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San Damiano: in auto aveva apparecchio da 007 per rilevare microspie

1103 Detector

I Carabinieri hanno arrestato Luigi Labellarte, 44 anni, di Ortanova (Foggia) che ha consegnato un documento d’identità falso. La sofisticata apparecchiatura era nascosta sull’auto Bmw

I Carabinieri, nel corso di una operazione di controllo a San Damiano d’Asti, hanno sequestrato una sofisticata apparecchiatura radio elettrica utilizzata, anche dai servizi segreti, nelle indagini più complesse. Il proprietario dell’auto dov’era installato l’apparecchio è stato arrestato, anche per aver presentato un documento di identità falso. Si chiama Luigi Labellarte, 44enne, pluripregiudicato di Ortanova (Foggia). Le imputazioni nei suoi confronti sono di sostituzione di persona e false attestazioni delle generalità.

L’operazione è scattata, oggi, nei pressi del campo nomadi in via Ivero alla periferia di San Damiano. Gli uomini dell’Arma, durante una perlustrazione, hanno notato una Bmw con due uomini a bordo; la presenza dell’auto di lusso e di grossa cilindrata ha insospettito i militari che hanno approfondito i controlli. I sospetti sono subito emersi dai documenti presentati dal conducente, infatti da un successivo controllo la carta d’identità è risultata falsa. Le vere generalità sono emerse attraverso le impronte digitali, l’uomo è risultato essere il Labellarte, originario della Puglia e con numerosi precedenti penali.

La sorpresa per i militari è arrivata con la perquisizione dell’auto, in un vano apposito è stato rinvenuto un apparecchio radio elettrico, modello “Bug Detector”, utilizzato per rilevare la presenza di microspie e “cimici”. Secondo gli investigatori lo strumento potrebbe essere stato utilizzato per attività illecite in quanto consente di monitorare tentativi di intercettazione ambientale da parte delle forze dell’ordine e creare anche “barriere” elettroniche per impedire tali controlli.

Sul possesso del detector Labellarte non è stato in grado di fornire spiegazioni convincenti, l’indagine prosegue. Dopo le formalità del caso e un primo interrogatorio l’uomo è stato portato in stato d’arresto presso le carceri di Quarto d’Asti.

Fonte: AT News

Rilevatori di microspie per bonifiche ambientali

“Cimici” nella sede Fli, affidata a ditta milanese la bonifica

0403 FLI

Dopo le intercettazioni in cui il padre di Barbara Guerra propone alla figlia di mettere delle cimici nella sede di Fli a Milano, è stata affidata a una ditta milanese la bonifica da eventuali microspie

Dopo le intercettazioni in cui il padre di Barbara Guerra propone alla figlia, se la cosa dovesse interessare a Silvio Berlusconi, di mettere delle cimici nella sede di Futuro e Libertà a Milano, Fli ha deciso di affidare a una ditta privata la bonifica della sede milanese. Così ha spiegato l’eurodeputata Cristiana Muscardini, che ha sottolineato come le intercettazioni abbiano “preoccupato” il partito di Fini.

“Stamattina (ieri, ndr) – ha spiegato – abbiamo dato mandato per un controllo per verificare che non ci siano cimici nella sede di via Terraggio. Uno a casa sua vuole parlare tranquillamente senza che venga messa a conoscenza una showgirl o i suoi genitori. E su cose di questo tipo il ministro dell’ Interno dovrebbe dire qualcosa”. L’eurodeputata ha spiegato che se saranno trovate delle microspie Fli “si rivolgerà alla magistratura”.

Fonte: Milano Today

 

Bonifiche ambientali per la protezione della vostra privacy

Internet “Kills” The Mafia Stars

1802 Casalesi

Nella “post information age” le mafie sono rimaste ferme all’analogico, mentre una informazione che si fa sempre più personalizzata, diffusa attraverso il web, che garantisce l’anonimità dei fruitori, abbatte le barriere della comunicazione e dell’ignoranza.

La scorsa settimana è accaduto qualcosa a Casal di Principe la cui rilevanza è stata forse un po’ troppo sottostimata dai principali media italiani, che si occupano di camorra solo quando scorre sangue e quando c’è da mettere un boss arrestato in vetrina.

Nella notte del 10 Febbraio, la squadra mobile della Polizia di Caserta ha interrotto un summit, in via Rosmini 6 a Casal di Principe, sorprendendo seduti a discutere intorno ad un tavolo sette persone tra cui Cristofaro Dell’Aversana di 43 anni, sorvegliato speciale che finì in carcere durante l’operazione “Spartacus 3”, Mario Iavarazzo di 36 anni, Attilio Pellegrino di 42 anni, Francesco Panaro di 40 e Mirko Ponticelli di 25 anni, tutti ritenuti dagli investigatori elementi di spicco del “Clan dei Casalesi”. Nell’ambito dell’operazione è stato sequestrato anche uno scanner per la rilevazione di microspie. Due gli arrestati, Dell’Aversano con l’accusa di violazione degli obblighi di sorveglianza, ed il proprietario dell’appartamento, l’insospettabile Giuseppe Sgalia, con l’accusa di furto di energia elettrica.

Fin qui si tratterebbe di una notizia di cronaca locale, degna solo di essere riportata, in attesa che le indagini della magistratura antimafia accertino l’entità e la rilevanza delle persone arrestate. Ma è ciò che è accaduto il giorno dopo che è inquietante e meriterebbe una riflessione. Alle 9 del mattino, in tutte le edicole e bar di Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa e circondario, non c’era più nemmeno una copia della stampa locale che riportava la nota della questura di Caserta relativa all’operazione ed ai nominativi degli arrestati e fermati. Non una copia da comprare, né da leggere negli espositori o nei bar dove, mentre si sorseggia un caffè, un quotidiano locale da sfogliare c’è sempre.

In un bar dove era disponibile una sola copia del Mattino per la lettura, mancava guarda caso proprio una pagina locale. Strappata.

C’è quindi da chiedersi come mai sia successo, e che interpretazione dare ad un episodio come questo, quando invece in occasione dell’arresto di Antonio Iovine fu fatta una tiratura eccezionale ed i quotidiani erano disponibili in ogni locale ed edicola del casertano.

Fonte: Agorà Vox


Rilevatori di microspie

Interrotto summit di camorra a Casal di Principe: arrestato Cristofaro Dell’Aversana

1102 Camorrista

La Squadra mobile di Napoli ha arrestato la scorsa notte due persone che insieme ad altre cinque stavano partecipando a quello che per gli investigatori era un summit di camorra. La riunione si stava svolgendo a casa di un insospettabile nella quale i poliziotti hanno trovato anche un rilevatore di microspie. Il proprietario dell’appartamento è finito in manette per furto di energia elettrica.

Tra i presenti, presunti appartenenti al clan dei Casalesi, fazione Francesco Schiavone, detto Sandokan, detenuto in regime di 41 bis. Tra agli arrestati c’è anche Cristofaro Dell’Aversana, sorvegliato speciale. L’uomo era finito in carcere con l’operazione Spartacus 3 insieme con la moglie di Sandokan Giuseppina Nappa.

Un analogo summit, al Pallonetto di Santa Lucia, a Napoli, era stata scoperto e bloccato circa 2 settimane fa sempre dagli uomini della Mobile partenopea. L’operazione si era conclusa con l’arresto del presunto capo delle “Teste Matte”, operante nei Quartieri spagnoli, come si può leggere su L’ora Vesuviana.

Fonte: Crime Blog

Rilevatori di microspie

Bossi e le cimici: perché non ha denunciato lo spionaggio?

050111 Interc

 

La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per capire chi aveva l’interesse a spiare Umberto Bossi e perché il Senatur non ha denunciato il fatto appena venuto a conoscenza. Anche dopo la bonifica sembra che il leader della Lega non si fidasse più di parlare nel suo ufficio.
La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta in seguito alle dichiarazioni rilasciate dal leader della Lega Nord Umberto Bossi, che ha raccontato di aver trovato, un paio di mesi fa, delle “cimini” sia nel suo ufficio presso il Dicastero delle Riforme sia nella sua abitazione romana. Qualcuno, quindi, stava spiando il Senatur e gli inquirenti non solo vogliono capire chi ne aveva l’interesse ma anche perché Bossi non ha denunciato il fatto appena ne sarebbe venuto a conoscenza. Umberto Bossi spiega che a sospettare per prima della presenza di “cimici” fu la sua segretaria Nicoletta, perché “c’era gente che sapeva le sue cose” spiega il leader del Carroccio. “Nel dubbio abbiamo fatto fare una bonifica – spiega – Nel mio ufficio ne hanno trovata una vicino al tavolo nella presa di corrente, un’altra sul frigorifero”. Nella sua abitazione presso Porta Pia, invece, “ne hanno trovate un bel po’ dove ci sono i bocchettoni dell’aria calda” racconta. Il dubbio rimane sul perché Umberto Bossi non abbia denunciato il fatto. “Gli esperti che sono venuti hanno detto che appena tocchi o tiri via una cimice immediatamente chi l’ha messa viene a saperlo, perché sente un certo tipo di suono – spiega il Senatur – Ho temuto che chiunque fosse venuto a fare la bonifica avrebbe potuto metterne delle altre”. “Quindi io al mio Ministero – conclude – ho detto al capo gabinetto: guarda che nel mio ufficio è meglio che non vai a parlare. Pensavo: so che lì ci sono le cimici, è meglio non rischiare altro, vado a parlare altrove”. Queste dichiarazioni sembrano quindi lasciar intendere che anche dopo la bonifica Bossi abbia continuato ad avere il sospetto di essere spiato, e forse anche per questo gli inquirenti vogliono capire perché non ha chiesto un’indagine in merito. La procura, comunque, a breve ascolterà tutte le persone coinvolte in questa storia, compresi gli “uomini” mandati dal ministro Maroni, come da racconto di Bossi. Se tale affermazione sarà confermata, ciò potrebbe significare che almeno il Ministero degli Interni era a conoscenza del fatto che qualcuno stava spiando il leader della Lega Nord.

Fonte: Mainfatti

 

Bonifiche ambientali

Bossi: Cimici in casa a Roma e nel mio ufficio al ministero

030111 Bossi

 

Il ritrovamento delle microspie sarebbe avvenuto due mesi fa dopo i sospetti della sua segretaria. “Tropppa gente sapeva quello che avevo detto solo a lei”, spiega in senatur. Nessuna denuncia (“Sono uno che tende a minimizzare”)

ROMA – Delle “cimici” sono state trovate un paio di mesi fa nell’ufficio di Umberto Bossi al Ministero delle Riforme e nella sua abitazione romana, nella zona di Porta Pia. E’ stato lui stesso a raccontarlo chiacchierando con i giornalisti nella notte a Ponte di Legno. Bossi ha detto che la sua segretaria al Ministero si è insospettita perché – ha spiegato – “troppa gente sapeva quello che avevo detto solo a lei”. Così sono stati fatti dei controlli “e hanno trovato una cimice nel mio ufficio al ministero e diverse nella mia casa di Roma”.

Non le hanno trovate a Varese, però. “Lì – ha commentato sorridendo – ho fucile da caccia e rivoltella”. Il tutto è successo “un paio di mesi fa” ha spiegato il ministro che ha detto di non avere idea degli autori. “Come si fa a sapere chi sono? – ha osservato -. Sono scemi sì, ma non del tutto”. Sulla vicenda non c’è però nessuna inchiesta aperta. “Abbiamo aspettato troppo – ha detto Bossi -. Abbiamo chiamato un privato per la bonifica. Non volevo far casino, tanto un’inchiesta non trova niente. Io non volevo entrare nel casino. Sono uno che tende a minimizzare”. Il segretario della Lega ha comunque avvisato Maroni “che ha mandato un po’ di suoi uomini”.

Fonte: Repubblica

Bonifiche ambientali

Furti su tir al nord Italia, sgominata banda

301010 TIR

Diciassette gli episodi contestati. Sei arresti,due domiciliari

(ANSA) – ALESSANDRIA, 29 OTT – Per mesi hanno scorrazzato lungo le autostrade del nord per individuare gli autotreni da svuotarli del carico. Una banda organizzata con auto-staffetta noleggiate, apparecchiature per tagliare i teloni o forzare i sigilli del carico, rilevatori di microspie, autocarri per il trasbordo delle merci e depositi dove sistemarli. Per tenersi in contatto non usavano telefonini ma ricetrasmittenti. Sono state raccolte prove su 11 dei 17 episodi avvenuti sulle arterie del Nord Ovest. Sei gli arresti,due ai domiciliari.(ANSA).

Fonte: ANSA


Rilevatori di microspie

Scoperto il cyberbunker del clan albanese

mercedes-jammer

C’erano congegni elettronici per intercettare microspie e altri per rendere “ciechi” i telefoni cellulari sistemi Gps e wi-fi in un raggio di 20-30 metri. Roba da cybercrime. Il bottino stupefacente è stato scoperto in un appartamento di Tor Bella Monaca dai carabinieri della Compagnia di Frascati diretta del capitano Giuseppe Iacoviello. Arrestato il custode della roba, un albanese di 30 anni. Valore del carico circa 300 mila euro, diviso in panetti di hashish, compreso il prezioso olio di hashish, sostanza confezionata in sottili sfoglie col marchio «Top 2010» da 500 grammi ciascuna: sciolta con l’altra droga è in grado di aumentarne il peso di tre-quattro volte.

Merce davvero raffinata che sul mercato ha un valore dai 3 ai 5 euro al chilo. Anche gli altri panetti di hashish erano targati con la scritta «Git», sigle che personalizzano la droga consentendo di risalire al trafficante cui fa capo. In questo caso gli investigatori sono convinti che i 50 chili trovati rappresentino la quinta parte del carico a disposizione di un clan albanese facente capo a una famiglia così potente e ricca che ha acquistato appartamenti e attività commerciali sia in periferia sia nel centro della città.

Non solo. La presenza della banda nel mercato della droga a Tor Bella Monaca e anche altrove sarebbe il motivo della guerra a colpi di gambizzazioni scoppiata nel quartiere. Insomma, gli albanesi rappresenterebbero una presenza troppo ingombrante e soprattutto difficile da battere. Lo stupefacente, compreso l’olio di hashish, è roba di prim’ordine: proveniene dall’Afghanistan, passa in Pakistan, raggiunge la Turchia per poi sbarcare in Italia dopo aver risalito Grecia e Balcani. Per battera il clan gli altri spacciatori non hanno usato solo le pistole. Hanno anche commissionato il furto della droga. Ed è seguendo i ladri che i carabinieri sono arrivati al bunker. Le indagini proseguono.

Fonte: Il Tempo

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Guide alla videosorveglianza

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Come capire se la vostra casa è infestata da microspie!

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Come capire se ho il telefono sotto controllo? Quando siamo a casa, ci sentiamo al sicuro. Come vi sentireste, e come reagireste, se doveste scoprire che qualcuno osserva tutti i vostri movimenti all’interno della vostra casa, e ascolta tutte le conversazioni che vi si svolgono? Di seguito potete trovare alcuni …

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