesi, senegalesi e un sudanese. Avevano acquisito il monopolio della vendita dello stupefacente in Piazza Statuto e nelle vie limitrofe. Grazie al passaparola erano riusciti a creare una rete di centinaia di clienti. Secondo quanto appurato dagli investigatori il giro d’affari ammontava dai 2 ai 4 mila euro al giorno.

L’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Alberto Benso, prende il via nel giugno scorso, dal fermo di un corriere: una nigeriana. Bloccata in corso Giulio Cesare, la donna arrivava in auto dal capoluogo lombardo e trasportava 200 grammi di stupefacente e 4500 euro.

Fonte: La Stampa

Intercettazioni: Berlusconi, avanti con fondamentale legge civiltà

febbraio 15, 2011 Intercettazioni No Comments

La riforma della giustizia, che ”fa parte di quella rivoluzione liberale che e’ al centro del nostro credo politico, sono sicuro si fara”. E’ quanto ribadisce il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo a ”La telefonata”, su Canale 5, lesto a rimarcare il motivo politico per cui non ha ancora visto la luce: ”Mi si dice che Fini avesse garantito all’Associazione nazionale magistrati che, finche’ la sua componente fosse rimasta nella maggioranza, nessuna riforma della giustizia sarebbe stata portata a termine. Adesso le cose sono cambiate e abbiamo gia’ ripreso l’iter legislativo della legge sulle intercettazioni, che e’ una fondamentale legge di civilta”’.

”Quante persone innocenti – si chiede il premier – sono state distrutte moralmente e materialmente da questo infernale circuito mediatico-giudiziario” di conversazioni telefoniche private poi pubblicate dai giornali, ”senza che nessun magistrato di quelli che passano le intercettazioni alla stampa sia mai stato chiamato a rispondere”. Per Berlusconi, ”un Paese in cui alzando il telefono non si sia sicuri della inviolabilita’ delle proprie conversazioni, non e’ un Paese libero”. Ecco perche’, ”il sistema della pubblicazione delle intercettazioni e’ barbaro”.

Fonte: ASCA

Ferrara: ‘Golpe moralistico’, in piazza anche popolo viola

febbraio 14, 2011 Intercettazioni No Comments

Silvio Berlusconi lo aveva gia’ detto, Giuliano Ferrara lo ha ripetuto oggi: quello della Procura di Milano contro il premier e’ un ”golpe moralistico”. Sono dure le parole che sceglie il direttore del Foglio per chiudere la manifestazione antipuritani organizzata dal suo quotidiano in risposta a quella del PalaSharp dove sabato scorso in 10 mila avevano chiesto le dimissioni del presidente del Consiglio. Ferrara parla di una ”crociata giacobina e puritana”, di metodi di spiare dal buco della serratura da inquisizione spagnola, di una opposizione che neanche con Futuro e Liberta’ ha la maggioranza alla Camera e rischia di non vincere le elezioni neanche se tutti i partiti si uniscono e allora pensa dichiaratamente a iniziative extraparlamentari.

”E chi puo’ realizzare un programma politico fuori dalle regole e della Costituzione? la Procura di Milano – dice fra gli applausi -. Lo ha gia’ fatto una volta, puo’ farlo una seconda”. Ferrara spiega che ”un nemico assoluto non c’e”’, ma l’attacco e’ chiaro e i riferimenti che fa sono al Terzo Reich e alla Ddr passando per le citazioni di Kant. ”Alla Procura di Milano – osserva – imputo in termini politici il fatto che si muove in modo tale da determinare come conseguenza quello che abbiamo chiamato con il presidente Berlusconi un golpe moralistico”. L’applauso del teatro – che ha una capienza di 1.500 posti ed e’ pieno – non si fa aspettare, ma Ferrara va oltre. Prima chiede di alzare la mano a chi non ha mai pensato che Berlusconi potrebbe essere piu’ sobrio (e nessuno l’alza), poi al premier delinea una linea da seguire.

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Fabrizio Corona a Domenica Cinque: “Ecco la foto delle cene con Berlusconi”

febbraio 14, 2011 Intercettazioni No Comments

Fabrizio Corona a Domenica Cinque seconda puntata. Questa volta anche nelle vesti di inviato, dopo il lavoro che la scorsa settimana il direttore di Videonews Claudio Brachino gli ha offerto, a Napoli alla ricerca delle introvabili e allo stesso tempo ricercatissime foto hard del premier Silvio Berlusconi. Corona, addosso una felpa improbabile con tanto di teschi ha intervistato il suo amico Bartolo Seiello, al centro dell’inchiesta napoletana che nelle intercettazioni si configura con l’ipotesi di accusa di spaccio di banconote false e di favoreggiamento alla prostituzione, il quale ha ribadito con ferma convinzione:

“Non ho mai fatto prostituire nessuno, sono solo rapporti lavorativi di serate, eventi”.

Nei giorni scorsi sono uscite sul settimanale “Oggi” delle foto e in queste foto appare tale Roberta, amica di Noemi Letizia che 4 anni dopo, ha tentato, dice Corona, di vendere gli scatti al settimanale attraverso il suo legale Curcio. Corona, parlando con l’avvocato, dice di aver letto l’intervista del giornalista Giangavino Sulas che “dichiara di essere venuto” nello studio perchè “è stato contattato dal fratello di Roberta, che è l’ex migliore amica o tutt’ora amica di Noemi Letizia per proporre delle foto di Berlusconi“.

Il legale ha ammesso che il giornalista si doveva presentare venerdì alle 15:00, ma lui non c’era pertanto non l’ha mai visto nè conosciuto. Non sa neppure se sia ancora l’avvocato della ragazza e, quando ha chiamato il fratello di Roberta, Vincenzo Oronzo, dicendogli che nello studio c’è Fabrizio Corona, questi ha affermato di non trovarsi a Napoli e non poter venire.

L’inviato Corona però è andato oltre e ha telefonato per un incontro ad una delle gemelle De Vivo, presenti nel giro delle intercettazioni con ipotesi di ricatto nei confronti di Berlusconi.

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A processo per la pubblicazione di intercettazioni

febbraio 14, 2011 Intercettazioni No Comments

Botta e risposta tra i legali del processo a carico del titolare della Niagara

Intercettazioni, libertà di stampa e privacy. Sono il contorno del processo che sta per aprirsi a Ferrara a carico del titolare della Niagara Srl Mauro Carretta, che verrà processato per illecita pubblicazione di atti di un procedimento penale e violazione della legge sulla privacy.

I fatti si riferiscono all’apertura del sito www.blogniagara.com, avvenuta nel novembre 2009, in cui vennero inseriti atti, registrazioni di telefonate, documenti relativi ad un’indagine a carico dei luogo tenti dei Noe di Bologna Sergio Amatiello e Vito Tufariello e di un imprenditore bolognese, attivata a seguito di denuncia di Carretta per presunte pressioni indebite a suo danno (il relativo procedimento per concussione a carico dei due ufficiali è pendente a Bologna, la prossima udienza è fissata per il 1 aprile).

La prima udienza che vede imputato Carretta è fissata per il 15 febbraio 2011. “I fatti contestati al legale rappresentante della Niagara – commentano in una nota gli avvocati Desi Bruno e Claudio Maruzzi, difensori di parte civile nella vicenda – devono far riflettere in questi tempi dove il web sembra per molti un territorio da colonizzare, dove il rispetto delle regole, che pure esistono, sembra essere davvero, per molti, l’ultimo dei problemi. La legge vieta e considera reato la pubblicazione degli atti di un processo o anche solo di una parte di essi, fino alla sentenza di primo grado per gli atti acquisiti al dibattimento, fino alla sentenza di secondo grado per gli atti del fascicolo del pubblico ministero. Il che vale per i verbali di interrogatorio, di testimonianze, per le intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, sia per i cd brogliacci, ossia le trascrizioni informali, sia per le registrazioni.

Questo vale per il mondo di internet, che per i media televisivi e radiofonici, che per la carta stampata. E’ bene che si sappia che la pubblicazione degli atti di un procedimento prima che un giudice, terzo e imparziale, abbia deciso il processo, altera e inquina il regolare svolgimento dello stesso, lede la reputazione delle parti processuali e il diritto alla riservatezza delle numerose persone direttamente o indirettamente individuabili dagli atti”.

“Se passasse il principio che chiunque coinvolto in una vicenda giudiziaria possa costruirsi il suo processo su misura e diffonderlo sul web – aggiungono Maruzzi e Bruno -, attraverso la pubblicazione degli atti dell’indagine, opportunamente selezionati, con commenti introduttivi a dir poco orientati e maliziosi, alimentando sugli stessi un dibattito assolutamente incontrollato e incontrollabile, sarebbe la fine definitiva dello stato di diritto.

Questo non c’entra nulla con la libertà di stampa o con la libera manifestazione del pensiero. Qui si pretende l’arbitrio assoluto di distruggere la reputazione, quindi la vita delle persone. Il gip di Ferrara, ordinando a suo tempo il sequestro preventivo del sito, sollecitato dai sottoscritti, che conteneva gli atti del processo ha messo dei paletti importanti a questa deriva. Il danno alla reputazione e non solo, patito dai nostri assistiti è gravissimo e irreparabile, aggravatosi ancor più per la ormai ingovernabile diffusione che la vicenda ha avuto sul web e sui media in genere, quando ancora non è nemmeno iniziato il dibattimento di primo grado e gli atti non sono ancora (e molti non lo saranno mai) stati acquisiti dal Tribunale. Su questi temi è quanto mai urgente che si apra un confronto serio partendo dalle regole, cercando di spiegarne il senso e la logica ai cittadini”.

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Guida al controspionaggio

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LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

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