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Mafia: PM Ingroia, senza intercettazioni saremo ciechi

(ANSA) – MARSALA (TRAPANI), 6 MAR – ”Il periodo in cui sono stati ottenuti i migliori risultati nella lotta alla mafia e’ stato quello in cui noi investigatori potevamo disporre sia dei pentiti, che delle intercettazioni. Poi, la nuova legislazione ha praticamente azzerato i primi, eccezion fatta per Spatuzza, e quindi siamo rimasti come orbi da un occhio. Adesso, se vengono eliminate anche le intercettazioni, sara’ una catastrofe per le indagini sulla mafia e sulla criminalita’ organizzata. Non saremo neppure piu’ in grado di vederla la mafia”. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, nel corso della presentazione del suo libro ”Nel labirinto degli dei, storie di mafia e antimafia” al complesso monumentale di San Pietro a Marala. ”Si vuole eliminare le intercettazioni per tutelare davvero la privacy dei cittadini? Io direi di no – ha continuato Ingroia -. In realta’, la nostra legislazione, oggi, e’ una delle piu’ garantiste in fatto di privacy. E’ un giudice terzo a decidere se deve essere effettuata l’intercettazione chiesta dal pm. In altri Stati, invece, c’ e’ ancora la figura del giudice istruttore, che conduce le indagini e decide sulle intercettazioni. Il problema dei costi economici? Sarebbe sufficiente dotare gli investigatori degli strumenti tecnici necessari, anziche’ appaltare le intercettazioni a societa’ private che hanno fatto cartello e tengono i prezzi molto alti”. Poi, ad una domanda sulla posizione del governo rispetto a mafia e magistratura, Ingroia ha risposto: ”possiamo dire che sicuramente non fa il tifo per la magistratura. Non solo. Ma si creano e si frappongono ostacoli all’azione della magistratura, cercando di indebolirla, e alla fine, si vuole o non si vuole, il risultato e’ che la mafia finisce per beneficiarne”.

Fonte: ANSA

Intercettazioni per investigazioni antimafia

Franceschini: Berlusconi pensa solo ai suoi processi

FIESOLE (FIRENZE) – “Riforma della giustizia significa risolvere i problemi degli italiani, non risolvere soltato i problemi del presidente del Consiglio“. Lo ha detto Dario Franceschini a margine del convegno dell’associazione “Adesso” vicina ad “Areadem”. “Processo breve, intercettazioni, legittimo impedimento sono tutti – ha aggiunto il presidente dei deputati del Pd – quello che serve unicamente a fermare i processi al presidente del Consiglio. Questa non è riforma della giustizia, sono ancora leggi ad personam. Vedremo cosa succederà. Il premier dovrebbe innanzitutto dire che accetterà la sentenza qualunque sia, come accade a ogni cittadino. Non può dire – ha concluso Franceschini – che va in aula e contemporanea fa lavorare il Parlamento. La sua maggioranza fa soltanto leggi che fermano i suoi processi“.

Fonte: ANSA

Ruby, intercettazioni: il comune senso del pudore

“Sei mila Euro… brava figlia mia, adesso riposati”

Per “una settimana” trascorsa con “lui”, assieme ad altre ragazze, Elisa Toti ha portato “a casa” sei mila euro, “dodici milioni” di vecchie lire. Lo racconta la stessa giovane in una telefonata alla madre, che si trova tra le molte intercettazioni depositate insieme alla richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi nell’ ambito del caso Ruby.
Conversando con la mamma, lo scorso 9 gennaio, la ragazza, una delle ospiti alle feste di Arcore, spiega di essere “appena tornata a casa” e dice di essere “preoccupata per la salute di lui”.
La madre, invece, sembra preoccuparsi di altro: “Senti eeee quanto v’ha dato?”. La figlia: “Cinque piu’ quegli altri mille quindi, quindi sei”. La madre e’ contenta: “Dici niente? Capito? eee poi che vi ha detto quando lui vi ripotra’ vedere”.
Risposta: “Ce lo dira’ lui”. La ragazza racconta di essere stata “una settimana (…) alcune sono arrivate martedi’ io mercoledi’ (…) mamma mia una cosa allucinante”. E ora e’ stanca: “Non ti puoi immaginare in che condizioni sono guarda (…) sono in condizioni pietose, pietose proprio (…) ora mi ci vorra’ un mese perrr, ora quei, quei soldi che ho preso mi (…) serviranno per rimettermi a posto dopo questa settimana”. La mamma fa due conti: “Sono dodici milioni”, di vecchie lire. E la Toti: “Si ma no, non dire niente ee”‘. La signora, quindi, la saluta: “Ti lascio perche’ ti devi, devi andare a riposare”.

“Eh, ma sei scema? Ma anche se fai non fai, fatti dare!

Sono quasi le 4 del mattino, quando il suo ragazzo, al telefono, preme perche’ si faccia “dare” i “vestiti” come compenso per la sua presenza alla “cena”, ma lei, Imma De Vivo, una delle gemelle che ha frequentato i presunti festini a luci rosse ad Arcore, risponde, da Villa San Martino, che probabilmente non prendera’ nulla perche’ “mi ha dato da poco”.
Il dialogo emerge da una delle intercettazioni, inserite tra gli atti allegati alla richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi, imputato per il caso Ruby.

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Intercettazioni telefoniche

Berlusconi: giovedì riforma giustizia “epocale” “Bonus scuole private, legge intercettazioni”

marzo 5, 2011 Intercettazioni 3 Comments

Il premier a tutto campo in due messaggi al Pdl. Insiste su critiche a insegnanti, preannuncia misure radicali in cdm. “Non ci saranno elezioni anticipate, maggioranza forte e Pdl al 30,6%”. Ghedini: “Potrà partecipare a suoi processi solo di lunedì, scenderà in campo per difendersi”. Mediatrade, subito rinvio al 28 marzo

“La sinistra ancora una volta non esita di fronte a nulla nell’ultimo disperato tentativo di ottenere con scorciatoie mediatico-giudiziarie quello che non riesce a ottenere nelle urne”. Lo dice il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato alla prima Conferenza nazionale sul lavoro e occupazione femminile del Pdl. E alla platea di donne ribadisce: “Chi cerca di strumentalizzare politicamente le donne non le difende, ma le mortifica”. I guai giudiziari rimangono comunque in cima alle preoccupazioni del premier, che attraverso il suo legale fa sapere di essere pronto a “difendersi in aula”.

Riforma della giustizia. Berlusconi ha poi confermato – parlando telefonicamente a una manifestazione Pdl ad Avezzano – che la riforma della giustizia è pronta e sarà presentata in Consiglio dei ministri giovedì: “Presenteremo la riforma della giustizia giovedì. E’ una riforma che sarà epocale”. Lo ha detto Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente ad una manifestazione del Pdl ad Avezzano. “Nessun governo mai ha fatto così bene”, dice il premier. “Stiamo lavorando sulla riforma tributaria, è una cosa assolutamente importante, siamo rimasti a leggi di 40 anni fa”, osserva il Cavaliere, “abbiamo poi – aggiunge il presidente del Consiglio – in programma il piano per il Sud”.

Bonus per scuole private. Nell’intervento, a tutto campo dalle amministrative al nucleare, il premier è tornato poi sulla polemica sulle sue dichiarazioni sulla scuola pubblica “Abbiamo un’opposizione che dice solo bugie, menzogne, l’unica cosa che sa fare è quello di raccontare delle storie”, afferma il Cavaliere. “Io non ho mai attaccato la scuola pubblica”, osserva il presidente del Consiglio. “La scuola alla sinistra è servita solo come ammortizzatore sociale, come serbatoio politico”, aggiunge il premier. “Abbiamo difeso la scuola pubblica con le riforme”, e ribadisce la frase oggetto di polemica: di fronte a scuole in cui “vengono inculcati valori contrari a quelli dei genitori”, “ho solo proposto un bonus per le famiglie meno abbienti che si trovino in questa situazione in modo che possano mandare i loro figli in una scuola privata”.

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Lele Mora, interviste a Ruby da concordare con Ghedini in un’intercettazione

C’è una fitta ragnatela di menzogne nell’intricato caso che vede coinvolto il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nei reati di concussione e sfruttamento della prostituzione minorile: ieri vi avevamo parlato ad esempio di come Ruby avesse ottenuto un lavoro a Mediaset come ospite pagante di trasmissioni televisive grazie all’intervento del discusso agente dei vip Lele Mora. Ora emerge un’intercettazione datata 16 gennaio 2011, quando Ruby Rubacuori è ormai notoriamente la minorenne parte lesa del reato di prostituzione minorile ad Arcore, e Mora uno dei coindagati insieme al premier per quel reato: eppure nella conversazione si sentono indagato e parte lesa parlare al telefono come se nulla fosse.

Lele Mora, che oggi sembra vicino al fallimento su richiesta dei pm di Milano, quel 16 gennaio parla tranquillamente con la ragazza marocchina sulla monetizzazione delle interviste e delle ospitate tv che dice di stare procurandole, e in un passaggio addirittura Mora si raccomanda a Ruby di chiedere il via libera all’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, per un’intervista su Canale 5.

I due parlano al telefono di una possibile partecipazione all’Isola dei Famosi in Honduras, ed è lì che Mora parla dell’intervista a Canale 5, che si sarebbe poi effettivamente svolta nel programma Kalispera condotto da Alfonso Signorini, in cui Ruby fece dichiarazioni shock sul suo passato, dicendo di essere stata violentata a 9 anni da due zii e parlando di altre violenze subite in famiglia: ‘…Adesso sto trattando… per domenica sera, buona sera, lì su domenica 5 vediamo laaa… l’intervista con te e Luca insieme per magari così portiamo a casa anche un po’ di soldini, un diecimila euro, però l’avvocato come si chiama tuo?‘. La conversazione continua, e lì esce fuori il ‘permesso’ da chiedere a Niccolò Ghedini per fare l’intervista. C’è mai stato questo coinvolgimento del legale del premier?

Su questo punto Ghedini, interpellato ieri dal quotidiano Corriere della Sera, afferma che ‘Mora in tutta la mia vita l’ho visto una o due volte e molto tempo fa. Ruby, anche se non ci sarebbe stato niente di male, non l’ho mai né sentita né incontrata‘, e che con gli avvocati della ragazza ha avuto solo ‘contatti per iscritto finalizzati alle indagini difensive‘. Restano sul piatto le numerose contraddizioni dei protagonisti di questa storia tra quanto dichiarato in pubblico e quanto emerge ogni giorno dalle intercettazioni, contraddizioni che speriamo trovino uno scioglimento quando si arriverà nelle aule giudiziarie.

Fonte: TuttoGratis

Berlusconi: Con queste intercettazioni non è un paese libero

Roma, 3 mar. – “Non si e’ oggi in un paese veramente libero, se quando solleviamo il telefono non abbiamo la certezza dell’inviolabilita’ delle nostre parole, anzi possono essere ascoltate e anche pubblicate sui giornali. E questo e’ qualcosa di barbaro che non puo’ accadere in una vera democrazia”. Il premier Silvio Berlusconi, intervenendo a una cena del Pdl a Osimo, si scaglia contro le intercettazioni e assicura: “Quanto prima affronteremo il tema della legge sulle intercettazioni, per riservarle solo ai delitti piu’ gravi.
Metteremo un divieto assoluto alla pubblicazione di altre intercettazioni, che sono facilissimamente manipolabili, si puo’ scrivere nel riportare la voce su carta cio’ che si vuole, e si possono utlizzare dei computer e comporre tutte le frasi che si vogliono. Solo in Italia siamo ancora a questo punto, con una forte limitazione della nostra liberta’ personale e aggressione alla nostra privacy”. (AGI) .

Fonte: AGI

Gesuiti, processi brevi ma non fermare intercettazioni

Politica(03/03/2011) – Ai gesuiti della Civiltà Cattolica “sembrano significativamente urgenti” le parole con le quali il primo presidente della Corte di Cassazione, Ernesto Lupo, ha definito prioritario -in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario- il contrasto alla durata dei processi affermando che, ricorda Civiltà Cattolica, “pensare ad altri obiettivi di riforma e d’impegno prima di aver risolto questo problema è un non senso”. L’articolo, a firma del caporedattore, padre Michele Simone, conviene però con il presidente Lupo anche sulle “posizioni della Dia che ritiene necessarie le intercettazioni telefoniche e ambientali per contrastare la criminalità organizzata“. La rivista dei gesuiti cita in proposito anche le parole del presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, che “ritiene indispensabili le intercettazioni per combattere efficacemente gli episodi di corruzione, che risultano in continua crescita”

Fonte: IMG Press

Innocenzo papà comprende, collabora e aiuta l’amicizia di Barbara Guerra con papi Berlusconi

MILANO – “Gli volevo proporre se vuole mettere una microspia …c’ho le chiavi io dell’ufficio, ieri è venuto anche il senatore Valditara”.

“E si può fare?”.

“Io c’ho le chiavi”.

“Allora glielo dico sub… cacchiarola. Non è qui sennò cazzo andavamo a casa sua subito”.

E’ uno stralcio della conversazione che Barbara Guerra, una delle ragazze dell’Olgettina, ha con il padre Innocenzo, imprenditore edile che si sta occupando della ristrutturazione della sede di Futuro e Libertà a Milano, una conversazione intercettata l’undici gennaio, cioè quando il Rubygate è oramai cosa nota.

Per la cronaca Berlusconi declinò l’offerta, per la cronaca Bocchino a nome di Futuro e Libertà ha già espresso tutta la sua indignazione e tutta la sua perplessità per un paese ridotto in queste condizioni, per la cronaca.

A volte però la cronaca non basta a raccontare la realtà. Papà Innocenzo sa, anche non leggesse i giornali, anche se in tv guardasse solo il calcio, anche fosse cieco e sordo di certo sa che sua figlia è una delle protagoniste del Bunga Bunga. Anche se non volesse ritenere veritiero quello che riportano i giornali, sa che la sua Barbara frequenta un uomo molto, molto più grande di lei, forse persino con qualche anno più di lui. Sa di certo che quest’uomo che risponde al nome di Silvio Berlusconi versa dei soldi alla figlia, può ritenere che siano solo i maligni a sostenere che quei soldi vengono dati in cambio di sesso ma, da uomo di mondo, difficilmente può credere che siano un regalo. Innocenzo fa l’imprenditore edile, difficile che possa pensare che al mondo c’è qualcuno che regala soldi, gioielli, appartamenti senza chiedere nulla in cambio.

Alcuni padri di altri tempi, sapendo che un ultrasettantenne regala denari alla figlia ventenne, avrebbero aspettato l’arzillo vecchietto per dirgliene quattro, nella migliore delle ipotesi, in altri casi non si sarebbero accontentati di un’ammonizione verbale. Invece Innocenzo sa, forse approva e forse è stato persino sponsor di questa amicizia della figlia, di certo sembra che non abbia nulla a che ridire su questa frequentazione.

Fonte: Blitz Quotidiano

Scandalo Ruby, nuove intercettazioni: per lei 70mq sono pochi!

Non capita tutti i giorni di incontrare un gonzo disposto a regalarti casa. A Ruby Rubacuori è successo e lei ne ha approfittato. Leggendo le nuove intercettazioni pubblicate dal Corriere della Sera scopriamo i gusti in fatto di caso della escort marocchina. Eccola al telefono con un agente immobiliare di un’agenzia milanese, era il 19 Dicembre:

Ruby: “Fammi sapere per giovedì. Ricorda, non più di 350.000 euro, capito!!”.
Agente: “Tesoro, una bellissima a 290 (mila euro, ndr)”.
Ruby: “Quanti mq? Tanto, dato ke me la regala, posso anke scegliere qualcosa di carino!”».
[L’agente descrive l’appartamento di «70 mq con parquet e aria condizionata»; Ruby lo vuole «più grande preferibilmente!»; l’agente sottolinea «già i mobili nuovi», e «sul prezzo possiamo trattare».]
Ruby: “Mah, fammi vedere e poi mi faccio un’idea, ma sinceramente 70 mq son poki!”.
Agente: “Ok ma 300.000 di più non trovi”.
Ruby, ridendo: “Fai di più, tanto me la regala zietto… ah ah”.

Di mutuo non se ne parla neanche, roba da poveracci. Paga zietto e ti passa la paura. Ma torniamo indietro di qualche mese. Il 26 ottobre un amico chiede a Ruby se sia stata a letto con Silvio Berlusconi.

Ruby: “Guarda che stacco il telefono subito”.
Amico: «Ma soldi te ne ha dati questo qui?».
Ruby: «5 milioni».

Milioni che in una telefonata del fidanzato Luca Risso all’allora avvocato di Ruby, Luca Giulante, diventano tuberi:

“Ruby mi ha detto che a fine mese la persona di cui abbiamo tanto parlato gli darà… ehm… 4 chili e mezzo di patate”.

28 ottobre, Ruby racconta ad un’amica il consiglio di un vecchio saggio chiamato Fabrizio Corona:

C’era lui (che in quel contesto è Fabrizio Corona, ndr), e c’era Stefano Bettarini… poi è venuto il mio avvocato… e poi l’avvocato di Silvio, perché dovevano affrontare la faccenda e lui (Corona) mi ha detto “sei una grande”, mi fa, “continua così e sai quanti soldi ti farai?”. A parte che già 6 milioni sono sicuri che li avrò appena faccio i 18 anni, 6 milioni di euro da Silvio… per nasconderlo da tutta questa vicenda…

L’ex calciatore ed il re dei paparazzi hanno però smentito di aver mai conosciuto la ragazza. Ruby continua a parlare al telefono, non la smette…

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Intercettazioni: procuratore Bari, costi abbattuti del 45%

Costi generali Procura 7 mln in 16 mesi, ma recuperati 411 mln

La Procura di Bari in 16 mesi è costata allo Stato 7 milioni e mezzo di euro ma ha recuperato alla legalità 411 milioni, mentre per le intercettazioni, aumentate del 30%, i costi sono stati abbattuti del 45%. Sono i dati più significativi del primo bilancio d’esercizio presentato dal procuratore, Antonio Laudati, relativo al periodo compreso tra il 9 settembre 2009 (data del suo insediamento a Bari) al 31 dicembre 2010. Le spese più consistenti, riferisce Laudati, riguardano le intercettazioni telefoniche pari a 2.677.105 euro e le consulenze, pari a 2.758.643 euro.

Fonte: ANSA

Processo Greco, sotto accusa le intercettazioni di Tarantini

Contestata la regolarità dei decreti autorizzativi di circa 11.000 intercettazioni telefoniche, disposte dall’allora pm Emiliano nel processo al consigliere regionale della lista di centrodestra ‘La Puglia Prima di Tutto’ Salvatore (‘Tatò) Greco, accusato di associazione per delinquere, corruzione e falso in concorso con Gianpi e il fratello

Il difensore di Gianpaolo Tarantini, avvocato Nicola Quaranta, ha presentato un’eccezione sull’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche disposte nell’ambito dell’indagine che nel maggio 2010 ha portato al rinvio a giudizio del consigliere regionale della lista di centrodestra ‘La Puglia Prima di Tutto’ Salvatore (‘Tatò) Greco, accusato di associazione per delinquere, corruzione e falso in concorso con i fratelli Gianpaolo e Claudio Tarantini: i fatti contestati risalgono a dieci anni fa e per molti dei reati contestati è in vista la prescrizione.

L’avvocato Quaranta, durante l’udienza del processo in corso davanti ai giudici della prima sezione collegiale del Tribunale di Bari, ha eccepito la regolarità dei decreti autorizzativi di circa 11.000 intercettazioni telefoniche, disposte dall’allora pm Michele Emiliano (del totale delle conversazioni intercettate l’attuale pm titolare del fascicolo, Giuseppe Scelsi, ha chiesto di produrne circa 500). La Cassazione si è già espressa in passato per fatti simili, dichiarando inutilizzabili le intercettazioni i cui decreti non fossero a norma. I giudici si sono riservati di decidere entro l’udienza del 28 marzo. Se accogliessero l’eccezione presentata dalla difesa, sarebbe notevolmente ridimensionato il materiale probatorio a carico degli imputati, basato in gran parte proprio sulle intercettazioni.

In questo processo sono imputati, oltre a Tato Greco e ai fratelli Tarantini, anche gli allora primari di ortopedia degli ospedali di Putignano Raffaele Bancale, Monopoli Paolo Dell’Aera e San Severo Rossano Cornacchia. Secondo l’accusa Greco, con i fratelli Tarantini, prese parte a un’associazione per delinquere finalizzata ad influenzare i vertici delle aziende ospedaliere pugliesi nell’acquisto dei prodotti sanitari commercializzati dalle società della famiglia Tarantini delle quali Greco è ritenuto dall’accusa socio occulto. ‘Gianpi’ dovrà difendersi anche dal reato di detenzione e spaccio di droga (per i presunti coca-party nella sua villa di Giovinazzo).

Fonte: Repubblica Bari

I proiettili “a orologeria” sulle inchieste del Pm antimafia Peppe Lombardo e le talpe della ‘ndrangheta

Su questo blog ieri ho dato – in esclusiva ripresa poi dalle agenzie di stampa, da blog e tv locali e oggi da diversi quotidiani – la notizia dell’ennesimo proiettile spedito al pm antimafia Peppe Lombardo.

Chi volesse sapere quale è stata la sua reazione all’ennesimo atto intimidatorio può ripescare in archivio il pezzo. Lombardo, pm integerrimo Servitore dello Stato, non si piegherà certo alle minacce e andrà avanti negli scottanti filoni d’indagine che sta perseguendo. Riguardano – tutti – i rapporti tra cosche, politica e zona grigia.

Il giorno dopo questa notizia vorrei soffermarmi non tanto sull’intimidazione – che come scrivevo ieri è più allarmante per il fatto che nessuna parola ha accompagnato il gentile cadeau a Lombardo, intercettato dal centro smistamento delle Poste di Lamezia Terme – quanto sul fatto che le minacce e le intimidazioni non sono causali ma arrivano “a orologeria”.

L’ho già accennato nel post di ieri ma – forse – i soloni dei media che hanno ripreso la notizia hanno ritenuto opportuno e conveniente non approfondire il discorso delle talpe nella Procura della Repubblica di Reggio Calabria e/o negli organi investigativi che accompagnano le inchieste dei magistrati più esposti, come appunto Giuseppe Lombardo e Nicola Gratteri (ma tanti altri negli uffici della Dda di Reggio stanno portando avanti un lavoro che definire egregio è poco).

Vedete, cari amici di blog, nel passato (non poi così lontano) quegli uffici e quelle stanze erano un colabrodo. Al punto che qualunque cronista – a me è capitato – dopo aver passato il blando controllo in garitta, poteva circolare liberamente tra le stanze alla ricerca del sostituto procuratore Tizio o Caio.

Le cose sono poi (un po’) migliorate dopo che proprio nella stanza di Nicola Gratteri una manina anonima (ancora oggi tale) ha messo una rozza microspia che potesse intercettarne l’azione.

Corvi? Talpe? Di qualunque animale si trattasse è certo che proprio laddove le accortezze, la segretezza e la riservatezza dovrebbero essere elevate al massimo grado, era possibile intromettersi più o meno a piacimento e spiare, controllare. Magari riferire e consegnare.

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Confermare le sette condanne, le difese punteranno a rendere inutilizzabili le intercettazioni

Confermare le condanne inflitte in primo grado ai sette imputati coinvolti nell’operazione “Falcos”, portata a termine dai Carabinieri a giugno del 2009. È stata questa la richiesta del sostituto procuratore generale Domenico Prestinenzi al termine della requisitoria tenuta ieri davanti alla Corte d’appello di Catanzaro.
Dopo la discussione del pg hanno preso la parola gli avvocati Enzo Ioppoli, Antonio Ludovico, Sergio Rotundo ed Emilio Vitaliano, prima del rinvio al 24 marzo per le ultime arringhe e la sentenza. Quella del giudice dell’udienza preliminare distrettuale risale al 22 maggio scorso. Il giudice, chiamata a pronunciarsi sull’impianto accusatorio dell’inchiesta “Falcos”, diretta a sgominare un presunto sodalizio criminale operante nella zona compresa tra il capoluogo calabrese e Borgia (il Comune è stato sciolto lo scorso mese di giugno per infiltrazioni mafiose), e capace, secondo le accuse, di gestire gli affari più importanti e persino di interferire nelle consultazioni elettorali, quel giorno ha pronunciato sette condanne e due assoluzioni, al termine del rito abbreviato che comporta lo sconto di un terzo della pena. Le difese degli imputati hanno però impugnato la sentenza, evidenziano che le intercettazioni poste alla base dell’inchiesta sarebbero state fraintese, e puntando sulla loro inutilizzabilità.
Nel dettaglio, il giudice in primo grado ha condannato Giuseppe Cossari, 38 anni, a dieci anni di reclusione e 4.00 euro di multa per i reati di associazione di tipo mafioso sino alla fine del 2006, diversi episodi estortivi, danneggiamenti, percosse e detenzione ai fini di spaccio di droga (solo per quest’ultimo reato è stato condannato a due anni e 4.000 euro di multa); Antonio Garigliano, 40, a sei anni di reclusione per associazione di tipo mafioso sino alla fine del 2006; Aldo Dara, 34, Saverio Riverso, 25, e Eros Cavigliano, 32, a due anni di reclusione per favoreggiamento personale in quanto, secondo l’accusa, avrebbero favorito la latitanza di Massimiliano Falcone; Salvatore Abbruzzo, 33, e Francesco Gualtieri, 30, per favoreggiamento in quanto avrebbero aiutato, secondo l’accusa, Massimiliano Falcone a sottrarsi alle forze del’ordine e a tenere i contatti con la moglie.

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Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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