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Spionaggio per manipolare i social network secondo il Guardian

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Lo dice il Guardian. L’esercito americano sta sviluppando un software che consente di manipolare segretamente i siti di social media utilizzando falsi personaggi online per influenzare le conversazioni su Internet e diffondere propaganda filo-americana. Una società californiana si è aggiudicata un contratto con la United States Central Command (Centcom), che sovrintende le operazioni dell’esercito USA in Medio Oriente e in Asia centrale, per sviluppare quello che viene descritto come un “servizio online di gestione personaggio” che permetterà a un tecnico degli Stati Uniti di controllare fino a 10 identità separate in base in tutto il mondo.

Il progetto è stato paragonato da esperti del web ai tentativi della Cina di controllare e limitare la libertà di dialogo su internet. Secondo i critici, il sistema permetterà ai militari USA di creare un falso consenso nelle conversazioni online, escludendo le opinioni sgradite e soffocando commenti o rapporti che non corrispondono ai propri obiettivi.

La scoperta che l’esercito statunitense sta sviluppando false personalità online – noti agli utenti di mezzi di comunicazione sociale come “sock puppets”, “burattini” – potrebbe anche incoraggiare altri governi, aziende private e organizzazioni non governative a fare lo stesso.

Il contratto Centcom prevede che ciascuna falsa personalità online debba avere un background convincente, una storia e dei dettagli di supporto, e che fino a 50 controllori con base negli Stati Unitì dovrebbero essere in grado di azionare false identità da loro postazioni di lavoro «senza timore di essere scoperti da sofisticati avversari».

Il comandante Bill, portavoce di Centcom, ha spiegato, «La tecnologia supporta attività riservate di blogging sui siti web in lingua straniera per consentire a Centcom di contrastare propaganda estremistica e violenta fuori dagli Stati Uniti».

Nessuno degli interventi sarebbe in inglese, in quanto sarebbe illegittimo «indirizzare tali tecnologie verso un pubblico USA” .

Le lingue in cui si svolgono gli interventi comprendono arabo, persiano, urdu e pashtu. Inoltre, secondo quanto affermato, nessun sito web con base negli Stati Uniti, in lingua inglese o altre lingue, sarebbe preso di mira, come non lo sarebbero Facebook o Twitter.

Fonte: Paid2Write

Le vite degli altri a Pechino

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Istituiti nuovi controlli su Internet mentre la tv vieta i film di spionaggio e crimine

Istituzione di un nuovo ufficio per coordinare i controlli di Internet, proibizione di teletrasmettere film che includono immaginari viaggi nel tempo, ma anche quelli di spionaggio e di crimine, e l’ex ministro della Pubblica Sicurezza, Zhou Yongkang, membro del Politburo del partito comunista cinese, che propone un database nazionale che assembli tutte le informazioni di ogni individuo, per meglio «amministrare la società». Di questi tempi, in Cina, proibizioni e controlli sembrano andare particolarmente di moda.

Per quanto riguarda Internet, l’annuncio dato mercoledì non è dei più chiari: viene notificato che è stato affidato ad una nuova agenzia centralizzata il compito di regolare in tutta la sua interezza quanto avviene sul Web nel Paese, ma non specifica se questa nuova agenzia, che si chiamerà Ufficio statale per le informazioni su Internet, sostituirà i vasti apparati di controllo della Rete già esistenti. E’ stato però specificato, in un comunicato, che il nuovo Ufficio «dirigerà lo sviluppo delle industrie online di videogiochi, pubblicazione e video», e si occuperà anche della diffusione della propaganda governativa su Internet — nonché avere il compito di «investigare e punire i siti Web che violano le leggi e i regolamenti». Inoltre, sarà incaricato di supervisionare gli Internet provider per «migliorare l’amministrazione della registrazione dei nomi di dominio, la distribuzione di indirizzi IP, la registrazione di siti Web e dell’accesso a Internet». Insomma, controllerà tutto.

Appena tre giorni prima la rivista teorica del Partito comunista cinese, «Qiushi», o «Ricerca della verità», ha pubblicato un articolo scritto da Zhou Yongkang, l’ex-ministro della Pubblica Sicurezza ed attuale membro del Politburo, dove viene avanzata la proposta di costruire una database dove ognuno dei 1,34 miliardi di cinesi siano schedati in modo completo, creando una sorta di supercarta d’identità in cui sarebbero anche registrati i dati riguardanti il livello di istruzione, il curriculum lavorativo e quello fiscale. A queste informazioni andrebbe aggiunto anche il luogo di residenza delle persone, gli eventuali immobili e autoveicoli posseduti, e la storia medica di ognuno. Questo, scrive Zhou, aiuterebbe i comitati di quartiere a imporre la «stabilità sociale», e sarebbe dunque un fattore supplementare alla ricerca di quella che è oggi chiamata «l’amministrazione della società» (per utilizzare il termine favorito dalle autorità, che non amano parlare esplicitamente di «controllo»).

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Android spia gli utenti come Apple? Non proprio…

2404 Android

Sicuramente molti di voi avranno sentito la polemica venuta fuori in questi giorni riguardo i device casa Apple; in pratica è stato scoperto che gli iPhone e gli iPad, dotati di connessione 3G, memorizzano continuamente tutti gli spostamenti dell’utente nell’arco di un anno, salvando l’ID della cella a cui il device è connesso e se possibile, le coordinate geografiche (latitudine e longitudine). Tutte queste informazioni, vengono salvate in un database che in seguito viene copiato sul pc utilizzato per sincronizzare i device con iTunes, e poi, su questo punto non c’è ancora molta chiarezza, il database viene inviato ai server Apple. Ma cosa ancora più sconcertante è che il database in questione non è per niente criptato e quindi facilmente accessibile da chiunque.

Dunque dopo lo scandalo Apple, molti si sono concentrati sul sistema di casa Google (ovviamente Android), per verificare se anche in questo caso, l’utente venisse tenuto sotto controllo. Ebbene anche in questo caso si è scoperto che gli spostamenti dell’utente vengono salvati in un database, che poi verrà inviato ai server di Google, tuttavia in realtà le cose sono molto diverse rispetto al sistema utilizzato da Apple.

Infatti cosa molto importante e grossa differenza rispetto al sistema concorrente, è che viene chiesto all’utente se attivare o meno la localizzazione delle posizioni, quindi siamo noi a decidere se abilitare o meno questa funzione. Altro dettaglio importante consiste nel fatto che i dati vengono raccolti in forma anonima, e quindi non riconducibili all’utente o al telefono, inoltre il database contenente le posizioni salvate dispone solo di 200 voci (quindi vengono salvate solo le ultime 200 posizioni), è criptato, e non facilmente raggiungibile.

Fonte: Android Playa

Cellulari non intercettabili

Windows Phone 7 non spia gli spostamenti degli utenti

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In questi giorni sta divampando una polemica per la scoperta di due ricercatori che riguarda il fatto che iPhone e iPad tracciano e memorizzano gli spostamenti di ogni utente e archiviano le informazioni in un file nascosto nella memoria.

La notizia è stata anche riportata dai colleghi di Hi-Tech Italy e sta facendo il giro del mondo per la possibile violazione della privacy degli utenti, visto che i dati sugli spostamenti sono gli stessi che gli operatori mobili possono fornire alle autorità di pubblica sicurezza con permesso motivato di un giudice. Dopo questa scoperta molti utenti di altri sistemi operativi come Windows Phone 7 si staranno chiedendo come si comporta il loro terminale, e se questo meccanismo è presente anche su altri dispositivi.
Microsoft ha fatto sapere al sito web statunitense Gizmodo di non usare questo tipo di tracciatura nel suo sistema operativo, aggiungendo che viene salvata solo l’ultima posizione del telefono, e solo se la funzione “Trova il Mio Telefono” è attiva.

Per quanto riguarda Android, non c’è la posizione ufficiale di Google, ma il metodo di tracciatura dovrebbe essere molto simile a quello di Windows Phone 7. Infatti nessun file è stato trovato sui terminali Android tali da comprometterne la privacy degli utenti.

Infine, la canadese RIM – Research In Motion, produttrice dei BlackBerry, non ha ancora rilasciato una risposta ufficiale sull’argomento.

Fonte: Windows Phone Italy

Facebook: si o no?

2304 FB

Oggi due notizie meritano una breve riflessione. La prima riguardava la presenza di un file non cifrato in iPhone ed iPad i quali storicizzano in esso, all’insaputa del proprietario, tutte le informazioni sugli spostamenti di quest’ultimo. La scoperta è di due ricercatori ed il titolo scelto -ad esempio- da ZeusNews non lascia dubbi: L’iPhone memorizza in segreto gli spostamenti dell’utente. Le parole chiave del discorso sono “memorizzare in segreto” che tradotte, significano “spiare”.

E` questa è la prima notizia; la seconda -invece- ha un tenore diverso: Obama, il presidente degli Stati Uniti, uno degli uomini più potenti al mondo incontra, amichevolmente, un imprenditore: il capo assoluto di Facebook, Mark Zuckerberg. E questo avviene dopo un meeting di qualche tempo fa dove c’erano, oltre al CEO di Facebook anche altri pezzi grossi dell’informatica mondiale, come Apple e Microsoft. Ma il presidente Obama non nasconde anche la sua ammirazione per Steve Jobs e, in generale, per gli “eroi” dell’informatica Made in USA, al pari di Edison o dei fratelli Wright.

Ma questo interesse può essere catalogato come l’interesse di una persona nei confronti della mera tecnologia? Forse si, se solo non si trattasse del presidente di una superpotenza mondiale che, recentemente, si è mostrata contraria ad una revisione della legge che permette il rastrellamento senza alcun mandato, delle informazioni che gli organi di polizia ritengono fondamentali per la sicurezza nazionale, con evidente rischio per la privacy degli utenti.

Quindi, non si tratta del semplice interesse di una persona nei confronti di rappresentanti delle maggiori aziende tecnologiche. Ma andiamo piano e vediamo, prima di tutto ed in breve cosa è Facebook.

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Attento, l’iPhone ti spia sempre

2104 Tracking

Da uno studio condotto da esperti di sicurezza emerge che lo smartphone della Apple tiene traccia di tutti gli spostamenti effettuati dal proprietario e li memorizza in un file nascosto. Che uso ne farà il colosso di Cupertino? L’azienda, per ora, tace

Tutti gli spostamenti fatti con l’iPhone sarebbero salvati su un file nascosto che può essere facilmente visualizzato da chiunque. E’ l’inquietante rivelazione fatta da Peter Warden e Alasdair Allan, due esperti di sicurezza che avrebbero dimostrato come i dispositivi della mela morsicata tengano traccia di tutte le coordinate spaziali e temporali del proprietario.
A rendere più preoccupante il tutto, anche la scoperta che ogni qual volta si sincronizza il proprio iPhone questi dati vengono trasferiti e memorizzati sui propri computer, rendendoli potenzialmente accessibili a qualsiasi persona che sappia come trovare il file.

Le informazioni sembrano essere registrate da circa un anno, da quando nel giugno 2010 Apple ha rilasciato il nuovo sistema operativo iOS 4.0. In quell’occasione il colosso di Cupertino non ha informato gli utenti dell’introduzione di questa raccolta dati, che, a quanto pare, violerebbe palesemente la privacy dei consumatori. Anche perché non è prevista la possibilità di cancellare in nessun modo questi dati.

“Apple ha reso possibile a chiunque abbia la possibilità di accedere al tuo telefono o computer – un partner geloso oppure un detective privato – di visualizzare informazioni dettagliate su dove sei stato”, ha dichiarato Pete Warden durante la conferenza Where a San Francisco.

Basta infatti andare in una cartella specifica del proprio computer (/Utente//Libreria/Application Support/MobileSync/Backups/) per accedere al backup con tutti gli spostamenti dell’iPhone. Al momento, va detto, non c’è nessuna evidenza che questi dati siano trasmessi anche alla Apple.
Secondo Warden, però, la casa di Steve Jobs ha inserito in maniera intenzionale questo backup nel nuovo sistema operativo. Non si tratterebbe dunque di un semplice errore: “Può darsi che Apple abbia in mente nuove funzionalità che richiedono la cronologia delle località, ma è solo una nostra supposizione. Il fatto che il file venga trasferito su un nuovo iPhone o iPad è la prova che la raccolta dei dati non è accidentale”.

Ad ogni modo, i due ricercatori hanno creato anche un’applicazione che può essere scaricata sul proprio computer (per il momento funziona solo con i Mac) e permette di generare in meno di un minuto la mappa dettagliata di tutti gli spostamenti effettuati dal possessore dell’iPhone. E’ anche possibile visualizzare i dati in ordine cronologico, attraverso un player interattivo.

Dalla prova effettuata da SKY.it è emerso che l’iPhone ha registrato ogni minimo spostamento del proprietario, da quando il dispositivo è stato attivato fino all’ultima volta che è stato sincronizzato.

Fonte: Sky TG24

Chi fa il guardone sui terrazzi condominiali rischia la multa per molestie

1904 Vicini

Spiare dalla terrazza condominiale i coinquilini equivale a molestarli. Lo afferma la Cassazione (sentenza 15450/11) che impone multe nei confronti dei condomini che hanno la brutta abitudine di fare i guardoni. È quanto è accaduto ad un quarantenne condannato a 600 euro di multa per il reato di molestie perchè, posto su un terrazzo a brevissima distanza dall’appartamento abitato da una coppia di vicini, scrutando in continuazione all’interno, li costringeva a tirare i tendaggi e ad accendere la luce anche in pieno giorno per proteggersi dalla sua intrusione.

Il guardone, inoltre, irrideva gli inquilini barricati in casa facendo gesti beffardi con la bocca e con le mani. Condannato a 600 euro di multa dal Tribunale di Pordenone, ha fatto ricorso in Cassazione per dimostrare che si trattava di una terrazza privata e che non tutti i condomini avevano diritto di accedervi. Ma ha avuto la peggio.

La Suprema Corte ha deciso che «la sentenza impugnata, con motivazione incensurabile, ha specificato che la terrazza in questione si trovasse al piano ammezzato fra il primo piano, dove era ubicato l’appartamento delle odierne parti offese ed il secondo piano, dove era ubicato l’appartamento del ricorrente e che ad essa si accedeva attraverso un’apertura del comune vano scale condominiale, sicchè la terrazza in questione ben poteva qualificarsi come luogo aperto alla generalità dei condomini».

Fonte: La Stampa

Siria: Da Iran mezzi e tecnologie ad Assad per repressione

1504 Assad

Washington – L’Iran starebbe contribuendo alla feroce repressione in Siria contro le proteste di piazza, fornendo al regime di Bashar Assad mezzi e apparecchiature per stroncare la rivolta. A riferirlo e’ il Wall Street Journal, che cita alti funzionari dell’Amministrazione Usa. Teheran, secondo il quotidiano americano, avrebbe gia’ inviato apparecchiature per spiare le comunicazioni dell’opposizione su Internet e altre forniture sono attese presto .

Fonte: AGI

Attenti a insulti o commenti sgraditi su Facebook. Le aziende a caccia del candidato giusto

1404 FB

ROMA – Le aziende danno la caccia al candidato giusto su Facebook e si mettono anche a spiare la bacheca sul social network del giovane che si è proposto per un lavoro o magari ha mandato un curriculum.

Solo all’inizio del 2011, sette imprese su dieci hanno cercato su internet le informazioni sul possibile nuovo membro della loro squadra.

Si parte digitando il nome su Google e poi si spulcia Facebook o eventuali blog e siti di riferimento. “Tutte le informazioni che si possono trovare su Internet – dice Giorgio Aravecchia, direttore di gruppo delle risorse umane della Panini Spa, l’impresa produttrice di figurine – sono utili per riuscire a individuare meglio la personalità della professionista che ci si trova davanti. Quando uno fa il colloquio c’è sempre un po’ di marketing reciproco. La società dà prevalenza agli aspetti positivi della figura che offre e cela quelli che ritiene meno appetibili. Lo stesso fa il candidato, parla bene delle esperienze, dice di essere stato il protagonista dei punti di svolta dell’impresa in cui ha lavorato. Anche se così non è stato”.

Fonte: Blitz Quotidiano

Echelon: Il Grande Fratello è tra di noi

0603 Echelon

Il nome in codice “Echelon” viene usato per identificare una rete informatica gestita in gran segreto fino al 1997, capace di esprimere potenzialità non indifferenti nel campo del controllo globale. Echelon non soltanto è in grado di controllare l’intero nostro pianeta, ma svolge anche funzioni di intercettazione, selezione e registrazione di qualsiasi forma di comunicazione elettronica esistente.

Queste sue infinite possibilità sono supportate da due fattori fondamentali: i “Dizionari” e le stazioni a terra.
I primi sono in realtà dei veri e propri super computer, satelliti artificiali in orbita intorno al nostro pianeta, che trasmettono un considerevole flusso di dati a livello mondiale alle varie stazioni sparse per il globo.
Questa spiegazione di Echelon, molto semplice nella sua espressione in forma prettamente divulgativa, lascerebbe pensare all’intero sistema come ad un sofisticato mezzo di supporto per lo spionaggio militare; in realtà gli obiettivi non sono esclusivamente di tipo militare, Echelon infatti “osserva” e controlla anche i Governi, le varie ambasciate e persino milioni di comuni cittadini, in qualsiasi parte del mondo essi si trovino.
Questa sua singolare caratteristica lo pone in uno stato di precario equilibrio tra le libertà conquistate e reclamate dai cittadini e il sempre più crescente bisogno di sicurezza, in particolar modo in questo delicato momento storico; ma prima di affrontare questo delicato argomento cerchiamo di capire meglio perché e da chi è stato sviluppato un così complicato e virtualmente pericoloso sistema di difesa.

Durante il 1947 i rapporti tra Stati Uniti e Gran Bretagna diventano ancora più solidi in seguito a un accordo segreto che vede entrambe le nazioni unire le loro forze per rafforzare le reti di spionaggio interne; in realtà una collaborazione esisteva già da tempo ed era principalmente rivolta all’intercettazione delle comunicazioni sovietiche.
La rete di sinergie appena descritta prendeva il nome di “Patto UK/USA”, al quale si aggiunsero successivamente l’Australia, il Canada e la Nuova Zelanda; la sua esistenza rimase a lungo segreta, almeno fino a quando, nel marzo del 1998, non venne pubblicato un rapporto sullo Scientific and Technological Options Assessment.
Da quel momento la gente si rese conto che quella fastidiosa sensazione di sentirsi osservati, e le stesse leggende metropolitane che si raccontavano in merito a qualcuno che ci monitorizza costantemente, non erano poi tutte cose campate in aria…in effetti qualcuno ci stava osservando, e già da molto tempo!

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Rubygate, licenziato l’autore del libro su Berlusconi

2602 Bunga

Rimosso dall’incarico di portavoce dell’assessore lombardo allo Sport

Milano – In seguito all’uscita del libro “Onorevole bunga bunga. Berlusconi, Ruby e le notti a luci rosse di Arcore”, il primo libro sul “Rubygate”, l’autore del volume che contiene il testo integrale delle intercettazioni trasmesse dalla Procura della Repubblica di Milano alla Giunta per le autorizzazioni della Camera è stato licenziato dalla Regione Lombardia.

ll prof. Marco Marsili è stato rimosso dal suo incarico di portavoce, responsabile comunicazione, media relations e relazioni esterne dell’Assessore regionale allo Sport e giovani Monica Rizzi (Lega), con una mail inviatagli ieri dal capo della segreteria dell’assessore, Alessandro Pedrini. Marsili aveva assunto l’incarico solamente lo scorso 15 febbraio, dieci giorni prima.

“Ho ricevuto una mail asettica di due righe – dichiara Marsili, che è giornalista e direttore della Voce – nella quale mi veniva comunicato che il mio incarico veniva revocato con decorrenza immediata. Si tratta di una grave forma di censura che non può non destare preoccupazione, e che manifesta l’asservimento della Lega al potere berlusconiano”.

“L’Assessore Rizzi farebbe meglio a preoccuparsi dell’indagine della Procura della Repubblica di Brescia che la riguarda circa la sua ‘laurea’ in psicologia” – prosegue Marsili – “Dovrebbe affrettarsi a trovare qualcun’altro che le scriva i discorsi e che si occupi della comunicazione, vista l’imminente chiusura delle indagini”.

“La Lega, inoltre, dovrebbe prestare maggiore attenzione delle ‘relazioni’ particolari che qualche consigliere regionale intrattiene con ambienti malavitosi, piuttosto che del portavoce di un altro assessore accusato di aver percepito tangenti, oltre che delle ‘trote’ messe a sguazzare a spese della collettività nell’Aula del Consiglio regionale” conclude Marsili.

Intanto il libro, ad una settimana dall’uscita, sta diventando un vero e proprio caso letterario, con 9mila copie stampate e continue richieste dalle librerie.

Fonte: Voce d’Italia

Il bluff delle aste giudiziarie nelle mani di boss e affaristi

2602 Case

L’avvento dei professionisti nel gioco delle acquisizioni ha moltiplicato i vantaggi per pochi e la scarsa trasparenza in un business da dieci miliardi. E per il cittadino diventa impossibile comprare casa

Una casa su dieci passa di mano alle aste giudiziarie. Un mercato nel grande mercato immobiliare. E in costante crescita, con il trenta per cento di transazioni in più ogni anno. Centocinquantamila gli immobili ceduti nel 2010. Con previsioni di ulteriore espansione, considerando che le proprietà a rischio di procedura esecutiva sono più del doppio. Dieci miliardi sui 100 della borsa del mattone vengono già spesi così, all’interno di un sistema che, sulla carta, offre mille garanzie di trasparenza ma che gli operatori per primi considerano una prateria per le scorribande di speculatori affaristi e mafie. I vecchi proprietari rientrano con le buone o con le cattive in possesso degli immobili perduti, i nuovi potenziali acquirenti sono indotti a mollare l’affare o a versare sostanziose tangenti per non incontrare ostacoli. Agenzie che operano alla luce del sole e faccendieri che si propongono come consulenti alle aste si infiltrano tra le pieghe delle regole che governano gli incanti, ne pilotano gli esiti e fanno incetta di immobili.

Per il cittadino qualunque avventurarsi nell’acquisto di una casa o di un terreno messi in vendita dai tribunali equivale a intraprendere spesso un percorso pieno di insidie. Per evitare le quali il ricorso all’intermediazione diventa
l’unica alternativa. Ma come funziona il sistema? Dove sono le trappole? Quali i trucchi?

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Ma proprio non c’è rimedio?

2502 Corruzione

Cifre impressionanti testimoniano la perdita del “senso dello Stato” in troppi che dovrebbero essere invece “servitori dello Stato”

Aumento del 30 per cento (o giù di lì) dei casi di corruzione nella Pubblica amministrazione e frode: due “patologie” denunciate nel rapporto fatto in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2011 da parte del Procuratore generale della Corte dei Conti, dott. Mario Ristuccia, che in verità lasciano perplessi e un po’ sgomenti. Non che si ignorassero le problematiche di quel “pianeta” cui sono affidate gestione e tutela dei pubblici interessi (qual è la Pubblica amministrazione), ma i numeri, certo, si sperava fossero un po’ meno “pesanti” e soprattutto che questi crescessero in termini di redditività e proficuità sociale dei servizi resi, non in termini di “mala amministrazione”.

Non a caso il presidente della Corte stessa, Luigi Giampaolino, nelle medesima occasione inaugurale, ha posto l’accento su quelli che egli ha definito “quattro pilastri” per la lotta alla corruzione: l’etica, la trasparenza attraverso l’uso delle intercettazioni telefoniche, la semplificazione e il controllo.

Ci sia consentito qui, condividendo quel senso di attesa liberatoria che a volte si coglie sui volti un po’ segnati dalla fatica del vivere d’oggi di ogni cittadino, indicare anche qualche altra direzione verso la quale orientare la bussola, e cioè sul senso di “appartenenza” alla cosa pubblica, alla causa civile, quella di tutti, dal più rispettabile dei giudici della magistratura contabile a ciascuno degli utenti di questa (a volte indefinibile) “macchina collettiva” che definiamo ‘pubblica amministrazione’.

E sì, perché è a questa macchina che tutti, ciascuno di noi “appartiene” sia quando eroga servizi sia quando ne fruisce: ognuno può, deve sentirsi responsabile del suo funzionamento. E questa esigenza di riappropriarci dei “nostri” stessi spazi di vita (sia che facciamo una fila davanti agli sportelli del Cup, sia se amministriamo la giustizia in un’aula di tribunale, sia se tiriamo la cordicella del campanello per sancire la fine dell’ora scolastica in una scuola elementare) diventa urgente, impellente: non possiamo “solo” affidare a controlli esterni la funzionalità di questo apparato, formato da tanti miriadi cellule collegate fra loro.

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Come capire se la vostra casa è infestata da microspie!

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Come capire se ho il telefono sotto controllo? Quando siamo a casa, ci sentiamo al sicuro. Come vi sentireste, e come reagireste, se doveste scoprire che qualcuno osserva tutti i vostri movimenti all’interno della vostra casa, e ascolta tutte le conversazioni che vi si svolgono? Di seguito potete trovare alcuni …

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 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
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spyphoneI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all'auricolare celato nell'orecchio.
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ARTICOLI IN RILIEVO

Tagliare i costi delle intercettazioni, lo dice il Governo tecnico.

18 mag 2012

ministro Piero Giarda

La questione intercettazioni fa sempre parlare di sé, tra i vertici del potere e tra la gente comune, facendo emergere sempre opinioni controverse. Da tema considerato cavallo di battaglia del centrodestra, da qualche giorno è finito anche sotto la lente dei tecnici del Governo Monti. Il tema era già stato affrontato dal ministro della Giustizia Paola Severino a fine aprile, durante il Festival del Giornalismo di Perugia. “L’idea è quella …

L’FBI vuole maggiori poteri per spiare la rete.

9 mag 2012

spiare pc

Rendere la rete più “wiretap-friendly”, ossia più facile da spiare ed intercettare. È questo ciò che sta facendo l’FBI esercitando pressioni sulle grandi aziende telematiche, come Yahoo e Google, affinché supportino la proposta che imporrebbe loro di fornire backdoors per ragioni di spionaggio di stato. Il Bureau ha già incontrato esponenti di queste compagnie, come anche della Microsoft, che possiede Hotmail e Skype, di Facebook, e di altri soggetti interessati, …

Chiesa ed intercettazioni, il dibattito su morale e vita pubblica.

7 mag 2012

vescovo Mariano Crociata su intercettazioni

In questi giorni si sta assistendo ad un acceso e controverso dibattito all’interno delle istituzioni ecclesiastiche. Da una parte “L’Osservatore Romano”, dall’altra il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, il vescovo Mariano Crociata, hanno manifestato due punti di vista contrapposti sulla questione intercettazioni. Le intercettazioni, ambientali o telefoniche, spesso effettuate con microspie, stanno negli ultimi mesi e anni dividendo l’opinione pubblica e facendo parlare diverse personalità di spicco, in ogni …

Intercettazioni e tabloid-gate: i Murdoch ingnari dell’insabbiamento?

30 apr 2012

Ruperth Murdoch

Risale alla scorsa estate lo scandalo delle intercettazioni telefoniche, delle intrusioni informatiche e della presunta corruzione di agenti di polizia da parte dei giornalisti del giornale inglese News of the World di Rupert Murdoch, che vide la chiusura dello stesso tabloid, le dimissioni di James, figlio di Ruperth e l’istituzione di una Commissione di inchiesta da parte del primo ministro inglese Cameron per indagare sull’etica dei media britannici e sulle …

La sfera delle intercettazioni: il fenomeno dilaga

23 mar 2012

nuove intercettazioni

Negli ultimi anni è capitato spesso di apprendere di casi di cronaca nella cui risoluzione si è reso necessario l’utilizzo di metodi diversi dagli altri: le intercettazioni. Che si tratti di quelle ambientali o telefoniche, le intercettazioni sono consentite dalla legge in casi particolari, ad esempio nel corso di indagini in seguito ad un crimine, al fine di conseguire eventuali elementi di prova a carico degli indiziati. Per effettuare questo …

Telecamere nascoste in Parlamento, la Casta si ribella

16 feb 2012

microspie nella camera

Negli scorsi mesi ha destato molto scalpore la vicenda del parlamentare IDV Francesco Barbato, che si è recato in Parlamento munito di una telecamera nascosta all’interno dell’occhiello della sua giacca. Grazie alla microcamera, l’onorevole Barbato è riuscito a riprendere e registrare i suoi colleghi in situazioni decisamente sconvenienti per un parlamentare, ad esempio documentando le parole del suo ex collega di partito Antonio Razzi, che ha ammesso di essere passato …

Repressione contro la popolazione in Siria: tre aziende accusate di aver fornito al regime di Damasco strumenti per intercettazione e monitoraggio dei dissidenti

28 nov 2011

spionaggio siria

Gli Stati Uniti d’America non esportano solo democrazia, ma anche strumenti di controllo venduti direttamente a ‘governi canaglia’ e regimi. Si tratta naturalmente di una pratica che va avanti da sempre, ma che ultimamente è diventata un po’ scomoda nell’ambito dell’ostentata trasparenza dell’amministrazione Obama. Così il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti sta indagando se la tecnologia prodotta da una società californiana, abbia potuto aiutare la polizia siriana nella mappatura …

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Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta ed il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
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I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
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cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
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Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.

Violazione dei diritti civili

Spionaggio per manipolare i social network secondo il Guardian

10 mag 2011

1005 Social

Lo dice il Guardian. L’esercito americano sta sviluppando un software che consente di manipolare segretamente i siti di social media utilizzando falsi personaggi online per influenzare le conversazioni su Internet e diffondere propaganda filo-americana. Una società californiana si è aggiudicata un contratto con la United States Central Command (Centcom), che …

Le vite degli altri a Pechino

7 mag 2011

0705 PEK

Istituiti nuovi controlli su Internet mentre la tv vieta i film di spionaggio e crimine Istituzione di un nuovo ufficio per coordinare i controlli di Internet, proibizione di teletrasmettere film che includono immaginari viaggi nel tempo, ma anche quelli di spionaggio e di crimine, e l’ex ministro della Pubblica Sicurezza, …

Android spia gli utenti come Apple? Non proprio…

24 apr 2011

2404 Android

Sicuramente molti di voi avranno sentito la polemica venuta fuori in questi giorni riguardo i device casa Apple; in pratica è stato scoperto che gli iPhone e gli iPad, dotati di connessione 3G, memorizzano continuamente tutti gli spostamenti dell’utente nell’arco di un anno, salvando l’ID della cella a cui il …

Windows Phone 7 non spia gli spostamenti degli utenti

23 apr 2011

2304 WinPhone

In questi giorni sta divampando una polemica per la scoperta di due ricercatori che riguarda il fatto che iPhone e iPad tracciano e memorizzano gli spostamenti di ogni utente e archiviano le informazioni in un file nascosto nella memoria. La notizia è stata anche riportata dai colleghi di Hi-Tech Italy …

Facebook: si o no?

23 apr 2011

2304 FB

Oggi due notizie meritano una breve riflessione. La prima riguardava la presenza di un file non cifrato in iPhone ed iPad i quali storicizzano in esso, all’insaputa del proprietario, tutte le informazioni sugli spostamenti di quest’ultimo. La scoperta è di due ricercatori ed il titolo scelto -ad esempio- da ZeusNews …