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N.Corea: arrestato scienziato nucleare

novembre 14, 2010 Controspionaggio No Comments

E’ accusato di spionaggio a favore di ente straniero

(ANSA) – SEUL, 10 NOV – Le autorita’ nordcoreane hanno arrestato per spionaggio a favore di un ente straniero Kim So-in, uno degli scienziati piu’ blasonati del Paese, ritenuto tra i personaggi chiave per lo sviluppo del programma missilistico e nucleare del regime comunista. Lo riferisce un quotidiano sudcoreano citando informazioni riportate da una ‘fonte nordcoreana di alto livello’. Secondo le indiscrezioni, Kim e’ stato arrestato a maggio con i suoi familiari e trasferito nel campo di concentramento di Yodok.

Fonte: ANSA

Controspionaggio

Anche le ambasciate Usa a Helsinki e Reykjavik impegnate in attività di spionaggio

CASI DI SPIONAGGIO – Dopo i casi in Norvegia e Svezia, si allunga l’elenco delle ambasciate statunitensi in paesi nordici che avrebbero condotto operazioni di sorveglianza su alcuni individui. Conferme arrivano infatti dall’Islanda e dalla Finlandia.

Cominciamo dall’Islanda. L’ambasciata Usa a Reykjavik ha ammesso di aver tenuto sotto controllo persone che transitavano nei pressi dell’edificio. Una portavoce dell’ambasciata, Laura Gritz, ha sottolineato che a suo parere l’attività di vigilanza non può però essere interpretata come spionaggio visto che si tratterebbe solo di monitorare qualsiasi movimento sospetto.

Anche in questo caso, però, sembra che le autorità islandesi non fossero state informate, come accaduto per la Svezia e la Norvegia. Al riguardo, sempre la Gritz ha detto che l’ambasciata è pronta a fornire tutte le spiegazioni.

Nel frattempo, la politica è già scesa in campo. Alfheidur Ingadottir, del partito dei Verdi, ha già chiesto un’indagine, presentando una serie di domande alle quali i funzionari degli Stati Uniti dovranno rispondere.

Anche in Finlandia l’ambasciata statunitense avrebbe fotografato e monitorato delle persone nelle vicinanze dell’ambasciata a Helsinki. L’Helsingin Sanomat scrive che ad occuparsene sarebbe stata per una decina di anni una società di sicurezza finlandese. Prima di questa lo faceva una ditta americana.

Il governo finlandese sembra essere all’oscuro delle operazioni condotte dall’ambasciata Usa. Stavolta però l’attività di sorveglianza sembrerebbe essere meno marcata: solo osservazioni e fotografie intorno all’edificio. L’ambasciata si è detta pronta a rispondere a qualunque domanda abbia da fare il governo finlandese.

Fonte: Diretta News

La catastrofe dello spionaggio russo

“C’è qualcosa di davvero marcio nei nostri servizi segreti”, ha confidato all’agenzia Ria-Novosti un alto ufficiale in pensione dell’intelligence russa, dopo che il quotidiano Kommersant ha rivelato il nome della “talpa” che nel giugno scorso ha fatto scoprire agli americani una rete di dieci spie russe operanti negli USA: un nome importante, importantissimo, quello del colonnello Shcherbakov, l’uomo che gestiva l’intera rete del SVR (i servizi segreti civili russi) in America. La rivelazione è stata un terremoto psicologico, in Russia: scoprire che a tradire i dieci agenti è stato proprio l’uomo che li aveva “piazzati” e ne seguiva le attività ha voluto dire rendersi conto che l’intero sistema è corrotto e insicuro.

“Questo significa – continua l’alto ufficiale in pensione – che le cose sono veramente messe male sul piano della sicurezza interna a Yasenevo (la località alla periferia sud di Mosca dove ha sede il SVR, ndr) e che probabilmente lì stanno lavorando sulle cose sbagliate”. Tutto da rifare, insomma. Anche perché la vicenda sembra mettere in luce errori e ingenuità inconcepibili per un servizio segreto degno di questo nome. Per esempio il fatto che il traditore in questione, Shcherbakov, aveva da molti anni una figlia che vive negli Stati uniti: “Come si può consentire a un uomo che ha un parente stretto che vive all’estero di occupare una posizione così delicata e cruciale?”. E non basta, visto che i massimi dirigenti del SVR, un anno prima che esplodesse lo scandalo, non avevano ritenuto di doversi preoccupare per il fatto che Shcherbakov aveva rifiutato una promozione di carriera importante – promozione che comportava l’obbligo di sottoporsi alla “macchina della verità” e che il colonnello non aveva nessun motivo di rifiutare. Altro segnale, anche il figlio del colonnello, che lavorava per un organismo statale importante, aveva scelto di lasciare la Russia e recarsi negli Stati uniti poco prima dello scandalo; infine Shcherbakov stesso aveva tagliato la corda tre giorni prima che le 10 spie venissero scoperte, ma neppure quest’ultimo, estremo allarme era stato sufficiente al SVR per richiamare i propri agenti a rischio ed evitare così che venissero arrestati e scoppiasse lo scandalo. Insomma, un disastro completo.

E adesso? Fonti anonime vicine al Kremlino hanno fatto circolare la voce che il SVR voglia vendicarsi senza pietà di Shcherbakov e abbia già sguinzagliato “un Mercader” per lui (Ramon Mercader fu l’agente segreto del NKVD che nel 1940 uccise Lev Trotsky in Messico); evidentemente il traditore dovrà essere accuratamente protetto dai servizi statunitensi, che gli devono in effetti molto. Quanto agli agenti scoperti in giugno, tra loro ci sono personaggi molto diversi per personalità e importanza: si va dalla bella e frivola Anna Kushchyenko (alias Anna Chapman), che da allora non ha perso occasione per esibirsi in interviste, show e photo-op cambiando completamente ruolo fino a esporsi in versione “hot” per l’edizione russa di Maxim, al sessantacinquenne Mikhail Vasenkov, che da oltre 40 anni aveva l’identità del fotografo spagnolo Juan Lazaro ed era uno dei migliori e più “coperti” agenti russi, al punto che né la moglie che aveva vissuto con lui più di un trentennio né i figli né gli amici e i colleghi avevano mai sospettato che potesse non essere quello che si mostrava. Vasenkov aveva segretamente ricevuto la medaglia di Eroe dell’Urss negli anni ’80 ed aveva il grado (sempre segreto) di generale; dopo l’arresto sembra sia stato torturato dagli americani, subendo la frattura di alcune costole e di una gamba, ma si tratta di voci senza alcuna conferma ufficiale.

Fonte: Il Manifesto

Spionaggio

Come è morto il padre degli UAV iraniani?

novembre 4, 2010 Controspionaggio No Comments

Roma, 4 novembre ’10 (Fuoritutto)

Lo scorso 17 agosto, proprio nel giorno in cui il ministro della difesa iraniano Ahmad Vahidi annunciava pubblicamente la nascita di un drone spia chiamato Karrar e lo sviluppo dei modelli d’attacco Rad e Nazar, il sito dell’intelligence israeliano Debka ha diffuso la notizia della morte di Reza Baruni, unanimemente considerato il “padre” dei velivoli non pilotati iraniani.

Debka, notoriamente vicino ai servizi segreti di Tel Aviv, ha specificato che la dipartita dello scienziato sarebbe avvenuta il 1° di agosto, quando la sua casa di Ahwaz, città iraniana situata al confine con l’Iraq, è stata investita dall’esplosione di tre potenti ordigni. Benché la stampa iraniana non ne avesse dato notizia, Teheran ha successivamente confermato la morte di Baruni, sostenendo che l’esplosione che l’ha ucciso fosse stata causata da una fuga di gas.

Se però avesse ragione il sito israeliano, chi avrebbe ordinato la morte dell’ingegnere? Debka propone una serie di ipotesi: i servizi dei Paesi del Golfo Persico, il Mossad, l’intelligence americana, gli indipendentisti del Khuzestan. E forse un nome non esclude tutti gli altri.

Fonte: Ag. Fuoritutto

Cimici, la beffa delle bonifiche Tecnici a rapporto a Parcopoli

ottobre 29, 2010 Controspionaggio No Comments

La Spezia, 28 ottobre 2010 – Uno dei ’capolavori’ investigativi dell’inchiesta Mani Unte è stata la collocazione delle microspie nell’ufficio del presidente del Parco Franco Bonanini e del capo dell’ufficio tecnico del Comune di Riomaggiore Graziano Tarabugi, su decreto autorizzativo del gip Diana Brusacà a fronte delle istanze dei pm Tiziana Lottini e Luca Monteverde che avevano raccolto gli indizi dell’«associazione per delinquere». Chi, quando, come e dove sono state collocate le ’cimici’ resta un mistero. Non è certo un lavoro veloce, nè semplice. E’ plausibile ipotizzare che sia accaduto nottetempo, quando gli uffici erano chiusi, con accesso ’indolore’ agli stessi.

L’incubo-microspie incominciò ad affacciarsi nella mente di Franco Bonanini dopo il sequestro, da parte della Polizia giudiziaria, dei registri-protocollo del Comune di Riomaggiore e dopo aver appreso, attraverso il comandante della Polizia municipale Aldo Campi che aveva ’sondato’ una fonte a palazzo di giustizia (ora indagata), che c’erano alcuni telefoni sotto controllo. L’ordine di scuderia era: “Attenti a quello che dite per telefono… Ci ascoltano”. Ma le parole viaggiavano in libertà negli uffici del presidente e del capo dell’ufficio tecnico. Tanto più dopo un intervento di ‘bonifica‘ svolto da due tecnici specializzati, con particolari apparecchi rilevatori, giunti appositamente dall’Emilia. Avvenne nel mese di giugno, su richiesta dell’avvocato Vito Ingletti, consulente di Bonanini, docente in vari corsi per la polizia giudiziaria proprio sulle tecniche investigative e, secondo alcuni passaggi delle intercettazioni, legato ai servizi segreti.

Delle due l’una: o gli apparecchi rilevatori usati per scovare le cimici erano superati dalle nuove tecnologie con cui vengono costruite le microspie capaci di non farsi localizzare o i tecnici hanno fatto finta di non trovarle, avendo avuto percezione che quelle da individuare erano microspie “istituzionali» e che si sarebbero messi nei guai. Di certo Bonanini, dopo l’esito negativo della bonifica (nel senso non fu comunicata la presenza di microspie), per sicurezza, acquistò dei rilevatori fai-da-te, oltre ad un miniregistratore e ad una mini-telecamera a bottone (da cucire sulla giacca). Il conto fu di 13mila euro, Iva compresa. Il costo, sotto mentite vesti, venne messo a carico della Cooperativa di Via dell’Amore: nell’oggetto della fattura venne scritto «Manutenzione condizionatori”.

Altra cosa certa è che i tecnici che effettuarono la prima bonifica vennero, poco dopo, convocati in questura. E lì, ammesso che non l’avessero capito, apprezzarono che le microspie da cercare erano state installate dalla polizia. Fu in quel momento che venne loro esibito il decreto di segretazione dell’indagine firmato dal pm Luca Monteverde; vennero così resi edotti delle conseguenze a cui si sarebbero esposti in caso di rivelazione delle indagini. Anche la seconda bonifica fu ‘negativa’: sì l’apparecchio rivelatore, avvicinato ad una presa elettrica, si metteva a ‘suonare’. Ma la circostanza a Bonanini venne spiegata come l’effetto di un piccolo campo magnetico. E la «cricca» continuò a parlare sicura, materializzando quello che si è risolto in un autogol.

Fonte: La Nazione


Bonifiche Ambientali

Vuoi far l’agente segreto di Sua Maestà? Prova con la missione in Transeuratania

Trovare nuove reclute diventa difficile. Si prova anche online con un test che vi fa capire se siete l’erede di Bond.

LONDRA — Una volta l’agente segreto al servizio di Sua Maestà britannica, fornito o meno di licenza di uccidere, cominciava immancabilmente la carriera con una pacca sulla spalla. C’era sempre un professore in giacca di tweed e toppe di pelle sui gomiti che prendeva da parte l’allievo, a Oxford o Cambridge, e sussurrava: «vecchio mio, hai mai pensato a…».

I tempi sono cambiati e le due principali agenzie di intelligence, MI5 e MI6, sono uscite allo scoperto con avvisi di ricerca personale sui giornali (Times ed Economist), informazioni sui loro due siti online e ora con una campagna sulla Bbc. L’obiettivo è di trovare nuovi talenti e di allargare la base etnica degli «operativi», vale a dire le spie. Alcuni agenti sono stati autorizzati a parlare alla radio dei vantaggi del mestiere. Unica avvertenza: le loro voci sono state distorte per non renderle riconoscibili dai «cattivi» di quella che per James Bond era la Spectre e per noi è la molto più reale e minacciosa Al Qaeda.

■ Puoi diventare uno 007? Prova il test dell’MI6

LE TESTIMONIANZE – Yasmin, musulmana, lavora per l’MI6, sigla del Secret Intelligence Service, il servizio che opera all’estero. «Non posso dirvi in quale parte del mondo lavoro, ma il mio compito è di identificare, entrare in contatto e reclutare gente straniera che sia in grado di passarci informazioni», dice la voce. Tradotto: Yasmin arruola spie nel campo islamico utili per l’anti-terrorismo, la lotta al traffico di droga, il contrasto del mercato nero di materiale nucleare, o anche la promozione degli interessi economici del Regno Unito. Jayashree è dell’MI5, il Security Service attivo sul territorio britannico nel controspionaggio e antiterrorismo. Anche lei è di fede islamica e dice di essersi arruolata per ripagare il debito di riconoscenza verso Londra che ha accolto la sua famiglia in fuga da un regime spietato. «Serve discrezione nel nostro impiego», dice la ragazza e racconta di averne usata tanta, anche a casa, che il padre la credeva impiegata per per l’MFI, una catena di arredamento britannica la cui sigla si pronuncia in modo simile a quella di MI5 («emaifaiv»).

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Gli SMS possono essere intercettati?

Chi teme che le proprie conversazioni possano essere intercettate, specialmente se usa il telefono cellulare per discutere argomenti riservati, sensibili o di una certa rilevanza economica, a volte pensa che, per evitare le intercettazioni, si possano usare gli SMS per comunicare in maniera sicura.

Sfortunatamente per loro, però, questo non è sempre vero, anzi, con un SMS si rischia di lasciare una traccia indelebile, che potrebbe essere facilmente usata contro di noi in qualsiasi momento e situazione. Infatti, grazie ai moderni sistemi di intercettazione cellulari, è possibile non soltanto ascoltare le telefonate di qualsiasi cellulare nel raggio di svariate centinaia di metri, ma anche leggere tutto il traffico di SMS nella stessa zona.

Questi sistemi sono in grado di leggere la codifica utilizzata dalle reti di telefonia cellulare per criptare le conversazioni; pertanto, per difendersi dall’ascolto clandestino, la maniera migliore è certamente quella di essere noi a criptare le nostre conversazioni, utilizzando un codice che non viene inviato attraverso il segnale della rete stessa, ed aggiungere così un ulteriore livello di protezione alle nostre conversazioni telefoniche.

Il principio utilizzato per effettuare telefonate criptate è lo stesso che vediamo ogni giorno se usiamo un sistema, quale ad esempio PGP, per proteggere la nostra posta elettronica.

Infatti, sul cellulare criptato è installato un semplice software che, associato ad una chiave di codifica, trasforma il segnale audio della telefonata in suoni e rumori inintelligibili. Se il cellulare del nostro interlocutore è dotato dello stesso software e della stessa chiave di codifica, esso potrà decodificare questo rumore, e la nostra conversazione si potrà compiere regolarmente.

Un eventuale tentativo di intercettazione, pertanto, riuscirebbe ad ascoltare solamente il rumore della telefonata codificata, ma non sarebbe in grado di decifrarlo. In questo modo, le nostre telefonate sono al sicuro da orecchie indiscrete, e non dovremo più temere che informazioni riservate possano cadere in mano sbagliata, con il rischio di creare danni incalcolabili alle nostre attività lavorative o nel campo dei nostri affetti.

Chi volesse saperne di più sulle varie modalità di difesa della privacy, al telefono, a casa o in ufficio, può visitare il sito di Endoacustica e richiedere informazioni ai nostri consulenti, a vostra disposizione per trovare la soluzione più adatta alle vostre esigenze in termini di sicurezza.

Cellulare criptato

Fonte: Endoacustica Blog

Voleva entrare nella CIA per spiare a favore della Cina

Un americano di Detroit si è dichiarato colpevole di aver cercato di entrare nei servizi segreti per svolgere attività di spionaggio.

WASHINGTON – Un americano di Detroit si è dichiarato colpevole in un tribunale di Alexandria (Virginia) di avere cercato di entrare nella Cia per svolgere attività di spionaggio a favore della Cina.

Glenn Shriver, 28 anni, che ha studiato e lavorato alcuni anni in Cina, ha ammesso di essere stato avvicinato da agenti dell’Intelligence mentre si trovava a Shanghai con l’offerta di denaro in cambio del suo ingresso in organismi Usa.

Dopo avere cercato di entrare al Dipartimento di Stato, senza successo, Shriver aveva fatto domanda di assunzione alla Cia dopo avere ricevuto 70 mila dollari nei suoi incontri con emissari cinesi. I contatti dell’uomo con i cinesi sono stati scoperti prima che la Cia prendesse in esame la sua richiesta di assunzione. Shriver, che rischiava fino a dieci anni di carcere, ha concordato con la accusa una condanna a quattro anni di prigione.

Fonte: TG1

Controspionaggio dei clan: “Anticipano le nostre mosse”

ottobre 23, 2010 Controspionaggio No Comments

Doppio colpo ai Casalesi. Dopo i grandi boss si fa pulizia di eredi e luogotenenti. Ma esiste un altro lato, oscuro, che trapela tristemente dalle indagini dell’Antimafia. Emerge – a fatica, visto il top secret di una inchiesta in corso – l’esistenza di una rete di “controspionaggio” da parte degli appartenenti al clan.

Scrive il procuratore della Repubblica Giandomenico Lepore: “Un controspionaggio rispetto alle iniziative della magistratura e delle forze dell’ordine che consente agli affiliati di conoscere spesso in anticipo le attività cautelari o le iniziative più invasive, e di apprestare forme di tutela assai efficaci”. Parole gravi, anche perché alluderebbero a talpe interne proprio agli uffici giudiziari. Non solo. Al di là del successo delle indagini trapela l’amaro in bocca dei magistrati costretti “a fare i conti con risorse obsolete” a fronte di “sofisticati strumenti tecnologici a disposizione del clan con risorse economiche che tendono a vanificare alcuni sistemi tradizionali di indagine”. Un esempio: intercettazioni neutralizzate da scudi telematici, “ombrelli” che creano zone d’ombra e impediscono le intercettazioni. Perché la giustizia non ha soldi per servirsi di apparecchiature avanzate.
Dunque inchieste del pool di Federico Cafiero de Raho portate avanti con difficoltà, che pure hanno portato a due buoni risultati. La squadra mobile di Napoli ha arrestato due imprenditori edili al soldo dei Casalesi del super latitante Michele Zagaria. Nella stessa operazione il Gico della Guardia di Finanza ha sequestrato ai due indagati beni e società per sette milioni di euro. Nelle stesse ore la squadra mobile di Caserta ha arrestato l’erede di Nicola Schiavone, figlio di Francesco Sandokan, sul territorio di Aversa.

Associazione per delinquere di stampo mafiosi per i fratelli imprenditori edili Vincenzo e Luigi Abate. Quest’ultimo già arrestato nel marzo scorso. L’ordinanza venne annullata dal tribunale del Riesame – sottolinea la Procura – e oggi pende il ricorso dell’Antimafia in Cassazione. Fratelli protagonisti del versante finanziario della camorra casertana, beneficiari di una sorta di monopolio del calcestruzzo. Ne gestivano il mercato della produzione e del trasporto, perché il clan aveva imposto l’uso del loro materiale a tutte le ditte edili tra San Prisco e Casagiove. Non solo. Come emerge dalle indagini, i fratelli Abate riuscivano anche a inserirsi in appalti pubblici. Di fatto la loro collaborazione negli affari del clan favoriva il giro delle estorsioni, in quanto veniva agevolata la riscossione delle rate del racket. Vicinissimi alla primula rossa Michele Zagaria ne avrebbero anche favorito la latitanza. Quest’ultimo, impegnato in prima persona nella gestione delle estorsioni senza delegare l’organizzazione a nessuno, si sarebbe però servito dei fratelli Abate come intermediari di fiducia. Per i due imprenditori oltre all’arresto, il sequestro delle sette società di trasporto di merci su strada e di produzione di calcestruzzo per un valore di sette milioni di euro.
Era invece incensurato, ma viveva da latitante, l’uomo arrestato dalla squadra mobile di Caserta. Fedina penale immacolata per l’erede di Nicola Schiavone, Francesco Barbato, sparito nel nulla proprio in seguito all’arresto del figlio di Sandokan. Perché una volta in carcere il suo referente, Barbato – per l’Antimafia – era diventato automaticamente il numero uno del clan sul territorio di Aversa. Incensurato ma chiamato in causa molto spesso da almeno quattro collaboratori di giustizia. Fermato su decreto della Dda, è stato trovato nel suo rifugio di incensurato latitante in un villino a Castel Volturno.

microspia gsm

Fonte: Repubblica

Spioni industriali, è allarme in USA

spionaggio industriale e aziendale

I furti di informazioni sarebbero commessi dagli stessi dipendenti

Le aziende americane devono cominciare ad attrezzarsi seriamente su un nuovo fronte, quello dello spionaggio industriale commesso dai propri dipendenti.
Paesi come Cina, Russia e Iran sono sempre più alla ricerca di brevetti e tecnologia occidentale, e di conseguenza aumentano i casi di spionaggio interno, grazie alla facilità con cui i dipendenti possono scaricare, salvare e trafugare dati sensibili.
Si tratta di un nuovo tipo di reato, spiega il New York Times, regolato da una legge emanata dal Congresso nel 1996 che fino ad oggi è stata utilizzata solo 7 volte. Il testo parla di spionaggio industriale, ma prevede l’aggravante nel caso in cui si riesca a dimostrare che il furto di informazioni serve ad agevolare un governo straniero.
Il primo caso di spionaggio interno, portato davanti a un tribunale americano nel 2001, coinvolgeva uno scienziato giapponese. Ma gran parte degli altri episodi riguarda ricercatori o ingegneri che hanno legami con la Cina.

Dopo decenni di operazioni eseguite con tecnologia a basso costo, ora la Cina “sente di aver davvero bisogno di una svolta e che diventare una potenza tecnologica e’ un suo diritto”, afferma James Mulvenon, direttore del Center for Intelligence Research and Analysis, un istituto di analisi di Washington che si occupa di monitorare le attività cinesi per agenzie governative. Secondo quanto dichiarato da Mulvenon al New York Times, la Cina sta tentando di riconquistare migliaia di scienziati di origine cinese che lavorano o si sono formati negli Usa.

La difficoltà però sta nel dimostrare che dietro il furto di dati ci sia davvero il governo di Pechino.

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I furti digitali superano quelli materiali

I furti di informazioni sono diventati la prima causa di frodi denunciata dalle aziende nel mondo. E hanno superato anche le sottrazioni di beni, finora al primo posto nella classifica delle truffe.

A osservare il cambiamento in atto è stata l’agenzia investigativa Kroll: ha posato la lente d’ingrandimento sul rapido aumento di crimini informatici attraverso un sondaggio su 800 società. Sono tre i settori più a rischio. Svetta la finanza, seguita dai servizi professionali e dall’area di tecnologie e media. In particolare, nel comparto hi tech il rischio di subire attacchi attraverso porte di accesso digitali come internet o le chiavette usb è aumentato dell’81% nell’ultimo anno.
Robert Brenner, Vice Presidente di Kroll per il Nord America rileva che «il furto di informazioni riservate è in aumento poiché questo tipo di dati sono sempre più accessibili e gli autori delle frodi – spesso dipendenti in procinto di lasciare l’azienda o scontenti e insoddisfatti della propria posizione – possono agire liberamente a causa di strutture e procedure di controllo spesso inefficienti».
La preoccupazione deriva anche dalla crescente complessità delle infrastrutture informatiche necessarie per affrontare attacchi e furti elettronici: l’abilità di hacker e gruppi di cybercriminali mette di continuo alla prova i sistemi di difesa. E richiede un costante aggiornamento. Eppure il primo motivo di preoccupazione denunciato dai manager è una truffa tradizionale, il phishing: si tratta della sottrazione di dati operata, per esempio, attraverso un falso messaggio di posta elettronica che trae in inganno il destinatario e apre una breccia nel perimetro di sicurezza.
Secondo Kroll la spesa per le difese informatiche è destinata ad aumentare del 47% entro un anno: le aziende investono per tutelare il patrimonio di conoscenza acquisito in anni di ricerca e sviluppo tecnologico. Ma sarà lunga la strada ancora da fare per trovare contromisure su larga scala.

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Come scoprire se il mio cellulare è intercettato?

Nell’era in cui la comunicazione si svolge maggiormente via telefono cellulare, anche le intercettazioni telefoniche devono adattarsi al nuovo trend e adottare le nuove tecnologie. Diversamente dalle attività di ascolto clandestino di una telefonata fatta sulla normale linea di rete fissa, però, le intercettazioni telefoniche non richiedono l’impianto di microspie sul cavo telefonico o nell’apparecchio della persona intercettata.

Infatti, nella maggior parte dei casi, le intercettazioni su telefoni cellulari vengono portate tramite delle apparecchiature in grado di inserirsi all’interno di una rete cellulare, decodificando il codice di criptaggio che protegge le telefonate della rete stessa, e permettendo a chi le usa (in genere le forze dell’ordine) di ascoltare indisturbato le telefonate che avvengono nel raggio di alcune centinaia di metri.

Queste apparecchiature agiscono in maniera assolutamente non invasiva, senza che l’utente possa minimamente accorgersi dell’intercettazione in atto. Pertanto, sono completamente infondate le leggende metropolitane secondo cui basta digitare una particolare sequenza di numeri per scoprire se si ha il telefono sotto controllo, o che il ronzio che si sente avvicinando il vostro cellulare ad una radio o una TV (che indica una connessione alla cella di zona) sia in realtà l’interferenza causata da un apparecchio di intercettazione.

Per difendersi da questo tipo di intercettazioni, la maniera migliore e’ quella di aggiungere un ulteriore livello di protezione alle proprie telefonate, dotandosi di un cellulare criptato. Le conversazioni tra due telefoni di questo tipo, infatti, avvengono tramite una chiave di codifica, installata direttamente sul cellulare e pertanto impossibile da accedere dall’esterno.

Proprio come un email inviato in formato criptato, il chiamante usa una chiave di codifica per effettuare la sua chiamata. Se il telefono chiamato è dotato della stessa chiave, un eventuale ascoltatore esterno non potrà sentire altro che un suono inintelligibile. Pertanto, per effettuare telefonate sicure bisogna usare un telefono criptato vi permette di mettervi al sicuro da orecchie indiscrete.

In ogni caso, se avete dubbi che il vostro telefono possa essere sotto controllo, la mossa migliore è certamente quella di rivolgersi ad un esperto del settore. Per tutte le vostre esigenze di privacy telefonica, potete contattare Endoacustica, che con la sua esperienza pluriennale potrà sicuramente trovare la soluzione più adatta per voi.

Controspionaggio per arginare forze dell’ordine

ottobre 14, 2010 Controspionaggio No Comments

Lepore: Fanno ricorso a sofisticati strumenti tecnologici

I Casalesi attuano un vero e proprio controspionaggio per arginare o prevenire le azioni di magistratura e forze dell’ordine. E’ quanto scrive in una nota il procuratore capo di Napoli, Giandomenico Lepore, in merito all’arresto dei due fratelli Abbate, Luigi e Vincenzo, imprenditori del Casertano legati al gruppo Zagaria dei Casalesi. Dalle intercettazioni effettuate emerge l’esistenza di un’attività di controllo che permette agli affiliati al gruppo criminale di conoscere, spesso in anticipo, le operazioni di polizia “più invasive” e di “apprestare forme di cautela assai efficaci”. La grande disponibilità economica del clan consente, inoltre, di far ricorso a “sofisticati strumenti tecnologici che tendono a vanificare alcuni sistemi tradizionali di indagine, costretti a fare i conti, invece, con risorse obsolete”.

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Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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