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Intercettazioni e tabloid-gate: i Murdoch ingnari dell’insabbiamento?

Ruperth Murdoch

Risale alla scorsa estate lo scandalo delle intercettazioni telefoniche, delle intrusioni informatiche e della presunta corruzione di agenti di polizia da parte dei giornalisti del giornale inglese News of the World di Rupert Murdoch, che vide la chiusura dello stesso tabloid, le dimissioni di James, figlio di Ruperth e l’istituzione di una Commissione di inchiesta da parte del primo ministro inglese Cameron per indagare sull’etica dei media britannici e sulle loro relazioni con il potere.

Le intercettazioni avvengono di solito con l’utilizzo di microspie e microregistratori e sono illegali quando non autorizzate dagli organi giudiziari competenti. Per questo quelle effettuate dal tabloid inglese sono state incriminate e chi le ha commissionate è stato portato davanti alla Commissione d’Inchiesta.

Della Commissione Leveson, dal nome del giudice a cui è stata affidata, fanno parte ex direttori di testate giornalistiche, due esponenti delle associazioni per le libertà di stampa e un ex funzionario della polizia.

Ieri, secondo giorno di testimonianze davanti alla Commissione, Rupert Murdoch ha dichiarato che sulla vicenda delle intercettazioni telefoniche illegali vi fu un tentativo, ben riuscito, di insabbiare la verità da parte dei giornalisti e dei vertici di News of the World. Ma Murdoch precisa anche che sia lui che il figlio James e Rebekah Brooks, direttrice del tabloid, erano all’oscuro di tutto, dando, invece, la colpa di organizzare e tenere all’oscuro delle intercettazioni “due persone molto forti di carattere”, presenti all’interno della redazione e che impedivano ai giornalisti di rivelare quanto stava accadendo.

Non fa nomi e cognomi Ruperth Murdoch quando afferma “La persona a cui sto pensando era un abile avvocato e vietò loro di riferire a Rebekah Brooks e a James Murdoch”, ma non ci vuole molto a capire a chi si stesse riferendo, ossia a Tom Crone, ex consigliere legale del domenicale.

È così che il magnate australiano spiega come News of the World nascose la verità sulle intercettazioni illegali, ma una nuova bufera sta per esacerbare il Caso Murdoch: il 24 aprile, durante l’audizione di James davanti alla Commissione di inchiesta, è emerso uno scambio di email tra News Corporation Murdoch e membri del Ministero della Cultura britannico per avere anticipazioni sulla decisione del Governo riguardo la scalata al canale televisivo BskyB, la pay tv britannica, di cui la News Corp. possiede già il 39%, ma di cui vorrebbe rilevare anche il restante 61 per diventarne, così, un vero e proprio monopolio.

Si sarebbe creata addirittura una lobby per fare pressioni su membri del Governo ma Rupert Murdoch ha negato la liaison News Corp.-Governo ed ha inoltre attribuito l’insuccesso della scalata esclusivamente allo scandalo delle intercettazioni.

La sfera delle intercettazioni: il fenomeno dilaga

Negli ultimi anni è capitato spesso di apprendere di casi di cronaca nella cui risoluzione si è reso necessario l’utilizzo di metodi diversi dagli altri: le intercettazioni. Che si tratti di quelle ambientali o telefoniche, le intercettazioni sono consentite dalla legge in casi particolari, ad esempio nel corso di indagini in seguito ad un crimine, al fine di conseguire eventuali elementi di prova a carico degli indiziati.
Per effettuare questo tipo di indagini solitamente si ricorre all’utilizzo di apparecchi specifici come microregistratori e microspie altamente sensibili.

Trattandosi della sfera privata, quello delle intercettazioni è un aspetto che divide ancora l’opinione pubblica in favorevoli e contrari, questo perché la linea tra diritto di cronaca e violazione della privacy è molto sottile. Quante volte è capitato, infatti, di assistere ad un vero e proprio processo mediatico in seguito ad intercettazioni che svelavano contenuti strettamente privati della persona indagata e che nulla avevano a che fare con il reato.

Dunque, occorre trovare il giusto equilibrio e saper scindere una corretta informazione da una fatta solo ed esclusivamente per soddisfare una curiosità ossessiva. Oltre che dal buon senso, tutto questo sarà possibile anche attraverso una regolamentazione in materia che tuteli la giusta informazione e chi, a suo malgrado, è coinvolto in queste situazioni.

Telecamere nascoste in Parlamento, la Casta si ribella

microspie nella camera

Negli scorsi mesi ha destato molto scalpore la vicenda del parlamentare IDV Francesco Barbato, che si è recato in Parlamento munito di una telecamera nascosta all’interno dell’occhiello della sua giacca.

Grazie alla microcamera, l’onorevole Barbato è riuscito a riprendere e registrare i suoi colleghi in situazioni decisamente sconvenienti per un parlamentare, ad esempio documentando le parole del suo ex collega di partito Antonio Razzi, che ha ammesso di essere passato al movimento dei Responsabili di Scilipoti dietro pagamento di una ingente somma da parte dell’allora premier Berlusconi, che grazie ai Responsabili (da allora ribattezzati “Disponibili”) ha potuto salvare la sua carica per qualche mese prima della caduta.

Di fronte a rivelazioni di tale portata, in qualsiasi paese del mondo ci sarebbero state levate di scudi contro i parlamentari “in vendita” , con conseguenti richieste di dimissioni. In Italia invece, la levata di scudi da patre degli altri deputati c’è stata sì, ma contro Barbato, reo a loro dire di “avere compiuto atti ignobili” nei confronti degli altri colleghi e di aver “offeso il Parlamento”.

L’indignazione della Casta contro le telecamere nascoste di Barbato è stata assolutamente bipartisan, con Lega, PDL e PD ancora una volta uniti a difesa delle prerogative e dei privilegi dei parlamentari, tanto sono divisi quando si tratta di approvare provvedimenti a beneficio dei cittadini.

Barbato si era introdotto in Parlamento con una minicamera occultata nella giacca, accostando i colleghi sospettati di essersi “venduti” all’allora maggioranza, e riuscendo a farli parlare di tali “peripezie”, mentre il tutto veniva debitamente registrato per essere poi mandato in onda in TV nella trasmissione “Gli Intoccabili”.
Non appena il trucco è stato scoperto, immediatamente sono partite le richieste da parte degli altri parlamentari, offesi da tale “insulto”, di bloccare la diffusione di tali registrazioni, chiedendo al presidente della Camera Fini di censurare il comportamento di Barbato.

Da parte di Fini non è invece arrivata nemmeno una parola di censura verso Barbato, le cui registrazioni hanno potuto essere trasmesse, in modo che l’opinione pubblica potesse rendersi ancora una volta conto di chi la rappresenta….

Repressione contro la popolazione in Siria: tre aziende accusate di aver fornito al regime di Damasco strumenti per intercettazione e monitoraggio dei dissidenti

spionaggio siria

Gli Stati Uniti d’America non esportano solo democrazia, ma anche strumenti di controllo venduti direttamente a ‘governi canaglia’ e regimi. Si tratta naturalmente di una pratica che va avanti da sempre, ma che ultimamente è diventata un po’ scomoda nell’ambito dell’ostentata trasparenza dell’amministrazione Obama.

Così il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti sta indagando se la tecnologia prodotta da una società californiana, abbia potuto aiutare la polizia siriana nella mappatura e nel monitoraggio attraverso microspie dei dissidenti al regime, a cui ha fatto seguito una violentissima e sanguinosa repressione che ha portato alla morte di migliaia di civili inermi.

Funzionari del commercio stanno cercando di determinare se Blue Coat Systems di Sunnyvale, in California, sia stata a conoscenza che la sua attrezzatura e il suo software potesse venir utilizzato dal governo siriano.

L’azienda ha già detto che non ha venduto apparecchiature spia o software spia al governo siriano, ma ha riconosciuto che i suoi prodotti vengono utilizzati comunque in Siria e forse il regime li ha ottenuti attraverso una terza parte. Le sanzioni Usa imposte alla Siria vietano la vendita di gran parte delle categorie merceologiche alla nazione e gli inquirenti stanno cercando di determinare chi ha fornito la tecnologia Blue Coat alla Siria.

Una dichiarazione da parte della società risale a questo mese: “Blue Coat è consapevole delle violenze in Siria, ed è addolorato per la sofferenza umana e la perdita di vite che potrebbe essere il risultato di azioni operate da un regime repressivo. Non vogliamo che i nostri prodotti possano essere utilizzati dal governo della Siria o da qualsiasi altro paese sotto embargo dagli Stati Uniti”.

Stando alle dichiarazioni della società. La tecnologia Blue Coat non è destinata a scopi di sorveglianza, ma ha funzioni che potrebbero aiutare le autorità a monitorare le comunicazioni elettroniche, permettendo anche il blocco per alcune persone ad accedere a determinati siti web e alcune forme di social media.

Ieri in parlamento tre senatori hanno esortato l’amministrazione Obama a verificare se Blue Coat e un’altra società californiana, HP, abbiano fornito “strumenti di repressione” a Damasco.

“Che la vendita di apparecchi made in Usa possa aver contribuito alla violenza in corso è inaccettabile e deve essere studiata una soluzione al più presto possibile”. Se il Dipartimento del Commercio scoprisse che Blue Coat ha consapevolmente violato le regole di licenza, potrebbe far pagare una multa alla società fino a 1 milione di dollari.

Le società statunitensi che desiderano esportare dispositivi che sono “utili principalmente alle intercettazioni nascoste via cavo di comunicazioni orali o elettroniche” deve rivolgersi al Dipartimento del Commercio per una licenza, secondo le norme vigenti per l’esportazione.

Comunque le vendite delle aziende USA alla Siria sono illegali fin dai tempi delle sanzioni imposte dal presidente George W. Bush, cioè il 2004.
C’è di più. Nel corso di un’audizione al Congresso dello scorso 9 novembre, l’Assistente Segretario di Stato Jeffrey Feltman ha detto che, per la tecnologia Blue Coat utilizzata in Siria, non era stata concessa alcuna licenza di esportazione.

Ma oltre a Blue Coat c’è anche Hewlett-Packard (HP), che avrebbe installato più di 500.000 dollari di attrezzature in sale computer in Siria. I cervelli elettronici sarebbero alla base di un sistema di sorveglianza in fase di costruzione, in grado di monitorare l’uso di e-mail e internet nel paese. La base operativa di HP sarebbe dunque un centro di controllo per gli agenti siriani di Damasco, con cui hanno potuto tenere traccia delle comunicazioni dei cittadini e instradare i dati, secondo i modelli e le persone di riferimento, imparando ad avere familiarità con un sistema di controllo repressivo. Incaricata di eseguire il progetto c’era un’azienda italiana, Area SpA.

“La politica di HP è quello di rispettare tutte le leggi di controllo delle esportazioni degli Stati Uniti e regolamenti,” ha detto la società in un comunicato. “Non abbiamo alcun dipendente o strutture in Siria, e le nostre vendite in questo paese sono state limitati agli organismi che siano coerenti con legge degli Stati Uniti e la politica di licenza sui prodotti di telecomunicazioni. La conformità con gli Stati Uniti e le leggi del commercio internazionale sono la massima priorità per HP”.

Guerra telecomandata

I droni: da aerei senza pilota a insetti da combattimento.

Avete presente la bramosia con cui una rete di terroristi ricalcata su al Qaeda desiderava entrare in possesso dell’armatura ipertecnologica di Tony Stark nel film Iron Man? Ebbene, stavolta la fantascienza sembra essere un passo indietro rispetto alla realtà. Perché sognare armature volanti con pilota quando esistono i droni? Niente microspie professionali occultate perchè i droni sono invisibili, letali, strategicamente inestimabili. Non bastasse, grazie a un mercato in crescita esponenziale e a costosi progetti di ricerca e sviluppo, domani saranno minuscoli e ancora più inafferrabili e spietati. Una rivoluzione appena all’inizio, che sta radicalmente modificando il più potente esercito del mondo, quello statunitense.

Negli ultimi anni, i droni hanno cambiato per sempre il modo di fare la guerra. Specie per i militari americani, i droni sono stati letteralmente manna dal cielo per un esercito le cui vittime, dall’11 settembre 2001 a oggi, sono state migliaia, al punto da rievocare a più riprese lo spettro della disfatta in Vietnam.

GIÀ 7 MILA DRONI USA. E pensare che subito dopo l’attacco alle Torri Gemelle, l’esercito Usa aveva in dotazione soltanto una cinquantina di Predator, i piccoli aerei senza pilota che negli anni successivi avrebbero fatto strage di nemici e terroristi di al Qaeda tra l’Iraq, l’Afghanistan e il confine col Pakistan. Oggi invece l’esercito stelle e strisce vanta la bellezza di 7 mila droni.

BELVE D’ACCIAIO. Chissà cosa penserebbe di questi combattenti d’acciaio Sun Tzu, l’autore dell’Arte della guerra, osservando le qualità di queste letali macchine volanti: silenziose, pressoché invisibili, spietate e senza paura, perché pilotate in remoto, capaci di analizzare lo scenario di battaglia anche da 20 miglia di distanza.
I soldati perfetti, casomai volessimo cedere alla tentazione di antropomorfizzare le macchine, onnipresente nella letteratura di Isaac Asimov, padre della fantascienza, nelle opere dello scrittore Philip K. Dick e, in fondo, anche nel sentimento dell’uomo comune.
Giacchè queste macchine da guerra, proprio come un pilota forte di anni di addestramento, volano, osservano, valutano e agiscono.

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Bologna: telecamera nascosta in bagno casa studentesse, due denunce dei carabinieri

Un imprenditore edile di anni 32, originario della provincia di Sassari e titolare di una ditta di pronto intervento idraulico con sede a San Lazzaro di Savena, e un suo collaboratore elettricista, un bolognese di anni 30 gia’ noto alle forze dell’ordine, sono stati denunciati dai carabinieri di Bologna per interferenza illecita nella vita privata delle persone.

I due sono accusati di aver nascosto una microtelecamera nel bagno dell’abitazione in cui vivevano due studentesse delle province di Lecce e Varese.
Il reato e’ stato commesso durante i lavori effettuati nel bagno delle due donne che si era allagato per la rottura di una conduttura. Le vittime hanno trovato la telecamera, che era orientata verso il box doccia, nascosta in un barattolo di vernice. Immediata la denuncia e le indagini dei carabinieri che hanno scoperto che l’apparecchio, rimasto nell’abitazione per circa due settimane, poteva fare riprese audio e video ed era attivabile mediante collegamento telefonico. Quando i due sono tornati nell’appartamento per riprendere la telecamera con la scusa di dover eseguire piccoli ritocchi di tinteggiatura sono stati bloccati e denunciati dai militari. … Continue Reading

Caso Ruby: indiscrezioni sulle intercettazioni telefoniche di Nicole Minetti

Sono state rivelate le prime indiscrezioni sulle intercettazioni telefoniche ad Arcore di Nicole Minetti, in relazione al caso Ruby. Il consigliere regionale lombardo è infatti indagato per favoreggiamento della prostituzione insieme a Silvio Berlusconi, che aggiunge un’ipotesi di reato anche di concussione. L’ex igienista dentale e ballerina di Colorado Cafè è infatti stata la “delegata per la presidenza del Consiglio” ad occuparsi di Karima “Ruby” el Marough nella notte fra il 28 e il 28 maggio 2010, quando per l’appunto scoppiò il caso Ruby e delle feste alla villa di Arcore.

Nel settembre del 2010 Nicole Minetti invita una sua ex compagna di scuola ad una delle famose cene ad Arcore. Al telefono la prepara dicendo: “Ti devo briffare, ne vedrai di ogni!”. Successivamente l’amica della Minetti si lamenterà più volte al telefono delle scene a cui ha assistito alla cena col premier. Stessa reazione avuta da un’altra ragazza interrogata dai pm Bassinni e Sangermano: si tratta di una ballerina di danza del ventre, che in merito alla partecipazione ad alcune di queste feste ad Arcore, avrebbe dichiarato di essere “disgustata” da ciò a cui avrebbe assistitito in quelle serate. Altre intercettazioni telefoniche riguardano Mariarosaria Rossi, deputata del pdl (la stessa che aveva organizzato due cene al Castello di Tor Crescenza con le deputate del pdl proprio durante la crisi con Fini), che in merito a una cena ad Arcore, al cellulare con una delle ragazze invitate raccomanda “A mezzanotte, però, stavolta tutti a letto!”, in previsione di un impegno politico del premier l’indomani mattina con Schifani. La Procura di Milano intanto rassicura: le intercettazioni utilizzate sono solo quelle verso terzi (come la Minetti, Lele Mora e Emilio Fede) e non certo quelle di parlamentari come Berlusconi, che richiederebbero delle autorizzazioni particolari.

Fonte: www.haisentito.it

Cimici spia: chi deve averne paura?

Nelle ultime settimane, il costante martellamento televisivo da parte delle reti di proprietà del Presidente del Consiglio cerca di far subdolamente passare il messaggio secondo il quale siamo tutti intercettati, ed un misterioso Grande Fratello non fa altro che ascoltare le nostre conversazioni alla ricerca dei nostri più inconfessabili segreti.

Ovviamente la verità sulle intercettazioni è ben lontana dalla propaganda berlusconiana. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali non sono un mezzo per tenere al sicuro il comune cittadino: chi non compie alcun atto illecito, infatti, sa di non aver nulla da temere a prescindere.
Al contrario, l’utilizzo delle cimici spia è sicuramente il mezzo più efficiente per la lotta al crimine organizzato, in quanto permette di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo e, soprattutto, con il minimo rischio.

Infatti, provate a pensare per un attimo a quanto diventerebbe rischiosa la vita di un investigatore o di un poliziotto se, per le sue indagini, non potesse avvalersi delle microspie. Per tentare di ascoltare frammenti delle conversazioni di un sospetto criminale, o per seguirne gli spostamenti, dovrebbe pedinare il sospetto. Questo vorrebbe dire rischiare di metterlo in guardia e vanificare l’operazione di sorveglianza, o peggio ancora di mettere in pericolo la propria incolumità.

Impiegare uno o più poliziotti invece di una microspia vuol dire distrarre risorse umane dal compito di analizzare le eventuali intercettazioni, e soprattutto, di farlo ad un costo infinitamente superiore. Aggiungiamo poi che una microspia ambientale nascosta ad esempio all’interno di una macchina è in grado di raccogliere informazioni ed intercettare conversazioni che nessun agente sarebbe mai in grado di ascoltare; oltretutto, usando una microspia ad attivazione automatica o un cellulare spia, che si attivano soltanto in presenza di suoni o al momento dell’accensione dell’auto, si evitano inutili appostamenti di ore ed ore per cogliere soltanto frammenti di conversazioni.

Lo strumento investigativo delle microspie o dei microfoni nascosti ha permesso di risolvere centinaia di casi, dalle frodi agli omicidi, spesso permettendo di trovare collegamenti tra atti criminosi altrimenti impensabili.

Limitarne l’uso con la scusa della difesa della privacy del comune cittadino, non serve certo a difendere il cittadino stesso, se esso ha la coscienza pulita.
Al contrario, i benefici sarebbero tutti di chi potrebbe liberamente continuare a commettere danni illeciti a danno della collettività; inoltre, vietare la pubblicazione delle intercettazioni terrebbe il pubblico all’oscuro di tutto.

Insomma, come molte leggi studiate dall’attuale Governo, non sembra proprio una legge fatta nell’interesse dei cittadini.

Fonte: Endoacustica Blog

Microspie e cimici ambientali

USURA: chiedevano 200% di interesse. 2 arresti nel messinese

Messina, 24 feb – Un altro duro colpo e’ stato inflitto alle organizzazioni criminali vicine ad ambienti mafiosi operanti sulla costa ionica del messinese dalla Guardia di Finanza. Alle prime luci dell’alba i finanzieri della Compagnia di Taormina hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere disposte dal G.I.P. del Tribunale di Messina, Giovanni De Marco, su richiesta dei Sostituti Procuratori della Repubblica D.D.A. presso il Tribunale di Messina, Fabio D’Anna e Fabrizio Monaco.

I guadagni e gli interessi usurai ricostruiti si aggirano tra il 60% e il 200% delle somme prese in prestito. In manette sono finiti un 45enne di Taormina e un 47enne di Letojanni(ME), ad entrambi e’ stata contestata l’aggravante di agire con modalita’ mafiose. In casa del primo sono state rinvenute e sottoposte a sequestro 17 mila euro in contanti e cambiali per 16 mila euro. Sono stati inoltre perquisiti dalle Fiamme Gialle 5 appartamenti e 2 uffici.

Le indagini iniziate d’iniziativa nel giugno del 2010 dalle Fiamme Gialle hanno portato alla scoperta di un radicato sistema criminale finalizzato a speculare, attraverso il prestito di somme di denaro a tassi ampiamente usurai, su soggetti in difficolta’ finanziaria.

Alle vittime venivano richiesti a garanzia del prestito e degli interessi usurai applicati, gli immobili presso cui vivevano o lavoravano e assegni di rilevanti importi che poi venivano restituiti o distrutti al momento del pagamento in contanti per non lasciare traccia.

Le indagini sono state condotte attraverso l’uso di intercettazioni telefoniche ed ambientali. Diverse micro spie sono state posizionate dai militari all’interno di auto, uffici ed appartamenti.

I Finanzieri hanno anche scoperto, attraverso scrupolose indagini bancarie e patrimoniali ed attraverso l’ausilio di riprese eseguite da mezzi aerei del Corpo, la presenza di una villa di due piani nel territorio del Comune di Taormina (ME) del valore di mercato di circa 1 milione di euro riconducibile ad uno degli arrestati. La villa, presumibilmente costruita con i profitti dei reati, e’ stata posta sotto sequestro dai militari al fine di permetterne la ulteriore confisca nelle successive fasi processuali come previsto dalle leggi antimafia.

Fonte: ASCA

Microspie e cimici spia, un po’ di chiarezza

Microspie ambientali GSM

Ascoltare le conversazioni che si svolgono all’interno di una stanza può essere difficile se non si ha modo di posizionarsi alla giusta  distanza per ricevere le trasmissioni radio inviate da microspie ambientali o microfoni nascosti  all’interno dell’ambiente da sorvegliare.
Questo problema può essere facilmente risolto usando una microspia ambientale GSM, che permette di ascoltare tali conversazioni anche trovandosi, letteralmente, all’altro capo del mondo.

Infatti essa utilizza la rete telefonica cellulare GSM per trasmettere, anche a distanza praticamente illimitata, le proprie intercettazioni ambientali, tramite una semplice telefonata che vi permette perciò di ascoltare in diretta un sospetto criminale o una moglie infedele, senza destare alcun tipo di sospetto, in maniera del tutto invisibile e con assoluta chiarezza grazie alla estrema sensibilità del microfono incorporato.

Per entrare in comunicazione con la persona da controllare, basterà chiamare il numero della scheda SIM inserita all’interno della microspia, da un qualsiasi cellulare di qualsiasi paese, e si potrà iniziare ad ascoltare in diretta senza che gli intercettati se ne rendano conto.

Per una migliore riuscita delle vostre operazioni di sorveglianza, potete usare microspie GSM di diverse dimensioni o forme, occultate all’interno di oggetti di uso comune per non destare sospetti. Infatti, grazie alle sue dimensioni ridottissime, una microspia GSM può essere contenuta all’interno di vari componenti in una casa od ufficio, ad esempio un elettrodomestico, una lampada, una calcolatrice da tavolo o all’interno di una presa multipla di corrente, o più comunemente nascosta in auto.

Il microfono ad alta sensibilità permette di intercettare le conversazioni con chiarezza assoluta, e l’assoluta silenziosità ed assenza di vibrazioni delle microspie GSM garantisce segretezza e riservatezza. La maggior parte dei modelli di microspia GSM possono essere controllate a distanza, modificando a piacimento le impostazioni tramite un semplice SMS.
Basta un messaggio dal proprio cellulare, per aumentare o diminuire la sensibilità del microfono, o per spegnere la microspia rendendola invisibile ad eventuali tentativi di bonifica. La microspia GSM a raggi infrarossi, inoltre, ha un sensore che rileva i movimenti e le vibrazioni all’interno dell’ambiente ove è collocata, e può essere anche collegata direttamente al cavo del telefono di rete fissa.

Ovviamente, le opzioni a vostra disposizione nel campo delle microspie GSM sono svariate, ad esempio la presa multipla GSM, un mouse GSM per computer, o la lampada GSM da tavolo.

Microspie radio analogiche

Nei film di spionaggio, abbiamo visto più volte i protagonisti alle prese con microspie radio analogiche, composte di un piccolissimo microfono in miniatura e di un altrettanto piccolo apparecchio di trasmissione radio. Questo piccolo ma potente sistema viene utilizzato per intercettare le conversazioni ed i suoni nella zona circostante, ad esempio un ufficio, una stanza d’albergo od un appartamento, ed inviare a distanza i risultati di tali intercettazioni.

Tale distanza può variare in relazione alla forza del segnale trasmesso: i trasmettitori più semplici inviano il segnale ad un ricevitore appostato ad alcune decine di metri di distanza, mentre quelli più potenti possono consentire ad un ascoltatore piazzato anche a qualche chilometro di intercettare le conversazioni in tutta calma e sicurezza, semplicemente abbinando la microspia ad un ricevitore, ed usando ovviamente la stessa frequenza sia per la trasmissione che per la ricezione.

Per ottimizzare l’operazione di sorveglianza, è possibile usufruire di microspie analogiche munite di sensore di attivazione vocale, in modo da iniziare la trasmissione soltanto in caso di effettiva necessità, ossia quando il sensore rileva la presenza di voci o di suoni che possano interessare l’ascoltatore a distanza. In questo modo, l’operazione di ascolto viene ottimizzata, evitando di consumare le batterie della microspia per trasmettere inutili rumori di fondo, e riducendo al minimo il rischio che la microspia radio venga scoperta da un apposito rilevatore.

Inoltre, l’attivazione e disattivazione della microspia può anche essere effettuata tramite un controllo a distanza, in modo da spegnere l’apparecchio di trasmissione nel caso in cui le persone intercettate dovessero insospettirsi o se dovessero tentare un’operazione di bonifica ambientale nel luogo sotto sorveglianza; in questo modo la presenza della microspia non verrebbe notata dai rilevatori.

Microspie ambientali digitali

A differenza delle cimici di tipo analogico, che possono essere soggette a disturbi ed interferenze i quali potrebbero creare problemi alla chiarezza del segnale trasmesso, utilizzando una microspia radio digitale il suono viene trasmesso in maniera chiara, in quanto la codifica binaria digitale ha soltanto due modalità: segnale pulito o assenza di segnale.

Oltre a garantire un segnale assolutamente pulito, l’utilizzo di una microspia ambientale digitale permette di garantire anche e soprattutto la sicurezza e riservatezza delle trasmissioni.
Infatti, eventuali ascoltatori esterni che dovessero tentare di intercettare il segnale digitale codificato della microspia, riuscirebbero a captare soltanto un rumore inintelligibile.

Infatti, la trasmissione è codificata secondo una chiave di sicurezza, ed il suo effettivo contenuto può essere ascoltato soltanto da chi possiede un ricevitore dotato della stessa chiave usata per codificare. Il segnale, prima di essere trasmesso, viene “spacchettato” in una serie di impulsi che vengono codificati ed inviati verso il ricevitore; una volta che i dati sono ricevuti a destinazione, il ricevitore rimette insieme questi pacchetti come pezzi di un puzzle, provvedendo a decodificarli con l’apposita chiave, ed a renderli ascoltabili e comprensibili per chi riceve.

Le microspie digitali , le microspie analogiche e microspie gsm, a disposizione sul mercato sono di vario tipo, e presso La Endoacustica Europe srl, potrete trovare quella con le caratteristiche più adatte alle vostre necessità. Per scoprirne le proprietà ed i dettagli, potete visitare www.endoacustica.com.

Ruby: non ho mai fatto sesso con Berlusconi, ma le intercettazioni la tradiscono

Era da un pò che non sentivamo parlare del caso Ruby Rubacuori, la marocchina implicata nello scandalo sessuale bunga bunga con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Ebbene la vicenda torna a fare capolino con nuove e scottanti rivelazioni.

E’ stata perquisita l’abitazione e il computer della giovane Karima El Mahroug, all’epoca dei fatti ancora minorenne. Il premier attualmente è indagato per concussione e prostituzione minorile, ma, a buon rendere del favore della scarcerazione la notte in cui Ruby fu accusata di furto, presentata dal premier come illustre sconosciuta nipote del presidente Mubarak, la ragazza tutt’altro che sprovveduta ha difeso Berlusconi a spada tratta: “Io non ho mai fatto sesso con Silvio; ad Arcore: solo canti, balli e barzellette”.

Ruby però coglie l’occasione anche per sottolineare ancora una volta la generosità del presidente, commentando: “Silvio mi ha dato 7mila euro solo perché gli ho chiesto aiuto per trovare lavoro. Il resto sono balle e non mi ha regalato né la macchina, né il centro estetico. Credo di essere stata una delle poche che non è mai stata con il presidente”.

Niente sesso e bunga bunga dunque. In ogni caso sono al vaglio degli inquirenti foto e filmati dei party in Sardegna, nei quali Ruby sarebbe una delle protagoniste. La difesa del presidente del consiglio non tarda ad arrivare, parla di “Ennesimo teorema della magistratura per eliminarmi, solo un uso politicizzato della giustizia”.

Berlusconi è davvero inferocito contro la decisione degli inquirenti, che l’hanno convocato per un processo con rito immediato: “E’ l’ennesimo tentativo di eliminarmi dalla scena politica e di gettare fango sulla mia persona, – aggiunge il premier sdegnato – un ulteriore macchinazione giudiziaria per distogliermi nel mio impegno per cambiare il Paese”.

E conclude la sua personale difesa dichiarando: “Nonostante un imponente apparato investigativo degno di ben altro tipo di indagine e avviato a dispetto di una palese incompetenza funzionale e territoriale i pm milanesi alla fine hanno raccolto soltanto chiacchiere e conversazioni private senza alcuna rilevanza penale. Hanno ugualmente proceduto in spregio a ogni norma, a ogni codice, a un utilizzo equilibrato degli strumenti giudiziari, mettendo in atto perquisizioni e trattamenti inaccettabili nei confronti di persone considerate semplicemente a conoscenza dei fatti. Il fango ricadrà su chi utilizza la giustizia come arma politica”.

Fonte: Ciao People

Cellulari non intercettabili

Gli SMS possono essere intercettati?

Chi teme che le proprie conversazioni possano essere intercettate, specialmente se usa il telefono cellulare per discutere argomenti riservati, sensibili o di una certa rilevanza economica, a volte pensa che, per evitare le intercettazioni, si possano usare gli SMS per comunicare in maniera sicura.

Sfortunatamente per loro, però, questo non è sempre vero, anzi, con un SMS si rischia di lasciare una traccia indelebile, che potrebbe essere facilmente usata contro di noi in qualsiasi momento e situazione. Infatti, grazie ai moderni sistemi di intercettazione cellulari, è possibile non soltanto ascoltare le telefonate di qualsiasi cellulare nel raggio di svariate centinaia di metri, ma anche leggere tutto il traffico di SMS nella stessa zona.

Questi sistemi sono in grado di leggere la codifica utilizzata dalle reti di telefonia cellulare per criptare le conversazioni; pertanto, per difendersi dall’ascolto clandestino, la maniera migliore è certamente quella di essere noi a criptare le nostre conversazioni, utilizzando un codice che non viene inviato attraverso il segnale della rete stessa, ed aggiungere così un ulteriore livello di protezione alle nostre conversazioni telefoniche.

Il principio utilizzato per effettuare telefonate criptate è lo stesso che vediamo ogni giorno se usiamo un sistema, quale ad esempio PGP, per proteggere la nostra posta elettronica.

Infatti, sul cellulare criptato è installato un semplice software che, associato ad una chiave di codifica, trasforma il segnale audio della telefonata in suoni e rumori inintelligibili. Se il cellulare del nostro interlocutore è dotato dello stesso software e della stessa chiave di codifica, esso potrà decodificare questo rumore, e la nostra conversazione si potrà compiere regolarmente.

Un eventuale tentativo di intercettazione, pertanto, riuscirebbe ad ascoltare solamente il rumore della telefonata codificata, ma non sarebbe in grado di decifrarlo. In questo modo, le nostre telefonate sono al sicuro da orecchie indiscrete, e non dovremo più temere che informazioni riservate possano cadere in mano sbagliata, con il rischio di creare danni incalcolabili alle nostre attività lavorative o nel campo dei nostri affetti.

Chi volesse saperne di più sulle varie modalità di difesa della privacy, al telefono, a casa o in ufficio, può visitare il sito di Endoacustica e richiedere informazioni ai nostri consulenti, a vostra disposizione per trovare la soluzione più adatta alle vostre esigenze in termini di sicurezza.

Cellulare criptato

Fonte: Endoacustica Blog

Spioni industriali, è allarme in USA

spionaggio industriale e aziendale

I furti di informazioni sarebbero commessi dagli stessi dipendenti

Le aziende americane devono cominciare ad attrezzarsi seriamente su un nuovo fronte, quello dello spionaggio industriale commesso dai propri dipendenti.
Paesi come Cina, Russia e Iran sono sempre più alla ricerca di brevetti e tecnologia occidentale, e di conseguenza aumentano i casi di spionaggio interno, grazie alla facilità con cui i dipendenti possono scaricare, salvare e trafugare dati sensibili.
Si tratta di un nuovo tipo di reato, spiega il New York Times, regolato da una legge emanata dal Congresso nel 1996 che fino ad oggi è stata utilizzata solo 7 volte. Il testo parla di spionaggio industriale, ma prevede l’aggravante nel caso in cui si riesca a dimostrare che il furto di informazioni serve ad agevolare un governo straniero.
Il primo caso di spionaggio interno, portato davanti a un tribunale americano nel 2001, coinvolgeva uno scienziato giapponese. Ma gran parte degli altri episodi riguarda ricercatori o ingegneri che hanno legami con la Cina.

Dopo decenni di operazioni eseguite con tecnologia a basso costo, ora la Cina “sente di aver davvero bisogno di una svolta e che diventare una potenza tecnologica e’ un suo diritto”, afferma James Mulvenon, direttore del Center for Intelligence Research and Analysis, un istituto di analisi di Washington che si occupa di monitorare le attività cinesi per agenzie governative. Secondo quanto dichiarato da Mulvenon al New York Times, la Cina sta tentando di riconquistare migliaia di scienziati di origine cinese che lavorano o si sono formati negli Usa.

La difficoltà però sta nel dimostrare che dietro il furto di dati ci sia davvero il governo di Pechino.

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Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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Come si fà a localizzare un cellulare?. Tutti i telefoni cellulari una volta accesi e collegati alla rete dei provider telefonici mobili sono rintracciabili geograficamente. Chiamaci per saperne di piu': 0803026530

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Il codice di un autoradio è unico, per ogni radio associata ad ogni telaio, in genere si trova scritto a penna in qualche libretto di garanzia o manutenzione dalla concessionaria. Se è impossibile ritrovarlo, chiamaci: 0803026530

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