Come funziona l’intercettazione di un cellulare

 

Per compromettere il vostro telefono cellulare, un hacker dotato di attrezzature radio poco costose e software open source può facilmente, ascoltare le vostre conversazioni, intercettare i dati, o più semplicemente farvi arrivare bollette astronomiche.

Durante il convegno DeepSec di Vienna, è stato dimostrato come qualsiasi cellulare sia esposto a tali rischi, a causa di errori di programmazione che possono essere sfruttati dagli hackers per ottenere il controllo del vostro telefono tramite attacchi praticamente impossibili da rilevare grazie a un piccolo apparecchio di ricezione e trasmissione, piazzato in zone affollate quali ad esempio un aeroporto, che può portare il suo attacco nel giro di pochi secondi.

Tali attacchi sfruttano la debolezza strutturale del codice di base che si occupa della gestione delle connessioni e delle trasmissioni radio di una rete cellulare, un codice sviluppato negli anni 90 all’inizio della diffusione dei telefoni cellulari, e mai aggiornato. Tale codice considera gli elementi che costituiscono la rete, quali appunto le stazioni trasmittenti, come “amici” e pertanto non ritiene necessaria alcuna protezione.

Secondo la ricerca presentata al DeepSec, molti gestori di rete trascurano questo aspetto, concentrandosi prevalentemente sulla protezione contro applicazioni che nascondano attacchi o virus Trojan. Invece, le moderne stazioni mobili riescono a farsi riconoscere dal gestore di rete come “amiche”, inserendo dei codici all’interno della rete e riuscendo ad accedere ai dati di un singolo utente con conseguenze facilmente immaginabili.

Una volta fatto questo, possono monitorare tutte le comunicazioni effettuate tramite un cellulare, o addirittura spiarne il possessore, dando istruzioni al telefono di rispondere automaticamente a tutte le chiamate senza squillare, fungendo pertanto come un vero e proprio cellulare spia. Il telefono infettato può essere usato come “ponte” per raggiungere la stazione di base ed infettare altri cellulari, il tutto in una maniera assai difficile da rilevare.

Questa minaccia è assai realistica anche sotto il punto di vista dei costi, in quanto la stazione base di una rete cellulare è un’apparecchiatura dal costo assai elevato, mentre i materiali usati per fabbricare questi apparecchi di intercettazione sono a buon mercato, ed il software open source per gestire le stazioni di base GSM è ormai facilmente reperibile.

I ricercatori che hanno dimostrato queste debolezze provengono da un gruppo di ricerca della University of Luxembourg, e sono già in collaborazione con vari operatori di rete cellulare per porre rimedio ad eventuali errori di programmazione, e soprattutto per impedire che in futuro tali errori possano permettere intrusioni non autorizzate.

Attualmente, per difendersi da simili attacchi contro la propria privacy telefonica, è consigliabile prendere delle precauzioni, se proprio non si può fare a meno di usare il telefono cellulare per il proprio lavoro o per motivi personali.
La migliore maniera è certamente quella di usare un telefono cellulare criptato, che aggiunge alla codifica usata dal gestore di rete un ulteriore livello di sicurezza.

Infatti, la conversazione tra due cellulari di questo tipo viene criptata tramite una chiave di codifica a 256 bit, grazie ad un software di criptaggio installato sui due telefoni.

Se entrambi i cellulari impegnati in questa conversazione sono dotati di tale software e della stessa chiave, il segnale audio inviato da uno dei due telefoni viene trasformato in un rumore inintelligibile, che l’altro telefono trasforma in suoni e voci grazie al suo programma di decodifica e alla chiave di sicurezza.

In questo modo, una eventuale intercettazione avrebbe come unico risultato l’ascolto di un rumore incomprensibile.
Per scoprire il funzionamento dei cellulari criptati e di altre apparecchiature per la difesa della vostra privacy, vi consigliamo di visitare il sito di Endoacustica, azienda impegnata nella sicurezza con un’esperienza pluriennale.

Fonte: Endoacustica Blog

Vogliamo le leggi per i cittadini

dicembre 29, 2010 Intercettazioni No Comments

 

Sono un giovane di 23 anni, laureando in scienze politiche a Roma3, che frequenta l’università con grande passione e convinto del fatto che la conoscenza rappresenti le fondamenta per un futuro di maggiore qualità. Lavoro part-time come cameriere al fine per poter far fronte alle rette universitarie senza gravare sulla non brillante situazione economica familiare.

Partecipo costantemente alle manifestazioni (universitarie e non) e il 14 dicembre ero presente a Roma, in piazza, insieme ad altre migliaia di studenti, operai, terremotati aquilani, abitanti di Terzigno e Napoli e persone che ritenevano, per dovere civico, necessaria la loro presenza in un atto di civile dimostrazione di dissenso. Dico civile perché fino a quel giorno stesso ogni manifestazione si è svolta in tale maniera.

Ho sentito più volte ripetere che gli autori dei disagi accaduti siano stati i “black bloc”, gli “anarchico-insurrezionalisti avversi a qualsivoglia specie governo”, di conseguenza completamente distanti e disinteressati dalla drammatica situazione politica che stiamo sopportando. Credo, anzi sono assolutamente certo, che questo concetto vada corretto ed adeguatamente argomentato: persone alle quali non interessava né la “riforma” Gelmini né tantomeno il voto di sfiducia al governo B. in piazza ce n’erano, li ho visti e sentiti io stesso, ma attenzione, ridurre ciò che è accaduto in quella giornata, alla sola opera di “facinorosi ultras che hanno solo voglia di sfogare la loro violenza” (così sono stati definiti da alcuni) è a dir poco limitante e distante dalla realtà. Quel bellissimo ed emozionante corteo era gremito di giovani che come me sono maledettamente STANCHI!!! Sono due anni che scendiamo civilmente in piazza a manifestare il nostro dissenso e disaccordo contro i tagli che vengono paradossalmente denominati “riforme”. Le persone che decidono su queste riforme, sono le stesse persone che decidono della qualità della nostra vita presente, ed ancor più futura; decidono della realtà universitaria che io, e molti come me, vivono con estremo interesse e ritengono anche possa e, anzi debba, essere migliorata, ma non certo indirizzata verso cupi destini. Non solo del futuro delle università statali, ma della qualità del nostro futuro appunto, ribadisco! Delle nostre possibilità lavorative, della nostra possibilità di organizzare la nostra vita sulla base di certezze quali un contratto lavorativo a tempo indeterminato che oggi, quasi non viene neanche lontanamente preso in considerazione da datori di lavoro, privati o pubblici che essi siano.

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Dalle intercettazioni alle false promesse

dicembre 29, 2010 Intercettazioni No Comments

 

Da “Il fatto quotidiano” riportiamo un intervento di Alberto Puliafito, autore del volume sulla Protezione Civile “Comando e controllo”, che riassume alcuni episodi salienti che hanno caratterizzato le vicende aquilane nell’ultimo anno.

“Imprenditori che ridono pensando ai profitti e promesse non mantenute sulle tasse. Ma soprattutto manganellate. Il 2010, per i cittadini de L’Aquila, è stato l’anno della sfiducia. Nei mesi successivi al terremoto del 6 aprile 2009 il Governo era riuscito a ottenere il consenso di larga parte della popolazione, complici gli slogan “Tutti in vacanza a spese dello stato” e “Dalle tende alle case”. Quest’anno, invece, c’è stato un brusco risveglio. E a partire dal dicembre scorso (con una prima protesta per la proroga sulle tasse), il rapporto fra terremotati e istituzioni si è progressivamente deteriorato. Un’escalation che è culminata con le manifestazioni di quest’estate, ma che è proseguita anche nei mesi successivi, fino all’irruzione del 23 dicembre al palazzo della Regione per protestare contro la mancata sospensione degli arretrati delle tasse nel Milleproroghe.
Che i numeri non tornassero, del resto, era già evidente all’inizio dell’anno: si era detto case per 30mila persone, che sono diventate 18mila fra appartamenti e moduli provvisori. E solo quando si è chiusa la prima fase emergenziale.
A febbraio lo scandalo che travolge la Protezione civile scatena, per la prima volta, lo sdegno della popolazione: le intercettazioni pubblicate nell’ambito dell’inchiesta “Grandi eventi” e appalti del G8 alla Maddalena rivelano che la cricca ha messo le mani anche sull’Aquila.

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Intercettazioni telefoniche

Mosca espelle 2 diplomatici spagnoli

dicembre 29, 2010 Spionaggio No Comments

 

Dopo che Madrid ha espulso 2 diplomatici dell’ambasciata russa

(ANSA) – MADRID, 28 DIC – La Spagna ha espulso due diplomatici dell’ambasciata russa a Madrid per ‘attivita’ incompatibili con il loro status’ e Mosca, in un atto di reciprocita’, ha espulso due diplomatici spagnoli. Lo rende noto il ministero degli esteri spagnolo. Secondo El Pais, i due sono accusati di spionaggio economico e la loro espulsione e’ stata chiesta al governo dal centro spagnolo di intelligence. Una settimana fa Londra ha espulso un diplomatico russo accusato di spionaggio e Mosca ha fatto lo stesso.

Fonte: ANSA

La Germania creerà un centro di difesa cibernetica

dicembre 29, 2010 Spionaggio computer No Comments

 

Il Ministero dell’Interno tedesco ha annunciato che la Germania creerà il prossimo anno un nuovo centro di guerra cibernetica per respingere gli attacchi di spionaggio. “Abbiamo pianificato di creare il ‘Centro Nazionale di Difesa Cibernetica‘ nel 2011”, ha detto un portavoce ai giornalisti lunedì. “Funzionerà raggruppando le tecniche esistenti nell’area della difesa cibernetica”. Da quando i sistemi informatici sono diventati sempre più importanti per controllare i servizi essenziali, come i servizi bancari, gli attacchi tramite computer stanno diventando una parte importante nell’arsenale del paese, come le armi nucleari o convenzionali.

Il Regno Unito ha annunciato un progetto di 650 milioni di sterline ( 782 milioni di euro) il mese scorso, descrivendo la sicurezza informatica come una priorità chiave, nonostante gli ampi tagli nelle spese del governo, inclusi quelle relative alla Difesa. Vari esperti della sicurezza in Occidente credono che un virus informatico, conosciuto come Stuxnet, possa essere stato creato da un’autorità nazionale antiterrorista per mettere fuori uso il programma nucleare iraniano sabotando il sistema di controllo industriale del suo impianto di energia atomica a Bushehr.

Fonte: PC Revenge

Causa contro Apple, oggetti personali usati per spiare utenti

 

Lo ha detto Majed Nachawati, uno degli avvocati dell’accusa

La causa intentata contro Apple per frode via computer e violazione della privacy (alcune applicazioni per iPad e iPhone trasmetterebbero informazioni personali a società di ricerca e pubblicitarie senza il consenso degli utenti) si fonda sulla necessità che chi usa Internet abbia “informazioni complete” sul trattamento dei dati.

Nel chiedere i danni, le persone che hanno intentato causa lamentano il fatto che “loro proprietà personali, come il computer, siano stati trasformati in mezzi per spiare le loro attività online”, ha detto Majed Nachawati, uno degli avvocati dell’accusa.

Parlando con l’agenzia di stampa Afp, Nachwati ha sottolineato che si tratta semplicemente di informare gli utenti e ottenere il loro consenso” e che “non solo sono utilizzati i dati ed è violata la privacy, ma le società coinvolte ne traggono anche profitto. E se ne traggono profitto, devono informare correttamente le persone che ne sono la fonte”.

Fonte: America 24

Hilton e Starwood trovano l’accordo

dicembre 29, 2010 Spionaggio No Comments

 

Chiuso il caso di spionaggio industriale

Secondo quanto riportato da Travel Weekly, Hilton e Starwood avrebbero trovato un accordo in merito alla questione di spionaggio industriale per la quale il marchio Hilton era stato accusato. Secondo il New York Times l’accordo tra le parti sarebbe stato raggiunto grazie al pagamento di una somma pari a 75 milioni di dollari da parte di Hilton nei confronti del Gruppo Starwood.

Fonte: Guida Viaggi

Inchiesta del controspionaggio egiziano smaschera una rete del Mossad nel Sud-Est asiatico!!

dicembre 29, 2010 Controspionaggio No Comments

 

Le indagini scaturite dalla scoperta del tentativo di infiltrazione sionista nella rete di telecomunicazioni egiziana si sono allacciate con altri filoni d’inchiesta aperti dal controspionaggio del Cairo che hanno portato allo smascheramento di una nascente rete di contatti per operazioni del Mossad nel sud-est asiatico, tra Macao, Nepal, Laos e Cambogia.

La dirompente rivelazione é stata data oggi dal quotidiano Al-Shourouk, secondo il cui reportage i due israeliani che avevano reclutato e controllato Tareq Abdel Rezeq Hussein, affarista del ramo tessile e potenziale talpa dei servizi segreti dello Stato ebraico nella rete di comunicazioni egiziana, sarebbero stati riconosciuti e identificati positivamente nelle istantanee scattate a due operativi del Mossad avvistati a più riprese nei più diversi scenari dell’Asia sudorientale: dalle pendici dell’Himalaya ai Casinò dell’ex colonia portoghese.

Il primo a stupirsi della dettagliata descrizione degli spostamenti dei suoi contatti é stato proprio l’accusato Rezeq Hussein, che ha espresso la sua sorpresa di fronte alle prove concrete del serratissimo pedinamento a cui i servizi del Cairo hanno sottoposto i “colleghi” sionisti lungo una mezza dozzina di stati e diverse migliaia di chilometri. Con ogni probabilità questo saggio di bravura sancisce la fine inappellabile dei giorni in cui lo spionaggio di Tel Aviv poteva permettersi di guardare dall’alto in basso le agenzie degli stati vicini é finito per sempre.

La presenza di operativi israeliani nell’Asia del Sud-Est non deve sorprendere, lo Stato ebraico é fin troppo consapevole di come l’asse di potere della politica e dell’economia mondiale stia rapidamente migrando dal Nordamerica all’Asia e, come sembrano confermare queste notizie, cerca di muovere per tempo le proprie pedine, impiantando sul territorio una serie di contatti e strutture onde non farsi sorprendere dall’alba del “Secolo Asiatico”.

Fonte: Virgilio Notizie

Gli investigatori cambiano vita: ora scovano gli assenteisti

 

Basta con le inchieste sui tradimenti, il 70% degli “007 privati” vengono ingaggiati dalle aziende per controllare i lavoratori o le imprese concorrenti

ROMA – Dei tradimenti della moglie, di cosa facciano i mariti o i fidanzati quando se ne vanno in giro da soli, agli italiani, interessa sempre di meno. Meglio indagare sull’assenteismo dei dipendenti, sulla fedeltà dei soci, sull’affidabilità dei clienti. Meglio spiare per questioni di business, che per affari di cuore. La crisi economica ha toccato tutti i settori, ma non quello dell’investigazione privata che in questi anni ha visto aumentare fatturati e clientela. Per le agenzie la recessione è stata un affare, anche se, per cavalcare l’onda, gli 007 hanno dovuto letteralmente rivoluzionare il loro lavoro.

C’è molto meno sesso e molto più spionaggio industriale, oggi, nelle loro indagini. Solo il 30 per cento di chi si rivolge ad un’agenzia investigativa lo fa per questioni di famiglia, nella stragrande maggioranza dei casi la clientela è un’azienda, una banca, un imprenditore che sospetta frodi, concorrenza sleale, finti assenteismi o violazioni nella tutela di marchi e brevetti. Lo dimostra uno studio di Axerta (una delle principali agenzie italiane) su dati della Camera di Commercio di Milano: negli ultimi tre anni il numero delle agenzie, in Italia, è aumentato del 9 per cento e il giro d’affari complessivo, nel 2010, ha toccato quota 350 milioni di euro (più 10 per cento sul 2009).
Certo, i clienti “famiglia” non sono scomparsi e rappresentano ancora il core-business delle agenzie più piccole. Ma anche su questo versante la domanda è molto cambiata: “Più che per spiare i comportamenti della moglie o del marito ora ci si rivolge all’agenzia per sapere cosa fa il figlio adolescente quando esce dalla scuola” dice Genuario Pellegrino, presidente di Federpol, l’associazione di categoria con oltre 800 agenzie iscritte.

Allo 007 si rivolgono anche “anziani genitori che devono fare i conti con le vessazioni subite da figli adulti che non se ne vogliono andare”, ma la parte preponderante del business è legata alle aziende. “Sia chiaro: il lavoro deve avvenire nel pieno rispetto della legalità e deve produrre prove da esibire in giudizio” dice Vincenzo Francese, amministratore delegato di Axerta. Ecco allora che al primo posto nella graduatoria delle “mission” ci sono gli accertamenti sui dipendenti e su loro comportamenti che possano giustificarne il licenziamento. “Il caso più curioso, per quanto ci riguarda, è stato quello di un informatore scientifico che si dava malato, ma in realtà gestiva una pizzeria” dicono ad Axerta. Seguono casi di concorrenza sleale, di affidabilità finanziaria, di tutela di marchi e brevetti e indagini sulle frodi.

Per lo 007, dunque c’è futuro: la stessa Axerta assicura che entro l’anno assumerà 15 agenti ordinari e 5 specialisti di credit manager e che gli stipendi lordi del settore viaggiano su una media di 3500 euro. Accanto ai requisiti classici – carattere “razionale”, “guidatore esperto di auto e moto”, “disponibilità 24 ore su 24” ed “elevata capacità organizzativa” – sarà però meglio esibire anche “competenza giuridica ed economica”. D’altra parte il Testo unico di pubblica sicurezza che entrerà in vigore a settimane richiede che il titolare dell’agenzia investigativa sia regolarmente laureato. Il sigaro in bocca, l’aria avventurosa e una certa eleganza stropicciata, insomma, non bastano più.

Fonte: Repubblica

Lotta all’assenteismo

Vigile mobbizzato, condannato il Comune

 

Dipendenti pubblici vessati? C’è una speranza. Ecco la storia di Mc. Vigile urbano di Roma, per tre anni vittima di mobbing. Assunto nel 1971 e con un curriculum limpido e cristallino. Poi il buio tra trasferimenti che somigliano a deportazioni, sino a quando M.C. intenta una causa contro il Comune di Roma per mobbing. Ora l’ha vinta: il giudice del lavoro Lavinia Buconi ha condannato il Comune a risarcire l’agente con un indennizzo pari a tutte le retribuzioni dal 2005 al 2008, oltre ad un danno biologico di circa 10 mila euro e al pagamento delle spese legali.

La storia di questo agente somiglia ad un’odissea. Dopo aver collezionato 10 diplomi di benemerenza, 25 encomi e 16 compiacimenti e, addirittura, una speciale parola di lode Mc, nel racconto dell’associazione della polizia locale romana Arvu, “riceve una richiesta ma non si fa intimidire”. Insomma, una di quelle indicazioni dei superiori che nessun dipendente pubblico vorrebbe ricevere. Qualche giorno dopo “il gran rifiuto”, arriva la prima lettera di trasferimento alla quale si oppone e allora il provvedimento diventa d’ufficio e il vigili encomiato viene sbattuto al Gruppo Sportivo. Il seguito è un rimpallo tra una sede e l’altra sino a quando finisce al Comando di via della Consolazione: senza ufficio, senza armadietto. Praticamente dimenticato non però dal comandante che, dopo qualche giorno, gli ripropone l’ennesima domanda di trasferimento. Da qui la causa e ora la condanna.

Ma Mc e l’Arvu non sono ancora soddisfatti. Dopo l’indennizzo presenteranno denuncia alla Corte dei Conti perché chiami i responsabili dei fatti a risarcire il Comune di Roma. L’odissea continua, stavolta col sorriso.

Fonte: Affari Italiani

Egitto, al via il processo contro presunte spie del Mossad

 

La Corte d’Appello del Cairo ha fissato per il 15 di gennaio l’inizio del processo a carico di Tareq Abd al-Razzaq – La Corte d’Appello del Cairo ha fissato per il 15 di gennaio l’inizio del processo a carico di Tareq Abd al-Razzaq, l’egiziano accusato di spionaggio per conto del Mossad, i servizi segreti israeliani. Lo riferisce il quotidiano egiziano Al-Masri al-Youm, secondo cui tra gli imputati al processo vi sono anche due cittadini dello Stato ebraico, entrambi “latitanti”, tra i quali un ufficiale del Mossad stesso. Fonti della sicurezza egiziana hanno riferito alla testata che le autorità locali stanno svolgendo indagini ad ampio raggio per raccogliere informazioni e prove sulle dichiarazioni rilasciate da Abd al-Razzaq durante gli interrogatori, che farebbero riferimento alla presenza di spie o agenti del Mossad in Egitto. La fonte non ha voluto precisare se la confessione dell’imputato abbia aiutato gli inquirenti a individuare altre persone coinvolte nel caso, ma si è limitata ad affermare che “quando arriveremo a qualcosa, lo annunceremo a tutti”. Tareq Abd al-Razzaq, titolare di una ditta di import-export, è stato arrestato ad agosto mentre si recava in Cina. L’accusa è di spionaggio a favore del Mossad.

Fonte: Virgilio Notizie

Libano, scoperti nuovi dispositivi-spia di Israele

dicembre 28, 2010 Spionaggio No Comments

 

Osservatorio Iraq, 27 dicembre 2010

Gli agenti dell’intelligence militare libanese avrebbero nuovamente rinvenuto e rimosso dispositivi per lo spionaggio di fabbricazione israeliana.

Gli ordigni- secondo quanto rivela il sito web del quotidiano an-Nahar – sono stati trovati nella zona di Tawmat Niha, sulle montagne dello Shouf, a sudest di Beirut.

Secondo la stessa fonte, l’operazione è avvenuta con la collaborazione del movimento sciita Hezbollah e ha portato anche all’arresto di tre spie.

La notizia viene ripresa anche da altri organi di stampa libanesi, a detta dei quali i dispostivi rinvenuti consentivano ad Israele di monitorare la valle orientale della Bekaa, roccaforte dstorica di Hezbollah, e le aree costiere tra Sidone e Jbeil.

Già dieci giorni fa, l’esercito di Beirut aveva annunciato il ritrovamento e lo smantellamento di dispositivi analoghi per lo spionaggio, collocati sempre da Israele sul monte Sannine, a nordest della capitale, e sul monte Baruk, più a sud.

Fonte: Osservatorio Iraq

Sospetti sui figli? Arriva il detective

 

Genitori che vogliono conoscere le frequentazioni e le abitudini dei figli, soprattutto se studiano in un’altra città. O donne vittima di stalking da parte degli ex mariti o ex fidanzati. Sono sempre di più le persone che si rivolgono alle agenzie di investigazione privata per ottenere informazioni da poter utilizzare, se è il caso, in un’aula di tribunale, ma anche semplicemente per sincerarsi che i propri cari si comportino bene, non necessariamente temendo un tradimento da parte del consorte.

«Negli ultimi anni – spiega Mauro Iezzoni, titolare della “Imi Investigazioni” di Sanremo – il nostro lavoro è cambiato molto, adeguandosi ai tempi e alle nuove leggi, come quella sullo stalking, e alle nuove tecnologie. Un fenomeno che non riguarda solamente la sfera personale, ma anche quella professionale. Da una parte, infatti, ci sono donne, ma anche uomini, che si rivolgono a noi per raccogliere le prove delle persecuzioni da parte degli ex, preferendo non sporgere subito denuncia alle forze dell’ordine, magari per evitare ulteriori problemi. Lo stesso vale per molti dirigenti di azienda, magari a fronte di minacce ricevute da dipendenti che sono stati licenziati e non vogliono rassegnarsi». In questo, la crisi economica ha la sua importanza. «Ci sono alcuni lavoratori convinti che non avrebbero mai perso il posto, e quando accade iniziano a tempestare di lettere, messaggi, mail o telefonate gli ex superiori per chiedere di essere riassunti. Anche questa è una forma di stalking, come quella attuata dagli ex mariti, mogli, fidanzati o fidanzate. Ed è necessario intervenire prima che le molestie si trasformino in azioni violente, purtroppo tutt’altro che rare».

In questo caso, l’investigatore privato come si comporta? «L’obiettivo è accertare l’esistenza di un comportamento pericoloso – prosegue Iezzoni – e poi fornirne le prove al cliente, il quale può decidere, a quel punto, se informare la magistratura, la polizia o i carabinieri. Sono comunque vicende delicate, da trattare con attenzione, spesso, soprattutto per quanto riguarda lo stalking nei confronti di ex coniugi o fidanzati, ci sono altre persone coinvolte, o figli minori».

L’elevata diffusione dei social network come Facebook o Twitter tra i ragazzi, poi, spinge i genitori a affidare ad un investigatore il compito di “spiare” i figli. «Padri e madri, sempre più spesso, non vogliono entrare direttamente nella vita dei propri figli per evitare conflitti, così chiedono a noi di controllare con chi escono, se frequentano brutte compagnie o se abusano di alcol o droga, in particolare se studiano nella grandi città, come Milano, Torino, Genova e non tornano a casa se non nel fine settimana». Un lavoro non facile, soprattutto quando arriva il momento di rivelare la verità ai genitori, piuttosto che ad un imprenditore. «Ma è sempre meglio conoscere la verità, anche se dolorosa».

Fonte: Il Secolo XIX

 

Sorveglianza familiare

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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