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Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

In occasione della Giornata Mondiale per i Diritti Umani, 562 autori, tra cui 5 Premi Nobel, residenti in oltre 80 paesi si sono uniti per lanciare un appello in difesa delle libertà civili contro il controllo di massa e la sorveglianza delle aziende e dei governi. Gli scrittori insigniti del Nobel che hanno firmato l’appello sono: Orhan Pamuk, J.M. Coetzee, Elfriede Jelinek, Günter Grass e Tomas Tranströmer. Tra gli scrittori italiani che hanno aderito alla mobilitazione: Dacia Maraini, Umberto Eco, Erri De Luca, Paolo Giordano, Andrea de Carlo.

 Questo appello globale è stato organizzato da un gruppo indipendente di autori internazionali e, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani, è stato pubblicato da oltre 30 quotidiani in tutto il mondo tra cui “La Repubblica”, “The Guardian”, “Le Monde”, “El Pais”, ecc.
 Una Carta Internazionale dei Diritti Digitali, è quanto chiede l’  appello che ha già raccolto oltre 100.000 firme.
  
Che gli scrittori siano preoccupati dalla sorveglianza di massa da parte delle agenzie governative, in testa la NSA americana e delle società online era già emerso in un sondaggio del Pen Center americano, associazione di scrittori per i diritti. L’indagine segnalava timori e preoccupazioni nell’85% degli scrittori e addirittura cambiamenti già in atto nei comportamenti di scrittori e giornalisti: per esempio evitare nelle conversazioni, nelle mail e anche nelle ricerche su Google certi argomenti “sensibili” come questioni militari, Medio Oriente e il Nord Africa, incarcerazione di massa, politiche della droga, pornografia, il movimento di protesta Occupy, lo studio di certe lingue, le critiche al governo Usa.  Altri avevano cominciato ad utilizzare sistemi di sicurezza come rilevatori di microspie e Stealth Phone, cioè cellulari non intercettabili.
 
Nel testo dell’appello si legge: “Negli ultimi mesi , l’estensione della sorveglianza di massa è diventata di dominio pubblico. Con pochi clic del mouse i governi possono accedere al vostro cellulare, al vostro indirizzo email, ai vostri social networking e alle ricerche che fate su Internet.
Possono seguire le vostre inclinazioni e le attività politiche e, in collaborazione con le società Internet, che raccolgono e memorizzano i dati, sono in grado di prevedere i vostri consumi e i vostri comportamenti. 
L’inviolabile integrità dell’individuo è il pilastro fondamentale della democrazia. L’integrità umana va oltre la fisicità corporea. Tutti gli esseri umani hanno il diritto di non essere osservati e disturbati nei loro pensieri, nel loro ambiente personale e nelle comunicazioni. 
Questo diritto umano fondamentale è stato annullato e svuotato dall’uso improprio che stati e grandi imprese fanno delle nuove tecnologie a fini di sorveglianza di massa”. 
La protesta è stata inviata agli Stati, alle imprese, ai cittadini, all’ONU ed ai Governi.

La bambina virtuale adescata da 20mila adulti

Sweetie, una bambina virtuale, messa in rete come esca, per verificare quanto e come gli adulti si avvicinano ai piccoli via web. L’esperimento, condotto dall’associazione per i diritti umani olandese Terre des Hommes, ha purtroppo attirato, in appena due mesi e mezzo, oltre 20mila persone, 1000 delle quali identificate. Erano disposti a pagarla in cambio di atti sessuali davanti alla webcam. Le registrazioni video delle conversazioni sono state consegnate all’Interpol.



E’ stata la dimostrazione di come sia facile per i bambini essere contattati da pedofili e malintenzionati. Iscritta in varie chat pubbliche, in poco tempo la bambina è stata abbordata da migliaia di utenti in tutto il mondo che le chiedevano prestazioni sessuali online. Interagendo con gli adulti, gli esperti hanno scoperto le loro vere identità.



Concluso l’esperimento, l’organizzazione per i diritti dei bambini ha lanciato l’allarme su questa nuova forma di “turismo sessuale” tramite webcam, noto anche come WCST (Webcam Child Sex Tourism). In pratica gli adulti pagano per dirigere e vedere riprese di bambini che compiono atti sessuali davanti a una webcam. Nelle sole Filippine sono infatti già decine di migliaia i bambini vittime di questo fenomeno in crescente aumento e la rete non conosce confini spazio-temporali. Il WCST rappresenta la confluenza fra due forme di sfruttamento sessuale infantile: la pornografia e la prostituzione infantile. Pertanto, anche se la legislazione internazionale e la maggior parte delle legislazioni nazionali vietano il WCST, ad oggi solo 6 pedofili online sono stati messi in prigione per questo crimine. La polizia non intraprende azioni finché le vittime non sporgono denuncia. 



Come ha dimostrato Terre des Hommes, il “turismo sessuale” minorile tramite webcam è in grado di devastare la psiche delle vittime in modo analogo ad un abuso fisico. I bambini coinvolti soffrono di mancanza d’autostima e depressione, mostrano sintomi di stress post-traumatico, spesso sentono vergogna e hanno sensi di colpa per ciò che fanno.


Secondo le Nazioni Unite e l’FBI, ad ogni ora del giorno ci sono almeno 750mila pedofili connessi on line. Per questo è necessario adottare validi strumenti che controllino gli accessi in rete di bambini ed adolescenti. Esistono diversi sistemi in grado di monitorare a distanza ciò che accade sul pc e prevenire in tal modo che ci siano contatti con malintenzionati. Solo con un’adeguata prevenzione è possibile arginare questi fenomeni.

Il costo della nostra privacy

Si è soliti sostenere che la privacy non ha prezzo, oggi però ci sono dei parametri attendibili con cui farsi un’idea: il tariffario con cui gli operatori telefonici e gli Internet service provider statunitensi vendono le conversazioni degli utenti al governo. Dopo il caso Snowden, a svelare il listino prezzi è stato il deputato Markey attraverso una ricerca di una associazione che difende le libertà civili.



Il prezzo più alto riguarda le intercettazione telefoniche. Ogni operatore ha il proprio listino: At&t, il principale fornitore statunitense, chiede 325 dollari solamente per l’attivazione dell’intercettazione, più una tariffa giornaliera. Per gli operatori meno importanti il costo si aggirerebbe attorno ai 250 dollari, molto più caro invece l’operatore mobile Verizon, che chiede 775 dollari di attivazione e 500 dollari per ogni mese di intercettazione. Strano a dirsi, ma i curiosi più smart fanno da sé risparmiando soldi, tempo e dispersioni delle informazioni. Molti acquistano infatti degli strumenti professionali per le intercettazioni telefoniche che consentono ottime registrazioni ed un notevole risparmio di denaro nel tempo.

Meno dispendioso risulta agire sulle informazioni online. Facebook regala i dati quando il governo li richiede, e forse non è l’unica azienda, anche se gli altri big come Microsoft, Google e Yahoo! non si sono pronunciate ufficialmente. Non tutti però agiscono a nome del governo e quindi si attrezzano con key logger e key hunter, dei piccolissimi sistemi che consentono di appropriarsi di dati dal pc senza destare sospetti.

In America ciò che più duole è il voler sapere perché il governo debba spendere soldi pubblici per intercettare i cittadini. Ne traggono sicuramente beneficio gli operatori che vedono all’orizzonte un business fiorente e remunerativo pagato coi soldi degli americani. 
I privati acquistano strumenti per la sicurezza e la sorveglianza principalmente da siti online, uno dei più affidabili è sicuramente Endoacustica Europe (www.endoacustica.com) che offre prodotti di altissima qualità a prezzi convenienti.

Spionaggio per manipolare i social network secondo il Guardian

Lo dice il Guardian. L’esercito americano sta sviluppando un software che consente di manipolare segretamente i siti di social media utilizzando falsi personaggi online per influenzare le conversazioni su Internet e diffondere propaganda filo-americana. Una società californiana si è aggiudicata un contratto con la United States Central Command (Centcom), che sovrintende le operazioni dell’esercito USA in Medio Oriente e in Asia centrale, per sviluppare quello che viene descritto come un “servizio online di gestione personaggio” che permetterà a un tecnico degli Stati Uniti di controllare fino a 10 identità separate in base in tutto il mondo.

Il progetto è stato paragonato da esperti del web ai tentativi della Cina di controllare e limitare la libertà di dialogo su internet. Secondo i critici, il sistema permetterà ai militari USA di creare un falso consenso nelle conversazioni online, escludendo le opinioni sgradite e soffocando commenti o rapporti che non corrispondono ai propri obiettivi.

La scoperta che l’esercito statunitense sta sviluppando false personalità online – noti agli utenti di mezzi di comunicazione sociale come “sock puppets”, “burattini” – potrebbe anche incoraggiare altri governi, aziende private e organizzazioni non governative a fare lo stesso.

Il contratto Centcom prevede che ciascuna falsa personalità online debba avere un background convincente, una storia e dei dettagli di supporto, e che fino a 50 controllori con base negli Stati Unitì dovrebbero essere in grado di azionare false identità da loro postazioni di lavoro «senza timore di essere scoperti da sofisticati avversari».

Il comandante Bill, portavoce di Centcom, ha spiegato, «La tecnologia supporta attività riservate di blogging sui siti web in lingua straniera per consentire a Centcom di contrastare propaganda estremistica e violenta fuori dagli Stati Uniti».

Nessuno degli interventi sarebbe in inglese, in quanto sarebbe illegittimo «indirizzare tali tecnologie verso un pubblico USA” .

Le lingue in cui si svolgono gli interventi comprendono arabo, persiano, urdu e pashtu. Inoltre, secondo quanto affermato, nessun sito web con base negli Stati Uniti, in lingua inglese o altre lingue, sarebbe preso di mira, come non lo sarebbero Facebook o Twitter.

Fonte: Paid2Write

Le vite degli altri a Pechino

Istituiti nuovi controlli su Internet mentre la tv vieta i film di spionaggio e crimine

Istituzione di un nuovo ufficio per coordinare i controlli di Internet, proibizione di teletrasmettere film che includono immaginari viaggi nel tempo, ma anche quelli di spionaggio e di crimine, e l’ex ministro della Pubblica Sicurezza, Zhou Yongkang, membro del Politburo del partito comunista cinese, che propone un database nazionale che assembli tutte le informazioni di ogni individuo, per meglio «amministrare la società». Di questi tempi, in Cina, proibizioni e controlli sembrano andare particolarmente di moda.

Per quanto riguarda Internet, l’annuncio dato mercoledì non è dei più chiari: viene notificato che è stato affidato ad una nuova agenzia centralizzata il compito di regolare in tutta la sua interezza quanto avviene sul Web nel Paese, ma non specifica se questa nuova agenzia, che si chiamerà Ufficio statale per le informazioni su Internet, sostituirà i vasti apparati di controllo della Rete già esistenti. E’ stato però specificato, in un comunicato, che il nuovo Ufficio «dirigerà lo sviluppo delle industrie online di videogiochi, pubblicazione e video», e si occuperà anche della diffusione della propaganda governativa su Internet — nonché avere il compito di «investigare e punire i siti Web che violano le leggi e i regolamenti». Inoltre, sarà incaricato di supervisionare gli Internet provider per «migliorare l’amministrazione della registrazione dei nomi di dominio, la distribuzione di indirizzi IP, la registrazione di siti Web e dell’accesso a Internet». Insomma, controllerà tutto.

Appena tre giorni prima la rivista teorica del Partito comunista cinese, «Qiushi», o «Ricerca della verità», ha pubblicato un articolo scritto da Zhou Yongkang, l’ex-ministro della Pubblica Sicurezza ed attuale membro del Politburo, dove viene avanzata la proposta di costruire una database dove ognuno dei 1,34 miliardi di cinesi siano schedati in modo completo, creando una sorta di supercarta d’identità in cui sarebbero anche registrati i dati riguardanti il livello di istruzione, il curriculum lavorativo e quello fiscale. A queste informazioni andrebbe aggiunto anche il luogo di residenza delle persone, gli eventuali immobili e autoveicoli posseduti, e la storia medica di ognuno. Questo, scrive Zhou, aiuterebbe i comitati di quartiere a imporre la «stabilità sociale», e sarebbe dunque un fattore supplementare alla ricerca di quella che è oggi chiamata «l’amministrazione della società» (per utilizzare il termine favorito dalle autorità, che non amano parlare esplicitamente di «controllo»).

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Android spia gli utenti come Apple? Non proprio…

Sicuramente molti di voi avranno sentito la polemica venuta fuori in questi giorni riguardo i device casa Apple; in pratica è stato scoperto che gli iPhone e gli iPad, dotati di connessione 3G, memorizzano continuamente tutti gli spostamenti dell’utente nell’arco di un anno, salvando l’ID della cella a cui il device è connesso e se possibile, le coordinate geografiche (latitudine e longitudine). Tutte queste informazioni, vengono salvate in un database che in seguito viene copiato sul pc utilizzato per sincronizzare i device con iTunes, e poi, su questo punto non c’è ancora molta chiarezza, il database viene inviato ai server Apple. Ma cosa ancora più sconcertante è che il database in questione non è per niente criptato e quindi facilmente accessibile da chiunque.

Dunque dopo lo scandalo Apple, molti si sono concentrati sul sistema di casa Google (ovviamente Android), per verificare se anche in questo caso, l’utente venisse tenuto sotto controllo. Ebbene anche in questo caso si è scoperto che gli spostamenti dell’utente vengono salvati in un database, che poi verrà inviato ai server di Google, tuttavia in realtà le cose sono molto diverse rispetto al sistema utilizzato da Apple.

Infatti cosa molto importante e grossa differenza rispetto al sistema concorrente, è che viene chiesto all’utente se attivare o meno la localizzazione delle posizioni, quindi siamo noi a decidere se abilitare o meno questa funzione. Altro dettaglio importante consiste nel fatto che i dati vengono raccolti in forma anonima, e quindi non riconducibili all’utente o al telefono, inoltre il database contenente le posizioni salvate dispone solo di 200 voci (quindi vengono salvate solo le ultime 200 posizioni), è criptato, e non facilmente raggiungibile.

Fonte: Android Playa

Cellulari non intercettabili

Windows Phone 7 non spia gli spostamenti degli utenti

In questi giorni sta divampando una polemica per la scoperta di due ricercatori che riguarda il fatto che iPhone e iPad tracciano e memorizzano gli spostamenti di ogni utente e archiviano le informazioni in un file nascosto nella memoria.

La notizia è stata anche riportata dai colleghi di Hi-Tech Italy e sta facendo il giro del mondo per la possibile violazione della privacy degli utenti, visto che i dati sugli spostamenti sono gli stessi che gli operatori mobili possono fornire alle autorità di pubblica sicurezza con permesso motivato di un giudice. Dopo questa scoperta molti utenti di altri sistemi operativi come Windows Phone 7 si staranno chiedendo come si comporta il loro terminale, e se questo meccanismo è presente anche su altri dispositivi.
Microsoft ha fatto sapere al sito web statunitense Gizmodo di non usare questo tipo di tracciatura nel suo sistema operativo, aggiungendo che viene salvata solo l’ultima posizione del telefono, e solo se la funzione “Trova il Mio Telefono” è attiva.

Per quanto riguarda Android, non c’è la posizione ufficiale di Google, ma il metodo di tracciatura dovrebbe essere molto simile a quello di Windows Phone 7. Infatti nessun file è stato trovato sui terminali Android tali da comprometterne la privacy degli utenti.

Infine, la canadese RIM – Research In Motion, produttrice dei BlackBerry, non ha ancora rilasciato una risposta ufficiale sull’argomento.

Fonte: Windows Phone Italy

Facebook: si o no?

Oggi due notizie meritano una breve riflessione. La prima riguardava la presenza di un file non cifrato in iPhone ed iPad i quali storicizzano in esso, all’insaputa del proprietario, tutte le informazioni sugli spostamenti di quest’ultimo. La scoperta è di due ricercatori ed il titolo scelto -ad esempio- da ZeusNews non lascia dubbi: L’iPhone memorizza in segreto gli spostamenti dell’utente. Le parole chiave del discorso sono “memorizzare in segreto” che tradotte, significano “spiare”.

E` questa è la prima notizia; la seconda -invece- ha un tenore diverso: Obama, il presidente degli Stati Uniti, uno degli uomini più potenti al mondo incontra, amichevolmente, un imprenditore: il capo assoluto di Facebook, Mark Zuckerberg. E questo avviene dopo un meeting di qualche tempo fa dove c’erano, oltre al CEO di Facebook anche altri pezzi grossi dell’informatica mondiale, come Apple e Microsoft. Ma il presidente Obama non nasconde anche la sua ammirazione per Steve Jobs e, in generale, per gli “eroi” dell’informatica Made in USA, al pari di Edison o dei fratelli Wright.

Ma questo interesse può essere catalogato come l’interesse di una persona nei confronti della mera tecnologia? Forse si, se solo non si trattasse del presidente di una superpotenza mondiale che, recentemente, si è mostrata contraria ad una revisione della legge che permette il rastrellamento senza alcun mandato, delle informazioni che gli organi di polizia ritengono fondamentali per la sicurezza nazionale, con evidente rischio per la privacy degli utenti.

Quindi, non si tratta del semplice interesse di una persona nei confronti di rappresentanti delle maggiori aziende tecnologiche. Ma andiamo piano e vediamo, prima di tutto ed in breve cosa è Facebook.

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Attento, l’iPhone ti spia sempre

Da uno studio condotto da esperti di sicurezza emerge che lo smartphone della Apple tiene traccia di tutti gli spostamenti effettuati dal proprietario e li memorizza in un file nascosto. Che uso ne farà il colosso di Cupertino? L’azienda, per ora, tace

Tutti gli spostamenti fatti con l’iPhone sarebbero salvati su un file nascosto che può essere facilmente visualizzato da chiunque. E’ l’inquietante rivelazione fatta da Peter Warden e Alasdair Allan, due esperti di sicurezza che avrebbero dimostrato come i dispositivi della mela morsicata tengano traccia di tutte le coordinate spaziali e temporali del proprietario.
A rendere più preoccupante il tutto, anche la scoperta che ogni qual volta si sincronizza il proprio iPhone questi dati vengono trasferiti e memorizzati sui propri computer, rendendoli potenzialmente accessibili a qualsiasi persona che sappia come trovare il file.

Le informazioni sembrano essere registrate da circa un anno, da quando nel giugno 2010 Apple ha rilasciato il nuovo sistema operativo iOS 4.0. In quell’occasione il colosso di Cupertino non ha informato gli utenti dell’introduzione di questa raccolta dati, che, a quanto pare, violerebbe palesemente la privacy dei consumatori. Anche perché non è prevista la possibilità di cancellare in nessun modo questi dati.

“Apple ha reso possibile a chiunque abbia la possibilità di accedere al tuo telefono o computer – un partner geloso oppure un detective privato – di visualizzare informazioni dettagliate su dove sei stato”, ha dichiarato Pete Warden durante la conferenza Where a San Francisco.

Basta infatti andare in una cartella specifica del proprio computer (/Utente//Libreria/Application Support/MobileSync/Backups/) per accedere al backup con tutti gli spostamenti dell’iPhone. Al momento, va detto, non c’è nessuna evidenza che questi dati siano trasmessi anche alla Apple.
Secondo Warden, però, la casa di Steve Jobs ha inserito in maniera intenzionale questo backup nel nuovo sistema operativo. Non si tratterebbe dunque di un semplice errore: “Può darsi che Apple abbia in mente nuove funzionalità che richiedono la cronologia delle località, ma è solo una nostra supposizione. Il fatto che il file venga trasferito su un nuovo iPhone o iPad è la prova che la raccolta dei dati non è accidentale”.

Ad ogni modo, i due ricercatori hanno creato anche un’applicazione che può essere scaricata sul proprio computer (per il momento funziona solo con i Mac) e permette di generare in meno di un minuto la mappa dettagliata di tutti gli spostamenti effettuati dal possessore dell’iPhone. E’ anche possibile visualizzare i dati in ordine cronologico, attraverso un player interattivo.

Dalla prova effettuata da SKY.it è emerso che l’iPhone ha registrato ogni minimo spostamento del proprietario, da quando il dispositivo è stato attivato fino all’ultima volta che è stato sincronizzato.

Fonte: Sky TG24

Chi fa il guardone sui terrazzi condominiali rischia la multa per molestie

Spiare dalla terrazza condominiale i coinquilini equivale a molestarli. Lo afferma la Cassazione (sentenza 15450/11) che impone multe nei confronti dei condomini che hanno la brutta abitudine di fare i guardoni. È quanto è accaduto ad un quarantenne condannato a 600 euro di multa per il reato di molestie perchè, posto su un terrazzo a brevissima distanza dall’appartamento abitato da una coppia di vicini, scrutando in continuazione all’interno, li costringeva a tirare i tendaggi e ad accendere la luce anche in pieno giorno per proteggersi dalla sua intrusione.

Il guardone, inoltre, irrideva gli inquilini barricati in casa facendo gesti beffardi con la bocca e con le mani. Condannato a 600 euro di multa dal Tribunale di Pordenone, ha fatto ricorso in Cassazione per dimostrare che si trattava di una terrazza privata e che non tutti i condomini avevano diritto di accedervi. Ma ha avuto la peggio.

La Suprema Corte ha deciso che «la sentenza impugnata, con motivazione incensurabile, ha specificato che la terrazza in questione si trovasse al piano ammezzato fra il primo piano, dove era ubicato l’appartamento delle odierne parti offese ed il secondo piano, dove era ubicato l’appartamento del ricorrente e che ad essa si accedeva attraverso un’apertura del comune vano scale condominiale, sicchè la terrazza in questione ben poteva qualificarsi come luogo aperto alla generalità dei condomini».

Fonte: La Stampa

Siria: Da Iran mezzi e tecnologie ad Assad per repressione

Washington – L’Iran starebbe contribuendo alla feroce repressione in Siria contro le proteste di piazza, fornendo al regime di Bashar Assad mezzi e apparecchiature per stroncare la rivolta. A riferirlo e’ il Wall Street Journal, che cita alti funzionari dell’Amministrazione Usa. Teheran, secondo il quotidiano americano, avrebbe gia’ inviato apparecchiature per spiare le comunicazioni dell’opposizione su Internet e altre forniture sono attese presto .

Fonte: AGI

Attenti a insulti o commenti sgraditi su Facebook. Le aziende a caccia del candidato giusto

ROMA – Le aziende danno la caccia al candidato giusto su Facebook e si mettono anche a spiare la bacheca sul social network del giovane che si è proposto per un lavoro o magari ha mandato un curriculum.

Solo all’inizio del 2011, sette imprese su dieci hanno cercato su internet le informazioni sul possibile nuovo membro della loro squadra.

Si parte digitando il nome su Google e poi si spulcia Facebook o eventuali blog e siti di riferimento. “Tutte le informazioni che si possono trovare su Internet – dice Giorgio Aravecchia, direttore di gruppo delle risorse umane della Panini Spa, l’impresa produttrice di figurine – sono utili per riuscire a individuare meglio la personalità della professionista che ci si trova davanti. Quando uno fa il colloquio c’è sempre un po’ di marketing reciproco. La società dà prevalenza agli aspetti positivi della figura che offre e cela quelli che ritiene meno appetibili. Lo stesso fa il candidato, parla bene delle esperienze, dice di essere stato il protagonista dei punti di svolta dell’impresa in cui ha lavorato. Anche se così non è stato”.

Fonte: Blitz Quotidiano

Echelon: Il Grande Fratello è tra di noi

Il nome in codice “Echelon” viene usato per identificare una rete informatica gestita in gran segreto fino al 1997, capace di esprimere potenzialità non indifferenti nel campo del controllo globale. Echelon non soltanto è in grado di controllare l’intero nostro pianeta, ma svolge anche funzioni di intercettazione, selezione e registrazione di qualsiasi forma di comunicazione elettronica esistente.

Queste sue infinite possibilità sono supportate da due fattori fondamentali: i “Dizionari” e le stazioni a terra.
I primi sono in realtà dei veri e propri super computer, satelliti artificiali in orbita intorno al nostro pianeta, che trasmettono un considerevole flusso di dati a livello mondiale alle varie stazioni sparse per il globo.
Questa spiegazione di Echelon, molto semplice nella sua espressione in forma prettamente divulgativa, lascerebbe pensare all’intero sistema come ad un sofisticato mezzo di supporto per lo spionaggio militare; in realtà gli obiettivi non sono esclusivamente di tipo militare, Echelon infatti “osserva” e controlla anche i Governi, le varie ambasciate e persino milioni di comuni cittadini, in qualsiasi parte del mondo essi si trovino.
Questa sua singolare caratteristica lo pone in uno stato di precario equilibrio tra le libertà conquistate e reclamate dai cittadini e il sempre più crescente bisogno di sicurezza, in particolar modo in questo delicato momento storico; ma prima di affrontare questo delicato argomento cerchiamo di capire meglio perché e da chi è stato sviluppato un così complicato e virtualmente pericoloso sistema di difesa.

Durante il 1947 i rapporti tra Stati Uniti e Gran Bretagna diventano ancora più solidi in seguito a un accordo segreto che vede entrambe le nazioni unire le loro forze per rafforzare le reti di spionaggio interne; in realtà una collaborazione esisteva già da tempo ed era principalmente rivolta all’intercettazione delle comunicazioni sovietiche.
La rete di sinergie appena descritta prendeva il nome di “Patto UK/USA”, al quale si aggiunsero successivamente l’Australia, il Canada e la Nuova Zelanda; la sua esistenza rimase a lungo segreta, almeno fino a quando, nel marzo del 1998, non venne pubblicato un rapporto sullo Scientific and Technological Options Assessment.
Da quel momento la gente si rese conto che quella fastidiosa sensazione di sentirsi osservati, e le stesse leggende metropolitane che si raccontavano in merito a qualcuno che ci monitorizza costantemente, non erano poi tutte cose campate in aria…in effetti qualcuno ci stava osservando, e già da molto tempo!

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Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
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Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.

ARTICOLI IN RILIEVO

Come difendersi dalle intercettazioni telefoniche non autorizzate

28 Apr 2017

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Mentre anche la politica d’oltreoceano, con la recente presa di posizione abolizionista del neo presidente americano Donald Trump, sembra muovere in direzione opposta a quella della tutela dei dati on line, garantirsi degli strumenti efficaci contro il furto di informazioni diventa ogni giorno più pressante. Lo stesso dicasi per le intercettazioni telefoniche abusive. Ovviamente in quest’ultimo caso ci riferiamo a tutte quelle operazioni non autorizzate da organi giudiziari competenti, ma comunque avviate in maniera indiscriminata …

Microspia GSM NANO-BUG. Per un ascolto efficace di veicoli o ambienti da qualsiasi distanza

9 Dic 2016

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Se cercate una microspia audio dalle dimensioni realmente ridotte, facile da installare e capace di funzionare da qualsiasi distanza, allora la NANO-BUG è il dispositivo adatto a voi. Questo gioiellino di elettronica per l’intelligence funziona infatti grazie a un vettore GSM Quadriband che permette l’ascolto audio da qualsiasi postazione. Le caratteristiche più interessanti della NANO-BUG risiedono principalmente nella programmazione da remoto attraverso l’invio di SMS di comando (fino a 5 …

Come scoprire se qualcuno ti sta spiando in poche semplici mosse

21 Set 2016

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Temi che qualcuno abbia piazzato dei microfoni nel tuo appartamento? Hai paura che stiano spiando ogni tuo movimento? Sei convinto che nella tua auto ci sia una microspia? Vediamo insieme quali segnali prendere in considerazione per evitare qualsiasi abbaglio interpretativo e giungere invece alla verità. Prima di passare a elencare i segni tangibili e quelli meno evidenti di eventuali intercettazioni in atto, sarebbe  tuttavia opportuno chiedersi: perché dovrebbero spiare proprio …

Microregistratore digitale SAB-R1: lunga durata e dimensioni ridottissime

26 Ago 2016

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Registra file audio a livello ambientale su memoria integrata da 8GB per 40 ore consecutive. Il micro registratore digitale SAB-R1, di recente ideazione, si colloca ai primi posti nel panorama dei dispositivi elettronici per la registrazione ambientale in modalità nascosta. Questo grazie soprattutto alla sua capacità di registrare e archiviare file in formato wave (ad altissima qualità audio) per una durata prossima alle 40 ore. Le sue ridotte dimensioni (4×1.7×0.8 …

Come proteggersi dal cyberbullismo. L’esempio di Facebook

26 Lug 2016

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Come difendere i nostri figli dai bulli che popolano la rete? La risposta potrebbe arrivare dalle linee guida pubblicate qualche tempo fa da Facebook su una pagina dedicata al bullismo, dal titolo: “Fermiamo il bullismo. Presentazione di strumenti, suggerimenti e programmi per aiutare le persone a difendere se stesse e gli altri“. L’obiettivo principale del noto social network è chiaramente quello di mitigare l’aumento di casi di violenza verbale, ingiurie …

Cellulare Stealth Phone non intercettabile con invio di SMS criptati

4 Lug 2016

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In tempi in cui tutti si affannano a spiare tutti, la privacy delle comunicazioni sembra quasi diventata  un optional. Purtroppo, anche i casi di persone spiate al cellulare da concorrenti sleali, pirati informatici o altri individui senza scrupoli aumentano. Fermo restando le operazioni di intercettazione telefonica avviate legalmente dagli organi giudiziari, ogni altra azione di spionaggio telefonico rischia di diventare un pericolo da cui è necessario tenersi assolutamente alla larga. …

Localizzatore Quad-Track: rintraccia qualsiasi veicolo fermo o in movimento

8 Apr 2016

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Tracciamento in real time di auto, moto, camion, container ecc. A prova di intemperie! Se il vostro bersaglio vi sta mettendo a dura prova con spostamenti continui e improvvisi, il localizzatore quadribanda GPS-GPRS Quad Track è il tracker che fa per voi. In primo luogo perché è capace di captare il segnale di posizione con precisione impressionante (meno di 5m), quindi perché utilizza l’azione combinata del segnale GPS e GPRS …

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 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta e il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
 KEYLOGGER
keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.

Violazione dei diritti civili

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

2 Gen 2014

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

La bambina virtuale adescata da 20mila adulti

26 Nov 2013

Sweetie, una bambina virtuale, messa in rete come esca, per verificare quanto e come gli adulti si avvicinano ai piccoli via web. L’esperimento, condotto dall’associazione per i diritti umani olandese Terre des Hommes, ha purtroppo attirato, in appena due mesi e mezzo, oltre 20mila persone, 1000 delle quali identificate. Erano disposti a …

Il costo della nostra privacy

31 Lug 2013

Si è soliti sostenere che la privacy non ha prezzo, oggi però ci sono dei parametri attendibili con cui farsi un’idea: il tariffario con cui gli operatori telefonici e gli Internet service provider statunitensi vendono le conversazioni degli utenti al governo. Dopo il caso Snowden, a svelare il listino prezzi è stato il …

Spionaggio per manipolare i social network secondo il Guardian

10 Mag 2011

Lo dice il Guardian. L’esercito americano sta sviluppando un software che consente di manipolare segretamente i siti di social media utilizzando falsi personaggi online per influenzare le conversazioni su Internet e diffondere propaganda filo-americana. Una società californiana si è aggiudicata un contratto con la United States Central Command (Centcom), che …

Le vite degli altri a Pechino

7 Mag 2011

Istituiti nuovi controlli su Internet mentre la tv vieta i film di spionaggio e crimine Istituzione di un nuovo ufficio per coordinare i controlli di Internet, proibizione di teletrasmettere film che includono immaginari viaggi nel tempo, ma anche quelli di spionaggio e di crimine, e l’ex ministro della Pubblica Sicurezza, …