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Cimici spia: chi deve averne paura?

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Nelle ultime settimane, il costante martellamento televisivo da parte delle reti di proprietà del Presidente del Consiglio cerca di far subdolamente passare il messaggio secondo il quale siamo tutti intercettati, ed un misterioso Grande Fratello non fa altro che ascoltare le nostre conversazioni alla ricerca dei nostri più inconfessabili segreti.

Ovviamente la verità sulle intercettazioni è ben lontana dalla propaganda berlusconiana. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali non sono un mezzo per tenere al sicuro il comune cittadino: chi non compie alcun atto illecito, infatti, sa di non aver nulla da temere a prescindere.
Al contrario, l’utilizzo delle cimici spia è sicuramente il mezzo più efficiente per la lotta al crimine organizzato, in quanto permette di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo e, soprattutto, con il minimo rischio.

Infatti, provate a pensare per un attimo a quanto diventerebbe rischiosa la vita di un investigatore o di un poliziotto se, per le sue indagini, non potesse avvalersi delle microspie. Per tentare di ascoltare frammenti delle conversazioni di un sospetto criminale, o per seguirne gli spostamenti, dovrebbe pedinare il sospetto. Questo vorrebbe dire rischiare di metterlo in guardia e vanificare l’operazione di sorveglianza, o peggio ancora di mettere in pericolo la propria incolumità.

Impiegare uno o più poliziotti invece di una microspia vuol dire distrarre risorse umane dal compito di analizzare le eventuali intercettazioni, e soprattutto, di farlo ad un costo infinitamente superiore. Aggiungiamo poi che una microspia ambientale nascosta ad esempio all’interno di una macchina è in grado di raccogliere informazioni ed intercettare conversazioni che nessun agente sarebbe mai in grado di ascoltare; oltretutto, usando una microspia ad attivazione automatica o un cellulare spia, che si attivano soltanto in presenza di suoni o al momento dell’accensione dell’auto, si evitano inutili appostamenti di ore ed ore per cogliere soltanto frammenti di conversazioni.

Lo strumento investigativo delle microspie o dei microfoni nascosti ha permesso di risolvere centinaia di casi, dalle frodi agli omicidi, spesso permettendo di trovare collegamenti tra atti criminosi altrimenti impensabili.

Limitarne l’uso con la scusa della difesa della privacy del comune cittadino, non serve certo a difendere il cittadino stesso, se esso ha la coscienza pulita.
Al contrario, i benefici sarebbero tutti di chi potrebbe liberamente continuare a commettere danni illeciti a danno della collettività; inoltre, vietare la pubblicazione delle intercettazioni terrebbe il pubblico all’oscuro di tutto.

Insomma, come molte leggi studiate dall’attuale Governo, non sembra proprio una legge fatta nell’interesse dei cittadini.

Fonte: Endoacustica Blog

Microspie e cimici ambientali

«La cimice? Solo uno scherzo» La famiglia Guerra non spia Fli

marzo 8, 2011 Microspie No Comments
0803 Guerra

«Era solo uno scherzo, una battuta, un gioco tra mio marito e mia figlia, tant’è che nelle intercettazioni si sente chiaramente che ridono. Ma secondo voi mio marito potrebbe fare una cosa del genere? Mettere una microspia nei mobili?». Non ci pensa due volte Claudia Consolazio, madre della nota soubrette Barbara Guerra con famiglia a Copreno, ad abbassare i toni dell’ultimo tormentone gossip che ha travolto la bella figlia. Non solo Barbara avrebbe partecipato ai noti festini del premier, respingendo da sempre le accuse che si fosse andati oltre una cena, ma nell’intricata vicenda spunta anche lo spionaggio politico con tanto di papà Innocenzo Guerra ideatore di un controllo del Fli.

É quello che si sente nelle intercettazioni depositate dai pm di Milano nello stralcio dell’inchiesta sul caso Ruby, in particolare un dialogo telefonico datato 11 gennaio in cui papà Innocenzo informa la figlia di doversi occupare degli arredi della sede Fli di via Terraggio a Milano. Magari, pensa il padre, a Berlusconi avrebbe fatto piacere posizionare delle cimici, per sapere in tempo reale cosa pensavamo e progettavano i suoi amici-nemici. «Io gli volevo proporre se vuole mettere una microspia – dice papà Innocenzo – Oo..c’ho le chiavi io dell’ufficio (…) ieri è venuto anche il senatore Valditara». La figlia: «E si può fare?». Il padre le ripete: «Io c’ho le chiavi». La show girl: «allora glielo dico sub… cacchiarola. Non e’ qui sennò c…. andavamo a casa sua subito». Barbara Guerra riferisce al padre di aver cercato il premier: «Ho detto di chiamarmi subito, m’ha richiamato…».

Il padre: «E tu digli cheee… (…) che mio papà non è abituato a queste cose qui, ma però per l’amore e il rispetto che (…) che ho nei suoi confronti, se gli interessa si può fare». Barbara: «Eee glielo dico. Dai, facciamo così, adesso lo presso per un’ora intera gli dico, ma si libera perché domani c’è una cosa da fare gli dico». Il padre: «Almeno sente le puttanate che dicono e di quello che fanno». L’uomo spiega alla figlia che «dopodomani arriva il camion con i mobili» e che il locale «domani è ancora vuoto, se lui ha una persona che può farlo (…) io c’ho le chiavi». Poco dopo in un’altra telefonata intercettata Barbara dice al padre di aver parlato con Berlusconi: « è meglio non farlo, però vuole sapere dove è la sede….». Il padre quasi al termine della conversazione: «E perché non è da fare?», Barbara: «Forse ha paura che se esce qualcosa»

Fonte: Il Cittadino

Microspie, cimici e microfoni nascosti

Ruby, intercettazioni: il comune senso del pudore

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“Sei mila Euro… brava figlia mia, adesso riposati”

Per “una settimana” trascorsa con “lui”, assieme ad altre ragazze, Elisa Toti ha portato “a casa” sei mila euro, “dodici milioni” di vecchie lire. Lo racconta la stessa giovane in una telefonata alla madre, che si trova tra le molte intercettazioni depositate insieme alla richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi nell’ ambito del caso Ruby.
Conversando con la mamma, lo scorso 9 gennaio, la ragazza, una delle ospiti alle feste di Arcore, spiega di essere “appena tornata a casa” e dice di essere “preoccupata per la salute di lui”.
La madre, invece, sembra preoccuparsi di altro: “Senti eeee quanto v’ha dato?”. La figlia: “Cinque piu’ quegli altri mille quindi, quindi sei”. La madre e’ contenta: “Dici niente? Capito? eee poi che vi ha detto quando lui vi ripotra’ vedere”.
Risposta: “Ce lo dira’ lui”. La ragazza racconta di essere stata “una settimana (…) alcune sono arrivate martedi’ io mercoledi’ (…) mamma mia una cosa allucinante”. E ora e’ stanca: “Non ti puoi immaginare in che condizioni sono guarda (…) sono in condizioni pietose, pietose proprio (…) ora mi ci vorra’ un mese perrr, ora quei, quei soldi che ho preso mi (…) serviranno per rimettermi a posto dopo questa settimana”. La mamma fa due conti: “Sono dodici milioni”, di vecchie lire. E la Toti: “Si ma no, non dire niente ee”‘. La signora, quindi, la saluta: “Ti lascio perche’ ti devi, devi andare a riposare”.

“Eh, ma sei scema? Ma anche se fai non fai, fatti dare!

Sono quasi le 4 del mattino, quando il suo ragazzo, al telefono, preme perche’ si faccia “dare” i “vestiti” come compenso per la sua presenza alla “cena”, ma lei, Imma De Vivo, una delle gemelle che ha frequentato i presunti festini a luci rosse ad Arcore, risponde, da Villa San Martino, che probabilmente non prendera’ nulla perche’ “mi ha dato da poco”.
Il dialogo emerge da una delle intercettazioni, inserite tra gli atti allegati alla richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi, imputato per il caso Ruby.

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Intercettazioni telefoniche

La microspia che incastrò Vittorio Emanuele

febbraio 26, 2011 Microspie No Comments
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«Anche se avevo torto… devo dire che li ho fregati». Così, nella sua cella al carcere di Potenza, Vittorio Emanuele di Savoia siriferiva ai giudici francesi che lo hanno assolto per la vicenda di Dirk Hamer, ferito a morte da una fucilata il 18 agosto 1978 sull’isola di Cavallo, in Corsica.
L’ammissione, registrata attraverso una microspia, è citata dal gip potentino Rocco Pavese per motivare la conferma del divieto di espatrio. Siamo a settembre del 2009. «Avevo torto, ma ero sicuro di vincere». La conversazione (probabilmente con il gestore messinese di videogiochi Rocco Migliardi) è stata
intercettata il 21 giugno da una cimice fatta mettere in cella dal pm Woodcock. L’ indagato, scrive il gip, ammette di avere torto e di essere tuttavia uscito vittorioso. «Il processo – dice il principe – anche se io avevo torto… devo dire che li ho fregati… eccezionale, venti testimoni e si sono affacciate tante di quelle personalità pubbliche. Ero sicuro di vincere. Io ho sparato un colpo così e un colpo in giù, ma il colpo è andato in questa direzione, è andato qui e ha preso la gamba sua, che era steso, passando attraverso la carlinga».
Il gip Rocco Pavese, nell’ordinanza del 4 settembre del 2009, cita anche una dichiarazione offensiva di Vittorio Emanuele verso i magistrati italiani, che lo hanno indagato per associazione a delinquere. «Sono dei poveretti, degli invidiosi, degli stronzi – dice al telefono a un conoscente il 28 luglio, dopo la scarcerazione – Pensa a quei coglioni che ci stanno ascoltando… sono dei morti di fame, non hanno un soldo. Devono rimanere tutta la giornata ad ascoltare, mentre probabilmente la moglie gli fa le corna».
Queste affermazioni, secondo il gip, mostrano «cinismo e disprezzo per la legittima attività investigativa e giurisdizionale, a ulteriore dimostrazione del persistere dell’esigenza cautelare». Il gip conferma quindi le motivazioni che il 27 luglio scorso avevano portato il tribunale del Riesame potentino a respingere la prima istanza di revoca della misura cautelare in carcere: il pericolo di fuga, favorito dalla disponibilità di abitazioni all’estero, ingenti risorse economiche e una fitta rete di rapporti internazionali.
Secondo Pavese, queste motivazioni sono rafforzate dalle nuove intercettazioni e dal fatto che il principe, nell’interrogatorio davanti al pm (chiesto dalla difesa), «si è avvalso quasi integralmente della facoltà di non rispondere». Vittorio Emanuele non può neppure chiedere la revoca della misura cautelare in previsione dell’indulto per un’eventuale condanna, «poiché la pena applicabile all’indagato è molto elevata».
L’erede dei Savoia fu indagato da tre procure: quella di Potenza per associazione a delinquere, quella di Roma per la presunta corruzione ai monopoli di Stato e quella di Como, per la presunta corruzione del sindaco di Campione d’Italia.

Fonte: Il Quotidiano Web

Spionaggio al comando, vigili a rischio licenziamento

febbraio 24, 2011 Microspie No Comments
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VARESE La vicenda dello spionaggio ai danni del comandante dei vigili era esplosa con fragore il 18 marzo del 2008 ed ora, a tre anni di distanza approda in tribunale, dove ieri mattina avrebbero dovuto comparire i due vigili che avevano piazzato una microspia sotto la scrivania di Antonio Lotito, allora appunto a capo della polizia locale. Ma l’udienza contro i sostituti commissari Fabrizio Mondo e Marinella Cassia è stata rinviata al 22 giugno, in attesa che venga definito un risarcimento nei confronti del dirigente che aveva denunciato il complotto. Con loro anche un tecnico comunale che venne incaricato di apprestare l’apparato.
Difesi dagli avvocati Renato Prestinoni e Andrea Prestinoni (mentre il tecnico è assistito dall’avvocato Paolo Bossi), rischiano non tanto sul piano processuale, quanto su quello disciplinare: una sentenza di condanna (che appare scontata, dato che tutti hanno ammesso le proprie responsabilità), aprirebbe le porte a provvedimenti da parte dell’ente datore di lavoro, cioè il Comune, che potrebbero arrivare anche al licenziamento.
La microspia era nascosta dentro ad un armadio, ed era collegata all’impianto elettrico: un apparato in grado di ascoltare e anche registrare le sue conversazioni e le sue telefonate. A tre anni dall’episodio resta da chiarire perché i due abbiano voluto spiare il loro comandante: una verità che potrebbe non venire mai a galla, se decidessero di patteggiare.

Fonte: La Provincia di Varese

L’inchiesta con 83 anni di intercettazioni

febbraio 23, 2011 Intercettazioni No Comments
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Ottantatrè anni. Il tempo necessario, mese più mese meno, per trascrivere una sterminata lenzuolata di intercettazioni telefoniche e ambientali. Sembra fiction, è la realtà. Ambientata a Gallarate, un tempo considerata con la vicina Busto Arsizio la Manchester del tessile italiano. Oggi, invece, i paragoni andrebbero fatti con la Chicago di Al Capone perché non si riesce a spiegare in altro modo la sbalorditiva proliferazione di intercettazioni. Quanti sono i criminali in circolazione in una città che tocca a malapena i cinquantamila abitanti? È quel che ci si domanda leggendo la lettera, altrettanto attonita, che due consulenti indirizzano alla procura di Busto Arsizio dopo aver ricevuto un incarico al di là delle loro possibilità: trascrivere trecentomila intercettazioni. Un compito sovrumano, anzi no, a fare i ragionieri dell’aritmetica giudiziaria la coppia stima che occorreranno ottantatrè anni circa per portare a termine l’impresa. Siano nel 2009 e dunque la sbobinatura, poi sfumata, ci avrebbe portato alle soglie del ventiduesimo secolo.
Incredibile. Ancora di più perché l’inchiesta in questione ha un perimetro locale e non sfonderà sulle prima pagine dei giornali nazionali e delle tv. Una storia, con tutto il rispetto, di provincia, per quanto deprecabile, incentrata sui presunti affari sporchi dell’Ufficio tecnico del Comune. Una vicenda che porta a una manciata di arresti e che, come tante altre indagini, si avvale del supporto prezioso delle intercettazioni. Già, ma quante sono le telefonate e le conversazioni captate?
Due tecnici, non due sprovveduti ma due professionisti abituati a gestire delicati e complessi incarichi per conto delle più agguerrite procure d’Italia, ricevono i Cd-rom e i dvd e cominciano a studiare il materiale. Restano di sasso, fanno e rifanno i loro conteggi, poi prendono carta e penna e inviano una lettera surreale, anche se impeccabile nelle forme e nei toni, al pm Toni Novik. «A seguito dell’incarico assunto in data 12 marzo 2009 – è l’incipit – in merito alla ricerca e trascrizione di intercettazioni telefoniche e ambientali, con la presente, come già anticipato verbalmente alla Signoria vostra, siamo a rappresentare quanto segue: abbiamo provveduto a effettuare una stima del lavoro richiestoci con la conta dei supporti magnetici sui quali sono incise le intercettazioni telefoniche e ambientali da trascrivere».

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Lamezia T. – Decorrono i termini, rimessi in liberta’

febbraio 16, 2011 Microspie No Comments
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Lamezia Terme – 15 febbraio 2011 – Ferisce un carabiniere ma viene scarcerato per decorrenza dei termini. I fatti risalgono al gennaio dello scorso anno quando un carabiniere veniva raggiunto da un colpo di arma da fuoco sparato da Mario Chieffallo. Il Chieffallo,con precedenti penali, sorprese il carabiniere a bordo della sua auto intento a sistemare una microspia, convinto che fosse un ladro sparo’ alcuni colpi di pistola uno dei quali raggiunse l’appuntato dei carabinieri. Anche il carabiniere rispose al fuoco ferendo il Chieffallo infatti il figlio Antonio vedendo il padre ferito lo carico’ sulla sua auto e dopo aver tentato di investire i carabinieri che cercavano di fermarli porto’ il padre all’ospedale. Padre e figlio furono arrestati per tentato omicidio. Ma non avendo notificato a un carabiniere l’atto di fissazione dell’udienza preliminare Mario Chieffallo, di 60 anni, e il figlio Antonio (36), accusati di tentato omicidio in concorso nei confronti di un militare e detenzione abusiva di pistola, sono stati scarcerati.

Fonte: Lamezia Attiva

Microspie e cimici spia, un po’ di chiarezza

microspia-gsm

Microspie ambientali GSM

Ascoltare le conversazioni che si svolgono all’interno di una stanza può essere difficile se non si ha modo di posizionarsi alla giusta  distanza per ricevere le trasmissioni radio inviate da microspie ambientali o microfoni nascosti  all’interno dell’ambiente da sorvegliare.
Questo problema può essere facilmente risolto usando una microspia ambientale GSM, che permette di ascoltare tali conversazioni anche trovandosi, letteralmente, all’altro capo del mondo.

Infatti essa utilizza la rete telefonica cellulare GSM per trasmettere, anche a distanza praticamente illimitata, le proprie intercettazioni ambientali, tramite una semplice telefonata che vi permette perciò di ascoltare in diretta un sospetto criminale o una moglie infedele, senza destare alcun tipo di sospetto, in maniera del tutto invisibile e con assoluta chiarezza grazie alla estrema sensibilità del microfono incorporato.

Per entrare in comunicazione con la persona da controllare, basterà chiamare il numero della scheda SIM inserita all’interno della microspia, da un qualsiasi cellulare di qualsiasi paese, e si potrà iniziare ad ascoltare in diretta senza che gli intercettati se ne rendano conto.

Per una migliore riuscita delle vostre operazioni di sorveglianza, potete usare microspie GSM di diverse dimensioni o forme, occultate all’interno di oggetti di uso comune per non destare sospetti. Infatti, grazie alle sue dimensioni ridottissime, una microspia GSM può essere contenuta all’interno di vari componenti in una casa od ufficio, ad esempio un elettrodomestico, una lampada, una calcolatrice da tavolo o all’interno di una presa multipla di corrente, o più comunemente nascosta in auto.

Il microfono ad alta sensibilità permette di intercettare le conversazioni con chiarezza assoluta, e l’assoluta silenziosità ed assenza di vibrazioni delle microspie GSM garantisce segretezza e riservatezza. La maggior parte dei modelli di microspia GSM possono essere controllate a distanza, modificando a piacimento le impostazioni tramite un semplice SMS.
Basta un messaggio dal proprio cellulare, per aumentare o diminuire la sensibilità del microfono, o per spegnere la microspia rendendola invisibile ad eventuali tentativi di bonifica. La microspia GSM a raggi infrarossi, inoltre, ha un sensore che rileva i movimenti e le vibrazioni all’interno dell’ambiente ove è collocata, e può essere anche collegata direttamente al cavo del telefono di rete fissa.

Ovviamente, le opzioni a vostra disposizione nel campo delle microspie GSM sono svariate, ad esempio la presa multipla GSM, un mouse GSM per computer, o la lampada GSM da tavolo.

Microspie radio analogiche

Nei film di spionaggio, abbiamo visto più volte i protagonisti alle prese con microspie radio analogiche, composte di un piccolissimo microfono in miniatura e di un altrettanto piccolo apparecchio di trasmissione radio. Questo piccolo ma potente sistema viene utilizzato per intercettare le conversazioni ed i suoni nella zona circostante, ad esempio un ufficio, una stanza d’albergo od un appartamento, ed inviare a distanza i risultati di tali intercettazioni.

Tale distanza può variare in relazione alla forza del segnale trasmesso: i trasmettitori più semplici inviano il segnale ad un ricevitore appostato ad alcune decine di metri di distanza, mentre quelli più potenti possono consentire ad un ascoltatore piazzato anche a qualche chilometro di intercettare le conversazioni in tutta calma e sicurezza, semplicemente abbinando la microspia ad un ricevitore, ed usando ovviamente la stessa frequenza sia per la trasmissione che per la ricezione.

Per ottimizzare l’operazione di sorveglianza, è possibile usufruire di microspie analogiche munite di sensore di attivazione vocale, in modo da iniziare la trasmissione soltanto in caso di effettiva necessità, ossia quando il sensore rileva la presenza di voci o di suoni che possano interessare l’ascoltatore a distanza. In questo modo, l’operazione di ascolto viene ottimizzata, evitando di consumare le batterie della microspia per trasmettere inutili rumori di fondo, e riducendo al minimo il rischio che la microspia radio venga scoperta da un apposito rilevatore.

Inoltre, l’attivazione e disattivazione della microspia può anche essere effettuata tramite un controllo a distanza, in modo da spegnere l’apparecchio di trasmissione nel caso in cui le persone intercettate dovessero insospettirsi o se dovessero tentare un’operazione di bonifica ambientale nel luogo sotto sorveglianza; in questo modo la presenza della microspia non verrebbe notata dai rilevatori.

Microspie ambientali digitali

A differenza delle cimici di tipo analogico, che possono essere soggette a disturbi ed interferenze i quali potrebbero creare problemi alla chiarezza del segnale trasmesso, utilizzando una microspia radio digitale il suono viene trasmesso in maniera chiara, in quanto la codifica binaria digitale ha soltanto due modalità: segnale pulito o assenza di segnale.

Oltre a garantire un segnale assolutamente pulito, l’utilizzo di una microspia ambientale digitale permette di garantire anche e soprattutto la sicurezza e riservatezza delle trasmissioni.
Infatti, eventuali ascoltatori esterni che dovessero tentare di intercettare il segnale digitale codificato della microspia, riuscirebbero a captare soltanto un rumore inintelligibile.

Infatti, la trasmissione è codificata secondo una chiave di sicurezza, ed il suo effettivo contenuto può essere ascoltato soltanto da chi possiede un ricevitore dotato della stessa chiave usata per codificare. Il segnale, prima di essere trasmesso, viene “spacchettato” in una serie di impulsi che vengono codificati ed inviati verso il ricevitore; una volta che i dati sono ricevuti a destinazione, il ricevitore rimette insieme questi pacchetti come pezzi di un puzzle, provvedendo a decodificarli con l’apposita chiave, ed a renderli ascoltabili e comprensibili per chi riceve.

Le microspie digitali , le microspie analogiche e microspie gsm, a disposizione sul mercato sono di vario tipo, e presso La Endoacustica Europe srl, potrete trovare quella con le caratteristiche più adatte alle vostre necessità. Per scoprirne le proprietà ed i dettagli, potete visitare www.endoacustica.com.

Belluno: ricatto al prete sul flirt amoroso con la madre, 38enne in manette

febbraio 3, 2011 Microspie No Comments
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Baratta il silenzio su alcune lettere scottanti in cambio di 700 euro

BELLUNO. Quel pomeriggio il sacerdote si presentò, come stabilito, ad un tavolino del bar della Stazione ferroviaria di Belluno.

Era imbottito di microspie: quelle che la polizia, poco prima, gli aveva accuratamente nascosto sotto una giacca.

Al passaggio del denaro, circa settecento euro, scattò la trappola ed il 38enne, che poco prima si era seduto davanti a lui, fu preso e portato fuori dagli uomini della Squadra Mobile.

L’uomo fu arrestato per estorsione ai danni del prete. Motivo: aveva barattato il silenzio sul contenuto di alcune lettere, a suo dire, compromettenti in cambio del denaro che gli sarebbe probabilmente servito per andare ad acquistare la droga.

Le lettere, a quanto pare, erano la prova di un flirt tra il sacerdote e la madre dell’uomo.

Il pomeriggio in questione è quello del 25 ottobre 2010, poco più di tre mesi fa. L’episodio, che è avvenuto davanti a qualche avventore del locale, è passato completamente sotto silenzio. Ma l’inchiesta, nelle mani del sostituto procuratore Simone Marcon, sta ora facendo il suo corso.

L’indagato, da quel 25 ottobre scorso, non è più uscito di galera. Pesante l’accusa che pende sulla sua testa: estorsione. Sebbene i soldi siano stati subito restituiti al prete, il reato è stato completamente consumato in quanto i poliziotti sono intervenuti nel momento in cui vi c’è stata la consegna del denaro.

Sullo sfondo della vicenda c’è la dipendenza dalla droga dell’indagato. Il trentottenne, di origini feltrine, ha architettato l’estorsione dopo essere venuto in possesso di alcune lettere compromettenti che riguardavano il sacerdote. I due si conoscevano bene. E così, dopo averlo avvicinato, a metà ottobre scorso, gli ha fatto sapere di avere quella scottante corrispondenza intercorsa tra il sacerdote ed un ‘altra persona. «Se non mi dai 700 euro, le farò vedere in giro», gli ha detto.

Ma il prete non ha voluto sottostare al ricatto. Ed ha deciso di andare dalla polizia per denunciare il suo estorsore. Da qui la decisione degli investigatori di tendere la trappola al 38enne: arrestarlo a passaggio del denaro avvenuto. I numeri di serie delle banconote da settecento euro sono stati tutti accuratamente fotocopiati. Poi l’appuntamento: il pomeriggio del 25 ottobre scorso. Il sacerdote, imbottito di microspie, s’è presentato in stazione, ha atteso il 38enne e, al suo arrivo, gli ha consegnato la busta coi 700 euro. A quel punto è scattata la trappola.

Fonte: Corriere delle Alpi

Microspie ambientali

Intercettazioni a servizio del bunga bunga

febbraio 2, 2011 Intercettazioni No Comments
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Il caso Rubi & company rilancia il dibattito sulle intercettazioni. La proposta di legge che ha tanto infervorato i palazzi del potere, la stampa, l’opinione pubblica e soprattutto i giornalisti e i magistrati, ritorna in auge attraverso un gruppetto di trenta deputati del Pdl che ripropongono di incrementare le pene ai pm che applicano tale procedimento in modo errato e soprattutto con le persone sbagliate. Si chiama “ingiusta intercettazione” e prevede risarcimenti fino a 100 mila euro per quelle persone le cui vite sono state invase dal grande orecchio senza che ci sia una reale motivazione. A pagare, secondo la proposta, dovrebbe essere lo Stato, mentre i magistrati verranno colpiti soltanto se autorizzeranno procedimenti per i quali non sono competenti o per funzione o per territorio.
“Una norma di civiltà, non un atto intimidatorio- commenta così Roberto Cassinelli, uno dei firmatari della proposta – che va a tutela di tutti i cittadini. Spero che possa galoppare velocemente,così potrà evitare che i pm versino negli atti quintali di intercettazioni senza neanche leggerle”.
E sì, perché questo strumento di indagine, la cui importanza ha portato cittadini e tutti gli ordini di stampa in piazza per difenderlo insieme al diritto di cronaca, si è ridotto al ruolo di “spione chiacchierone”. Proprio come i portieri di una volta, che sapevano tutto di tutti e non perdevano occasione di divulgare le notizie più piccanti.
I tempi delle grandi inchieste sulla criminalità organizzata, che hanno permesso di sgominare intere bande fino a risalire ai boss dei boss, sembrano ormai lontani rispetto alle stuzzicanti telefonate che mostrano come un Capo di Governo possa rimanere vittima ricattabile dei suoi stessi “vizietti”.
La proposta del gruppetto di deputati che si va ad aggiungere alle centinaia che giacciono alla Commissione Giustizia di Montecitorio, è stata presentata lo scorso 28 ottobre, proprio due giorni dopo dello scoppio dello scandalo Ruby. Allora Nicole Minetti era ancora soltanto una piacente consigliera regionale, e non un’indagata per favoreggiamento della prostituzione minorile.

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Intercettazioni telefoniche

Perché Cuffaro è stato condannato

gennaio 23, 2011 Microspie No Comments
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L’ex presidente della Sicilia è stato condannato in via definitiva per favoreggiamento aggravato alla mafia e violazione del segreto istruttorio. La Cassazione ha chiesto sette anni di reclusione e l’aggravante mafiosa impedisce l’applicazione delle misure alternative alla detenzione: per questo Cuffarò, oltre a decadere dal seggio di senatore, dovrà andare in carcere.

Di cosa parliamo
Salvatore Cuffaro è stato eletto per la prima volta presidente della Sicilia nel 2001. A giugno del 2003 Cuffaro viene indagato per concorso esterno in associazione mafiosa dalla procura di Palermo nell’ambito di un’indagine sulle continue fughe di notizie dalla Direzione distrettuale antimafia e sui rapporti della mafia con la classe politica locale. L’indagine su Cuffaro scatta quando il boss mafioso Giuseppe Guttadauro trova a colpo sicuro e distrugge le microspie che le forze dell’ordine avevano piazzato nella sua abitazione, mentre gli inquirenti stavano ascoltando. Gli inquirenti ritengono che sia stato lo stesso Cuffaro a far sapere a Guttadauro della presenza delle microspie, tramite la mediazione dell’allora deputato regionale Antonio Borzacchelli e da Domenico Miceli, medico, amico di Cuffaro ed ex assessore a Palermo. Inoltre, Cuffaro è accusato anche di avere dato informazioni riservate legate al suo processo a Michele Aiello, imprenditore nel settore della sanità indagato per associazione mafiosa. Salvatore Cuffaro si dice innocente e rinuncia all’immunità che gli spetterebbe in quanto parlamentare europeo.

Il rinvio a giudizio
A settembre del 2005 Salvatore Cuffaro viene rinviato a giudizio. L’accusa cambia: non più concorso esterno in associazione mafiosa bensì favoreggiamento aggravato alla mafia e rivelazione di notizie coperte da segreto istruttorio. A Cuffaro vengono contestati i rapporti con quattro persone. Il primo è Giuseppe Guttadauro, il boss mafioso al quale Cuffaro avrebbe fatto giungere la notizia dell’esistenza di microspie nel suo appartamento, un appartamento in cui gli inquirenti avevano registrato molte preziose conversazioni, in alcune delle quali si faceva il nome dello stesso Cuffaro. Il secondo è Michele Aiello, imprenditore nel settore della sanità a cui Cuffaro avrebbe rivelato l’esistenza di un’indagine riservata in corso sul suo conto: i due si sarebbero incontrati in un negozio di abbigliamento a Bagheria, al quale Cuffaro era arrivato senza la scorta. Lo stesso Aiello ha ammesso la circostanza, negata invece da Cuffaro. La terza persona è Giorgio Riolo, il maresciallo che aveva piazzato la microspia a casa di Guttadauro e che ha detto di avere un rapporto di grande confidenza col Cuffaro, al punto da raccontargli delle iniziative dei carabinieri. La quarta persona è Francesco Campanella, amico poi diventato collaboratore di giustizia, informato dell’esistenza di un’indagine sui rapporti di un politico locale e la mafia.

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Intercettazioni ambientali

Intercettazioni: Palamara, riguarda 0,22% italiani

gennaio 22, 2011 Intercettazioni No Comments
Luca Palamara

(AGI) Roma – “Abbiamo passato quasi un anno a discutere di intercettazioni e in questo caso penso che i numeri dicano sempre la verita’. E i numeri che abbiamo fornito sono dati reali, oggettivi, in relazione ai quali abbiamo potuto sfatare il doppio tabu’: quello delle persone intercettate e quello dei costi delle intercettazioni, evidenziando che in realta’ circa lo 0,22 per cento della popolazione e’ intercettato”. Lo ha detto Giuseppe Palamara, presidente dell’Anm a Repubblica Tv.

Fonte: AGI

Ex vicedirettore del DAS ammette: spiavamo illegalmente attivisti anche in Italia

gennaio 16, 2011 Microspie No Comments
160111 DAS

Germán Villalba, vicedirettore della sezione “Fonti Umane” del DAS (la polizia politica colombiana), ha riconosciuto di fronte alla Procura Generale della Nazione le proprie responsabilità nei crimini di intercettazione illegale di comunicazioni, concorso a delinquere ed abuso di autorità.
Attraverso una rete di complici ingaggiati nel territorio europeo, e utilizzando illegalmente apparecchi ricettori o trasmittenti, Villalba ha effettuato pedinamenti e intercettazioni telefoniche e ambientali illegali in Spagna, Belgio, Francia, Portogallo, Olanda e anche in Italia. Da quest’ultimo paese, dove era accreditato col paradossale incarico di “collegamento antidroga”, ha portato avanti pedinamenti illegali ai danni di molteplici organizzazioni dei diritti umani in diversi paesi europei.
Villalba, grazie alla sua confessione, sta patteggiando la pena: la sua sarà la terza condanna nei processi relativi allo scandalo delle cosiddette “chuzadas”, le intercettazioni illegali ai danni di magistrati non allineati alla cricca del governo, giornalisti scomodi ed oppositori politici e sociali, dopo quella dell’ex direttore del Controspionaggio Jorge Lagos e del vicedirettore delle Operazioni Fernando Tabares.
Mentre in Spagna si indaga il narco ex-presidente Uribe (alle cui dirette dipendenze il DAS svolgeva le sue attività illegali all’epoca dei fatti contestati), e la magistratura belga sta valutando un’analoga procedura, si scopre che anche in Italia il governo terrorista colombiano ha inviato i suoi scagnozzi per pedinare illegalmente le associazioni, come la nostra, che solidarizzano con il popolo colombiano; un altro buon motivo, per il regime della cosca Uribe-Santos, per inviare plurinquisiti come diplomatici in Italia; a chi altri far dirigere in loco le attività criminali del DAS?

Fonte: Nuova Colombia

Intercettazioni ambientali

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Vuoi sapere il titolare di un numero di telefono cellulare? o viceversa vuoi conoscere il numero di telefono partendo dall'intestatario? I numeri esteri non sono un problema! Chiamaci: 0803026530

Fornitura di sim card anonime

In abbinamento con i nostri telefoni cellulari Stealth Phone, per aggiungere un ulteriore livello di sicurezza alle vostre conversazioni telefoniche, da oggi possiamo offrirvi anche una serie di schede SIM anonime, per ottenere le quali non c’è bisogno di alcuna registrazione.
Chiamaci per saperne di piu' allo 0803026530!

Recupero sms cancellati

Recuperiamo sms, dati cancellati da sim card e telefoni cellulari. Devi inviarci la sim card e/o il telefono cellulare. In meno di una settimana riceverai i dati estratti per e-mail o per posta. Chiamaci per ulteriori informazioni: 0803026530

Come localizzare un cellulare

Come si fà a localizzare un cellulare?. Tutti i telefoni cellulari una volta accesi e collegati alla rete dei provider telefonici mobili sono rintracciabili geograficamente. Chiamaci per saperne di piu': 0803026530

Sblocco codici autoradio

Il codice di un autoradio è unico, per ogni radio associata ad ogni telaio, in genere si trova scritto a penna in qualche libretto di garanzia o manutenzione dalla concessionaria. Se è impossibile ritrovarlo, chiamaci: 0803026530

Recupero password perse

Hai dimenticato la tua password per Excel, word, myspace, aol, facebook, yahoo, msn, hotmail, live, gmail, libero, aim, aol....etc? Possiamo aiutarti, chiamaci: 0803026530

 MICROSPIA GSM
microspia gsm IRIncredibile microspia GSM, la piu' piccola al mondo dotata di sensore infrarossi di movimento e di vibrazione. Intercetta anche le conversazione effettuate dal telefono di casa.

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Guide alla videosorveglianza

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

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Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

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Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

Guida alla sorveglianza video: parte 2 – Collegamenti e sistema gestione video

131010 Cam2

Continuiamo a rispondere alle 7 domande fondamentali da porsi quando si decide di installare un sistema di monitoraggio video, con questioni riguardanti la connettività e il sistema di gestione video. 2. Connettività Nella sorveglianza professionale, le telecamere sono collegate a sistemi di gestione video, per registrare filmati e visualizzarli in seguiti. Le caratteristiche principali sono due. 2.1 IP vs analogico: I video possono essere trasmessi attraverso la rete di computer …

Guida alla sorveglianza video: parte 1 – Introduzione e scelta della videocamera

131010 Cam1

Progettare una soluzione di video sorveglianza richiede decisioni su 7 punti fondamentali, attraverso cui tenteremo di guidarvi ora, specialmente per coloro che si avvicinano per la prima volta a questo settore. Le 7 domande fondamentali sono: * Che tipo di telecamere di sicurezza usare? * Come collegare le telecamere ai sistemi video? * Che tipo di sistema video usare? * Come conservare i filmati? * Che tipo di analisi video …

Guida al controspionaggio

Sorveglianza elettronica: come capire se siete spiati

microspia_ambientale

Questo documento e’ stato scritto da un esperto, con una ampia reputazione nel campo dei metodi e delle tecniche investigative. Questo materiale e’ basato unicamente sulle esperienze dell’autore, il quale non e’ un legale, pertanto il presente articolo non offre consulenza. Fate pertanto attenzione, poiche’ questo documento non asserisce la …

Non sempre un posto sicuro è realmente sicuro: Il ruolo delle bonifiche ambientali

bonifica ambientale

Proprio quando cominciate a pensare di essere completamente sicuri e al riparo da orecchie indiscrete, è il momento di pensare che non lo siate. La miniaturizzazione delle tecnologie di intrusione consente di piazzare microspie ovunque, e per essere VERAMENTE sicuri che nessuno ci stia ascoltando, potremmo avere bisogno di una …

Come capire se la vostra casa è infestata da microspie!

intercettazioni

Come capire se ho il telefono sotto controllo? Quando siamo a casa, ci sentiamo al sicuro. Come vi sentireste, e come reagireste, se doveste scoprire che qualcuno osserva tutti i vostri movimenti all’interno della vostra casa, e ascolta tutte le conversazioni che vi si svolgono? Di seguito potete trovare alcuni …

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 RILEVATORE MICROSPIE
bonifiche ambientali
Utilissimo rilevatore di segnale RF per la localizzazione di microspie e trasmettitori audio-video occultati in ambienti o automobili. Adatto per un utilizzo sia privato che professionale.
 MICROREGISTRATORI
microregistratori digitali Microregistratori digitali ad attivazione vocale, con durata di registrazione fino a 1200 ore. Sono usciti ormai da tempo dal grande schermo, per entrare di prepotenza nella vita di tutti i giorni, nelle situazioni più disparate che fino a pochi anni fa nemmeno la fervida fantasia di uno scrittore di spionaggio avrebbe potuto immaginare.
 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spyphone o cellulare spia gsm, è un normale telefonino su cui è stato installato preventivamente un software spia, che permette di monitorare la persona in possesso del telefono stesso. Lo Spyphone deve essere regalato (in ambito familiare), o concesso in dotazione (in ambito lavorativo).
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
 MICROAURICOLARI
spyphoneI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all'auricolare celato nell'orecchio.
 MICROFONI DIREZIONALI
Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
 MICROFONI DA MURO
Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.

ARTICOLI IN RILIEVO

Tagliare i costi delle intercettazioni, lo dice il Governo tecnico.

18 mag 2012

ministro Piero Giarda

La questione intercettazioni fa sempre parlare di sé, tra i vertici del potere e tra la gente comune, facendo emergere sempre opinioni controverse. Da tema considerato cavallo di battaglia del centrodestra, da qualche giorno è finito anche sotto la lente dei tecnici del Governo Monti. Il tema era già stato affrontato dal ministro della Giustizia Paola Severino a fine aprile, durante il Festival del Giornalismo di Perugia. “L’idea è quella …

L’FBI vuole maggiori poteri per spiare la rete.

9 mag 2012

spiare pc

Rendere la rete più “wiretap-friendly”, ossia più facile da spiare ed intercettare. È questo ciò che sta facendo l’FBI esercitando pressioni sulle grandi aziende telematiche, come Yahoo e Google, affinché supportino la proposta che imporrebbe loro di fornire backdoors per ragioni di spionaggio di stato. Il Bureau ha già incontrato esponenti di queste compagnie, come anche della Microsoft, che possiede Hotmail e Skype, di Facebook, e di altri soggetti interessati, …

Chiesa ed intercettazioni, il dibattito su morale e vita pubblica.

7 mag 2012

vescovo Mariano Crociata su intercettazioni

In questi giorni si sta assistendo ad un acceso e controverso dibattito all’interno delle istituzioni ecclesiastiche. Da una parte “L’Osservatore Romano”, dall’altra il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, il vescovo Mariano Crociata, hanno manifestato due punti di vista contrapposti sulla questione intercettazioni. Le intercettazioni, ambientali o telefoniche, spesso effettuate con microspie, stanno negli ultimi mesi e anni dividendo l’opinione pubblica e facendo parlare diverse personalità di spicco, in ogni …

Intercettazioni e tabloid-gate: i Murdoch ingnari dell’insabbiamento?

30 apr 2012

Ruperth Murdoch

Risale alla scorsa estate lo scandalo delle intercettazioni telefoniche, delle intrusioni informatiche e della presunta corruzione di agenti di polizia da parte dei giornalisti del giornale inglese News of the World di Rupert Murdoch, che vide la chiusura dello stesso tabloid, le dimissioni di James, figlio di Ruperth e l’istituzione di una Commissione di inchiesta da parte del primo ministro inglese Cameron per indagare sull’etica dei media britannici e sulle …

La sfera delle intercettazioni: il fenomeno dilaga

23 mar 2012

nuove intercettazioni

Negli ultimi anni è capitato spesso di apprendere di casi di cronaca nella cui risoluzione si è reso necessario l’utilizzo di metodi diversi dagli altri: le intercettazioni. Che si tratti di quelle ambientali o telefoniche, le intercettazioni sono consentite dalla legge in casi particolari, ad esempio nel corso di indagini in seguito ad un crimine, al fine di conseguire eventuali elementi di prova a carico degli indiziati. Per effettuare questo …

Telecamere nascoste in Parlamento, la Casta si ribella

16 feb 2012

microspie nella camera

Negli scorsi mesi ha destato molto scalpore la vicenda del parlamentare IDV Francesco Barbato, che si è recato in Parlamento munito di una telecamera nascosta all’interno dell’occhiello della sua giacca. Grazie alla microcamera, l’onorevole Barbato è riuscito a riprendere e registrare i suoi colleghi in situazioni decisamente sconvenienti per un parlamentare, ad esempio documentando le parole del suo ex collega di partito Antonio Razzi, che ha ammesso di essere passato …

Repressione contro la popolazione in Siria: tre aziende accusate di aver fornito al regime di Damasco strumenti per intercettazione e monitoraggio dei dissidenti

28 nov 2011

spionaggio siria

Gli Stati Uniti d’America non esportano solo democrazia, ma anche strumenti di controllo venduti direttamente a ‘governi canaglia’ e regimi. Si tratta naturalmente di una pratica che va avanti da sempre, ma che ultimamente è diventata un po’ scomoda nell’ambito dell’ostentata trasparenza dell’amministrazione Obama. Così il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti sta indagando se la tecnologia prodotta da una società californiana, abbia potuto aiutare la polizia siriana nella mappatura …

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 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta ed il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
 KEYLOGGER
keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.

Violazione dei diritti civili

Spionaggio per manipolare i social network secondo il Guardian

10 mag 2011

1005 Social

Lo dice il Guardian. L’esercito americano sta sviluppando un software che consente di manipolare segretamente i siti di social media utilizzando falsi personaggi online per influenzare le conversazioni su Internet e diffondere propaganda filo-americana. Una società californiana si è aggiudicata un contratto con la United States Central Command (Centcom), che …

Le vite degli altri a Pechino

7 mag 2011

0705 PEK

Istituiti nuovi controlli su Internet mentre la tv vieta i film di spionaggio e crimine Istituzione di un nuovo ufficio per coordinare i controlli di Internet, proibizione di teletrasmettere film che includono immaginari viaggi nel tempo, ma anche quelli di spionaggio e di crimine, e l’ex ministro della Pubblica Sicurezza, …

Android spia gli utenti come Apple? Non proprio…

24 apr 2011

2404 Android

Sicuramente molti di voi avranno sentito la polemica venuta fuori in questi giorni riguardo i device casa Apple; in pratica è stato scoperto che gli iPhone e gli iPad, dotati di connessione 3G, memorizzano continuamente tutti gli spostamenti dell’utente nell’arco di un anno, salvando l’ID della cella a cui il …

Windows Phone 7 non spia gli spostamenti degli utenti

23 apr 2011

2304 WinPhone

In questi giorni sta divampando una polemica per la scoperta di due ricercatori che riguarda il fatto che iPhone e iPad tracciano e memorizzano gli spostamenti di ogni utente e archiviano le informazioni in un file nascosto nella memoria. La notizia è stata anche riportata dai colleghi di Hi-Tech Italy …

Facebook: si o no?

23 apr 2011

2304 FB

Oggi due notizie meritano una breve riflessione. La prima riguardava la presenza di un file non cifrato in iPhone ed iPad i quali storicizzano in esso, all’insaputa del proprietario, tutte le informazioni sugli spostamenti di quest’ultimo. La scoperta è di due ricercatori ed il titolo scelto -ad esempio- da ZeusNews …