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Come difendersi dalle intercettazioni telefoniche non autorizzate

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Mentre anche la politica d’oltreoceano, con la recente presa di posizione abolizionista del neo presidente americano Donald Trump, sembra muovere in direzione opposta a quella della tutela dei dati on line, garantirsi degli strumenti efficaci contro il furto di informazioni diventa ogni giorno più pressante. Lo stesso dicasi per le intercettazioni telefoniche abusive. Ovviamente in quest’ultimo caso ci riferiamo a tutte quelle operazioni non autorizzate da organi giudiziari competenti, ma comunque avviate in maniera indiscriminata da malintenzionati a danno del singolo cittadino o di un’azienda. Una possibile soluzione per proteggersi dalle insidie della rete mobile e dalle intercettazioni illegali potrebbe essere quella di ricorrere a specifici strumenti tecnologici, come un cellulare criptato oppure un cellulare non intercettabile.

Nel primo caso ci riferiamo a un cellulare dotato di un sistema di difesa a chiave segreta, che assicura una comunicazione a due impossibile da craccare e quindi da ascoltare. Possedere una coppia di cellulari criptati può a tutti gli effetti salvaguardare le comunicazioni aziendali o personali più delicate e segrete. Nel secondo caso parliamo invece dello Stealth Phone, un formidabile cellulare anti-intercettazione che, a differenza di un cellulare criptato, non interviene sulla codifica dei dati voce, ma si rende irrintracciabile e non intercettabile attraverso il cambio automatico o manuale del codice IMEI (codice identificativo del cellulare) nonché di un sofisticato algoritmo di analisi della rete telefonica alla quale si è collegati. Lo Stealth Phone possiede altresì un sistema di cifratura degli SMS che può comunque rivelarsi comodo in moltissime circostanze.

Insomma c’è da scommettere che con questi potenti strumenti di difesa a vostra disposizione, nessuno potrà più scalfire la vostra privacy al telefono. Né carpirvi informazioni a vostra insaputa!

Come neutralizzare chi ci spia

luglio 10, 2011 Spionaggio computer 1 Comment

Non bisognerebbe mai iniziare a navigare in rete senza prima aver preso delle precauzioni minime. Basta veramente poco per rendere la nostra privacy un po’ più privata invece di trasmettere informazioni come se fossimo spiati da centianai di microspie.

Prima di tutto, aggiornare (sempre e spesso). Basta attivare la funzionalità di aggiornamento del sistema operativo di Windows o di MacOS X per ricevere automaticamente le notifiche su quali aggiornamenti siano disponibili. Windows 7 permette di aggiornare anche molti dei programmi di terze parti installati, mentre Apple ha creato l’App Store che consente di verificare se esistono versioni più recenti del software acquistato tramite il nuovo canale di vendita e installazione diretta.

Aggiornare anche il browser. La cosa migliore è usare una versione più recente del software per la navigazione. In questo momento, è consigliata l’ultima versione di Chrome o di Firefox.

Per far fare un passo in avanti alla nostra privacy, è possibile navigare attraverso un server proxy che rende “anonima” la nostra presenza. Per farlo, ci si collega a un particolare sito web nel quale immettere poi l’indirizzo del sito di destinazione. La connessione, passando attraverso il sito “intermedio” (in inglese, proxy) diventa anonima perché non consente più di capire quale sia il punto di origine. Fra i possibili anonymizer, The Cloak, Megaproxy, Proxify e ID Zap.

Attenzione perché i siti che rendono la navigazione anonima seguono una serie di regole: niente download di materiale non legittimo e nessuna connessione a siti che contengono immagini pornografiche. Inoltre, sono molto lenti (perché sostanzialmente devono ridistribuire la banda tra tutti gli utenti collegati) e quindi non permettono di usare servizi come il video on demand.

Prima di navigare anonimi, però, è meglio dare una pulita dentro casa. Per questo, si può fare una ricognizione per vedere quanti sono i cookies, i “biscottini” (brevi file di testo) lasciati dai siti come segnalibri per ricordarsi che li abbiamo già visitati. Un ottimo sito è Networkadvertising, che fa una ricognizione dei principali siti (tra questi Google) e permette di fare “opt-out”, cioè di cancellarsi dalla lista. Sennò ci sono altri servizi per cancellarli, come CacheCleaner. Attenzione perché i cookies comunque servono a personalizzare i servizi (ad esempio far ricordare a un sito di previsioni del tempo che vogliamo sapere le temperature in gradi Celsius e non Fahrenheit) e cancellarli sempre rende più “primitiva” la navigazione.

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Hacker all’attacco, in Italia e all’estero

Un arresto a Olbia
Nelle giornate in cui ha collassato il servizio informatico delle Poste italiane, ci troviamo a parlare dell’arresto di un hacker nel nostro paese, avvenimento assai raro. Gli investigatori del Centro nazionale anticrimine informatico per la Protezione delle infrastrutture critiche hanno arrestato il pirata informatico di Olbia che commercializzava in rete il software UrbanPra; tale software consentiva di effettuare un numero illimitato di visure su intestatari e targhe di autovetture mediante accessi illeciti alla banca dati del Pubblico registro automobilistico.

La truffa del Pra
Il cyber criminale, accusato di furto d’identità digitale e commercializzazione su ampia scala di informazioni sottratte da banche dati di interesse pubblico, si è avvalso di una massiccia campagna spammatoria per pubblicizzare il proprio software. La truffa era davvero ben architettata: l’inganno faceva leva sulla possibilità di equivoco che il termine pubblico può ingenerare. Ecco un esempio di email inviata per adescare possibili clienti: «Vuoi sapere in tempo reale a chi è intestata una macchina conoscendo il numero di targa? Con Urban- Pra puoi inserire il numero di targa di un autoveicolo e scoprire immediatamente a chi è intestata, nome, cognome, indirizzo, storico proprietari, telaio, dati anagrafici, etc. Una visura al pra ti costerebbe 19,20 euro: con il nostro programma Urban-Pra puoi chiedere tutte le visure che vuoi pagando solo 49 euro».

La denuncia Aci
Un utente poco accorto, pensando che i dati del Pubblico registro automobilistico fossero in sostanza pubblici, era indotto in buona fede ad attivare la licenza del programma per risparmiare un po’ su eventuali visure da effettuare successivamente. La truffa è stata scoperta grazie a una segnalazione dei vertici della dirigenza Aci, che ha in carico la gestione dei sistemi informatici con i database del Pra.

Sotto attacco Google e Sony
Ma la vicenda dell’hacker del Pra è nulla se paragonata ai mega-attacchi informatici subiti in questi giorni da Google sul suo servizio Gmail e soprattutto da Sony.
L’annuncio dagli stessi pirati informatici: «Ci siamo introdotti recentemente nel sito della SonyPictures.com e abbiamo fatto catturato più di un milione di dati personali dei suoi utenti, tra cui parole chiave, indirizzi di mail e date di nascita». Una vera e propria “rivendicazione” quasi vecchio stile. Il web-terrorismo è composto da elementi pericolosi con cui occorrerà sempre più fare i conti.

Fonte: Europa Quotidiano

Ora anche Apple nel mirino degli Hacker

Quante volte hai sentito dire, o hai detto tu stesso, “Ho un Mac non avrò mai virus sul computer”? Gli utenti Mac tendono a sentirsi un quasi “intoccabili” dai virus, mentre per chi possiede un computer Apple, iPhone, iPad, o un altro dispositivo di Apple è arrivato il momento per prestare la massima attenzione.

La crescente popolarità dei prodotti Apple ha risvegliato i criminali informatici che si sono impegnati per creare virus dedicati anche ai Mac. Fino ad ora, i Mac sono stati immuni a queste minacce, ma McAfee Labs sta registrando la prima ondata di falsi programmi antivirus destinati a utenti Mac.

In altre parole, si sta diffondendo un maggior numero di programmi che sostengono di proteggere gli utenti da virus, ma quando l’utente installa il programma, una volta scaricati sul proprio computer si rivelano software dannosi. Tali software dannosi potrebbero danneggiare i computer, o permettere che le informazioni personali siano compromesse, compresi i dati relativi ai conti correnti bancari.

La minaccia:

Software Antivirus fasullo – Cibercriminali stanno diffondendo nei risultati di ricerca online dei link a falsi software antivirus. Pubblicizzano tali programmi con nomi come “Mac Defender”, “Mac Security” o “Mac Protector”, promettendo di proteggere i computer dalle minacce online. Ma una volta che si clicca sul link, viene scaricato un software dannoso.

Il programma, inoltre, in background, può aprire dei pop-up, chiedendo agli utenti di aggiornare il software a pagamento per rimuovere minacce inesistenti. Se si accetta di effettuare l’”upgrade”, i criminali informatici riescono ad intascarsi i soldi degli utenti, spesso infatti, chiedono il pagamento di 50 dollari senza dare nulla in cambio.

Altre volte reindirizzano verso siti vietati ai minori, o altri siti Web indesiderati.

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Il cybercrime punta sul social, allarme per la falsa pubblicità

Microsoft pubblica la nuova versione del suo “Security report“. In crescita il “phishing”, come il “malware” che sfrutta contraffazioni e false inserzioni, specie in Italia. Truffe anche sui network sociali, sempre più territorio di caccia

Approcci sempre più sofisticati, finti annunci economici e attività di marketing, abili truffe con marchi contraffatti. Microsoft ha pubblicato la decima edizione del suo Security Intelligence Report: il cybercrimine cresce di pari passo con le economie della rete. Il SIR di Microsoft è una ricerca condotta semestralmente a livello mondiale, e tiene conto di delle principali minacce alla sicurezza informatica.

Crimine specializzato. Il nuovo report copre una ricerca effettuata tra gennaio e dicembre 2010, ed evidenzia una polarizzazione del comportamento cybercriminale. I malintenzionati utilizzano tattiche sempre più ingannevoli per sottrarre denaro agli utenti, e una delle armi di maggior successo sono campagne di marketing e promozioni di prodotti che in apparenza hanno tutti i crismi della legittimità.

Il nuovo territorio di caccia per il cybercrimine sono le reti sociali, con un aumento del 1200% dell’attività illegale. Secondo il SIR, gli attacchi di phishing attraverso i social network sono passati dall’8,3% (rispetto a tutti i mezzi adottati per il phishing) di gennaio 2010 all’84,5% di dicembre 2010. Ovvero, la stragrande maggioranza dei tentativi di adescamento adesso viaggia sui social network e i giochi online. La gravità della minaccia aumenta esponenzialmente se si considera che ad un utente ne sono collegati altri. E che possono essere danneggiati in caso di assunzione di falsa identità da parte dei malintenzionati, o di virus che invitano a cliccare link che sembrano provenire da contatti reali della vittima. Un caso recente è il falso video del raid nel compound di Bin Laden, che nascondeva una minaccia malware. Molto attivi anche i cybercriminali che usano tecniche di social engineering come promozioni finanziarie e commerciali, per estorcere denaro o indurre gli utenti a scaricare contenuti dannosi.

Malware pubblicitario. I falsi annunci spopolano nel nuovo SIR, e sono tra i principali diffusori di software malevolo: sei tra le prime dieci famiglie di malware maggiormente diffuse rientrano in questa categoria. Attraverso questi virus, che infettano i pc ma per fortuna non ne compromettono la stabilità, i criminali informatici ottengono denaro ingannando gli utenti con inserzioni truffaldine e anche, ironicamente, vendita di software di sicurezza contraffatto.

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Attacchi hacker: ci si può difendere da Anonymous?

Un signore senza testa, in giacca e cravatta, sta facendo impazzire i siti di mezzo mondo. Parliamo di Anonymous, la rete di hacker più in vista del momento (il suddetto signore è quello raffigurato nel loro logo), passati alle cronache soprattutto per gli attacchi contro Visa, Mastercard e PayPal in difesa di Wikileaks. L’ultimo bersaglio dei “paladini della libertà digitale” è stato il sito ufficiale del Governo italiano: un’offensiva che non ha sortito gli effetti sperati, ma che sta già facendo temere per la loro prossima mossa. Marco Grillo, amministratore delegato di Emaze Networks, azienda leader in Italia per la sicurezza informatica, sentito a proposito dell’escalation di cyber-attacchi, avverte: la prima regola per la difesa è conoscere le proprie debolezze.

Anonymous è solo la punta dell’iceberg di una nuova era di cyber-attacchi?
In realtà mi verrebbe da dire niente di nuovo sotto il Sole. Gli attacchi informatici esistono dall’avvento dei primi computer, solo che fino in tempi recenti l’attività di hacking ha mantenuto nell’immaginario collettivo una connotazione tra il naive e il romantico, che ha allontanato la percezione dell’effettiva pericolosità del fenomeno.

Cos’è il Dos di cui si sente tanto parlare?
Il Denial of Service o Distributed Denial of Service (DDoS) è una tipologia di attacco informatico con lo scopo di rendere indisponibile un’applicazione web inondandola di traffico. Viene spesso condotto da un numero molto elevato di computer, anche migliaia, utilizzando un vasto network di persone, o più semplicemente, reti tipo “botnet” di utenti ignari infettati da un software malevolo. È il principale attacco condotto da reti come Anonymous.

Si può scampare da un’azione del genere?
È molto difficile proteggersi completamente, quello che si può fare è mitigarne gli effetti. Per la sua platealità e visibilità ha carattere tipicamente dimostrativo, ed è usato come arma di minaccia o ricatto molto efficace.

Le azioni mirate a rubare dati invece?
Questo tipo di attacco è sicuramente più subdolo e pericoloso, in grado di arrecare danni potenzialmente molto consistenti. Sfrutta le vulnerabilità di tipo applicativo dei siti target per vari scopi: furto di dati, alterazione del sito, infezione dei pc che vi accedono, e così via. Le vulnerabilità sono in sostanza malfunzionamenti del software: purtroppo il software “perfetto” non esiste.

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PlayStation Network, ancora un rinvio da parte di Sony

A quanto pare i tempi non sono ancora maturi per il ritorno in rete del PlayStation Network di Sony.

La piattaforma web del colosso nipponico, finita ko lo scorso 20 aprile per un attacco hacker, non tornerà online come annunciato ma sarà nuovamente rinviata. Oggi è arrivato l’ annuncio di un nuovo slittamento e quindi non può essere più rispettato il termine di una settimana, fissato domenica scorsa, per il rilancio in rete del network online e del servizio di streaming musicale Qriocity.

Il nuovo comunicato Sony riferische che la compagnia sta prendendo ancora tempo per poter rafforzare la protezione dei dati e per maggiori funzioni di sicurezza. Il servizio tornerà in rete con tempi diversi nelle varie aeree solo quando sarà al 100% la sicurezza dei dati.

Il colosso nipponico, intanto, ha offerto agli utenti danneggiati 12 mesi di accesso gratuito alla PlayStation Network e anche un’ assicurazione fino ad un milione di dollari per il furto di identità.

Fonte: Game Parade

PlayStation Network, Sony recluta investigatori privati

Sony ha reclutato degli specialisti per rintracciare gli hacker che hanno rubato i dati personali di oltre 100 milioni di utenti sui server di PlayStation Network e Sony Online Entertainment

Gli attacchi condotti contro i server dedicati da Sony al gioco online, PlayStation Network e Sony Online Entertainment, hanno colpito più di 100 milioni di utenti.
Secondo le ultime notizie sembra che il colosso giapponese abbia ingaggiato alcuni investigatori privati per rintracciare l’hacker che ha messo a segno la sortita non autorizzata nei server.
Sony avrebbe reclutato un ex agente speciale della US Naval Investigative Service per lavorare a fianco degli esperti di sicurezza di Guidance Software. L’FBI, inoltre, ha avviato una indagine separata.
Al momento pare però che gli investigatori non siano per niente vicini ad identificare i colpevoli dell’attacco. Secondo però quanto riferisce il Wall Street Journal sembrerebbe che il server da dove sono partiti gli attacchi sia posizionato in Malesia. Non c’è ancora chiarezza se le incursioni siano effettivamente partite dal paese asiatico, oppure se questo server sia stato utilizzato solo come “tramite”.
La crisi di Sony è sprofondata martedì dopo che la società ha ammesso che nomi, indirizzi email, numeri di telefono di 25 milioni di utenti di Sony Online Entertainment (SOE) sono stati rubati durante un altro attacco.
Sony è chiamata a placare i crescenti timori per la sicurezza dei suoi utenti dopo aver declinato anche la possibilità di chiarimento al Congresso degli Stati Uniti. Una portavoce della società ha ammesso che un “database obsoleto” del 2007, con dettagli personali di 23.400 persone al di fuori degli Stati Uniti, è stato violato il 16 e 17 aprile, due giorni prima dunque dell’attacco a PlayStation Network. Uno studio legale canadese ha inoltre lanciato una class action da 1 miliardo di dollari contro Sony per violazione della privacy.
La società ha ammesso di non aver mai saputo quando né da dove sarebbe arrivato il prossimo attacco. “Loro sono hacker. Non sappiamo dove porteranno il prossimo attacco”, ha detto una portavoce di Sony. Un altro portavoce di Sony ha detto che non ci sono prove che i dati personali rubati siano stati già utilizzati a scopo di lucro. Tuttavia, alcune persone hanno contattato alcuni giornali inglesi affermando di aver visto attività insolite sul loro conto.
Il senatore del Connecticut Richard Blumenthal ha scritto a Sony, chiedendo quanti conti di carte di credito sono stati compromessi durante l’attacco. Blumenthal ha detto che porterà avanti un’indagine per chiarire se esistano gli estremi per cause civili o penali.

Fonte: Bit City

Sony, nuovo attacco Hacker nel mirino 26 milioni di utenti

Seconda intrusione nei sistemi informatici dedicati ai servizi online del colosso nipponico, un totale di oltre cento milioni di conti compromessi. L’azienda: “Nessun pericolo per le carte di credito”

ROMA – Un nuovo attacco hacker verso Sony. Sono stati compromessi i dati di altri 24,6 milioni di clienti, costringendo Sony Online Entertainment a sospendere i propri servizi per chi gioca online, stavolta non con la PlayStation ma con il Pc. Per il network dell’azienda nipponica si tratta del secondo attacco hacker nelle ultime settimane 1, che porta i dati compromessi a oltre 100 milioni di conti.
Sony non ritiene che i dati sulle carte di credito siano stati violati in questo secondo attacco, ma gli hacker potrebbero aver rubato i dati delle carte di credito ai 12.700 conti non americani e 10.700 numeri di conto correnti bancari da un “datato database del 2007”.

Il primo attacco. Prima di quella di oggi, un’altra intrusione nel PlayStation Network, la rete a cui si collegano gli utenti di console Sony per giocare online e scaricare contenuti, aveva scatenato una bufera sull’azienda nipponica, a causa del possibile furto di milioni di dati sensibili degli utenti iscritti. Un attacco a cui Sony ha tentato di riparare tempestivamente, aggiungendo un bonus economico sulle utenze di di tutti gli iscritti al network con il programma Welcome back. Anche se al momento, il PSN è ancora offline, Sony dichiara che il servizio sarà ripristinato quanto prima e agli utenti sarà chiesto di cambiare la password, obbligatoriamente.
Il primo tentativo di hackeraggio ha interessato 77 milioni di utenti, che con i 24,6 milioni dell’altro network che, precisa Sony, lavora in maniera separata. Al momento, scrive l’azienda in una nota, si contano circa 23.000 numeri di carte di credito di utenti di tutto il mondo che sono probabilmente già nelle mani degli hacker. Il tutto rafforzato da indiscrezioni sul web che vedrebbero questi dati già in vendita al mercato nero.
In una mail di servizio inviata ai propri clienti dopo l’attacco del 17 aprile, Sony aveva spiegato di aver “tempestivamente preso misure per migliorare la sicurezza” di Psn e “rafforzare l’infrastruttra del network”. Aveva inoltre invitato gli utenti “ad essere particolarmente vigili nei confronti di truffe via email e posta cartacea che chiedano informazioni personali o dati sensibili”.

Fonte: Repubblica

Playstation, la Sony riattiverà gradualmente i servizi online messi ko dagli hacker

L’incursione dei pirati informatici aveva causato il furto dei dati personali di 77 milioni di utenti. Il gruppo nipponico fa sapere che il sistema di sicurezza sarà rafforzato

In maniera graduale la Sony ripristinerà alcunio servizi online del Playstation Network dopo il black out causato da un attacco hacker. Incursione dei pirati informatici che ha causato il furto dei dati personali di 77 milioni di utenti.

Il gruppo nipponico, in una nota, ha fatto sa0ere anche che il sistema di sicuerezza sarà rafforzato e che sarà offerta a tutti la possibilità di scaricare gratis una selezione di contenuti multimediali. “Ci scusiamo profondamente per il grave disagio arrecato ai nostri utenti”, ha dichiarato Kazuo Hirai, numero due di Sony e presidente della divisione videogiochi del gruppo, durante una conferenza stampa.

La Sony, che ha chiesto all’Fbi di indagare sull’incidente, ha ribadito che al momento non ci sono prove che tra i dati personali trafugati vi siano anche i numeri di carta di credito degli utenti, pur non potendo neppure escludere tale possibilità.

Fonte: Quotidiano Nazionale

Verizon 2011: violazioni informatiche in forte crescita, in calo la perdita di dati

La perdita di dati causata da cyber-attacchi è nettamente diminuita nel 2010, ma il numero totale di violazioni informatiche è stato più alto che mai, secondo quanto riportato nel Verizon 2011 Data Breach Investigations Report I dati dimostrano che le aziende e gli utenti devono restare vigili nel mantenere o incrementare le pratiche per la sicurezza adottate.

Il numero di record violati nel 2010 è crollato da 144 milioni a soli 4 milioni, dato che rappresenta il più basso volume di perdita di dati in assoluto da quando è stato lanciato il report nel 2008. Con circa 760 casi di violazione informatica analizzati, questo report rappresenta ancora la più grande casistica disponibile. Secondo lo studio di quest’anno, l’apparente contraddizione tra basse perdite di dati ed elevato numero di violazioni ha origine da un significativo declino delle violazioni su larga scala, causato da un cambio di tattica dei cybercriminali, che si stanno impegnando in attacchi di minore entità con maggiori opportunità piuttosto che in attacchi su larga scala più complessi e stanno usando attacchi relativamente non sofisticati per penetrare nelle organizzazioni. Per esempio, solo il 3% delle violazioni è stato considerato inevitabile senza un’azione correttiva eccessivamente dispendiosa o difficile da mettere in atto.

Il report rivela che gli outsider sono responsabili del 92 per cento delle violazioni, un incremento significativo rispetto ai dati emersi nel 2010. Nonostante la percentuale degli attacchi interni sia diminuita notevolmente nel corso dello scorso anno (16 per cento contro il 49 per cento), ciò è soprattutto dovuto all’enorme aumento dei piccoli attacchi esterni. Vista così, l’attività degli insider è rimasta relativamente costante rispetto alle conclusioni del 2010. L’hacking (50%) e il malware (49 %) rappresentano i tipi di attacco di maggior spicco, seguiti da password e credenziali deboli o trafugate. Per la prima volta, gli attacchi fisici – come la compromissione degli ATM – sembrano essere una dei tre metodi più comuni per ottenere l’accesso non autorizzato nelle organizzazioni costituendo il 29% dei casi analizzati. I Servizi Segreti Statunitensi hanno collaborato con Verizon per il secondo anno di seguito. Inoltre, la National High Tech Crime Unit della Polizia Olandese (KLPD) si è unita quest’anno al team, dando la possibilità a Verizon di fornire dati più dettagliati riguardanti l’Europa. Circa un terzo dei casi di quest’anno hanno avuto origine in Europa o nella regione Asia-Pacifico.

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Piccolo è bello, anche per i pirati del web

Non è più tempo di attacchi su larga scala, ma di piccole incursioni: carte di credito clonate, Bancomat violati

Un acquisto nel negozio sotto casa strisciando la carta di credito, poi la benzina pagata col Bancomat e un prelievo per avere un po’ di contante in tasca allo sportello più vicino, ed ecco accumulati tutti insieme i maggiori rischi di attacco informatico, o almeno, quelli prediletti dagli hacker nel 2011, secondo quanto racconta l’ultimo rapporto dell’operatore americano Verizon . Che traccia una mappa del rischio di furti di denaro e frodi informatiche aggiornato all’ultimo anno: i pirati informatici non amano più orchestrare attacchi in grande scala – frodi via mail che colpiscano indiscriminatamente, grandi operazioni all’interno di multinazionali mondiali – perché oltre a temere le sempre più frequenti denunce e il rischio-prigione, hanno capito che riescono a finalizzare meglio se il loro lavoro è svolto su piccola scala, magari fisicamente. Dove la sicurezza è spesso data per scontata, o dove, come nel caso dei singoli utenti, si dimentica sovente di usare password diverse e cambiarle spesso, o di proteggere il proprio Pc adeguatamente.

RISCHI IN CRESCITA – Sono gli attacchi fisici, a strutture di piccole o medie dimensioni (la banca della nostra via, il negozietto sotto casa, ma anche il piccolo hotel), a crescere maggiormente: duplicati già nel 2009, sono raddoppiati nuovamente nel 2010 e rappresentano il 29 per cento del totale. Ripetitivi e di sicuro successo. Ecco perché clonare Bancomat manomettendo i terminali fisici è più semplice che studiare uno scam via e-mail per far cadere nel tranello il destinatario ignaro di un messaggio di posta ammiccante seppur dubbioso. Sono stabili invece gli attacchi più comuni: hacking (l’attacco al computer, o ai server di un’azienda, o a un sito internet per rubare dati) e malware (software maligni eseguiti sui Pc da utenti ignari di quanto accade) restano il modo più comune per intrufolarsi in grandi e piccoli sistemi. Il solo malware, per esempio, è responsabile dell’80 per cento dei dati persi.

CONSIGLI – La stessa Verizon conferma che per evitare di venir defraudati di dati sensibili importanti e derubati, sia che si tratti di un singolo, sia che si parli di una grande azienda, la morale è sempre quella: non scordare mai di proteggersi. E per farlo non sempre è necessario spendere grandi cifre per l’acquisto di prodotti dedicati, anzi. Il senso comune, nel caso degli utenti privati, e alcuni buoni prodotti da scaricare online gratuitamente, evitano la maggior parte degli attacchi.

Fonte: Corriere

Nokia: il governo indiano vuole spiare i suoi servizi

L’India torna sulla questione dei dati inviati e ricevuti attraverso dispositivi mobile, ma questa volta nel mirino del Ministero degli Interni dello stato asiatico non c’è RIM ma bensì Nokia.

Infatti i dirigenti governativi indiani vogliono bloccare il lancio del nuovo servizio push email della società fino a quando non si potrà avere accesso ai dati inviati per poterli controllare.

Non è ancora chiaro come andrà a finire, ma Nokia potrebbe opporre ben meno resistenza rispetto a RIM che era molto contrariata dall’idea di dare le chiavi dei propri sistemi ad alcuni governi.

Fonte: Ampletech

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Rilevatore di giunzioni non lineari capace di scoprire dispositivi elettronici nascosti, anche se il dispositivo emette irradiazioni, abbia fili o sia acceso.
 MICROREGISTRATORI
Nuovissimi microregistratori digitali con durata di registrazione fino a 1200 ore. Utilissimi per raccogliere prove o scoprire tradimenti di ogni tipo. I modelli ad attivazione vocale VAS permettono inoltre una maggiore autonomia di consumi. Affidabilità, efficacia e prezzo conveniente.
 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
 MICROAURICOLARI
microauricolareI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all’auricolare celato nell’orecchio.
 MICROFONI DIREZIONALI
Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
 MICROFONI DA MURO
Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.

ARTICOLI IN RILIEVO

Come difendersi dalle intercettazioni telefoniche non autorizzate

28 Apr 2017

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Mentre anche la politica d’oltreoceano, con la recente presa di posizione abolizionista del neo presidente americano Donald Trump, sembra muovere in direzione opposta a quella della tutela dei dati on line, garantirsi degli strumenti efficaci contro il furto di informazioni diventa ogni giorno più pressante. Lo stesso dicasi per le intercettazioni telefoniche abusive. Ovviamente in quest’ultimo caso ci riferiamo a tutte quelle operazioni non autorizzate da organi giudiziari competenti, ma comunque avviate in maniera indiscriminata …

Microspia GSM NANO-BUG. Per un ascolto efficace di veicoli o ambienti da qualsiasi distanza

9 Dic 2016

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Se cercate una microspia audio dalle dimensioni realmente ridotte, facile da installare e capace di funzionare da qualsiasi distanza, allora la NANO-BUG è il dispositivo adatto a voi. Questo gioiellino di elettronica per l’intelligence funziona infatti grazie a un vettore GSM Quadriband che permette l’ascolto audio da qualsiasi postazione. Le caratteristiche più interessanti della NANO-BUG risiedono principalmente nella programmazione da remoto attraverso l’invio di SMS di comando (fino a 5 …

Come scoprire se qualcuno ti sta spiando in poche semplici mosse

21 Set 2016

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Temi che qualcuno abbia piazzato dei microfoni nel tuo appartamento? Hai paura che stiano spiando ogni tuo movimento? Sei convinto che nella tua auto ci sia una microspia? Vediamo insieme quali segnali prendere in considerazione per evitare qualsiasi abbaglio interpretativo e giungere invece alla verità. Prima di passare a elencare i segni tangibili e quelli meno evidenti di eventuali intercettazioni in atto, sarebbe  tuttavia opportuno chiedersi: perché dovrebbero spiare proprio …

Microregistratore digitale SAB-R1: lunga durata e dimensioni ridottissime

26 Ago 2016

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Registra file audio a livello ambientale su memoria integrata da 8GB per 40 ore consecutive. Il micro registratore digitale SAB-R1, di recente ideazione, si colloca ai primi posti nel panorama dei dispositivi elettronici per la registrazione ambientale in modalità nascosta. Questo grazie soprattutto alla sua capacità di registrare e archiviare file in formato wave (ad altissima qualità audio) per una durata prossima alle 40 ore. Le sue ridotte dimensioni (4×1.7×0.8 …

Come proteggersi dal cyberbullismo. L’esempio di Facebook

26 Lug 2016

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Come difendere i nostri figli dai bulli che popolano la rete? La risposta potrebbe arrivare dalle linee guida pubblicate qualche tempo fa da Facebook su una pagina dedicata al bullismo, dal titolo: “Fermiamo il bullismo. Presentazione di strumenti, suggerimenti e programmi per aiutare le persone a difendere se stesse e gli altri“. L’obiettivo principale del noto social network è chiaramente quello di mitigare l’aumento di casi di violenza verbale, ingiurie …

Cellulare Stealth Phone non intercettabile con invio di SMS criptati

4 Lug 2016

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In tempi in cui tutti si affannano a spiare tutti, la privacy delle comunicazioni sembra quasi diventata  un optional. Purtroppo, anche i casi di persone spiate al cellulare da concorrenti sleali, pirati informatici o altri individui senza scrupoli aumentano. Fermo restando le operazioni di intercettazione telefonica avviate legalmente dagli organi giudiziari, ogni altra azione di spionaggio telefonico rischia di diventare un pericolo da cui è necessario tenersi assolutamente alla larga. …

Localizzatore Quad-Track: rintraccia qualsiasi veicolo fermo o in movimento

8 Apr 2016

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Tracciamento in real time di auto, moto, camion, container ecc. A prova di intemperie! Se il vostro bersaglio vi sta mettendo a dura prova con spostamenti continui e improvvisi, il localizzatore quadribanda GPS-GPRS Quad Track è il tracker che fa per voi. In primo luogo perché è capace di captare il segnale di posizione con precisione impressionante (meno di 5m), quindi perché utilizza l’azione combinata del segnale GPS e GPRS …

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 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta e il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
 KEYLOGGER
keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.

Violazione dei diritti civili

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

2 Gen 2014

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

La bambina virtuale adescata da 20mila adulti

26 Nov 2013

Sweetie, una bambina virtuale, messa in rete come esca, per verificare quanto e come gli adulti si avvicinano ai piccoli via web. L’esperimento, condotto dall’associazione per i diritti umani olandese Terre des Hommes, ha purtroppo attirato, in appena due mesi e mezzo, oltre 20mila persone, 1000 delle quali identificate. Erano disposti a …

Il costo della nostra privacy

31 Lug 2013

Si è soliti sostenere che la privacy non ha prezzo, oggi però ci sono dei parametri attendibili con cui farsi un’idea: il tariffario con cui gli operatori telefonici e gli Internet service provider statunitensi vendono le conversazioni degli utenti al governo. Dopo il caso Snowden, a svelare il listino prezzi è stato il …

Spionaggio per manipolare i social network secondo il Guardian

10 Mag 2011

Lo dice il Guardian. L’esercito americano sta sviluppando un software che consente di manipolare segretamente i siti di social media utilizzando falsi personaggi online per influenzare le conversazioni su Internet e diffondere propaganda filo-americana. Una società californiana si è aggiudicata un contratto con la United States Central Command (Centcom), che …

Le vite degli altri a Pechino

7 Mag 2011

Istituiti nuovi controlli su Internet mentre la tv vieta i film di spionaggio e crimine Istituzione di un nuovo ufficio per coordinare i controlli di Internet, proibizione di teletrasmettere film che includono immaginari viaggi nel tempo, ma anche quelli di spionaggio e di crimine, e l’ex ministro della Pubblica Sicurezza, …