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“Spogliati e lasciami spiare”: Il Sexting, giovani e adolescenti tra scatti e mms

febbraio 24, 2011 Difesa personale No Comments

Il sexting, frutto della crasi fra il termine sex (sesso) e texting (pubblicare testo), riguarda una nuova moda nata tra i giovani, ma consumata anche tra i più “grandi”, che consiste nell’invio e ricezione di messaggi sessualmente espliciti, foto o video di corpi nudi o seminudi inviati da telefoni cellulari, mail o Internet. Il fenomeno, nato negli USA e presente in Italia negli ultimi anni, si configura come il nuovo “gioco” di una generazione che si definisce libera dal senso del peccato e alla scoperta di una nuova frontiera del piacere, ma che rischia di risultare esposta ad un immagine di sé mercificata e derubata del suo significato.
Riletto secondo una diversa prospettiva appare, invece, come una richiesta di aiuto in relazione a una “crisi” di “sé” di “amori” di “solitudini” che desiderano essere ascoltati e conosciuti da un mondo fatto di grandi che si ritrova inconsapevolmente avvolto da «scatti» di cui non comprende il senso ma di cui deve poi gestire i rischi fatti di pornografia, microprostituzione e bullismo.

Basta un clik su qualsiasi motore di ricerca per comprenderne immediatamente la portata in termini di diffusione e conseguenze, ma anche le reazioni e le riflessioni che ha scaturito nell’opinione pubblica. In un’indagine effettuata dall’American National Campaign to Prevent Teen Unplanned Pregnancy compiuta su un totale di 1280 ragazzi (653 adolescenti di età compresa tra i 13 e i 19 anni e 627 giovani di età compresa tra i 20 e i 26 anni) sono stati esaminati i comportamenti legati al sexting e la loro diffusione tramite l’utilizzo di sussidi elettronici per tutto il 2008.
I dati per la fascia d’età corrispondente agli adolescenti riportano che complessivamente il 39% di essi ha inviato messaggi con contenuti sessuali contro il 48% che li ha ricevuti durante l’anno in esame. Approssimativamente il 71% delle femmine e il 67% dei maschi ha inviato messaggi di testo (texting), parimenti il 44% delle ragazze e il 36% dei ragazzi ha mandato immagini del proprio corpo o di parti di esso (sexting) tramite l’utilizzo del telefonino o di mail o attraverso la Rete.
Dalle percentuali riportate da un primo screening risulta evidente come siano le ragazze a farne maggior uso e come tra le zone erogene più fotografate vi siano seno e natiche, le foto o i video, infine, possono ritrarre se stesse singolarmente o con altri.

Fonte: Guidone.it

Imola, almeno 12 molestie in centro: preso un albanese 24enne

febbraio 21, 2011 Difesa personale No Comments

Ha confessato le aggressioni e ha chiesto aiuto: “Sono malato”

Negli ultimi mesi sarebbe responsabile di almeno 12 molestie sessuali ai danni di giovani ragazze, in qualche caso anche minorenni, tutte avvicinate e importunate in pieno centro a Imola. Il ‘maniaco’ le aggrediva con palpeggiamenti e qualche volta si denudava davanti a loro. A gennaio l’ultimo caso, quando una giovane donna ha denunciato ai carabinieri di aver subito le attenzioni morbose di un uomo che aveva anche notato in altre occasioni nel mentre girovagava sotto casa sua. I militari hanno così predisposto una serie di appostamenti e sono riusciti a fermare il responsabile. Si tratta di A.B., albanese di 24 anni, incensurato e in regola con il permesso di soggiorno. Il giovane ha ammesso le proprie responsabilità: ha confessato molti episodi di molestie avvenuti in centro a Imola e ha chiesto aiuto ai carabinieri per ‘guarire’ da quella che ha definito una malattia. L’uomo dovrà ora rispondere di violenza sessuale continuata: si è anche spontaneamente presentato all’istituto di Igiene mentale dell’AUSL di Imola per chiedere un sostegno psicologico

Fonte: Virgilio Notizie

Genitori, spiate i vostri figli

febbraio 17, 2011 Difesa personale No Comments

Internet è un universo tanto affascinante quanto pericoloso, soprattutto per i più giovani. Un ruolo fondamentale è quello interpretato dai genitori, i primi a dover controllare le attività dei propri e, in alcuni casi, ricorrere a strategie mirate a spiare qualsiasi operazione eseguita in rete. L’invito a monitorare l’accesso ad Internet dei propri figli arriva da James Batelli, direttore del corpo di polizia di Mahwah, negli USA, che durante un seminario spiega come e perché procedere.

Al centro delle attenzioni vi sono sicuramente i social network, canale di comunicazione che in alcuni casi può rivelarsi una forte minaccia per gli ingenui adolescenti in cerca di amicizie sul web. Le pagine di cronaca non difettano di articoli riguardanti giovani che, pensando di avere a che fare con un proprio coetaneo, sono poi finiti nella trappola di adulti. Per controllare quanto svolto dai più piccoli è possibile ad esempio ottenere la password dei rispettivi account Facebook, tramite un software presentato dalla polizia nel corso di tale seminario.

Il costo, pari ad 80$ per licenza, non rappresenterebbe per Batelli un limite invalicabile per genitori desiderosi di garantire una navigazione sicura ai propri figli. Conoscere la password significa poter controllare gli amici e le comunicazioni effettuate nel corso dei giorni precedenti, avendo dunque la possibilità di bloccare ogni persona considerata sospetta. Il pericolo non proviene però solo dall’esterno, ma in alcuni casi possono essere proprio i giovani navigatori a compromettere la propria posizione con dichiarazioni o foto inappropriate.

Rendere sicura l’esperienza web dei più piccoli significa però anche limitare l’accesso a determinati siti: in tal caso possono essere utili alcuni software in grado di effettuare i dovuti controlli e di impedire l’apertura di pagine ritenute inopportune. Non solo social network, dunque, ma qualsiasi tipologia di sito in grado di rappresentare un pericolo di ogni genere per i più giovani. Se quest’ultima pratica è ritenuta valida anche dall’esperto di psicologia familiare Jeffrey Kassinove, lo stesso non si può dire però delle password rubate ai propri figli: secondo Kassinove, infatti, ciò significherebbe fornire ai bambini un insegnamento scorretto, legittimando di fatto le menzogne.

Fonte: WebNews

Navigazione sicura per i vostri figli 

“Mi perseguitano”. Bocchino denuncia per stalking Feltri, Belpietro e Sallusti

febbraio 13, 2011 Difesa personale No Comments

Il capogruppo di Futuro e Libertà annuncia un’azione penale contro i direttori di Giornale e Libero

Italo Bocchino si appella alla legge sullo stalking contro Belpietro, Feltri e Sallusti. L’onorevole di Futuro e Libertà per l’Italia e la moglie Gabriella Buontempo hanno denunciato i quotidiani Libero e Il Giornale per il reato che punisce chi perseguita le persone. Il deputato l’aveva annunciato a fine anno, e ora l’ha fatto davvero. La legge 38/2009 è stata introdotta per punire le ripetute molestie a sfondo sentimental-sessuale di amanti abbandonati o respinti, casi nei quali ci sono persone che telefonano di notte, si appostano sotto casa e non danno pace agli ex che di loro non vogliono saperne più, ma non è questo lo stato dei rapporti tra l’esponente di Fli e i direttori Alessandro Sallusti, Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri .

POSSIBILE APPLICAZIONE – Il 612 bis si applica infatti anche a chi eserciti minacce o molestie ripetute non necessariamente a sfondo sessuale, purché cagioni un “perdurante e grave stato di ansia o paura” o “un fondato timore per la incolumità propria o di un congiunto”. I coniugi Bocchino si sentirebbero perseguitati dai ripetuti articoli su di loro pubblicati dai due quotidiani a partire dall’inizio della frattura tra finiani e resto del Pdl. Ieri il Giornale titolava: “I Pm di Napoli indagano su un milione sospetto alla coppia Fini-Bocchino”, facendo riferimento a una presunta mazzetta ricevuta dall’imprenditore napoletano Alfredo Romeo durante una gita in barca. C’erano stati in precedenza anche una telenovela su un presunto prestito che Bocchino non avrebbe mai restituito e una sulle presunte pressioni in Rai per far lavorare la società di produzione della signora Buontempo.

PERSECUZIONE DEBILITANTE – Per i coniugi, questa sarebbe persecuzione e nella denuncia querela presentata a Roma spiegherebbero, secondo indiscrezioni, la loro situazione di difficoltà emotiva.

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Minorenne denuncia ginecologo per molestie: sono innocente

febbraio 6, 2011 Difesa personale No Comments

Un ginecologo della provincia di Padova è stato denunciato per violenza sessuale, aggravata dalla minore età delle vittima, appunto una minorenne. Il ginecologo si difende chiedendo discrezione e proclamandosi innocente.

Un ginecologo della provincia Padova ha ricevuto un avviso di garanzia dopo la denuncia di una madre che racconta di un presunto tentativo di abuso nei confronti della figlia minorenne. Il giudice per le indagini preliminari avrebbe anche cautelativamente sospeso il medico dalla professione in attesa della chiusura del procedimento. Stando al racconto, la ragazzina si sarebbe recata presso lo studio medico del ginecoloco, che esercita da circa 35 anni, per ritirare alcune ricette. Di ritorno a casa avrebbe raccontato alla madre che il medico le avrebbe fatto vedere dei filmati pornografici per convincerla a farsi “toccare”. Gli inquirenti hanno sequestrato il materiale sul computer del ginecologo che da parte sua spiega che ciò che gli è stato attribuito è “completamente inventato”. “Sono più di trent’anni che esercito la professione – si difende il ginecologo – e nessuna macchia mi ha mai nemmeno sfiorato”, cogliendo l’occasione per chiedere ai giornalisti discrezione sull’intera vicenda visto che “ci vuole nulla per rovinare una persona con una accusa infamante“. “Un reato tutto da dimostrare, non sono stato condannato nè rinviato a giudizio – conclude il medico – Spero che tutti capiscano che ci vuole nulla a infangare una persona innocente”.

Fonte: Mainfatti


Protezione minori

Ritrovare l’auto nel parcheggio: un problema di privacy?

febbraio 4, 2011 Difesa personale No Comments

Ritrovare la vostra auto dopo averla parcheggiata in un centro commerciale può rivelarsi molto più problematico del previsto, ma non a Santa Monica, in California, dove un nuovo sistema aiuta chi ha appena finito il proprio shopping a portare la spesa in auto in un attimo, grazie alle telecamere di sorveglianza del parcheggio stesso.

Questo sistema di sorveglianza registra il numero di targa della vostra auto, e grazie ad un database vi indica immediatamente il luogo dove essa si trova nel caso in cui lo abbiate dimenticato, mostrandovi anche le indicazioni per raggiungerla. In teoria, l’idea sembra ottima per risparmiare tempo ed evitare di girare a vuoto, ma esistono anche dei problemi a livello di privacy.

Infatti, i filmati girati dalle telecamere di sorveglianza rimangono di proprietà del centro commerciale, che potrebbe, sempre ovviamente in linea teorica, disporne a piacimento, ad esempio rivendendoli ad aziende che tramite i numeri di targa potrebbero risalire ai proprietari delle automobili ed inviare messaggi pubblicitari, telefonare per televendite o quant’altro; insomma, esiste il rischio di una invasione della privacy, almeno sulla carta.

Ovviamente però, il sistema installato dal centro commerciale di Santa Monica nasce con intenzioni completamente diverse, ossia semplicemente per fornire un servizio utile ai propri clienti. Come la maggior parte dei luoghi frequentati da molte persone, infatti, i moderni centri commerciali sono in ogni caso tappezzati di telecamere di sicurezza ovunque, e questo di per sé dovrebbe essere sufficiente a far rizzare i capelli in testa ai fanatici della privacy.
Se tali telecamere vengono una volta tanto usate per un servizio di pubblica utilità, il cittadino comune che non abbia nulla da nascondere non ha certamente motivo di preoccuparsi della propria privacy, già violata in maniera più subdola da tutte le apparecchiature tecnologiche che usiamo ogni giorno.

Fonte: Endoacustica Blog

Abusi sessuali scoperti da ‘Iene’: interdizione per psichiatra

febbraio 4, 2011 Difesa personale No Comments

Il divieto di esercitare la sua professione per due mesi è stato notificato a Michelino R., 61enne psichiatra di Cava de’ Tirreni, con studio a Nocera Inferiore, nel Salernitano. La misura cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale di Salerno su richiesta della locale Procura e scaturisce dalle indagini avviate dai carabinieri dopo la trasmissione televisiva ‘Le Iene’ andata in onda il 14 aprile scorso. Durante la puntata veniva raccontata la storia di una giovane donna che denunciò di aver subito abusi sessuali dallo psichiatra al quale si era rivolta, ancora minorenne, per risolvere problemi psicologici. Con una telecamera nascosta, inoltre, era stato registrato anche un incontro tra la paziente e il professionista oltre a un’intervista al medico. Gli approfondimenti delle indagini hanno permesso di identificare sia lo psichiatra sia la vittima che ha raccontato agli investigatori i ripetuti abusi sessuali e le telefonate a sfondo erotico perpetrate da R. tra l’ottobre 2004 e il gennaio 2007. La denuncia della donna ha poi trovato riscontro, oltre che nelle ammissioni del professionista registrate a sua insaputa, nelle testimonianze di alcuni amici cui la vittima aveva confidato quanto le stesse accadendo, ma anche nei messaggi rinvenuti nella memoria del suo computer.

Fonte: Virgilio Notizie

 

Difesa abusi sessuali: registrazioni nascoste

 

Alza la cornetta, qualcuno ti ascolta!

febbraio 2, 2011 Difesa personale No Comments

Come difendersi dalle Intercettazioni, la nuova emergenza sociale made in Italy.

Negli ultimi anni la vita sociale e politica e’ stata fortemente condizionata dal fenomeno delle intercettazioni telefoniche. Questo potente strumento di indagine risulta essere sempre di piu’ il “perno” su cui si sviluppano decine di inchieste giudiziarie che in non pochi casi si concludono con un nulla di fatto. A fianco delle intercettazioni condotte da soggetti autorizzati dalla legge, esiste anche un mercato per le intercettazioni illegali, probabilmente molto piu’ sviluppato rispetto alla percezione comune. Pensare che nel diritto processuale penale italiano l’Intercettazione e’ un mezzo di ricerca della prova tipico, in quanto previsto e disciplinato dall’ art. 266 e seguenti del codice di procedura penale e non un mezzo atto alla “ricerca” del reato come avviene sempre piu’ di frequente. Essa consiste nell’ attivita’ diretta a captare comunicazioni e conversazioni, nonche’ flussi di comunicazioni informatiche o telematiche mediante strumenti della tecnica.
Ma l’ impatto dell’ Intercettazione nella sfera privata e lavorativa quotidiana e’ molto piu’ preoccupante di quanto si pensi. L’ Intercettazione tende a limitare gravemente alcune importanti liberta’ costituzionali, fra cui la libertà di comunicazione del pensiero (art.15 Costituzione) e la liberta’ domiciliare (art. 14 Costituzione). E pur essendo tale pratica ben disciplinata nell’ utilizzo da limiti e presupposti molto rigorosi previsti dal codice di procedura penale viene frequentemente utilizzata in modo eccessivamente disinvolto.
Qualunque sia la ragione per volere approfondire il fenomeno delle intercettazioni, è bene avere riferimenti teorici, ma soprattutto informazioni dirette ed affidabili sulla pratica quotidiana, piuttosto lontana dall’immaginario collettivo. Vi sono, infatti, valide e fondate ragioni per tutelare le proprie comunicazioni per quanti vivono nella legalità. Il punto di vista anglosassone, per esempio, è molto diverso da quello italiano. Se nel nostro paese si sentono spesso affermazioni del tipo ”Mi intercettino pure, tanto non ho nulla da nascondere”, purtroppo anche da personaggi di rilievo, quello tipicamente anglosassone è invece “Se non ho fatto nulla di male perché mi vuoi sorvegliare?”. Non dovrebbero esservi dubbi su quale sia l’approccio più civile alla questione. Insomma, per individui ed enti che operano nella legalità, vi sono una serie di valide ragioni per difendere le proprie comunicazioni da attacchi esterni spesso compiuti da soggetti non autorizzati. In campo lavorativo la tutela del diritto d’autore, dell’opera dell’ingegno , di brevetti e strategie industriali e commerciali. In ambito privato la difesa della privacy, della sfera personale spesso e a sproposito sbattuta in prima pagina pur non avendo alcuna connotazione o rilevanza penale.
Insomma per individui ed enti che operano nella legalità, vi sono una serie di valide ragioni per difendere le proprie comunicazioni da attacchi esterni.
Per queste valide ragioni il ricorso a strumenti che permettono di comunicare “in sicurezza” e’ divenuto una necessita’ imprescindibile per imprenditori, politici, liberi professionisti e chiunque voglia mettere al sicuro le proprie parole.

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Gli hacker ti rubano l’auto con la chiave elettronica

gennaio 20, 2011 Difesa personale No Comments

I nuovi ladri sfruttano la tecnologia. Gli hacker copiano le ormai diffuse chiavi elettroniche per rubarti la macchina, lo dicono gli scienziati europei

Troppa elettronica a bordo – Le automobili contemporanee sono sempre più farcite di tecnologia: sensori, led, freni di posizionamento elettronici e le note smart key, che utilizzano la tecnologia a radio frequenze per aprire gli sportelli e far partire il veicolo. Secondo una ricerca dello Swiss Federal Institute of Technology le smart key che vengono utilizzate normalmente dai costruttori di veicoli, utilizzano i segnali radio a breve distanza, ma questa connessione senza fili è molto vulnerabile, come dimostrano alcuni recenti test.

Prova provata – Utilizzando dieci differenti modelli di otto importanti costruttori, il team svizzero è riuscito a sbloccare e far partire tutti i veicoli sottoposti ad esame. Il sistema che hanno utilizzato i ricercatori svizzeri si basa su due antenne: una in mano all’hacker per entrare nel veicolo e avviare il motore, l’altra nel taschino, per amplificare il segnale tra i trasmettitori e crackare il sistema.

Ci vuole molto poco – Il gruppo di lavoro, modificando la connessione tra le antenne, è anche riuscito a sbloccare e far partire le automobili persino da otto metri di distanza, dimostrando che basta davvero poco per captare la giusta frequenza radio della chiave. E il costo per gli hacker è quasi irrisorio: il kit di strumenti che hanno utilizzato ha un valore che, al massimo, può raggiungere i mille dollari. C’è poi da tenere conto che il furto non lascia traccia: la macchina riceve il suo corretto segnale e la macchina non viene forzata, così l’allarme e gli altri sistemi di sicurezza non entrano in funzione. Inoltre le chiavi elettroniche di un medesimo modello o di uno stesso costruttore, utilizzano il medesimo sistema, così da rendere il lavoro dei ladri ancora più semplice: come si apre un veicolo, così si possono aprirne milioni di esemplari simili.

Fonte: Jack

 

Antifurto e difesa personale

Operazione Facebook, ecco i motivi della condanna

gennaio 16, 2011 Difesa personale No Comments

Il gup ha depositato oltre 190 pagine di atti processuali: i due 19enni finirono nei guai per l’accusa di violenza sessuale di gruppo

Ascoli Piceno, 15 gennaio 2011 – Oltre centonovanta pagine: a tanto ammontano le motivazioni presentate dal Gup Alessandra Panichi sulle condanne da tre anni e quattro mesi a Carlo Maria Santini e due anni e otto mesi di reclusione a Enrico Maria Mazzocchi, inflitte ai due ragazzi lo scorso 4 ottobre. I due 19enni finirono nei guai per l’accusa di violenza di gruppo su una 16enne, violenza che si sarebbe consumata il 6 settembre dell’anno scorso. Teatro dei fatti l’appartamento di proprietà della famiglia di Santini in via Parini.

Nei documenti presentati dal giudice Panichi (Gup sostituito oggi dal giudice Rita De Angelis) allo scadere dei sessanta giorni previsti per legge, spicca la grande parte riservata alle telefonate intercettate tra i due ragazzi. Proprio le intercettazioni furono al centro del processo, del quale il primo grado si è concluso lo scorso ottobre: se per gli avvocati dei due ragazzi infatti, Alessandro Angelozzi per Mazzocchi e Carlo Grilli per Santini, le telefonate infatti erano solo un modo per fare gli sbruffoni e i contenuti, a tratti piuttosto pesanti, non andavano presi troppo sul serio, per la pubblica accusa prorpio le telefonate furono al centro dell’inchiesta.

Il giudice lo scorso 4 ottobre ha accolto in pieno le richieste avanzate dal pm Michele Renzo, condannando i due ragazzi anche al pagamento di trentamila euro a favore della ragazzina, ma la provvisionale sarà rimandata alla sede civile per quantificare il risarcimento.

“Giustizia è stata fatta, e non resta così alcun dubbio sulla vicenda e sulla sua dinamica a dispetto di quanto nel corso del tempo è stato dichiarato ai giornali dagli imputati e dei loro difensori, ma oggi non c’è niente di cui gioire. Di fronte a due ragazzi dalla vita rovinata non proviamo alcuna soddisfazione, se non quella per il lavoro svolto dalla Magistratura”.

Questo il commento a caldo di Anna Laura Luciani, avvocato di parte civile della 16enne. Amarezza invece dal legale di Mazzocchi, Alessandro Angelozzi, che aspettava solo che il Gup depositasse le motivazioni per impugnare: “Resto convinto che le frasi carpite attraverso le intercettazioni erano di ragazzi che scherzavano. E in base a quelle parole sono stati condannati, visto che la ragazza non ricorda nulla. Inoltre l’aggravante dell’aver fatto ubriacare la ragazza durante una partita a carte poteva essere a mio avviso non considerata in quanto si è trattato di un fatto colposo e non doloso. Come anche non vi è traccia di violenza o minaccia, elementi costitutivi del reato di violenza sessuale“.

Dello stesso avviso il legale di Santini, Carlo Grilli: “Il giudice non ha tenuto conto delle contraddizioni fra quanto ha detto nel corso delle indagini la ragazza dell’episodio del 6 settembre e alcuni testimoni, ma anche di circostante oggettive quali, ad esempio, la tempistica dei fatti”.

Fonte: Il Resto del Carlino

Difesa violenza sessuale

Così Internet ha cambiato il mondo nel 2010

gennaio 2, 2011 Difesa personale No Comments

Da Google in Cina a Wikileaks, quest’anno la Rete ci ha riservato sorprese rivoluzionarie e si è rivelata capace di superare anche le censure

Il caso Google-Cina, l’affare Blackberry, i nuovi media che si affacciano all’orizzonte, i Paesi autoritari che annaspano vedendo svanire la loro capacità di fermare la valanga della Rete. Il 2010 è stato anche l’anno di Internet.

Per la prima volta nella storia, a difesa di Google minacciato in Cina, è scesa in campo l’amministrazione americana. Hacker cinesi avevano preso di mira le caselle di posta Gmail di alcuni dissidenti, un attacco che – si è poi scoperto leggendo i cablogrammi di Wikileaks – fu lanciato direttamente da Pechino. «In un mondo interconnesso, un attacco alla rete di una nazione è un attacco contro tutti noi», dichiarò il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, promettendo «serie conseguenze» per chi lancia attacchi informatici e «minaccia la libertà di espressione sul web».

Nel frattempo, a migliaia di chilometri di distanza, alcuni Paesi del Golfo, e non solo, tentavano di mettere sotto controllo la rete Blackberry. Anche in quel caso, a impensierire Arabia Saudita, Emirati Arabi, Libano, India e Indonesia era l’impossibilità di controllare i messaggi scambiati attraverso gli smartphone poichè transitano su server blindati in Canada. In alcuni casi, come in India, si è raggiunto un accordo secondo il quale le autorità giudiziarie, previa richiesta formale e in nome della sicurezza nazionale, possono accedere ai dati dei server installati ad hoc nei singoli Paesi.

Un capitolo a parte va dedicato all’Iran: le autorità della Repubblica islamica hanno fallito nel tentativo di censurare la rete. Esempio concreto è stata la “rivoluzione verde” del giugno del 2009, quando milioni di giovani scesero nelle strade per protestare contro la controversa rielezione di Mahmoud Ahmadinejad. Quella rivoluzione è stata un’enorme vittoria anche per la Rete: il servizio di microblogging Twitter è diventato un ottimo strumento per comunicare, un sistema contro il quale la censura non ha potuto nulla, poichè per diffondere una notizia, un grido di aiuto, non serve, in quel caso, neppure una connessione Internet, ma è sufficiente un semplice sms.

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Mobbing: per la Cassazione adesso è violenza privata

dicembre 23, 2010 Difesa personale No Comments

Ancora sul mobbing e sull’importanza della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro, anche della saluta mentale. Il fenomeno del mobbing è sempre stato presente ma solo da qualche tempo è, in un certo senso, uscito allo scoperto.

Ecco che, in relazione alla più ampia problematica dello stress lavoro correlato, il mobbing diviene una problematica sociale di cui si parla sempre più spesso. Ultima notizia relativa al mobbing è quella che riporta la sentenza n. 44803 della Suprema Corte che ha portato le accuse di maltrattamenti fatte ad un capo officina in violenza privata.

Violenza privata continuata aggravata, ecco la pena gravissima che pesa sulla testa di questo capo che è stato autore di ripetuti episodi violenti e psicologicamente minacciosi. Tali toni hanno costretto il lavoratore a subire continui e costanti persecuzioni associabili al mobbing, depenalizzando il suo lavoro con forti conseguenze negative sul suo stato psicologico generale.

Con questa sentenza si crea il precedente per cui il mobbing potrebbe divenire a tutti gli effetti una forma di violenza privata, ben più grave del mero maltrattamento.

Per correttezza di cronaca riteniamo opportuno trascrivere la parte fondamentale della sentenza emessa dai giudici:

“sembra piuttosto correttamente configurabile, proprio attraverso una motivata valutazione ed apprezzamento della richiamata prova specifica, peraltro motivatamente segnalata nell’impugnata sentenza a ribadita conferma di quanto già dedotto in primo grado, nella condotta dell’imputato il reato di violenza privata continuata aggravata, potendo ricondursi ai puntuali episodi,contestati nell’imputazione cui si è fatto cenno, i caratteri di una condotta moralmente violenta e psicologicamente minacciosa, idonei a costringere il lavoratore a tollerare uno stato di deprezzamento delle sue qualità lavorative nel contesto di una condotta articolata in più atti consequenziali ad un medesimo disegno criminoso, con l’intuibile aggravante della commissione del fatto con abuso di relazioni di prestazioni d’opera”

Fonte: PMI Servizi

Pedofilia, molestie su bambini, medico ai domiciliari

dicembre 23, 2010 Difesa personale No Comments

L’inchiesta nei confronti del medico di base, 55 anni sposato e con figli, è partita dallo sfogo di un bambino, che ha raccontato i genitori le molestie subite

Milano, 22 dicembre 2010 – Un medico di Bergamo è agli arresti domiciliari per presunti abusi sui minori. La vicenda risale a una decina di giorni fa, quando il gip Vincenza Maccora ne ha disposto l’arresto, ma è venuta alla luce solo stamane. Uno dei genitori dei bambini vittima delle attenzioni, infatti, ha affisso davanti a una scuola del quartiere, alla periferia di Bergamo, un lenzuolo che denunciava l’accaduto (e in cui si facevano nome e cognome dell’accusato).

L’inchiesta nei confronti del medico di base, 55 anni sposato e con figli, è partita dallo sfogo di un bambino, che ha raccontato i genitori le molestie subite. Subito i genitori dei pazienti sono stati convocati in Procura e altri bambini hanno raccontato alla pm Carmen Pugliese di molestie, a volte semplici palpeggiamenti, a volte atteggiamenti più pesanti. La polizia è poi andata a casa del professionista e ha trovato nel suo computer un archivio con immagini e una specie di diario nel quale descriveva gli incontri con i bambini.

Fonte: Il Giorno


Protezione dei minori

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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